Il nostro mondo non manca di strumenti, risorse e capacità organizzative. Spesso manca di una direzione morale condivisa. Le crisi del tempo presente pongono una domanda semplice e severa: la persona resta il fine delle decisioni, oppure diventa il prezzo da pagare per sicurezza, potere, profitto e stabilità?
di Giorgio Gasperoni
Viviamo in un mondo che sembra avere più mezzi di ogni altra epoca e, allo stesso tempo, meno certezze su come usarli. Abbiamo tecnologie capaci di elaborare quantità immense di dati, reti di comunicazione istantanee, sistemi finanziari globali, organizzazioni internazionali, apparati di sicurezza sofisticati, strumenti umanitari più rapidi di un tempo. Eppure,
davanti alle crisi, ritorna spesso la stessa impressione: sappiamo intervenire, ma non sempre sappiamo custodire.







