13 gennaio 2020

Intervista a sé stesso

Fammi capire, ti dai un’intervista da te stesso?”. “No, sei tu che la fai”. “Ma tu sono io cioè tu”. “No, tu sei tu, io sono io”. “Impossibile, tu ed io siamo la stessa persona”. “Siamo la stessa persona ma siamo due”. “Perché siamo due?”. “Perché una parte di noi giudica e parla con l'altra parte”. “Vale a dire?” “Io penso, agisco e tu dentro di me consideri il mio agire, il mio pensare. Credimi, finché siamo vivi siamo sempre due”. “È questo il senso del tuo ultimo libro, QUEL CHE RESTA DEL NULLA?”. “Anche questo”. “Spiegami”. “In ciascuno di noi vi sono due entità”. “Quali?”. “L'entità esistenziale, l'entità sociale”. “Continua”. “L’entità esistenziale è destinata ad un nulla radicale, la morte, personale, la morte della specie, dell'Universo”. “Complimenti! E l'entità sociale?”. “Anche essa sparirà ma finché esisterà l'uomo può lasciare una traccia...”. “Quale traccia?”. “La civiltà: l'arte, l'amore per la vita...”. “Ma se tutto finisce nel nulla vale la pena suscitare la civiltà?”. “Assolutamente vale la pena, è più arduo non fare che fare, quindi finché siamo vivi, viviamo meglio che possiamo”.

4 gennaio 2020

Il capitalismo di mercato: incentivi al lavoro onesto e alla "mano invisibile" che arricchisce il tutto

Riflessioni riprese da “Sacre Scritture Mondiali”

Adam Smith, La ricchezza delle nazioni
Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo la nostra cena, ma dal loro rispetto per il loro stesso interesse. Ci rivolgiamo a noi stessi, non alla loro umanità ma al loro amore per sé stessi, e non parliamo mai loro delle nostre necessità ma dei loro vantaggi.

Adam Smith, La ricchezza delle nazioni
Ogni individuo lavora necessariamente per rendere le entrate annuali della società più grandi che può. In generale, in effetti, non intende promuovere l'interesse pubblico, né sa quanto lo sta promuovendo... Intende solo il proprio guadagno, ed è in questo, come in molti altri casi, guidato da una mano invisibile a promuovere un fine che non faceva parte delle sue intenzioni.

Abraham Lincoln
Immagino che sia meglio lasciare ogni uomo libero di acquisire proprietà il più velocemente possibile. Alcuni diventeranno ricchi. Non credo in una legge che impedisca a un uomo di diventare ricco; farebbe più male che bene... Voglio che ogni uomo abbia la possibilità - e credo che l'uomo nero abbia diritto ad esso - in cui possa migliorare le sue condizioni; quando può guardare avanti e sperare di essere un lavoratore assunto quest'anno e in quello successivo, lavorare per sé stesso in seguito e infine assumere uomini per lavorare per lui!

Insegnamenti di Padre Moon
Quando guadagno, non è per me stesso. Né lo sto facendo per i miei genitori. Lo sto facendo per il mondo... Questo è il modo in cui tutti dovremmo vivere. (Aprile 1981)

3 gennaio 2020

Globalizzazione ed uguaglianza del capitale

Cosa dicono le grandi Religioni?

Papa Giovanni XXIII, Mater et Magistra (cristianesimo)
La solidarietà che unisce tutti gli uomini come membri di una famiglia comune rende impossibile per le nazioni facoltose guardare con indifferenza alla fame, alla miseria e alla povertà di altre nazioni i cui cittadini non sono in grado di godere anche dei diritti umani elementari. Le nazioni del mondo stanno diventando sempre più dipendenti le une dalle altre e non sarà possibile preservare una pace duratura fintanto che permarranno evidenti squilibri economici e sociali. La giustizia e l'umanità richiedono che quei paesi che producono beni di consumo, in particolare i prodotti agricoli, in eccesso rispetto ai propri bisogni, vengano in aiuto di quegli altri paesi in cui gran parte della popolazione soffre di mancanza di beni essenziali e della fame. Non è altro che un oltraggio alla giustizia e all'umanità distruggere o sperperare i beni di cui altre persone hanno bisogno per la propria vita.

Profitto per l'occupazione / profitto disoccupativo

di Antonio Saccà
Le società, presso che tutte, sono antisociali. L'individuo vive in società ma la società non vive per l'individuo. Non tutti sono protetti addirittura dalla fame. Quindi non vi è società, comunanza nello stare in società. Oggi, e massimamente in futuro, l'occupazione ossia la disoccupazione diverrà la questione sociale essenziale. Ad essa non si ripara con accorgimenti meno che mai con l'investimento di capitali. Abbiamo, tra i molti, questi fenomeni  innovativi: aumento estremo della potenza produttiva, macchine che utilizzano macchine, diminuzione della occupazione con problematiche incertezze sull'accrescimento di lavori in  settori  d'altra natura secondo una convinzione, forse inattuale, che il lavoro si propaga,  ma non si estingue, concentrazione colossale di imprese mondiali, difficoltà dei ceti medi, dei lavoratori, delle piccole e medie imprese, sconvolgimenti demografici per guerre, carestie, denatalità, fenomeni immigratori vasti, turbative ambientali, conflitti militari, conflitti economici, enfiamenti borsistici... Limitiamoci  al sistema produttivo.