Viviamo in un’epoca in cui la geopolitica è tornata al centro del dibattito mondiale. Guerre, competizione tecnologica, sicurezza energetica, intelligenza artificiale, controllo delle risorse e nuovi equilibri internazionali impongono analisi sempre più sofisticate. Tutto questo è necessario. Ma, accanto a una domanda su come governare il mondo, ne emerge un’altra, forse ancora più decisiva: chi educa la coscienza di coloro che quel mondo sono chiamati a guidare?
di Maria Grabriella Mieli e Giorgio Gasperoni
Negli ultimi anni abbiamo imparato un nuovo linguaggio. Parliamo di multipolarismo, resilienza delle filiere produttive, deterrenza, sicurezza energetica, rotte commerciali, intelligenza artificiale, spazio, terre rare, corridoi strategici. Sono espressioni che fino a poco tempo fa appartenevano quasi esclusivamente agli specialisti e che oggi sono entrate nel dibattito pubblico.







