21 dicembre 2025

Il Ruolo molteplice dell'ONU in Medio Oriente: analisi e prospettive

Il 24 novembre 2025, Universal Peace Federation ha organizzato un webinar per esaminare il ruolo delle Nazioni Unite in Medio Oriente. L'incontro ha affrontato in particolare la questione di come la missione di peacekeeping delle Nazioni Unite intenda perseguire la costruzione di pace e armonia sostenibili in una regione dilaniata dai conflitti. 

Chantal Chételat Komagata, Segretaria generale di UPF Svizzera, ha moderato il dibattito evidenziando la visione di UPF di creare una comunità globale armoniosa. Questa prospettiva si basa sui principi d'interdipendenza, prosperità condivisa e valori universali, mettendo in luce il ruolo cruciale dell'etica nella risposta alle sfide globali.

Il discorso principale è stato pronunciato dal generale di divisione Patrick Gauchat, Capo Missione e Capo di Stato Maggiore dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per la Sorveglianza della Tregua (UNTSO) e Comandante della Forza di Osservazione del Disimpegno delle Nazioni Unite (UNDOF). È un ingegnere dell'Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL), con una notevole esperienza presso le Nazioni Unite in diversi continenti.

Nel corso della discussione relativa all'operato delle Nazioni Unite, l’ufficiale ha posto l'accento sulle questioni legate alla sicurezza e al mantenimento della pace. Ha descritto l'UNTSO, istituito nel 1948, come la missione di pace originaria delle Nazioni Unite, i cui compiti principali includono il monitoraggio del cessate il fuoco tramite personale non armato proveniente da trentuno nazioni e il mantenimento di un canale di collegamento vitale tra le parti in conflitto.

Ha poi delineato le attività operative della missione suddividendole in tre fasi distinte: prima del 7 ottobre 2023, durante i recenti scontri armati e nel periodo successivo all'adozione della risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del 17 novembre 2025. La risoluzione in esame ha approvato il piano globale per porre fine al conflitto di Gaza, autorizzando la creazione di una forza internazionale di stabilizzazione.

Nel corso dell'analisi delle circostanze attuali, il generale ha evidenziato che la presenza delle Nazioni Unite lungo la Linea Blu in Libano ha esercitato un'influenza considerevole sul comportamento delle parti in conflitto, favorendo il rispetto delle norme internazionali del diritto umanitario, anche se i cessate il fuoco non sono stati sempre rispettati. Ha delineato una distinzione tra le missioni del Capitolo VI (come l'UNTSO e l'UNDOF), in cui l'ONU facilita la mediazione tra le parti per la stipula di accordi, e le missioni del Capitolo VII, in cui i mandati sono imposti.

Secondo quanto riferito dal relatore, ogni missione futura a Gaza sarà presumibilmente inclusa nel contesto del Capitolo VIII, basato su una coalizione regionale. Nel corso della discussione sono emersi i problemi operativi, con particolare riferimento alle sfide inerenti alla garanzia dell'imparzialità e ai rischi e traumi affrontati dal personale in prima linea, gestiti mediante supporto psicologico e trasferimenti. Ha inoltre menzionato l'adozione di misure per consolidare la fiducia, come la condivisione di informazioni neutre tra le parti coinvolte (ad esempio, tra l'IDF e le autorità di transizione siriane).

Ha parlato del sistema federale svizzero come modello che garantisce una maggiore rappresentanza delle minoranze, esprimendo infine una forte speranza nella possibilità di una pace duratura, richiamandosi alla bontà intrinseca delle persone conosciute e alla sua convinzione che una cultura di pace sia realizzabile.

La conversazione è stata successivamente approfondita dal dott. Eldad J. Pardo, direttore della Ricerca presso IMPACT-se ed esperto dell'Iran e dei programmi di studio mediorientali. Il relatore ha espresso la convinzione che l'istruzione debba essere considerata come una responsabilità delle Nazioni Unite, riconoscendone l'importanza ed esprimendo soddisfazione per il contributo delle forze ONU al ripristino del sistema scolastico. Gauchat ha ulteriormente rafforzato tale affermazione, citando esempi del suo coinvolgimento in istituzioni educative.

Infine, Pardo ha esaminato il dibattito regionale sulle missioni delle Nazioni Unite, evidenziando il consenso unanime a favore dell'UNDOF, ma esprimendo le preoccupazioni israeliane secondo cui la presenza dell'UNIFIL nel sud del Libano possa involontariamente facilitare le operazioni di Hezbollah, riducendo al contempo la libertà di movimento delle forze israeliane.

È quindi intervenuta la dott.ssa Shelley Elkayam, docente di Teologia Interculturale, Psicoanalista ed esperta in etica, che ha fornito un significativo approfondimento sia dal punto di vista spirituale sia culturale. Ha messo in luce l'importanza dei valori etici osservando che "ogni periodo ha la propria etica" ed evidenziando la natura dinamica e in continua evoluzione di questi principi.

Elkayam ha messo in luce le gravi violazioni che si verificano quando i conflitti colpiscono le celebrazioni sacre, richiamando l'attenzione su episodi storici in cui attacchi significativi sono avvenuti in giorni di osservanza religiosa, come quelli del 7 ottobre 2023 e della guerra dello Yom Kippur del 1973. Per la relatrice è importante sensibilizzare tutte le parti coinvolte per garantire che questi momenti sacri siano considerati inviolabili.

Il webinar si è concluso con un intervento di Hod Ben Zvi, presidente di UPF Israele, che ha riaffermato l'impegno dell'organizzazione verso la Middle East Peace Initiative (MEPI). Egli ha evidenziato la necessità di rafforzare la società civile e di incoraggiare una leadership fondata sui principi etici, al fine di integrare il fondamentale lavoro istituzionale delle Nazioni Unite nella ricerca di una pace duratura.

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