31 marzo 2026

Dr.ssa Hak Ja Han, cofondatrice della Universal Peace Federation, candidata al Premio Nobel per la Pace

Un riconoscimento del suo impegno per la pace nel campo del dialogo, del servizio umanitario e della cooperazione internazionale

La Dr.ssa Hak Ja Han, cofondatrice della Universal Peace Federation, è stata candidata al Premio Nobel per la Pace 2026 nella categoria Pace e Fratellanza tra le Nazioni. La candidatura è stata formalmente presentata dal Dr. Jan Figel, già Inviato speciale dell’Unione Europea per la libertà di religione o di credo e presidente ad interim di FOREF Europe (Forum for Religious Freedom Europe).  

Nella sua candidatura, il Dr. Figel ha richiamato decenni di lavoro della Dr.ssa Han nel dialogo interreligioso, nella cooperazione umanitaria, nella costruzione della pace nella Penisola coreana e nella tutela dei valori della famiglia come fondamento di società stabili. La candidatura richiama nuovamente l’attenzione su un insieme di opere che si è intrecciato con le priorità delle Nazioni Unite e con la più ampia agenda globale per la pace.  

Dietro questi risultati pubblici vi è una vita segnata dalla guerra, dalla divisione e da una lunga responsabilità pubblica. Nata in quello che oggi è il Nord Corea, la Dr.ssa Hak Ja Han visse l’esperienza dello sfollamento durante la guerra di Corea e appartiene a quella generazione profondamente segnata dal conflitto e dalla divisione della penisola. Queste esperienze iniziali contribuirono a plasmare il suo successivo accento sulla riconciliazione, sulla famiglia e sulla dignità umana.  

Dopo il matrimonio con il Dr. Sun Myung Moon, ella entrò in un lungo periodo di intenso impegno internazionale. Viaggiò ampiamente, incontrò leader e comunità in diverse regioni del mondo, e continuò questa missione anche dopo la sua scomparsa, assumendo la responsabilità principale di una rete crescente di iniziative. È inoltre autrice del memoir Mother of Peace, nel quale presenta in prima persona la propria vita e la propria missione pubblica.  

Decenni di lavoro per la pace

Una caratteristica centrale del suo impegno pubblico è stata la creazione di istituzioni capaci di durare oltre i singoli eventi. Nel 1992 ha cofondato la Women’s Federation for World Peace, divenuta una piattaforma globale per la leadership femminile nella costruzione della pace attraverso educazione, servizio umanitario, sostegno alle famiglie e sviluppo comunitario. Nel 2005 ha cofondato la Universal Peace Federation come più ampia piattaforma internazionale di dialogo tra leader politici, rappresentanti religiosi, studiosi, professionisti dei media e attori della società civile.  

Nel corso di diversi decenni, la Dr.ssa Hak Ja Han ha compiuto vasti tour internazionali in Asia, Europa, Africa e Americhe, dialogando direttamente con capi di Stato, parlamentari, leader religiosi e rappresentanti della società civile. Questi viaggi nel mondo non si limitarono a presenze cerimoniali, ma furono strutturati come sforzi concreti per promuovere il dialogo, rafforzare la cooperazione oltre le barriere ideologiche e culturali e diffondere un messaggio coerente centrato sulla pace, sulla riconciliazione e sul ruolo della famiglia nel sostenere società stabili.  

Nel 1990, insieme al marito Dr. Sun Myung Moon, visitò Mosca e incontrò la leadership sovietica in un periodo di storica transizione alla fine della Guerra fredda, aprendo spazi di dialogo e nuove forme di cooperazione internazionale. Nel 1991, la coppia si recò a Pyongyang, dove incontrò la leadership nordcoreana, mostrando una rara disponibilità a perseguire un coinvolgimento diretto attraverso una delle più radicate divisioni geopolitiche della Penisola coreana.  

Il suo percorso pubblico comprende anche atti simbolici di dialogo oltre i confini ideologici. Durante i suoi tour mondiali del 1993, parlò al Cremlino di Mosca, nella Great Hall of the People di Pechino e, nel luglio 1993, al Campidoglio degli Stati Uniti a Washington, D.C., e alle Nazioni Unite a New York, portando un messaggio di pace, riconciliazione e valori della famiglia in alcuni dei luoghi politicamente più simbolici di quel periodo.  

Ha inoltre sostenuto attività caritative, educative e umanitarie volte a rafforzare la coesione sociale e ad assistere le comunità vulnerabili. Questa dimensione comprende la International Relief Friendship Foundation. Comprende anche il lavoro collegato al progetto Jardim e all’iniziativa Leda in Sud America, incentrati sullo sviluppo comunitario, sulla sicurezza alimentare, sull’agricoltura sostenibile e sulla vita cooperativa nella regione del Pantanal.  

Anche gli sforzi per la pace nella Penisola coreana sono stati evidenziati nella candidatura. La Dr.ssa Hak Ja Han ha contribuito ad avviare, convocare e organizzare importanti summit come parte di una strategia di lungo periodo fondata sulla cooperazione internazionale. La serie Rally of Hope ha creato canali di dialogo coinvolgendo attuali ed ex capi di Stato, esperti e rappresentanti della società civile. L’istituzione del Sunhak Peace Prize ha ulteriormente esteso questo lavoro, riconoscendo individui e organizzazioni impegnati nello sviluppo sostenibile, nella protezione dell’ambiente, nella promozione delle donne e nella risoluzione dei conflitti. Un’altra parte di questa visione è stata la proposta di sviluppare un Peace Park internazionale nella zona demilitarizzata coreana. Tale proposta è collegata al progetto Peace Road e alla International Peace Highway, incluso il tunnel Corea-Giappone e il progetto dello Stretto di Bering per collegare Asia e Nord America.  

Anche la diplomazia culturale ha costituito una componente importante del suo lavoro. È stata cofondatrice dei Little Angels Children’s Folk Ballet of Korea e dell’Universal Ballet, sostenendo istituzioni artistiche che hanno portato messaggi di pace, bellezza, disciplina e rispetto reciproco oltre i confini nazionali e ideologici. Nel 1998, i Little Angels visitarono Pyongyang ed eseguirono una performance insieme a una compagnia infantile nordcoreana in uno scambio culturale ricordato come una missione di pace realizzata attraverso l’arte. Questi episodi hanno contribuito alla sua immagine pubblica di figura disposta a superare divisioni politiche, ideologiche e storiche attraverso dialogo, diplomazia culturale e comunicazione continua.  

Dal 2012, dopo la scomparsa del Dr. Sun Myung Moon, la Dr.ssa Hak Ja Han ha esercitato la leadership principale su queste iniziative globali. Questo periodo è stato caratterizzato dal consolidamento e dall’espansione dei programmi internazionali, dalla continua organizzazione di summit globali, dallo sviluppo di Peace Road come progetto globale ricorrente e dal rafforzamento dei partenariati con istituzioni in sintonia con i quadri delle Nazioni Unite. La sua leadership in questa fase ha richiesto di gestire continuità istituzionale, esame pubblico esterno e contesti geopolitici complessi, mantenendo al tempo stesso la direzione strategica del movimento.  

Il 15 luglio 2017, parlò al rally “Peace Starts with Me” al Madison Square Garden di New York, riunendo migliaia di partecipanti e sottolineando la responsabilità personale, i valori della famiglia e la cooperazione interreligiosa come fondamenti di una pace duratura.  

Ha inoltre svolto il ruolo di organizzatrice, sostenitrice e figura guida di importanti summit della UPF in diverse regioni. A Dakar, in Senegal, nel 2018, pronunciò il discorso principale al primo Africa Summit, tenuto in cooperazione con il governo del Senegal sotto la presidenza di Macky Sall. A Kathmandu, in Nepal, guidò il primo UPF Asia Pacific Summit, che riunì attuali ed ex capi di Stato, parlamentari, leader religiosi e rappresentanti della società civile per affrontare i temi della pace, dello sviluppo e della cooperazione internazionale nella regione. A São Paulo, in Brasile, tenne il discorso inaugurale del fondatore al Latin America Summit.  

A Johannesburg, in Sudafrica, nel 2019, parlò all’Africa Summit e partecipò a eventi ai quali presero parte leader politici, religiosi e tradizionali. A Tirana, in Albania, convocò e guidò il Southeast Europe Peace Summit, riunendo leader politici, rappresentanti religiosi e figure della società civile per promuovere dialogo, riconciliazione e cooperazione regionale nel Sud-Est europeo. In Cambogia, il Primo Ministro Hun Sen la ricevette in vista dell’Asia Pacific Summit.  

A Seoul, nel 2020, guidò il World Summit 2020. Lo stesso modello proseguì con il World Summit 2022, co-presieduto insieme al Primo Ministro Hun Sen e all’ex Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, e con il Peace Summit 2023.  

Questi sviluppi affondano le radici in una visione più ampia promossa dalla Dr.ssa Hak Ja Han, che ha sottolineato il ruolo della famiglia come pietra angolare della pace e l’idea dell’umanità come una famiglia sotto Dio. L’intensità del suo impegno, le esigenze della leadership internazionale e l’aspettativa di continuità lungo i decenni aiutano a comprendere perché la sua candidatura porti con sé anche una dimensione personale di perseveranza.  

La candidatura evidenzia inoltre l’importanza delle partnership tra diversi settori. Il suo lavoro si è fondato sulla cooperazione tra istituzioni, comprese leadership legislative ed esecutive, attraverso piattaforme quali la International Association of Parliamentarians for Peace e la International Association of First Ladies for Peace. Allo stesso tempo, la sua situazione attuale ha richiamato l’attenzione di osservatori della comunità internazionale. Secondo alcune informazioni, la Dr.ssa Hak Ja Han sarebbe sottoposta a detenzione da un periodo prolungato, uno sviluppo che ha suscitato preoccupazione alla luce del suo ruolo pubblico tuttora in corso e del suo impegno internazionale.  

Sebbene una candidatura non determini l’esito del processo del Premio Nobel per la Pace, essa costituisce un’occasione di riflessione sul tipo di contributi che continuano a plasmare gli approcci contemporanei alla pace. Essa sottolinea inoltre la persistente rilevanza dell’impegno multilaterale, della leadership etica e di istituzioni durature nell’affrontare sfide globali complesse.  

Dr. Tageldin Hamad

Presidente Universal Peace Federation International  


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