18 settembre 2021

Le vie della pace per il superamento e la risoluzione dei conflitti asiatici emergenti

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA PACE 


Tavola Rotonda ONLINE 

venerdì 24 settembre 2021 alle 18

Quale ruolo possono svolgere le realtà occidentali per favorire questo processo? 

Iscriviti qui https://bit.ly/3kiWyRB


INTERVENGONO 

Marco Lombardi - Direttore Dip.to Sociologia Unicatt MI 

Michele Pavan - Presidente “Mondo Internazionale” 

Marino D’Amore - Sociologo della Comunicazione Unicusano 

Pier Ferdinando Casini - Senatore, Presidente Unione Interparlamentare 


INTERVIENE E MODERA 

Carmen Lasorella - Giornalista

11 settembre 2021

AFGHANISTAN. UN PAESE ANCORA NEL CAOS

Emilio Asti

Ancora una volta l’Afghanistan, che più di ogni altro Paese ha conosciuto lotte ed invasioni nel corso della sua travagliata storia, tuttora afflitto da una miseria profonda, pare non conoscere pace. Le attuali vicende afghane, ancora al centro dell’attenzione mediatica, al di là di qualsiasi giudizio che si possa formulare, ci costringono ad una riflessione profonda, tenendo anche presente che dietro le notizie, spesso imprecise, si celano complesse vicende umane e storie dolorose, a volte difficili da capire.

La rapida vittoria dei Talebani, movimento fondamentalista islamico, molti aspetti del quale rimangono tuttora poco conosciuti, che ha conquistato rapidamente il potere senza sparare un colpo, non è stata infatti opposta resistenza alla loro avanzata, ha sorpreso tutti, anche se già da tempo i Talebani avevano il controllo di varie aree del Paese, e diversi analisti avevano previsto il loro ritorno al potere. La bandiera dei Talebani, che hanno promesso una transazione pacifica, sventola ora sul palazzo presidenziale di Kabul, mentre le notizie si susseguono da una parte all’altra del mondo, anche se l’allarmismo, spesso ad uso mediatico appare eccessivo, destinato poi a scivolare nell’oblio, anche se si continuerà a parlare dell’Afghanistan ancora per molto.

9 settembre 2021

Comunicato Stampa Rally of Hope

La settima edizione del “Rally of Hope Think Tank 2022” si terrà domenica 12 settembre 2021 alle 2:30 AM ora italiana, in modalità online e in lingua inglese.

L’incontro sarà presieduto dalla Dottoressa Hak Ja Han Moon e sponsorizzato dalla Universal Peace Federation (UPF) e sarà incentrato sulla pacifica riunificazione della Penisola coreana. 

Interverranno in qualità di oratori S.E. Hun Sen, Primo Ministro del Regno di Cambogia; S.E. Mohamed Bazoum, Presidente della Repubblica del Niger; S.E. Denis Sassou Nguesso, Presidente della Repubblica del Congo; l’On. Donald Trump, Presidente degli Stati Uniti d’America (2017-2021); S.E. José Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea (2004-2014); S.E. Natasa Micic, Presidente della Repubblica della Serbia (2002-2004); S.E. Gloria Arroyo, Presidente della Repubblica delle Filippine (2001-2010); S.E. H.D. Deve Gowda, Primo Ministro della Repubblica dell’India (1996-1997); la Dr. Hak Ja Han Moon, Co-fondatrice della UPF International. 

L’incontro sarà allietato da uno spettacolo di intrattenimento musicale che vedrà la partecipazione dei “Piccoli Angeli” il corpo di ballo folkloristico coreano di fama mondiale e da altri artisti internazionali.

Per registrarsi, copiate e incollate questo indirizzo nel vostro browser per collegarvi alle 18:00 - https://www.rallyofhope.eu/

ll Rally of Hope è un programma online ideato e iniziato dalla Dottoressa Moon e dalla UPF nell’agosto 2020, allo scopo di promuovere un mondo di pace attraverso la lotta alla povertà, alla fame, alle discriminazioni razziali, ai cambiamenti climatici e ponendo fine ai conflitti religiosi. 

8 settembre 2021

COVID: DISAGIO MENTALE E CURE POST PANDEMIA

di Pietro Masiello

Le numerose ricerche effettuate sia a livello nazionale che internazionale ci hanno consegnato un quadro allarmante: fatto sia di disturbi psichici molto gravi e di una parte più consistente e sotterranea fatta di stress, malessere e disagio psicologico.

Tanto per dare una idea, in base all’ultima indagine sullo stress degli italiani dell’Istituto Piepoli per il CNOP del 6 aprile scorso risulta che il 44% della popolazione ha un livello di stress elevato (tra 80 e 100), una recentissima indagine della Fondazione Italia in Salute ha mostrato l’impatto della pandemia sulla psiche collettiva. Ci sono dati impressionanti: l’82,2% dei genitori evidenzia situazioni psicologiche negative nei figli, valutate come “molto pesanti” in un caso su quattro. La metà della popolazione denuncia uno stress crescente e il 16,5% manifesta sintomi di depressione. Il disagio psicologico incide sui comportamenti: 7 persone su 10 hanno drasticamente ridotto la vita sociale ben al di là delle restrizioni imposte dalle norme Covid; oltre la metà della popolazione evita di fare acquisti per paura e oltre sei persone su dieci evitano, per paura, di ricorrere al medico di famiglia o ai servizi sanitari.

26 agosto 2021

UPF - Ambassador for Peace Hold A CONFERENCE FOCUS ON AFGHANISTAN

On these days since the Taliban’s rise to power many news regarding the tragic situation in Afghanistan are spreading, and cannot fail to impress international community in this time of fear and uncertainty. Prof. Emilio Asti*, an expert in Oriental cultures who visited Afghanistan 20 years ago, writing several articles and essays about it, decided to organize a Conference focused on the Afghan current situation. The Conference was held on August 21 at Casa Alpina De Filippi, a hotel in Macugnaga that has been the venue of various cultural activities, with the participation via google meet of Prof. Marco Lombardi (UPF AfP), Director of the Sociology Department at Catholic University in Milano and of three Afghan: Hamad Tariq Noorzadeh, diplomat at the Afghan Embassy in Turkmenistan, Said Hamed Wahdat, former diplomat in Sweden and Selab Lahou, political analyst of Afghan issues.

Their interventions analysed the present situation of Afghanistan, a country that since long suffered immensely, providing the audience with new information on this issue.

After the introductory speech of Prof. Rev. Gianluigi Panzeri, Director of the Casa Alpina, presenting the speakers and expressing the wish that the Conference would result useful to get new perspectives on the Afghan situation, the Conference started with the speech of Prof. Asti. He explained the Taliban’s vision and their goal to rule the country according to Sharya Islamic law, as he could observe during his visit to Afghanistan at the time of the Talibans regime under the rule of Mullah Omar.

18 agosto 2021

Dottoressa Sakena Yacoobi (Afghanistan)

 Sì, sto facendo cose pericolose, c'è pericolosità intorno a me, c'è molta animosità contro di me. 

Ma sento davvero che Dio mi sta usando per questa nazione perché sto educando giovani donne che saranno i leader di domani. Penso davvero che attraverso il mio lavoro educativo formo le persone. La mia speranza è che cambiando una donna attraverso la formazione educativa, si può cambiare l'intera famiglia. E cambiando quella famiglia si cambia una comunità. E cambiando quella comunità si cambia una nazione. E come risultato si avrà una nazione che vive in pace.

16 agosto 2021

Sakena Yacoobi

Assegnato il Premio Sunhak per la Pace 2017 a Sakena Yacoobi

di Giorgio Gasperoni

La cerimonia di premiazione si è tenuta venerdì, 3 febbraio, 2017 a Seoul (Corea del Sud). Il Dott. Il Sik Hong, ex presidente dell’Università di Corea, ha condotto la Cerimonia di premiazione al Jamsil, Lotte Hotel World, Crystal Ballroom.

Il viaggio spirituale di Sakena Yacoobi

La Dott.ssa Sakena Yacoobi è stata riconosciuta in tutto il mondo per aver sviluppato programmi educativi legati all’insediamento dei rifugiati, lavorando specialmente nei campi profughi in Afghanistan, sottoposti a particolare stress dai numerosi anni di conflitto. 

La Dott.ssa Sakena Yacoobi è un’educatrice impegnata, che ha dedicato sé stessa all’educazione delle donne. Ha sviluppato una visione innovativa per l’istruzione nel mondo islamico, basata sulla sua convinzione che “educare le ragazze vuole dire educare le generazioni future”. Al fine di stabilire un sistema educativo stabile per i rifugiati, ha fondato l’istituto afgano per l’apprendimento (AIL - Afghan Institute of Learning) nel 1985, offrendo servizi educativi e sanitari a più di 13 milioni di rifugiati.

In particolare, Yacoobi è stata riconosciuta per aver migliorato notevolmente i diritti e lo status sociale delle donne all’interno della società islamica. Gestisce più di 80 scuole clandestine, lavorando anche a rischio della propria vita.  I suoi sforzi hanno consentito l’istruzione di migliaia di ragazze, anche sotto il regime talebano che proibiva strettamente alle donne di ricevere un’istruzione. Attualmente assiste attivamente la comunità internazionale, comprese le Nazioni Unite, in qualità di esperta nel rispondere alle crisi dei rifugiati. I suoi successi l’hanno portata ad essere una candidata per il Premio Nobel per la Pace nel 2005.  

Qui ripropongo il video “Il viaggio spirituale di Sakena Yacoobi” di nove anni fa (in lingua inglese). Veramente istruttivo. Guarda qui

  

10 agosto 2021

Donne e Diplomazia

La Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo (WFWP Italia) ha celebrato la Giornata Internazionale delle Donne con un evento online dal titolo “Il Ruolo delle Donne nella Diplomazia Internazionale: Costruire una Pace Duratura” 

di Maria Gabriella Mieli 

L’evento è stato organizzato in collaborazione con l’Ufficio del Parlamento Europeo in Italia lo scorso 11 marzo e promosso dal Global Women’s Peace Network e da Eco dai Palazzi. Come ONG presso l’ECOSOC delle Nazioni Unite, con Stato Generale Consultivo, la WFWP ha collegato questa celebrazione anche agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile n. 5 e n. 17. 

Il Capo Ufficio del Parlamento Europeo in Italia, dottor Carlo Corazza, nel suo messaggio di apertura dei lavori ha manifestato il suo apprezzamento per organizzazioni come la WFWP e di come lui sia fiero di rappresentare un’istituzione, il Parlamento Europeo nella nostra nazione, che ha sempre sostenuto e si è sempre battuta in difesa delle donne, purtroppo ancora vittime di discriminazione, violenze, mutilazioni e matrimoni forzati. Violenze e soprusi che si manifestano anche nel nostro paese e che vedono spesso la negazione dei più basilari diritti umani. Il dottor Corazza ha sottolineato quanto l’UE sia impegnata nella promozione e rispetto della Convenzione di Istanbul, specialmente nei paesi in cui è stata ratificata. 

FAMIGLIA: NUOVE PROPOSTE PER POTERLA VALORIZZARE

Intervista a Gigi De Palo, Presidente Nazionale Forum delle Associazioni Familiari 

Abbiamo raggiunto telefonicamente Gigi De Palo Presidente del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari, giornalista, scrittore, formatore, sposato con Anna Chiara Gambini e padre di cinque figli, da sempre impegnato nel sociale e nella tematica della famiglia tanto da riuscire a coinvolgere il territorio nazionale nella prima edizione degli “Stati Generali della Natalità”. 

WFWP*: Questo progetto ha richiesto molta energia e molta determinazione ed impegno. La tua valutazione sulla riuscita dell’evento?

DE PALO: Diciamo che c’è tanto lavoro dietro e penso che chi ha partecipato abbia potuto avvertirlo, però non poteva partire meglio, vista la partecipazione del Santo Padre, di Draghi e di alcuni Ministri, di Amministratori delegati e di personalità del mondo dello spettacolo. Mi sembra sia andato molto bene. 

W. Concordo, è stato un evento ben riuscito in cui sono stati sviscerati, da molteplici angolazioni, molti temi legati alla natalità. Nel suo intervento, il Prof. Blangiardo ha dichiarato che, nel 2020, l’Italia ha avuto 170.000 nati in meno e ha messo in evidenza che questa importante crisi demografica subirà una curva in discesa esponenziale. Per invertire la tendenza, ha suggerito una sinergia tra progetti, risorse e diversi attori quali l’associazionismo, la famiglia, le regole e la cultura. Cosa pensa di questa proposta? 

DE P. È determinante, per far passare un tema come quello della natalità, allargare e coinvolgere tutto il sistema paese, quindi non solo il mondo della politica ed il mondo associativo, ma anche e soprattutto il mondo produttivo e il mondo del risparmio. Questa è la soluzione. L’avevamo detto molte volte prima ed insistiamo a dirlo. Non c’è settore che possa dire che questo problema non lo riguardi. Se crolla la natalità crollano i consumi, crolla il Pil. Se crolla la natalità anche chi non ha figli, che abbia scelto volontariamente e, aggiungo, legittimamente, di non avere figli, dovrebbe comunque tifare per politiche familiari che pongano le condizioni per far nascere più bambini perché, inevitabilmente, questo tocca, poi, anche la loro pensione, il servizio sanitario. Quindi, riguarda tutti. 

“Quale famiglia... verso quale futuro”

Incontro celebrativo dell’UPF e della WFWP il 14 Maggio 2021 

di Vittorio Patanella 

“La famiglia è il fondamentale gruppo sociale e l’ambiente naturale per lo sviluppo e il benessere di tutti i suoi membri, in particolare i bambini”. 

Con questa dichiarazione delle Nazioni Unite, Carlo Zonato, presidente dell’UPF-Italia ha aperto la tavola rotonda sul tema “Quale famiglia ... verso quale futuro”. L’incontro si è svolto il 14 maggio per celebrare la “Giornata internazionale della famiglia” proclamata dall’ONU nel 1994, che cade ogni anno il 15 dello stesso mese. A organiz- zare l’evento è stata la “Federazione internazionale per la pace nel mondo” (UPF-Italia) e la “Federazione delle donne per la pace nel mondo” (WFWP-Italia). Il presi- dente Zonato ha quindi spiegato come “nell’ambito della visione di pace dell’UPF, la famiglia rappresenta il cardine fondamentale e per questa ragione ogni anno, in occasione di questa giornata, dedichiamo al valore famiglia delle riflessioni significative”. 

Ha preso la parola Francesca Baldini, moderatrice dell’incontro. La giornalista ha ricordato le parole di Papa Francesco agli Stati Generali della Natalità, che ha esortato a considerare i figli come un dono e la necessità di rientrare in questa logica del dono. Il Papa ha inoltre invitato tutti quelli che credono nella vita e nell’avvenire ad andare avanti a non arrendersi perché “è bello sognare, sognare il bene e costruire il futuro, perché senza natalità non c’è futuro”. Ha poi citato il Reverendo Moon: “La famiglia è la scuola dove si insegna e si impara l’amore per l’umanità. Quando i figli cresciuti nell’amore dei loro genitori vanno nel mondo si preoccupano della gente bisognosa, come hanno imparato nella loro casa”. La moderatrice ha aggiunto come la famiglia sia “il nucleo centrale della società, palestra dove si impara non solo a camminare, a parlare, ma anche ad apprendere i valori che poi ci delineano come persone umane”. 

“THINK TANK 2022”

Progetto lanciato da UPF al sesto raduno della speranza per riunificare la penisola coreana 

Più di 2.000 esperti in tutto il mondo confermano la nuova iniziativa per la pace 

(BUSINESS WIRE) - I leader mondiali e gli esperti si sono uniti a più di un milione di partecipanti globali per il lancio del “Think Tank 2022” il 9 maggio durante il 6° Rally of Hope virtuale per la riunificazione pacifica della penisola coreana. 

Il rally, sponsorizzato dalla Universal Peace Federation (UPF), è stato trasmesso in diretta dalla Corea del Sud a 194 nazioni e tradotto in 14 lingue. Il Think Tank 2022 è una rete globale multisettoriale di più di 2.000 esperti provenienti da una vasta gamma di campi - governo, economia, università, fede, media, arte e cultura - dedicata alla ricerca collaborativa di soluzioni alle sfide più critiche del mondo. I leader di livello mondiale, compresi i 12 oratori principali della manifestazione, hanno affermato e rafforzato il concetto del Think Tank 2022. “Questa rete farà la differenza per la pace nella penisola coreana attraverso l’unità internazionale”, ha detto Ban Ki-Moon, ex segretario generale delle Nazioni Unite e presidente della nuova iniziativa. “Mi congratulo con la dottoressa Hak Ja Han Moon, la UPF e i leader del Think Tank 2022”. 

Il ruolo dei leader religiosi: quale tipo di leadership? Per quale mondo?

Estratto di un intervento tenuto al Summit Mondiale nel febbraio 2020 a Seul, Corea del Sud 

Rev. Dr. William A. McComish*


Qual è il ruolo di un ministro religioso? 

Giunsi alla conclusione che è qualcosa di simile alla stella che Mercedes usa come logo: una stella che brilla in tre diverse direzioni. La prima direzione è
la fede personale; la seconda è la comunità per la quale offri servizio e, alla quale, in un certo senso, devi lealtà; la terza è rivolta infine verso la comunità mondiale. Se manca una di queste direzioni, non state realmente svolgendo il vostro ruolo di clero. 

Ritengo che dovremmo essere chiari: se non siete leader, non siete clero, in quanto quest’ultimo ha il ruolo di guidare le proprie comunità. Esso può avere svariate forme: c’è la figura del sacerdote, il quale rappresenta una sorta d’intermediario tra le persone e Dio. C’è la figura del ministro della religione, come me, un presbiteriano, che è perlopiù un insegnante, un rabbino, come un imam. Questo è un ruolo diverso, ma i due risultano essere complementari. Si tratta di due figure riconosciute in diverse varianti della Chiesa cristiana. Tuttavia, ovunque nelle Chiese cristiane, così come nel resto delle religioni, il clero rappresenta la leadership della comunità, ed essa la riconosce come tale. Anche nell’Europa moderna, dove le istituzioni religiose non sono più così apprezzate come lo erano cinquant’anni fa, la gente è ancora religiosa e mantiene un enorme rispetto verso il ministro ordinato. Leadership dunque. Che tipo di leadership? Che tipo di mondo? 

IL NOSTRO ESODO VERSO LA “TERRA PROMESSA” DI PACE

Per poter costruire l’intera ed unica famiglia umana in pace è necessario iniziare ad immaginare le caratteristiche che dovrebbe avere il mondo che desideriamo e in cui vorremmo vivere

di Carlo Zonato 

COME SAREBBE BELLO SE CI FOSSERO... 

 Un movimento per la pace sostenuto dalla solidarietà e dalla cooperazione di capi di Stato provenienti da nazioni di tutto il mondo. 

 Un movimento interreligioso ed interconfessionale globale guidato da rappresentanti delle diverse tradizioni religiose che lavorino insieme in armonia per promuovere ed elevare la famiglia. 

 Un movimento di professionisti dei media da tutto il mondo che sostengano i valori etici e morali nella società. 

 Un movimento interdisciplinare di studiosi di ogni provenienza accademica che riconosca e promuova un insieme di principi universali alla base di tutta l’esistenza. 

 Un movimento di economisti e imprenditori che promuovano l’interdipendenza e la prosperità condivisa mentre lavorano per una distribuzione più equa delle risorse. 

 Un movimento di parlamentari che scrivano leggi e sostengano l’ordine pubblico per il bene comune ed il futuro benessere del nostro patrimonio ambientale. 

 Un movimento di giovani che abbiano imparato il valore dell’autodisciplina e dell’integrità sociale. 

ANCHE SAN MARINO PARTECIPA ALLA PEACE ROAD

Un progetto di Pace Globale che coinvolge 125 nazioni teso alla promozione della Pace Mondiale

Da Capo di Buona Speranza in Sud Africa a Santiago del Cile, da Londra a New York.

Realizzare il sogno di un’Unica Famiglia Globale proposto alla Conferenza Internazionale sull’Unità delle Scienze (ICUS) nel 1981.

“Peace Road” è un progetto globale di pace teso alla realizzazione dell’“Autostrada internazionale di pace”, originariamente proposto dal Dottor e dalla dottoressa Moon alla 10a ICUS il 10 novembre 1981 a Seul, in Corea del Sud.

La “Peace Road” è un progetto per aiutare a costruire la pace e porre fine a problemi che sono alla base dei conflitti, compresi quelli razziali e religiosi. Il progetto viene realizzato ogni anno a livello internazionale. 

Come Periodico Voci di Pace, abbiamo dato ampio spazio alle iniziative sulla penisola coreana. Diversi webinar e analisi sono stati riportati sui nostri due numeri del 2021.

Guarda il video

San Marino_Peace Road_2021

28 maggio 2021

La Universal Peace Federation lancia il "THINK TANK 2022"

Durante il 6° raduno virtuale della speranza per riunificare la penisola coreana

Più di 2.000 esperti in tutto il mondo confermano la nuova iniziativa per la pace

“I governi hanno fallito perché non potevano andare oltre le loro burocrazie”

(BUSINESS WIRE) - I leader mondiali e gli esperti si sono uniti a più di un milione di partecipanti globali per il lancio del "Think Tank 2022" il 9 maggio durante il 6° Rally of Hope virtuale per la riunificazione pacifica della penisola coreana.

Il rally, sponsorizzato dalla Universal Peace Federation (UPF), è stato trasmesso in diretta dalla Corea del Sud a 194 nazioni e tradotto in 14 lingue. Il Think Tank 2022 è una rete globale multisettoriale di più di 2.000 esperti provenienti da una vasta gamma di campi - governo, economia, università, fede, media, arte e cultura - dedicata alla ricerca collaborativa di soluzioni alle sfide più critiche del mondo.

I leader di livello mondiale, compresi i 12 oratori principali della manifestazione, hanno affermato e rafforzato il concetto del Think Tank 2022. "Questa rete farà la differenza per la pace nella penisola coreana attraverso l'unità internazionale", ha detto Ban Ki-Moon, ex segretario generale delle Nazioni Unite e presidente della nuova iniziativa. "Mi congratulo con la dottoressa Hak Ja Han Moon, la UPF e i leader del Think Tank 2022".

21 maggio 2021

Corea del Nord: nuove prospettive di cambiamento nell’incontro dell’UPF-IMAP

“È sempre un piacere poter allargare l’orizzonte e riflettere non soltanto su quello che sta accadendo in Europa e in Italia, ma anche su quello che accade in Oriente. La pandemia ci ha mostrato quanto il legame con il mondo intero sia sempre più stretto, come siamo sempre più interconnessi e sempre più vicini gli uni agli altri”.
                                                                                                                                                                                     

Con queste parole Katia Trinca Colonel, giornalista del “Corriere di Como” e dell’Ansa ha aperto il confronto con Piergiorgio Pescali, giornalista, grande conoscitore del Sud e del Nord Est Asiatico, sul suo libro “La nuova Corea del Nord: come Kim Jong-un sta cambiando il paese”. 

Più che per qualsiasi altro paese al mondo parlare della Corea del Nord richiede un atteggiamento preventivo: la disponibilità ad aprire la mente e a mettere da parte pregiudizi e stereotipi, che da sempre avvolgono questo Paese. È quello che prova a fare l’autore in questo libro, scritto in Corea del Nord, un paese dove è stato molte volte dal 1996, dove ha assistito al passaggio dei poteri della dinastia Kim e ha vissuto in prima persona i cambiamenti descritti.

16 maggio 2021

“Giornata internazionale della famiglia”

“Quale famiglia... verso quale futuro”


incontro celebrativo dell’UPF e della WFWP – 14 Maggio 2021

“La famiglia è il fondamentale gruppo sociale e l’ambiente naturale per lo sviluppo e il benessere di tutti i suoi membri, in particolare i bambini”. Con questa dichiarazione delle Nazioni Unite, Carlo Zonato, presidente dell’UPF-Italia ha aperto la tavola rotonda sul tema “Quale famiglia .. verso quale futuro”. L’incontro si è svolto il 14 maggio per celebrare la “Giornata internazionale della famiglia” proclamata dall’ONU nel 1994, che cade ogni anno il 15 dello stesso mese.  A organizzare l’evento è stata la “Federazione internazionale per la pace nel mondo” (UPF-Italia) e la “Federazione delle donne per la pace nel mondo” (WFWP-Italia). Il presidente Zonato ha quindi spiegato come “nell’ambito della visione di pace dell’UPF, la famiglia rappresenta il cardine fondamentale e per questa ragione ogni anno, in occasione di questa giornata, dedichiamo al valore famiglia delle riflessioni significative”.

8 aprile 2021

REMEMBERING THE SIXTIES

A time of intense struggles and emerging new values, the Sixties witnessed deep social changes, becoming a myth, alive as a subject of great interest until today.

by Emilio Asti

A dramatic but also enthusiastic moment in history, the sixties have been the subject of many discussions and articles, but various things regarding that period remain unsaid, and should be evaluated in a correct way, putting aside stereotypes.

No decade in modern history has generated more controversy than the Sixties, an age when many things began to change, and several
contradictions burst out.

When focusing on those years, often considered a time of social revolutions, drug taking and sexual indulgence, apart from social turmoil, a period of optimism and hedonism appears, but the reality is more complex and difficult to characterize. Those years, not yet untainted by globalization, witnessed the rise of feminism, anti-war movements, the quest for peace and for civil rights, yet some other things have been overshadowed. The traditions to which the earlier generation had conformed were deeply questioned, and a different scale of values was proposed.

Today we often talk about women’s rights, protection of the environment, but their roots can be retraced to those years.

If we look back critically at the ‘60s, we will realize that those years, like any historical period, had also a dark side, but we cannot forget the sincere enthusiasm of so many young people who didn’t hesitate to commit themselves to carrying forward their ideals, despite the many mistakes they did. It is remarkable to consider that now various cultural values of the ‘60s are somehow emerging again.

Winds of change blew through the world, unrest and social chaos were dominating in many countries, and on the international scene various dramatic events occurred. Throughout the world democracy confronted communism in the so called “Cold War”, and this struggle erupted in various parts of the world, and on August 1961 the construction of Berlin Wall exasperated the tension between East and West. The two superpowers stood at the precipice of a nuclear war, and on several occasions, peace was endangered.  Various nations were struggling for independence, new States were created and several of them seemed to be turning to communism.

29 marzo 2021

“La Pace comincia da Me” - workshop interreligioso

di Godwin Chionna 

Dopo la prima edizione del 2018, nell’aprile del 2019 l’associazione Youth and Students for Peace Deutschland (Giovani e Studenti per la Pace Germania) ha organizzato il workshop interreligioso “Peace Starts with Me” (La Pace comincia da Me), presso la Seminarhaus Neumühle, vicino a Francoforte sul Meno. 

Con oltre 40 partecipanti provenienti da percorsi di fede molto diversi (Cristianesimo, Islam, Induismo, Mazdeismo, Unificazionismo e persone che si identificano come atee), il workshop ha rappresentato un’opportunità di incontro e dialogo molto preziosa, con un obiettivo in comune tra tutti i partecipanti: contribuire alla promozione di una cultura di dialogo e di rispetto tra persone con visioni del mondo anche molto diverse. 

Il programma offerto dal workshop è stato molto vario, includendo sessioni di yoga mattutine (per svegliare corpo e mente), momenti di svago e “ice-breaking” tra i partecipanti, e conferenze o altre attività volte a favorire una maggiore conoscenza delle rispettive religioni e culture di appartenenza. Diversi sono stati i contributi e gli spunti di riflessione significativi che ne sono emersi. 

28 marzo 2021

LA BELLEZZA DEL MONDO FEMMINILE

La Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo, sezione italiana della Women’s Federation for World Peace International, ha organizzato l’incontro annuale, sponsorizzato dalla sezione internazionale, attraverso un ciclo di webinars dal titolo “La Bellezza del Mondo Femminile” 

di Gabriella Mieli 

L’incontro originariamente è stato pensato con l’idea di ritrovarsi insieme per un fine settimana all’insegna del benessere interiore ed esteriore, incoraggiando le donne a scoprire la propria natura originale, le qualità nascoste e i propri punti di forza emergenti anche dalle esperienze di vita. Il ciclo di 3 seminari virtuali organizzati tra fine settembre e ottobre è stato collegato agli obiettivi di sviluppo sostenibile n. 3 e n. 5 dell’Agenda 2030. Relatrice principale per l’intero ciclo è stata la psicoterapeuta e terapista della famiglia dottoressa Onorina Gibi. Ad accompagnarla in questo percorso per ogni singolo incontro una rappresentante della Federazione delle Donne in Italia. 

PRIMO SEMINARIO “Il valore del femminile, dalle origini ad oggi: a che punto siamo?”. Elisabetta Nistri, Presidente della Federazione in Italia ha introdotto il ciclo di seminari e ha sviluppato la tematica facendo riferimento alla fondatrice della WFWP, dottoressa Hak Ja Han Moon e alle sue indicazioni relative alla missione della Federazione delle Donne, ovvero aiutarle a riconnettersi alla propria femminilità divina, originale, proveniente dal Creatore. La Presidente Nistri si è anche collegata al libro di Genesi, ricordando che ogni donna rappresenta l’aspetto femminile quale Dio Madre, così come ogni uomo rispecchia l’aspetto maschile di Dio Padre. Partendo da questa consapevolezza, donne e uomini insieme possono risolvere gli urgenti problemi che il mondo sta affrontando e creare una civiltà̀ di pace. Ma le donne debbono trovare il coraggio di uscire dal proprio silenzio, collaborando a fianco degli uomini, completandosi a vicenda e lavorando in partnership come attivisti e attiviste della Pace. 

26 marzo 2021

IL SOGNO DELLA RIUNIFICAZIONE COREANA. SVILUPPI ATTUALI E SFIDE

Dal momento della tragica divisione del Paese speranze e delusioni si sono alternate, ma nonostante i grossi problemi il popolo coreano, prima o poi, riuscirà a raggiungere la tanto sospirata riunificazione.

di Emilio Asti

Dopo la divisione, più di 70 anni fa, della penisola coreana in due Stati di orientamento ideologico opposto, il Nord retto da un regime comunista, creato con l’appoggio dell’URSS, il Sud invece legato al mondo occidentale, la Corea si trovò ad essere, suo malgrado, un terreno di scontro tra Occidente e mondo comunista. Tuttora la penisola coreana, già devastata da un’aspra guerra fratricida dal 1950 al 1953, che vide l’intervento dell’ONU, rimane una delle aree più militarizzate del mondo ed un pericoloso focolaio di tensione.

Tra le due Coree, che nel corso degli anni hanno continuato ad accusarsi a vicenda, vige solo un cessate il fuoco, a volte turbato da incidenti lungo la linea di demarcazione militare, rigidamente vigilata da una parte e dall’altra, che taglia in due la penisola coreana lungo il 38° parallelo.  L’unico punto di passaggio tra le due Coree si trova a Panmunjom, la località dove nel 1953 venne firmata la tregua, ma tuttora non è possibile, salvo casi sporadici, passare da una parte all’altra della Corea. L’aspetto forse più doloroso causato dalla separazione è il dramma di molte famiglie, i cui membri non hanno potuto più incontrarsi dal momento della tragica divisione del Paese, uno degli eventi più dolorosi della storia coreana. Finora sono stati pochi i coreani che hanno potuto rivedere i parenti che vivono nell’altra parte della Corea.

La visione dei fondatori UPF per la rappacificazione delle due Coree

La Corea è una piccola nazione circondata dalle maggiori potenze mondiali: Cina, Russia, Giappone e Stati Uniti. Potremmo paragonare la Corea ad un cuscinetto che ha lo scopo di ridurre l’attrito tra più oggetti in movimento, fondamentale per il funzionamento di tutte le parti della grande macchina.

di Jacques Marion, co-presidente dell’UPF per l’Europa, l’Eurasia e il Medio Oriente 

A conclusione di questo webinar, darò solo un piccolo contributo. Ho pensato che fosse importante capire più profondamente alcuni aspetti della visione che è portata avanti dall’UPF, eredità diretta del nostro fondatore. Per prima cosa, un breve retroscena. I nostri fondatori, il dottor e la signora Moon sono coreani, sono nati in quella che oggi è la Corea del Nord. Facevano parte dei 10 milioni di rifugiati fuggiti dal Nord al tempo della guerra di Corea, costretti ad abbandonare le loro famiglie. Le truppe ONU hanno salvato la vita del nostro fondatore, che stava per essere giustiziato in un campo di lavoro nordcoreano. La nostra organizzazione, l’UPF, è nata da queste radici in Corea. Oggi il nostro lavoro è in tutto il mondo. Ma la nostra visione della pace guarda con un occhio molto attento al ruolo che la penisola coreana ha negli affari mondiali. Nel webinar della settimana scorsa, come anche oggi, si è discusso con il dottor Zhebin e il nostro presidente, il dottor Otsuka. Il dottor Otsuka ha parlato delle tre modalità di riconciliazione possibili per la Corea: unificazione con la forza, soluzione inaccettabile per tutte le parti interessate, l’assorbimento del più debole da parte del più forte, ovvero l’assimilazione della Corea del Nord da parte della Corea del Sud, soluzione che i relatori hanno affermato essere poco verosimile oppure la promozione di un percorso graduale di interazione tra Nord e Sud, descritto dal dott. Moon come un camminare insieme lungo la stessa strada, soluzione favorita dai fondatori dell’UPF e penso anche da molti altri. 

Prospettive di pace nella penisola coreana

Mosca, Russia - UPF 

16 novembre 2020 

Quest’anno ricorre il settantesimo anniversario dello scoppio del- la guerra di Corea. Innumerevoli persone, sotto la bandiera delle Nazioni Unite o del mondo comunista, hanno sacrificato la loro vita. Ma oggi la penisola coreana è ancora divisa.

Il futuro della penisola, circondata da quattro delle nazioni più potenti al mondo, non riguarda solo il Nord-Est asiatico, ma anche lo sviluppo sostenibile e pacifico di molti Paesi del mondo.

Il 2020 è stato dominato dalla pandemia COVID-19. La geopolitica e l’economia mondiale stanno attraversando grandi cambiamenti. 

Quali gli effetti sulla prospettiva di pace nella penisola coreana? 

I relatori: 

•  Dott. Barthélemy Courmont, professore di storia moderna e relazioni internazionali all’Università Cattolica di Lille, Francia 

• Dott. Alexander Vorontsov, capo del Dipartimento di Studi Coreani e Mongoli, Istituto di Studi Orientali dell’Accademia Russa delle Scienze, Mosca, Russia 

•  Jacques Marion, copresidente dell’UPF per l’Europa, l’Eurasia e il Medio Oriente. 

La moderatrice del programma, tenutosi il 16 novembre 2020, è stata Maria Nazarova, presidentessa dell’UPF-Russia.

25 marzo 2021

Perché le due Coree rimangono divise e cosa si può fare?

 di Michael Breen

Dalla loro separazione in due Paesi, entrambi i governi coreani sono rimasti impegnati nella riunificazione della Nazione. Allora, cos’è che ha impedito loro di farlo negli ultimi 70 anni? Che cosa li trattiene ora? Dimentichiamo per un attimo questi anni passati. Oggi, quali sono gli ostacoli all’unificazione? Cosa può fare in questo contesto la comunità internazionale? Per iniziare, mettiamo le cose nella giusta prospettiva storica. Voglio spiegarvi in breve il motivo per cui i coreani sono stati divisi, e questo non è così semplice come potrebbe sembrare. I coreani sia del Nord sia del Sud si identificano in una storia comune che risale a 5000 anni fa, in parte documentata e in parte mitica. L’attuale confine tra la Cina e la Corea del Nord è stato stabilito nell’anno nove. È quindi solo nel XX secolo che l’identità unitaria viene trasformata in due entità distinte. Come per gran parte del mondo, l’ultimo secolo è stato un periodo di trasformazione molto tumultuoso. 

Nel 1905 il Paese cadde sotto il controllo giapponese e nel 1910 ne fu formalmente annesso. Nove anni dopo, ci furono proteste a livello nazionale contro il dominio giapponese, e gli organizzatori delle proteste rilasciarono una dichiarazione di indipendenza. Erano tutti uomini, alcuni buddisti, gli altri per lo più cristiani e credenti di Jandakot, una religione locale. I cristiani, nel perorare la loro causa, misero l’accento su azioni non violente. Fu quindi una rivolta nazionale molto insolita, non violenta, in una società e in un tempo abbastanza feroci. Il loro obiettivo era quello di richiamare l’attenzione delle maggiori potenze in Occidente sul loro grido d’indipendenza, e ottenere il loro aiuto. La polizia giapponese schiacciò la rivolta e l’auspicato sostegno straniero non si concretizzò mai. 

24 marzo 2021

RICONCILIAZIONE TRA LE 2 COREE

LA NECESSITÀ DI UNA VISIONE CONCRETA 

di Redazione 

Lo scopo di una serie di webinar alla fine del 2020 è stato quello di discutere il tema “pace e sicurezza” della penisola coreana. La situazione di questa regione non è una questione unicamente asiatica, ma ha ricadute su molti processi mondiali, compresa la possibilità di uno sviluppo pacifico sostenibile in molti Paesi.

Il 2020 segna il 70° anniversario dello scoppio della guerra di Corea, una delle fasi più acute della guerra fredda, che ha distrutto la vita e il destino di quasi 3 milioni di persone. Dopo 70 anni, la popolazione mondiale come giudica ciò che è successo? C’è la possibilità di un nuovo miracolo coreano - l’unificazione della Corea in un unico Stato - nel prossimo futuro? Il 2020 è stato un anno di drammatici shock, primo fra tutti la pandemia COVID-19, ma non solo. Sono in atto grandi cambiamenti nel campo della geopolitica, dell’economia mondiale, dell’istruzione, dei media, della religione e della cultura, a tutti i livelli della società, dalle famiglie e comunità agli stati e ai governi. 

Il 2020 ha avvicinato o allontanato la prospettiva di pace nella penisola coreana?

Nei articoli seguenti, verrà approfondito il tema analizzandolo da varie prospettive.

Intervento del Dott. Katsumi Otsuka su le due Coree

presidente dell’UPF per l’Europa e il Medio Oriente 

Voglio esprimervi la mia gratitudine per l’invito a questo webinar commemorativo della guerra di Corea avvenuta 70 anni fa. In particolare, la mia riconoscenza va a UPF-Russia e a tutti voi partecipanti per aver reso possibile questo evento. È per me un grande piacere condividere ciò che ho imparato sull’unificazione della Corea e la visione dei fondatori dell’UPF. 

1950: scoppia la guerra di Corea 

Alla fine della Seconda guerra mondiale la penisola coreana era sotto l’influenza degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica, che avevano diviso la nazione al 38° parallelo. 

Il 25 giugno 1950 l’esercito nordcoreano, sostenuto dall’Unione Sovietica, attraversò il 38° parallelo in Corea del Sud allo scopo di unificare il Paese, secondo la sua visione. In risposta, fu organizzato un Comando delle Nazioni Unite per sostenere la Corea del Sud. Per questo motivo alcuni studiosi definiscono la guerra di Corea come la “Terza guerra mondiale”. L’accordo di cessate il fuoco, firmato dopo la morte di Joseph Stalin nel 1953, è stato mantenuto fino ad oggi. Poiché il tempo è molto limitato in questo webinar, vorrei concentrarmi sulla riunificazione della Corea. 

Il futuro della Corea

Webinar UPF-Russia

Martedì 10 novembre 2020 

MOSCA, RUSSIA - La Universal Peace Federation ha organizzato un webinar sul tema “Prospettive di pace nella penisola coreana”. Maria Nazarova, presidente
di UPF- Russia, ha moderato l'incontro. 

I relatori:

- Dott. Alexander Zhebin del Centro Studi Coreani presso l’Istituto di Studi dell’Estremo Oriente, dell’Accademia Russa delle Scienze, con sede a Mosca; 

- Dott. Katsumi Otsuka, presidente dell’UPF per l’Europa, l’Eurasia e il Medio Oriente. 

Il dottor Zhebin ha parlato dell’eredità coreana lasciata dall’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dei passi che l’amministrazione di Joseph Biden molto probabilmente dovrà compiere nei confronti della Corea. Facendo riferimento all’attenzione che la politica estera statunitense pone sulla geopolitica di questa regione, in particolare in tema di non-proliferazione nucleare, ha parlato degli interessi di Stati Uniti e Cina nella penisola coreana. Accennando all’interesse comune di Corea e Russia nel processo di riconciliazione delle due Coree, il dottor Zhebin ha dichiarato: “La ferma convinzione della Russia è che non ci sono alternative al dialogo e alla cooperazione inter-coreana. Oltre ad essere economicamente vantaggiosa, è molto probabile che tale interazione contribuisca a rafforzare la fiducia e la riconciliazione tra la Corea del Sud e la Corea del Nord”. E ha aggiunto: “La Russia è pronta a lavorare con la Cina, gli Stati Uniti, il Giappone e le altre parti interessate per creare condizioni internazionali favorevoli a un processo di pace sostenibile nella penisola”. “È giunto il momento - ha concluso - che il popolo coreano, sia al Nord che al Sud, prenda in mano il destino della sua nazione”. 

23 marzo 2021

“IL DIRITTO ALLA SPIRITUALITÀ PER LA PACE E LO SVILUPPO UMANO”

Incontro inaugurale il 9 Dicembre 2020 

Dichiarazione, letta da Michele Cavallotto, coordinatore della IAPD e parte della UPF. 

Come partecipanti all’incontro inaugurale della “Associazione Interreligiosa per la Pace e lo Sviluppo” (IAPD), incentrato sul tema:

“IL DIRITTO ALLA SPIRITUALITÀ PER LA PACE E LO SVILUPPO UMANO”, affermiamo il ruolo unico ed essenziale che le religioni sono chiamate a svolgere nel promuovere un mondo di pace duratura. Un mondo in cui persone di tutte le nazionalità, etnie, culture e visioni del mondo possano vivere insieme nel rispetto reciproco, nell’armonia e nella cooperazione, come un’unica Famiglia con Dio. 

Nel corso dei secoli le religioni, attraverso la loro spiritualità, hanno svolto un ruolo guida per l’umanità, stabilendo le fondamenta morali ed etiche e fornendo una visione per una società più giusta, più equa e più fraterna. Gli insegnamenti e le scritture delle tradizioni religiose sono il più grande tesoro spirituale dell’umanità. Riconosciamo che le persone all’in- terno delle religioni hanno commesso errori e non sempre sono riuscite a incarnare gli ideali universali delle varie tradizioni. Le religioni spesso hanno dato origine a conflitti e sofferenze. Nel riconoscere questo affermiamo la nostra determinazione a superare ogni tendenza divisiva tra le religioni e operare per promuovere il dialogo, il rispetto reciproco e la cooperazione. 

Il Diritto alla Spiritualità per la Pace e lo Sviluppo

Inaugurazione della IAPD in occasione della giornata internazionale dei Diritti Umani 

di Michele Cavallotto, coordinatore della IAPD e parte della UPF 

Viviamo in un’epoca di cambiamenti radicali, di progressi scientifici, tecnologici ed economici. Tuttavia, non siamo in grado di porre freno al degrado sociale che ci fa scivolare nel vortice dell’immoralità e dei conflitti dove prevalgono interessi personali, economici e politici. 

Sulla base di queste considerazioni, il 9 dicembre 2020, in occasione della giornata Internazionale dei Diritti Umani, è stata inaugurata la IAPD (Associazione Interreligiosa per la Pace e lo Sviluppo - sezione italiana), sponsorizzata dalla UPF, e avente lo scopo di favorire la cooperazione tra le diverse fedi e di fare emergere la necessità della spiritualità in tutti gli ambiti sociali, dalla politica alla cultura, dall’educazione all’istruzione, dalla cultura all’economia. Proponendo progetti ed iniziative concreti e visibili che possano incidere ed influenzare la società, il suo intento è quello di contribuire a realizzare l’ideale di “Una Famiglia Umana con Dio”. 

22 marzo 2021

GIOVANI e PACE

La nostra “squadra editoriale” si arricchisce di nuove componenti giovani

di Godwin Chionna 
L’avvento del 2021, e soprattutto la conclusione del 2020, sono stati generalmente accolti con grande entusiasmo e il desiderio di lasciarsi alle spalle un anno che molti avranno senza dubbio definito nefasto. Nonostante i primi giorni di quest’anno ci abbiano mostrato che il 2021 non mancherà certo di sfide altrettanto (se non più) provanti di quelle vissute l’anno scorso (tanto per cominciare, già il mese di gennaio ci ha riservato, nel giro di pochi giorni, le “sorprese” dell’irruzione a Capitol Hill e della crisi di governo nel nostro paese), raramente nel recente passato abbiamo affrontato l’inizio di un nuovo anno con maggior speranza, o perlomeno desiderio, di vivere un anno migliore e diverso dal precedente. 
Qui a Voci di Pace non facciamo eccezione, e in occasione del primo numero del 2021 siamo lieti di annunciare al¬cune novità, di cui vogliamo farvi partecipi. Anzitutto, l’allargamento della nostra squadra editoriale, che si arricchisce di nuove componenti giovani, che ringraziamo e salutiamo. 

Coronavirus e racconto: la narrazione dell’infopandemia

Prof. Marino D’Amore, Università Niccolò Cusano

 Prof. Marino D'Amore
Il Coronavirus rappresenta il grande nemico che il mondo sta affrontando. Una drammatica questione che si dirime tra misure mediche emergenziali e decisioni amministrative draconiane. Anche l’uso della terminologia appare confuso, dividendosi, soprattutto mediaticamente, per un periodo tra influenza ed epidemia sino all’ufficializzazione mondiale della pandemia. In questo momento di profonda confusione alcuni punti si mostrano nella loro inequivocabile evidenza:

In primo luogo ci troviamo di fronte a un tipico caso di infopandemia: un sovraccarico d’informazioni sul tema prima contrastanti, poi ipertranquillizzanti e infine giustamente allarmanti, stimoli informativi che non chiariscono la questione e soprattutto neutralizzano la legittimità autorevole di ogni fonte: tale contrasto coinvolge e connota le differenti posizioni del mondo scientifico e di quello istituzionale, ma rappresentano anche una divisione interna al primo, catalizzando una profonda sfiducia su tutto ciò che viene detto e che prolifera, alimentato e diffuso dalle dinamiche piramidali del web. Senza contare le fake news che in un periodo di allarme sociale e di abbassamento dei filtri razionali di interpretazione trovano terreno fertile.

LA PANDEMIA CI FORZA NEL RIDEFINIRE ALCUNI CONCETTI PSICOLOGICI

di Massimo Agnoletti*

Il nome coronavirus si riferisce al caratteristico aspetto, visibile naturalmente solo attraverso un microscopio, delle numerose strutture proteiche sulla superficie del virus che ricordano la forma appunto di una corona.

Le proteine di questa corona si legano solo a particolari strutture biologiche delle cellule dell’organismo umano determinandone l’infettività. 

Letteralmente, e paradossalmente, potremmo dire che maggiore sarà la nostra capacità come specie umana di agire collettivamente fortificando i nostri legami psicosociali al di là della nostra vicinanza fisica, minore sarà la possibilità del Covid ed altri coronavirus di intensificare i legami biologici con il nostro organismo.

23 febbraio 2021

Gli equilibri del Nord Est Asiatico in un secolo di conflitti

di Giorgio Gasperoni

Cari lettori del nostro Blog Voci di Pace,

La UPF prende le mosse dalla Corea, terra di nascita dei suoi fondatori, Sun-Myung Moon e Hak Ja Han Moon. Una terra definita fino al 1905, quando divenne un protettorato del Giappone, il «Regno eremita» per la sua chiusura al mondo esterno.

Dopo le note vicende della Guerra di Corea (1950-53), il Paese fu diviso in due: il Nord retto da un regime comunista e il Sud retto da un regime democratico appoggiato dagli Stati Uniti.

Oggi la definizione di «Regno eremita» può ancora applicarsi al Nord, quasi impermeabile ai contatti con il resto del mondo, con l’esclusione in una certa misura della Cina.

Per cercare di capire quella che è la reale situazione nella Corea del Nord oggi, la  UPF ha organizzato un webinar in cui il giornalista Piergiorgio Pescali presenterà il proprio libro La nuova Corea del Nord.

L’opera mostra una Corea del Nord diversa dalla vulgata attuale: i cambiamenti che vi stanno avvenendo sono molti e tutti degni di nota. 

Ti aspetto quindi online martedì 2 marzo dalle 18.30 alle 20.00 per conoscere i mutamenti che si stanno verificando in quel Paese.

Link alla registrazione http://bit.ly/3bogZqt



17 febbraio 2021

Settimana dell’armonia tra le fedi e Giornata della fratellanza umana

Incontro dell'Associazione Internazionale per la Pace e lo Sviluppo (IAPD) per la Cultura della Pace


“L’occasione che ci vede oggi riuniti è la celebrazione di due grandi e significative ricorrenze delle Nazioni Unite, la “Giornata mondiale della fratellanza umana” e la “Settimana mondiale dell’armonia tra le fedi”. Con queste parole e citando Antonio Guterres, Segretario Generale dell’ONU, che esortava a “fare di più per promuovere la tolleranza, la comprensione e il dialogo culturale e religioso”, Gabriella Mieli, moderatrice dell’evento, ha inaugurato lunedì 15 febbraio l’incontro “Costruire ponti oltre i confini: fraternità, prosperità condivisa, valori universali”. L’evento è stato organizzato dall’ “Associazione Interreligiosa per la pace e lo sviluppo” (IAPD-Italia), un progetto della “Federazione Internazionale per la pace” (UPF-Italia), in collaborazione con la “Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo” (wfwp-Italia).

8 febbraio 2021

SITUAZIONE MYANMAR

6 febbraio 2021 

Ai Deputati e Senatori del Parlamento Italiano 

Ai Membri del Parlamento dell’Unione Europea 

 

Colleghi Parlamentari,  

in queste ore ci giungono notizie drammatiche dal Myanmar. La macchina del colpo di stato che si è messa in moto il 1° febbraio, poche ore prima dell’insediamento del nuovo Parlamento nato dalle elezioni politiche dell’8 novembre scorso, sta stritolando il popolo birmano e lo stato di diritto. Molti arresti, incarcerazioni di massa, ordine alle forze armate di sparare sui manifestanti, oscuramento di internet, interruzioni della telefonia. 

Anche la pandemia rischia di precipitare fuori dal controllo.  

Nel Paese sta crescendo la disobbedienza civile: nei servizi, negli apparati ministeriali, nella vita quotidiana. Siamo a conoscenza di atti di obiezione di coscienza all’interno della polizia e dell’esercito. 

Confinati in questi giorni, adesso i Parlamentari vengono arrestati. Alcuni si danno alla macchia. Tutto sta avvenendo in diretta di fronte al mondo.  

5 febbraio 2021

WE ARE MYANMAR

Albertina Soliani

It has been three days since the coup in Myanmar, and it seems thirty years. An abysmal distance from the time we are going through, the irruption of a foreign body into our life. Situations already seen in '88 and 1990: the cancellation of the newly elected Parliament, the detention of Aung San Suu Kyi, thousands of political leaders, activists, journalists, artists arrested. Everything as it was back then. What really strikes is the repetitiveness, and the temerity of going against the world and against history.

In Naypyidaw at dawn on 1st February, a few hours before the inauguration of the new Parliament, the Tatmadaw - the army of 500,000 people - arrested the President of the Republic U Win Myint and the State Counsellor Aung San Suu Kyi, confining the parliamentarians. Today the NLD parliamentarians, disobeying, gather in Naypyidaw to form the new government.

NOI SIAMO IL MYANMAR

di Albertina Soliani

Sono passati tre giorni dal colpo di stato in Myanmar e sono come trent'anni. Una distanza abissale dal tempo che stiamo vivendo, l'irruzione di un corpo estraneo nella nostra vita. Scene già viste nell' '88 e nel 1990: cancellazione del Parlamento appena eletto, messa agli arresti di Aung San Suu Kyi, arrestati migliaia di dirigenti politici, attivisti, giornalisti, artisti. Tutto come allora. Colpisce la ripetitività, e la temerarietà di mettersi contro il mondo e contro la storia.

All'alba del primo febbraio, a Naypyidaw, qualche ora prima dell'insediamento del nuovo Parlamento, il Tatmadaw, l'Esercito di 500.000 persone, ha arrestato il Presidente della Repubblica U Win Myint e la Consigliera di Stato Aung San Suu Kyi, confinando i parlamentari. Oggi i parlamentari dell'NLD, disobbedendo, si riuniscono a Naypyidaw per costituire il nuovo Governo.

Un colpo di stato vero, con i militari e i loro mezzi che occupano tutto, sbarrano le strade, bloccano le comunicazioni. Chiudono il Paese al mondo, di nuovo. A due mesi dalle elezioni stravinte dall'NLD, il partito di Aung San Suu Kyi. Si capisce bene che i capi militari avevano cominciato a temere che adesso si facesse sul serio, che sarebbe stato ridimensionato il loro potere politico ed economico, la loro presa sul Paese. Il Generale Min Aung Hlaing era deciso a diventare presidente. Queste le vere ragioni. L'accusa di scorrettezze elettorali era il pretesto.

IL CARP ITALIANO PROTAGONISTA DI EVENTI PER LA PACE

di Emilio Asti

Sebbene molte iniziative e manifestazioni programmate in tutta Italia non abbiano potuto avere luogo a causa dell’epidemia di Coronavirus e delle restrizioni in atto, i giovani del CARP, associazione internazionale studentesca per la ricerca dei valori assoluti, sono riusciti ad organizzare lo scorso 9 Agosto una camminata ed una serata musicale che hanno avuto notevole successo, coinvolgendo parecchie persone che tuttora conservano un piacevole ricordo di questi eventi.Macugnaga, celebre località di villeggiatura montana ai piedi del Monte Rosa, dove già negli anni scorsi il CARP aveva organizzato varie iniziative, è il luogo in cui si sono svolti questi eventi, che hanno arricchito l’estate di Macugnaga e hanno rappresentato un invito a guardare avanti con fiducia dopo la fase drammatica del lockdown.