8 aprile 2021

REMEMBERING THE SIXTIES

A time of intense struggles and emerging new values, the Sixties witnessed deep social changes, becoming a myth, alive as a subject of great interest until today.

by Emilio Asti

A dramatic but also enthusiastic moment in history, the sixties have been the subject of many discussions and articles, but various things regarding that period remain unsaid, and should be evaluated in a correct way, putting aside stereotypes.

No decade in modern history has generated more controversy than the Sixties, an age when many things began to change, and several
contradictions burst out.

When focusing on those years, often considered a time of social revolutions, drug taking and sexual indulgence, apart from social turmoil, a period of optimism and hedonism appears, but the reality is more complex and difficult to characterize. Those years, not yet untainted by globalization, witnessed the rise of feminism, anti-war movements, the quest for peace and for civil rights, yet some other things have been overshadowed. The traditions to which the earlier generation had conformed were deeply questioned, and a different scale of values was proposed.

Today we often talk about women’s rights, protection of the environment, but their roots can be retraced to those years.

If we look back critically at the ‘60s, we will realize that those years, like any historical period, had also a dark side, but we cannot forget the sincere enthusiasm of so many young people who didn’t hesitate to commit themselves to carrying forward their ideals, despite the many mistakes they did. It is remarkable to consider that now various cultural values of the ‘60s are somehow emerging again.

Winds of change blew through the world, unrest and social chaos were dominating in many countries, and on the international scene various dramatic events occurred. Throughout the world democracy confronted communism in the so called “Cold War”, and this struggle erupted in various parts of the world, and on August 1961 the construction of Berlin Wall exasperated the tension between East and West. The two superpowers stood at the precipice of a nuclear war, and on several occasions, peace was endangered.  Various nations were struggling for independence, new States were created and several of them seemed to be turning to communism.

29 marzo 2021

“La Pace comincia da Me” - workshop interreligioso

di Godwin Chionna 

Dopo la prima edizione del 2018, nell’aprile del 2019 l’associazione Youth and Students for Peace Deutschland (Giovani e Studenti per la Pace Germania) ha organizzato il workshop interreligioso “Peace Starts with Me” (La Pace comincia da Me), presso la Seminarhaus Neumühle, vicino a Francoforte sul Meno. 

Con oltre 40 partecipanti provenienti da percorsi di fede molto diversi (Cristianesimo, Islam, Induismo, Mazdeismo, Unificazionismo e persone che si identificano come atee), il workshop ha rappresentato un’opportunità di incontro e dialogo molto preziosa, con un obiettivo in comune tra tutti i partecipanti: contribuire alla promozione di una cultura di dialogo e di rispetto tra persone con visioni del mondo anche molto diverse. 

Il programma offerto dal workshop è stato molto vario, includendo sessioni di yoga mattutine (per svegliare corpo e mente), momenti di svago e “ice-breaking” tra i partecipanti, e conferenze o altre attività volte a favorire una maggiore conoscenza delle rispettive religioni e culture di appartenenza. Diversi sono stati i contributi e gli spunti di riflessione significativi che ne sono emersi. 

28 marzo 2021

LA BELLEZZA DEL MONDO FEMMINILE

La Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo, sezione italiana della Women’s Federation for World Peace International, ha organizzato l’incontro annuale, sponsorizzato dalla sezione internazionale, attraverso un ciclo di webinars dal titolo “La Bellezza del Mondo Femminile” 

di Gabriella Mieli 

L’incontro originariamente è stato pensato con l’idea di ritrovarsi insieme per un fine settimana all’insegna del benessere interiore ed esteriore, incoraggiando le donne a scoprire la propria natura originale, le qualità nascoste e i propri punti di forza emergenti anche dalle esperienze di vita. Il ciclo di 3 seminari virtuali organizzati tra fine settembre e ottobre è stato collegato agli obiettivi di sviluppo sostenibile n. 3 e n. 5 dell’Agenda 2030. Relatrice principale per l’intero ciclo è stata la psicoterapeuta e terapista della famiglia dottoressa Onorina Gibi. Ad accompagnarla in questo percorso per ogni singolo incontro una rappresentante della Federazione delle Donne in Italia. 

PRIMO SEMINARIO “Il valore del femminile, dalle origini ad oggi: a che punto siamo?”. Elisabetta Nistri, Presidente della Federazione in Italia ha introdotto il ciclo di seminari e ha sviluppato la tematica facendo riferimento alla fondatrice della WFWP, dottoressa Hak Ja Han Moon e alle sue indicazioni relative alla missione della Federazione delle Donne, ovvero aiutarle a riconnettersi alla propria femminilità divina, originale, proveniente dal Creatore. La Presidente Nistri si è anche collegata al libro di Genesi, ricordando che ogni donna rappresenta l’aspetto femminile quale Dio Madre, così come ogni uomo rispecchia l’aspetto maschile di Dio Padre. Partendo da questa consapevolezza, donne e uomini insieme possono risolvere gli urgenti problemi che il mondo sta affrontando e creare una civiltà̀ di pace. Ma le donne debbono trovare il coraggio di uscire dal proprio silenzio, collaborando a fianco degli uomini, completandosi a vicenda e lavorando in partnership come attivisti e attiviste della Pace. 

26 marzo 2021

IL SOGNO DELLA RIUNIFICAZIONE COREANA. SVILUPPI ATTUALI E SFIDE

Dal momento della tragica divisione del Paese speranze e delusioni si sono alternate, ma nonostante i grossi problemi il popolo coreano, prima o poi, riuscirà a raggiungere la tanto sospirata riunificazione.

di Emilio Asti

Dopo la divisione, più di 70 anni fa, della penisola coreana in due Stati di orientamento ideologico opposto, il Nord retto da un regime comunista, creato con l’appoggio dell’URSS, il Sud invece legato al mondo occidentale, la Corea si trovò ad essere, suo malgrado, un terreno di scontro tra Occidente e mondo comunista. Tuttora la penisola coreana, già devastata da un’aspra guerra fratricida dal 1950 al 1953, che vide l’intervento dell’ONU, rimane una delle aree più militarizzate del mondo ed un pericoloso focolaio di tensione.

Tra le due Coree, che nel corso degli anni hanno continuato ad accusarsi a vicenda, vige solo un cessate il fuoco, a volte turbato da incidenti lungo la linea di demarcazione militare, rigidamente vigilata da una parte e dall’altra, che taglia in due la penisola coreana lungo il 38° parallelo.  L’unico punto di passaggio tra le due Coree si trova a Panmunjom, la località dove nel 1953 venne firmata la tregua, ma tuttora non è possibile, salvo casi sporadici, passare da una parte all’altra della Corea. L’aspetto forse più doloroso causato dalla separazione è il dramma di molte famiglie, i cui membri non hanno potuto più incontrarsi dal momento della tragica divisione del Paese, uno degli eventi più dolorosi della storia coreana. Finora sono stati pochi i coreani che hanno potuto rivedere i parenti che vivono nell’altra parte della Corea.

La visione dei fondatori UPF per la rappacificazione delle due Coree

La Corea è una piccola nazione circondata dalle maggiori potenze mondiali: Cina, Russia, Giappone e Stati Uniti. Potremmo paragonare la Corea ad un cuscinetto che ha lo scopo di ridurre l’attrito tra più oggetti in movimento, fondamentale per il funzionamento di tutte le parti della grande macchina.

di Jacques Marion, co-presidente dell’UPF per l’Europa, l’Eurasia e il Medio Oriente 

A conclusione di questo webinar, darò solo un piccolo contributo. Ho pensato che fosse importante capire più profondamente alcuni aspetti della visione che è portata avanti dall’UPF, eredità diretta del nostro fondatore. Per prima cosa, un breve retroscena. I nostri fondatori, il dottor e la signora Moon sono coreani, sono nati in quella che oggi è la Corea del Nord. Facevano parte dei 10 milioni di rifugiati fuggiti dal Nord al tempo della guerra di Corea, costretti ad abbandonare le loro famiglie. Le truppe ONU hanno salvato la vita del nostro fondatore, che stava per essere giustiziato in un campo di lavoro nordcoreano. La nostra organizzazione, l’UPF, è nata da queste radici in Corea. Oggi il nostro lavoro è in tutto il mondo. Ma la nostra visione della pace guarda con un occhio molto attento al ruolo che la penisola coreana ha negli affari mondiali. Nel webinar della settimana scorsa, come anche oggi, si è discusso con il dottor Zhebin e il nostro presidente, il dottor Otsuka. Il dottor Otsuka ha parlato delle tre modalità di riconciliazione possibili per la Corea: unificazione con la forza, soluzione inaccettabile per tutte le parti interessate, l’assorbimento del più debole da parte del più forte, ovvero l’assimilazione della Corea del Nord da parte della Corea del Sud, soluzione che i relatori hanno affermato essere poco verosimile oppure la promozione di un percorso graduale di interazione tra Nord e Sud, descritto dal dott. Moon come un camminare insieme lungo la stessa strada, soluzione favorita dai fondatori dell’UPF e penso anche da molti altri. 

Prospettive di pace nella penisola coreana

Mosca, Russia - UPF 

16 novembre 2020 

Quest’anno ricorre il settantesimo anniversario dello scoppio del- la guerra di Corea. Innumerevoli persone, sotto la bandiera delle Nazioni Unite o del mondo comunista, hanno sacrificato la loro vita. Ma oggi la penisola coreana è ancora divisa.

Il futuro della penisola, circondata da quattro delle nazioni più potenti al mondo, non riguarda solo il Nord-Est asiatico, ma anche lo sviluppo sostenibile e pacifico di molti Paesi del mondo.

Il 2020 è stato dominato dalla pandemia COVID-19. La geopolitica e l’economia mondiale stanno attraversando grandi cambiamenti. 

Quali gli effetti sulla prospettiva di pace nella penisola coreana? 

I relatori: 

•  Dott. Barthélemy Courmont, professore di storia moderna e relazioni internazionali all’Università Cattolica di Lille, Francia 

• Dott. Alexander Vorontsov, capo del Dipartimento di Studi Coreani e Mongoli, Istituto di Studi Orientali dell’Accademia Russa delle Scienze, Mosca, Russia 

•  Jacques Marion, copresidente dell’UPF per l’Europa, l’Eurasia e il Medio Oriente. 

La moderatrice del programma, tenutosi il 16 novembre 2020, è stata Maria Nazarova, presidentessa dell’UPF-Russia.

25 marzo 2021

Perché le due Coree rimangono divise e cosa si può fare?

 di Michael Breen

Dalla loro separazione in due Paesi, entrambi i governi coreani sono rimasti impegnati nella riunificazione della Nazione. Allora, cos’è che ha impedito loro di farlo negli ultimi 70 anni? Che cosa li trattiene ora? Dimentichiamo per un attimo questi anni passati. Oggi, quali sono gli ostacoli all’unificazione? Cosa può fare in questo contesto la comunità internazionale? Per iniziare, mettiamo le cose nella giusta prospettiva storica. Voglio spiegarvi in breve il motivo per cui i coreani sono stati divisi, e questo non è così semplice come potrebbe sembrare. I coreani sia del Nord sia del Sud si identificano in una storia comune che risale a 5000 anni fa, in parte documentata e in parte mitica. L’attuale confine tra la Cina e la Corea del Nord è stato stabilito nell’anno nove. È quindi solo nel XX secolo che l’identità unitaria viene trasformata in due entità distinte. Come per gran parte del mondo, l’ultimo secolo è stato un periodo di trasformazione molto tumultuoso. 

Nel 1905 il Paese cadde sotto il controllo giapponese e nel 1910 ne fu formalmente annesso. Nove anni dopo, ci furono proteste a livello nazionale contro il dominio giapponese, e gli organizzatori delle proteste rilasciarono una dichiarazione di indipendenza. Erano tutti uomini, alcuni buddisti, gli altri per lo più cristiani e credenti di Jandakot, una religione locale. I cristiani, nel perorare la loro causa, misero l’accento su azioni non violente. Fu quindi una rivolta nazionale molto insolita, non violenta, in una società e in un tempo abbastanza feroci. Il loro obiettivo era quello di richiamare l’attenzione delle maggiori potenze in Occidente sul loro grido d’indipendenza, e ottenere il loro aiuto. La polizia giapponese schiacciò la rivolta e l’auspicato sostegno straniero non si concretizzò mai. 

24 marzo 2021

RICONCILIAZIONE TRA LE 2 COREE

LA NECESSITÀ DI UNA VISIONE CONCRETA 

di Redazione 

Lo scopo di una serie di webinar alla fine del 2020 è stato quello di discutere il tema “pace e sicurezza” della penisola coreana. La situazione di questa regione non è una questione unicamente asiatica, ma ha ricadute su molti processi mondiali, compresa la possibilità di uno sviluppo pacifico sostenibile in molti Paesi.

Il 2020 segna il 70° anniversario dello scoppio della guerra di Corea, una delle fasi più acute della guerra fredda, che ha distrutto la vita e il destino di quasi 3 milioni di persone. Dopo 70 anni, la popolazione mondiale come giudica ciò che è successo? C’è la possibilità di un nuovo miracolo coreano - l’unificazione della Corea in un unico Stato - nel prossimo futuro? Il 2020 è stato un anno di drammatici shock, primo fra tutti la pandemia COVID-19, ma non solo. Sono in atto grandi cambiamenti nel campo della geopolitica, dell’economia mondiale, dell’istruzione, dei media, della religione e della cultura, a tutti i livelli della società, dalle famiglie e comunità agli stati e ai governi. 

Il 2020 ha avvicinato o allontanato la prospettiva di pace nella penisola coreana?

Nei articoli seguenti, verrà approfondito il tema analizzandolo da varie prospettive.