2 aprile 2020

Il «diario di guerra» della scrittrice su Weibo. «Grazie al popolo» (sottinteso, non a Xi)

Rassegna stampa (Corriere della Sera)

(Guido Santevecchi) Si chiama Wang Fang, nom de plume Fang Fang, è una scrittrice di successo, ha vinto il Premio Lu Xun nel 2010. Non ha bisogno di pubblicità, ma il suo diario di guerra di cittadina di Wuhan assediata dal coronavirus ha conquistato il cuore dei cinesi: in quattro milioni lo hanno seguito ogni giorno su Weibo, il Twitter mandarino. Altri milioni hanno letto i suoi post su WeChat, la piattaforma dei messaggi istantanei. 

Abbiamo detto che il racconto di Fang Fang è stato seguito «ogni giorno» da milioni di cinesi: forse dovremmo dire «ogni notte», perché il diario è stato pubblicato a mezzanotte e in tantissimi lo hanno aspettato a quell’ora, come calmante dell’ansia e anche per anticipare la censura che all’alba si attivava per spazzare via dal web il materiale sgradito al Partito-Stato.

20 marzo 2020

La Cooperazione tra le Fedi

Le religioni difficilmente dialogano: le persone sì. Sembra che negli ultimi decenni alcune autorità di assoluto rilievo e prestigio, ma anche persone ordinarie e “normali”, comincino finalmente a comprendere che l’arroccamento identitario non paga ma produce violenza e tragedie.

di Valentino Cottini
Il 21 giugno scorso Papa Francesco ha tenuto a Napoli uno dei suoi discorsi memorabili in occasione del convegno “La teologia dopo Veritatis Gaudium nel contesto del Mediterraneo”, promosso dalla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. Un discorso tenuto “ai suoi”, ma programmatico e di lungo respiro, perché riguarda la formazione delle future guide e degli intellettuali cattolici: la formazione teologica cattolica dovrà dialogare con le istituzioni sociali e politiche, con tutte le discipline, con tutte le culture in mezzo alle quali si trova a operare e con tutte le religioni, senza rinchiudersi nella torre d’avorio identitaria che diventerebbe ghetto e sancirebbe la morte del pensiero. “Il modo di procedere dialogico – dice Papa Francesco – è la via per giungere là dove si formano i paradigmi, i modi di sentire, i simboli, le rappresentazioni delle persone e dei popoli”. E Dio sa quanto i simboli, i paradigmi e i pregiudizi siano determinanti in tutte le culture e in tutte le religioni.

Mediterraneo ponte di pace

Roma – si è svolta il 13 novembre presso il Senato della Repubblica, Sala ISMA, il convegno: Mediterraneo ponte di pace, cooperazione e sviluppo sostenibile nell’area del mare nostrum.

L'iniziativa è stata organizzata dalla Federazione Internazionale per la Pace (UPF) in collaborazione con la Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo (WFWP) e promossa dal senatore Roberto Rampi, coordinatore di IAPP Italia (Associazione Internazionale Parlamentari per la Pace), e dalla senatrice Valeria Fedeli.

L’obiettivo dell’incontro è stato di esaminare il ruolo del Mediterraneo, con la sua posizione geografica e la sua lunga storia, e che possa diventare in concreto un “Ponte di Pace” per costruire armonia e coesione sociale tra i popoli e le nazioni che lo circondano, e porre una base di maggiore sicurezza e sviluppo per l’intera Europa. In mattinata è stato trattato il tema: “Cooperazione tra i paesi del Mediterraneo: Valori Universali, Interdipendenza e Prosperità Comune”.
Mentre al pomeriggio si è parlato del tema “La Cooperazione tra le Fedi al servizio della Pace nel bacino del Mediterraneo”. Il contributo dato da tutti relatori è stato di altissimo livello. Alcuni hanno ricevuto il riconoscimento di Ambasciatori di Pace della UPF.
Queste iniziative per la “Pace e la Comune Prosperità”, potranno rappresentare un nuovo passo per la storia della civiltà Mediterranea per poterla trasformare da storia di conflitti e sofferenza ad una storia di Pace e Coesione Sociale. In questa prospettiva i progetti di UPF quali la IAPP (Associazione Internazionale Parlamentari per la Pace), la IAPD (Associazione Interreligiosa per la Pace e lo Sviluppo), la YSP (Giovani e Studenti per la Pace) potranno costituire un’utile risorsa. Qui a lato vengono riportati alcuni interventi.

Discorso di benvenuto alla Cena Internazionale del Vertice di Pace

Tirana, Albania

Marjiia Efremova ex Ambasciatrice della Macedonia
Prima di tutto, vorrei ringraziare gli organizzatori per avermi invitato a offrire un brindisi alla cena del Vertice Internazionale della Pace questa stasera, qui a Tirana.
Devo confessare che, all'inizio, vedendo sulla lettera di invito il nome dell’Amb. Christopher Hill e leggendo il CV dello sceicco Yaakub Salam, ero un po’ nervosa per questa occasione, ma non potevo fare altro che provare immediatamente a superare le mie emozioni e iniziare a preparare il mio discorso per un buon inizio del Vertice di Pace. Ma ora, visto il pubblico, sono ancora più terrorizzata! Spero di riuscire a completare il mio discorso.

Il Vertice esplora la Pace e lo Sviluppo dell'Europa Sudorientale

Tirana, Albania - Partecipanti da oltre 50 nazioni hanno preso parte al Vertice di Pace dell'Europa Sud-orientale organizzato dalla UPF dal 25 al 27 ottobre 2019 e comprendente molteplici attività.
Tre eventi principali si sono tenuti nella grande Sala Congressi di Tirana (3.000 posti). All’apertura della Sessione Plenaria del Summit, la mattina del 26 ottobre, hanno partecipato: la cofondatrice della Universal Peace Federation, dott.ssa Hak Ja Han Moon; il Presidente della Macedonia del Nord, S.E. Stevo Pendarovski; il Presidente del Kosovo, S.E. Hashim Thaçi, così come dieci ex Capi di Stato e di Governo e personaggi politici chiave della regione dei Balcani.
Il pomeriggio del 26 ottobre si è tenuta la manifestazione della YSP, un'organizzazione affiliata alla UPF, con la partecipazione di oltre 2.000 giovani che hanno assistito a spettacoli culturali e discusso progetti di pace. 
La mattina del 27 ottobre si è svolta la Cerimonia di Inaugurazione della nuova sede regionale della UPF, alla presenza della vice sindaca di Tirana Anisa Ruseti.
Il Vertice si è concluso nella Sala Congressi di Tirana il pomeriggio del giorno successivo, 27 ottobre, con un Festival della Famiglia.

I leader spirituali promuovono la forza della pace e della diversità al Summit delle Fedi

Numerosi leader internazionali di fedi diverse si sono radunati a fine dicembre a New York (27-28 dicembre 2019) per promuovere l'unità religiosa, con l’intento di vedere la diversità non come un ostacolo, ma come la "pietra angolare" per lo sviluppo della pace.*

di Giorgio Gasperoni
Presente anche il consulente spirituale personale del presidente Trump, Paula White-Cain, che ha invitato i leader a superare le barriere che hanno diviso le varie denominazioni religiose per troppo tempo. "Quando lavoriamo in unità, facciamo tremare le nazioni", ha detto suscitando applausi da centinaia di pastori, reverendi, vescovi e altri riuniti venerdì, all'apertura del summit di due giorni, nella rinomata Hammerstein e Grand Ballrooms del Manhattan Center nel centro di Manhattan.
La presenza della sig.ra White-Cain al vertice intitolato ‘Convocazione Inaugurale della Leadership del Clero Mondiale’, a cui hanno partecipato rappresentanti di tutte le denominazioni evangeliche e non, ha fornito un collegamento con il potere politico americano. Il suo intervento è stato il risultato degli sforzi del signor Trump di unificare gli evangelici statunitensi durante la sua corsa per un secondo mandato.

MEDITERRANEO CROCEVIA PER LA PACE

di Carlo Zonato


L’ultimo convegno del 13 novembre 2019 che UPF ha organizzato a Roma, presso la sala “Santa Maria in Aquiro” (ISMA) del Senato Italiano, ha voluto segnare l’avvio di un progetto che ci sta molto a cuore. “Mediterraneo Ponte di Pace – Cooperazione e Sviluppo sostenibile nell’area del Mare Nostrum”; questo il tema intorno al quale è stata sviluppata l’intera giornata. La sessione del mattino è stata dedicata al tema: “Cooperazione tra i Paesi del Mediterraneo: Valori Universali, Interdipendenza e Prosperità Condivisa”, mentre la sessione pomeridiana ha sviluppato l’argomento: “La Cooperazione tra le Fedi al Servizio della Pace nel bacino del Mediterraneo”.  
Il Mare Mediterraneo è stato protagonista nella lunga storia di Grandi Civiltà che, nel corso dei secoli, hanno contribuito notevolmente al progresso ed allo sviluppo umano in senso generale (dalla scienza alla cultura). Purtroppo dall’altro lato è stato anche teatro di costanti conflitti di potere e di supremazia che hanno lasciato una pesante eredità di sofferenze, tragedie e ferite profonde nella storia di tutti i popoli e le nazioni che si affacciano sulle sue rive. Questi conflitti costanti non hanno fatto altro che acuire contrapposizioni culturali, territoriali ed anche religiose o pseudo-tali che hanno offuscato e limitato la crescita ed il progresso. Ancora oggi ci troviamo di fronte a tante barriere e muri invisibili che ci separano e ci dividono. 

11 marzo 2020

IL VIRUS DEPRESSIVO

di Antonio Saccà

In epoca scientifica qual è la nostra bisogna accettare i consigli o le ordinanze che essa emana e propone, sicché chiudiamo le scuole, i teatri, i cinema, le riunioni e tutti i luoghi dove la gente può radunarsi, e questo per evitare i contagi, aggiungiamo la distanza di qualche metro delle persone, la stretta delle mani e non baciarsi anche per il saluto, il lavarsi le dita, la faccia... Giusto, giustificato per tutelarci dalla propagazione. Ma nascono dubbi, contaminazione nella scuola non se ne erano verificate, neanche nei teatri, nei cinema, nei musei, nei luoghi di lavoro, almeno non in maniera clamorosa, tutt'altro, quindi sarebbe una misura preventiva, ma preventiva di che se il virus esiste, si è intromesso? Facciamo un esempio, del lavarsi le mani, un individuo si può lavare le mani quanto necessario, addirittura continuamente ma poi usa moneta cartacea o metallica che è passata tra decine e decine di mani altrui e finisce nelle mani di chi si è difeso mediante il lavaggio, il risultato è come se avesse stretto decine di mani!