Tra i presenti figuravano leader di varie tradizioni religiose: cristiani cattolici, ortodossi, ed evangelici, esponenti del Movimento dei Focolari e della Chiesa Unita, oltre ai rappresentanti di comunità musulmane, indù, ahmadiyya, bahá'í, della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni e unificazionisti. Il convegno ha registrato inoltre un'ampia partecipazione a distanza tramite la piattaforma Zoom, con utenti collegati da varie province canadesi, tra cui Nuova Scozia, Toronto, Winnipeg, Edmonton, Québec City e Vancouver.
La prima relatrice, la rev. Rosemary Lambie, pastora ad interim della Mount Royal United Church, già direttrice esecutiva dei Consigli regionali del Quebec e dell'Ontario orientale, ha condiviso una testimonianza personale, profonda e appassionata di un'esistenza dedicata al servizio della propria e di altre comunità. Ha inoltre interpretato un canto che, con toni delicati incoraggiava all'impegno, all'unità e a un amore condiviso tra le diverse comunità di fede e verso il prossimo.
A seguire ha preso la parola Hanan Masuod, presidente fondatrice di Together to Protect Our Children, la quale ha osservato come le tradizioni religiose condividano principi fondamentali quali il rispetto della vita e della dignità umana, la compassione e la carità. Secondo la relatrice, sebbene il Canada sia ampiamente considerato una terra di libertà, numerosi credenti avvertono una sensazione di vulnerabilità di fronte a un governo laico che pare mettere in discussione la fede e i valori religiosi.
Presidente di UPF Canada, Franco Famularo, nella sua relazione ha osservato che la libertà di religione è minacciata anche in quelle nazioni che si proclamano libere, rivolgendo quindi un appello a collaborare superando le divergenze e a rafforzare la libertà di credo di ogni persona.
Ha parlato inoltre della libertà di credo come diritto universale, dell'armonia interreligiosa come fondamento per garantire la libertà di credo e della diversità come risorsa e non come minaccia. Ha inoltre affrontato il tema della libertà come valore che riguarda sia gli individui sia le comunità, del dialogo come elemento fondamentale per prevenire gli abusi e promuovere la responsabilità e del sostegno della maggior parte delle tradizioni religiose alla libertà di credo.
Da Vancouver ha partecipato al panel Sherry Marceil, membro del Consiglio di Amministrazione del Canadian Interfaith Dialogue, del British Columbia Interfaith Summit Council e presidente del British Columbia Interfaith Women's Council. Nel corso della presentazione, ha ribadito i punti già affrontati e ha posto l'accento sull'importanza del dialogo interreligioso e sul suo contributo alla società nel suo complesso.
L’incontro è proseguito con Alan Wilding, direttore operativo di UPF per il Canada occidentale, il quale ha espresso la ferma convinzione che la sezione canadese della federazione possa affermarsi come un punto di riferimento di rilievo nel panorama nazionale del dialogo interreligioso.
La successiva sessione dedicata alle domande e risposte ha costituito un momento rilevante dell'incontro. In questa fase, i relatori hanno potuto soddisfare le richieste di chiarimento provenienti dai partecipanti collegati da ogni regione del paese.
Al termine del convegno, relatori e partecipanti hanno preso parte a un incontro informale caratterizzato da grande cordialità, che ha consentito lo scambio di contatti e la definizione di basi per future collaborazioni, coerentemente con il tema della missione interreligiosa promossa quest'anno dalle Nazioni Unite: "Armonia: tutti abbiamo un ruolo da svolgere".

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