di Henry Migliore
Il termine “mercato” viene spesso declinato in due modi: un luogo fisico dove avvengono delle transazioni oppure, per i più teorici, un luogo astratto in cui si incontrano domanda e offerta. Eppure, se è vero che si tratta di una semplice piattaforma che rende possibili delle mere transazioni, allora come è possibile che dagli articoli di giornale alle conversazioni di circostanza, passando anche per i dibattiti televisivi, ci si riferisca spesso al mercato come ad una forza autonoma che facilita o impedisce di fare certe cose? O che persino certe politiche sociali dello Stato ne siano dipendenti?







