5 aprile 2026

Lo sport come scuola di pace

Dalla Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace delle Nazioni Unite a una più ampia storia delle iniziative sportive collegate alla costruzione della pace

Ogni anno, il 6 aprile, la comunità internazionale celebra la Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace delle Nazioni Unite, come richiamo al fatto che lo sport non è soltanto intrattenimento o competizione. È anche un’istituzione sociale capace di sostenere salute, educazione, inclusione, uguaglianza e pace. La Giornata è stata istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la risoluzione A/RES/67/296. La sua data ricorda l’apertura dei primi Giochi Olimpici moderni ad Atene nel 1896. Questa ricorrenza si colloca inoltre in continuità con il lungo sostegno delle Nazioni Unite alla Tregua Olimpica, che afferma come lo sport possa creare spazi di moderazione, dialogo e passaggio sicuro per gli atleti.  

La mattina di Pasqua e la speranza che può rinnovare la famiglia umana

La Pasqua è una celebrazione profondamente cristiana della Risurrezione, ma il suo spirito ha anche la forza di aprire i cuori alla riconciliazione, al rispetto reciproco e a una più profonda consapevolezza della nostra comune vocazione umana 

È uno dei tempi più sacri e amati del mondo cristiano, un annuncio gioioso che Gesù Cristo è risorto; che l’amore è più forte dell’odio, la vita più forte della morte, e che non esiste oscurità così profonda da impedire a Dio di portare la sua luce. Per i cristiani, la Pasqua non è soltanto il ricordo di un passato lontano; è una sorgente viva e rinnovatrice di speranza. Essa raggiunge il cuore umano nei momenti di dolore, stanchezza, pentimento e preghiera, ricordandoci che Dio non ha abbandonato la famiglia umana.  

4 aprile 2026

Giornata internazionale della coscienza 2026: la coscienza come fondamento interiore della pace

Nella Giornata internazionale della coscienza delle Nazioni Unite, celebrata il 5 aprile, la vita morale della persona umana viene posta al centro come questione di responsabilità globale 

Le Nazioni Unite hanno istituito la Giornata internazionale della coscienza con la risoluzione dell’Assemblea Generale A/RES/73/329. Questa ricorrenza sottolinea che la pace comincia nella vita morale della persona umana. La pace nasce nella coscienza, prima ancora di manifestarsi nei negoziati, nelle istituzioni o nei trattati. In un secolo segnato da guerra, polarizzazione, disumanizzazione, corruzione e sfiducia, questa è una verità semplice ma esigente: senza coscienza, la pace perde il suo fondamento umano.  

31 marzo 2026

Dr.ssa Hak Ja Han, cofondatrice della Universal Peace Federation, candidata al Premio Nobel per la Pace

Un riconoscimento del suo impegno per la pace nel campo del dialogo, del servizio umanitario e della cooperazione internazionale

La Dr.ssa Hak Ja Han, cofondatrice della Universal Peace Federation, è stata candidata al Premio Nobel per la Pace 2026 nella categoria Pace e Fratellanza tra le Nazioni. La candidatura è stata formalmente presentata dal Dr. Jan Figel, già Inviato speciale dell’Unione Europea per la libertà di religione o di credo e presidente ad interim di FOREF Europe (Forum for Religious Freedom Europe).  

Nella sua candidatura, il Dr. Figel ha richiamato decenni di lavoro della Dr.ssa Han nel dialogo interreligioso, nella cooperazione umanitaria, nella costruzione della pace nella Penisola coreana e nella tutela dei valori della famiglia come fondamento di società stabili. La candidatura richiama nuovamente l’attenzione su un insieme di opere che si è intrecciato con le priorità delle Nazioni Unite e con la più ampia agenda globale per la pace.  

Argentina: perché l'etichetta di "setta" aggrava la persecuzione religiosa

Buenos Aires, Argentina – L'uso del linguaggio dispregiativo utilizzato nei contesti giuridici e nei media sta alimentando le persecuzioni delle comunità religiose in tutto il mondo. La dott.ssa María Vardé, esperta in materia di libertà religiosa, ha affrontato questo tema nel suo intervento intitolato «Libertà religiosa e diritti umani in Argentina», tenuto il 25 febbraio 2026 presso la Sala Alberione della Società Biblica Cattolica Internazionale (SOBICAIN) a Buenos Aires. 

L’incontro, organizzato dall’Associazione Interreligiosa per la Pace e lo Sviluppo (IAPD) e da UPF Argentina, insieme alla SOBICAIN e al Centro di Dialogo Interculturale Alba, ha incluso una sessione di domande e risposte e commenti da parte del pubblico.

29 marzo 2026

Dai partenariati al servizio: zero waste e costruzione della pace

In occasione della Giornata internazionale dei rifiuti zero, la Universal Peace Federation richiama il legame tra responsabilità ambientale, servizio alla comunità e costruzione della pace. Con particolare attenzione al tema dello spreco alimentare, il documento indica nella cura delle risorse una concreta espressione di responsabilità condivisa. 

Dr. Tageldin Hamad*

Mentre le Nazioni Unite celebrano il 30 marzo la Giornata internazionale dei rifiuti zero, questa ricorrenza conclude il mese di marzo, dedicato ai partenariati, e apre aprile come mese del servizio all’interno della campagna della UPF 100 Days of Serving Community, in corso dal 20 febbraio al 1° giugno 2026.  

Il 30 marzo, le Nazioni Unite osservano la Giornata internazionale dei rifiuti zero, ricordandoci che il problema dei rifiuti non è soltanto tecnico, ma profondamente umano. Nel 2026, la giornata è dedicata in particolare allo spreco alimentare, collocandosi pienamente nell’ambito dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, soprattutto in relazione all’Obiettivo di sviluppo sostenibile 11 e all’Obiettivo di sviluppo sostenibile 12. Il riferimento è diretto al taxrget 11.6, relativo alla gestione dei rifiuti urbani, e al target 12.3, che punta a ridurre lo spreco alimentare e le perdite di cibo lungo le filiere.  

27 marzo 2026

CONTRO LA SOCIETÀ DELL’ANGOSCIA

Speranza e rivoluzione 

In tempi di incertezza e pressione sociale, Byung-Chul Han mette a fuoco l’angoscia come clima
collettivo e la speranza come forza concreta, capace di orientare l’agire e ricostruire un “noi”. Una lettura breve, ma sorprendentemente incisiva.

di Rebecca Stoica 

In questo piccolo libro, il filosofo sudcoreano Byung-Chul Han affronta temi di estrema importanza per il periodo storico che stiamo vivendo. “L’angoscia si aggira come uno spettro. Solo la speranza può farci recuperare quel vivere che è qualcosa di più del sopravvivere”. Sono queste le parole che si trovano sul retro della copertina di questo libro, che tratta proprio della forza della speranza: una speranza capace di produrre cambiamento, di cambiare il mondo, l’unico mezzo davvero abbastanza potente per vivere in tempi dominati dall’angoscia senza lasciarci sopraffare da essa. 

Ricordo ancora il giorno in cui questo libricino filosofico mi è stato consigliato. Stavo seguendo una lezione all’università dal tono piuttosto negativo, stavamo analizzando alcuni tra i numerosi problemi presenti nella nostra società e, vedendoci piuttosto demoralizzati, il professore ci suggerì la lettura di questo libro come antidoto a questo sentimento negativo. L’ho subito acquistato e l’ho letto tutto d’un fiato in un pomeriggio. Oggi sono estremamente grata di quel consiglio. 

23 marzo 2026

Contro l’indifferenza: i giovani e la scelta della responsabilità

L’indifferenza non è neutralità: è una forma lenta di resa. In un tempo segnato da conflitti, polarizzazione e sfiducia, ai giovani viene spesso attribuita passività; ma molte volte è una difesa dall’impotenza percepita. Questo articolo propone una tesi semplice e pratica: scegliere “da che parte stare” significa ricominciare da piccoli gesti quotidiani, capaci di trasformare indignazione in responsabilità.

di Rebecca Stoica*

Essere giovani oggi, portatori di valori profondi e di ideali fondati sulla pace e sulla cooperazione, non è semplice. Quando si è guidati da un forte senso di giustizia, la quotidianità può apparire faticosa, incerta e talvolta solitaria. Il disallineamento tra valori personali e realtà sociale genera spesso un senso diffuso di frustrazione e di impotenza. 

Il contesto globale contribuisce ad accentuare questa percezione. Il mondo appare sempre più instabile: le notizie di conflitti armati, violazioni dei diritti umani e crisi umanitarie si susseguono senza interruzione. Secondo stime recenti, tra il 2024 e il 2025 almeno 240.000 persone sono morte in violenze legate ai conflitti. A queste cifre si aggiungono le conseguenze indirette che tali eventi producono, tra cui povertà, migrazioni forzate e insicurezza alimentare.