2 luglio 2026

Custodire l’umano in un mondo contraddittorio

Sicurezza, memoria, tecnologia e responsabilità davanti alle crisi del nostro tempo 

Il nostro mondo non manca di strumenti, risorse e capacità organizzative. Spesso manca di una direzione morale condivisa. Le crisi del tempo presente pongono una domanda semplice e severa: la persona resta il fine delle decisioni, oppure diventa il prezzo da pagare per sicurezza, potere, profitto e stabilità?

di Giorgio Gasperoni

Viviamo in un mondo che sembra avere più mezzi di ogni altra epoca e, allo stesso tempo, meno certezze su come usarli. Abbiamo tecnologie capaci di elaborare quantità immense di dati, reti di comunicazione istantanee, sistemi finanziari globali, organizzazioni internazionali, apparati di sicurezza sofisticati, strumenti umanitari più rapidi di un tempo. Eppure,
davanti alle crisi, ritorna spesso la stessa impressione: sappiamo intervenire, ma non sempre sappiamo custodire.

L’intelligenza artificiale può governare la finanza, ma chi governa l’intelligenza artificiale?

Tra innovazione tecnologica e responsabilità umana, il futuro dell’economia dipenderà dalla capacità di coniugare efficienza, trasparenza e bene comune.

L’intelligenza artificiale sta entrando con crescente rapidità nei processi decisionali che riguardano la finanza, gli investimenti e la gestione del rischio. Ma fino a che punto possiamo affidare agli algoritmi decisioni che incidono sulla vita delle persone?

Il convegno “Artificial Intelligence for Financial Innovation”, ospitato il 19 maggio 2026 presso la Sala Stampa della Camera dei deputati, ha affrontato queste domande mettendo a confronto studiosi, professionisti e rappresentanti delle istituzioni.

di Maria Gabriella Mieli

Il 19 maggio 2026, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, si è svolto il convegno “Artificial Intelligence for Financial Innovation”, appuntamento conclusivo della seconda edizione di Towards Financial Culture (TFC25), realtà nata con l'obiettivo di connettere persone e idee, influenzare i decisori e favorire la creazione di valore per il Sistema Paese, partendo dalla promozione di una più diffusa cultura finanziaria atta a favorire il dialogo tra il mondo accademico, le istituzioni, i professionisti e gli operatori economici sulle principali trasformazioni che stanno interessando i mercati contemporanei.

26 giugno 2026

Salute, dignità e amore responsabile

Una riflessione sulla Dichiarazione politica delle Nazioni Unite del 2026 su HIV/AIDS e sull’impegno a porre fine all’AIDS come minaccia per la salute pubblica entro il 2030

La Dichiarazione politica del 2026 su HIV/AIDS, Uniti per porre fine all’AIDS entro il 2030, adottata il 23 giugno 2026 in occasione dell’Incontro di Alto Livello delle Nazioni Unite a New York, sottolinea che affrontare HIV/AIDS va oltre i soli servizi clinici e comprende anche la stabilità familiare e la solidarietà internazionale. La dichiarazione riafferma l’impegno contenuto nell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 3, compreso l’obiettivo di porre fine all’AIDS come minaccia per la salute pubblica entro il 2030.

23 giugno 2026

Quando i calendari sacri parlano insieme

Una riflessione sugli ultimi giorni di giugno 2026 e sui fondamenti spirituali della pace 

Mentre giugno 2026 volge al termine, i calendari di diverse tradizioni religiose e spirituali convergono attorno a temi quali digiuno, memoria, purificazione, preghiera, gratitudine e responsabilità. Queste ricorrenze non attenuano le identità distinte delle fedi del mondo. Al contrario, rivelano preoccupazioni morali comuni attraverso le quali gli esseri umani sono invitati a coltivare l’autodisciplina, ad approfondire la compassione, a onorare ciò che gli altri considerano sacro e a rafforzare quelle abitudini da cui dipendono le società pacifiche.

Per i musulmani, Ashura — 10 Muharram 1448 dell’Egira — dovrebbe cadere intorno al 25 giugno, secondo l’osservazione locale della luna. Tra i musulmani sunniti, questa giornata è spesso segnata dal digiuno e dalla gratitudine, nel ricordo di momenti di liberazione divina nella storia sacra. 

22 giugno 2026

Prima che la pace diventi un accordo

Una riflessione della UPF per la Settimana ONU della costruzione della pace 2026 su fiducia, continuità e canali che mantengono possibile la pace

Quando la Settimana ONU della costruzione della pace 2026 si aprirà a New York, dal 22 al 26 giugno, molta attenzione si concentrerà naturalmente su istituzioni, finanziamenti, inclusione e impatto. Sono attenzioni necessarie. La costruzione della pace richiede strutture capaci di resistere alle pressioni politiche, rispondere alle realtà locali e sostenere le comunità prima che la violenza ritorni.

Eppure, una parte della costruzione della pace rimane spesso meno visibile, perché non comincia con un accordo firmato. Comincia prima, nel periodo in cui nessuna intesa è pronta, nessuna parte è disposta a cedere e il linguaggio pubblico si è già irrigidito. In quel momento, il lavoro più utile può consistere nella discreta salvaguardia dei canali: canali tra comunità e tra regioni che hanno imparato a guardarsi attraverso paure antiche.

17 giugno 2026

Quando le parole diventano semi di pace

Una riflessione della UPF per la Giornata internazionale delle Nazioni Unite per il contrasto ai discorsi d’odio, 18 giugno 2026

Una parola può aprire una porta oppure chiuderla per molti anni. Può custodire la dignità di un’altra persona oppure, silenziosamente, renderla più facile da ignorare. Prima che la violenza entri nelle istituzioni o nelle case, passa attraverso il linguaggio. Impara a chiamare un vicino “minaccia”, uno straniero “peso”, un credente “pericolo”, una nazione “nemico” o una comunità ferita “ostacolo”.

Per questa ragione, la Giornata internazionale delle Nazioni Unite per il contrasto ai discorsi d’odio, celebrata il 18 giugno, possiede un significato che va oltre la comunicazione pubblica. Istituita con la risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite A/RES/75/309, la ricorrenza si inserisce nella Strategia e Piano d’azione delle Nazioni Unite sui discorsi d’odio, avviati nel 2019.

16 giugno 2026

Oltre le istituzioni: perché la pace comincia nelle famiglie e nel cuore umano

Riflessioni sulla Conferenza SDG 16 del 2026 e sui fondamenti umani delle società pacifiche 

Nel mondo di oggi, molte persone avvertono un crescente senso di inquietudine. I conflitti continuano, la fiducia nelle istituzioni rimane fragile, il dibattito pubblico è spesso polarizzato e molte comunità sperimentano divisioni proprio là dove sarebbe urgente ricostruire legami. In questo contesto, la prossima Conferenza SDG 16 del 2026 presso le Nazioni Unite offre un’importante occasione per esaminare i fondamenti più profondi delle società pacifiche e riflettere sulle condizioni che permettono alla pace di durare.

Per la Universal Peace Federation, questa comprensione è sempre stata centrale. Una pace duratura comincia dalle persone. Cresce attraverso il carattere, le relazioni e i valori che orientano il comportamento umano molto prima che gli individui entrino nella vita pubblica.

14 giugno 2026

Fede e ricerca: davvero credere in Dio spegne la scienza?

di Giorgio Gasperoni

Ascoltando alcune affermazioni di Margherita Hack, mi ha colpito in particolare l’idea secondo cui, se uno crede in Dio, perderebbe il senso della ricerca scientifica. Confesso che questa osservazione mi è sembrata troppo rapida, quasi riduttiva. Non tanto perché venga da una scienziata atea — posizione del tutto legittima — ma perché trasforma una scelta personale in un principio generale che la storia della scienza, in realtà, non conferma.

Molti grandi scienziati del passato non hanno vissuto la fede come un ostacolo alla ricerca, ma semmai come uno sfondo di intelligibilità del reale. Galileo non pensava che credere in Dio rendesse inutile studiare il cosmo; al contrario, vedeva nella natura un ordine degno di essere indagato con rigore. Newton, da parte sua, non separava in modo netto il suo lavoro scientifico dalla sua visione religiosa: cercare le leggi dell’universo significava, anche, riconoscere che il mondo non era un caos privo di senso.