18 gennaio 2026

Quando la fede incontra il bene comune

La Giornata Mondiale della Religione come soglia verso la Settimana Mondiale dell’Armonia Interreligiosa dell’ONU e come promemoria della lunga eredità interreligiosa di UPF  

Il 18 gennaio 2026, comunità in tutto il mondo celebrano la Giornata Mondiale della Religione, osservata ogni anno la terza domenica di gennaio. Iniziata nel 1950 dall’Assemblea Spirituale Nazionale dei Bahá’í degli Stati Uniti, la ricorrenza è cresciuta oltre il suo contesto originario ed è oggi ampiamente promossa da coalizioni interreligiose e multireligiose. Essa invita a riflettere su una verità pratica: quando le comunità spirituali si incontrano con umiltà e chiarezza, la vita pubblica può ritrovare profondità morale e fiducia sociale.  

Questa ricorrenza arriva a pochi giorni dalla Settimana Mondiale dell’Armonia Interreligiosa delle Nazioni Unite, che si celebra ogni anno nella prima settimana di febbraio in base alla risoluzione dell’Assemblea Generale A/RES/65/5, adottata all’unanimità il 20 ottobre 2010. La risoluzione richiama il linguaggio universale dell’“amore di Dio e dell’amore del prossimo”, oppure dell’“amore del bene e dell’amore del prossimo”, secondo le diverse tradizioni o convinzioni. Insieme, questi due momenti costituiscono una soglia discreta ma significativa per la comunità internazionale, in sintonia con l’Agenda 2030, con l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 16 (società pacifiche e inclusive) e con l’Obiettivo 17 (partnership che moltiplicano l’impatto).  

Per la Universal Peace Federation, l’impegno interreligioso non è un tema stagionale, ma una continuità messa alla prova nel corso dei decenni. Fin dai primi anni ’70, i Fondatori hanno investito in relazioni tra fedi attraverso incontri ripetuti, educazione pubblica e servizio. Nel luglio 1970 accolsero a Seoul leader religiosi di alto livello, come segno che un dialogo sincero può cominciare dal rispetto personale. Nel 1971 pubblicarono il giornale Weekly Religion, creando uno spazio pubblico per l’alfabetizzazione religiosa e la riflessione sociale. Nel 1977San Francisco ospitò la prima Conference Toward a Global Congress of the World’s Religions, ampliando l’orizzonte dal dialogo bilaterale a una piattaforma globale stabile.  

Accanto alle piattaforme di dialogo pubblico, il primo lavoro interreligioso dei Fondatori di UPF sviluppò anche una base accademica ed educativa, pensata per rendere duratura la cooperazione. L’Unification Theological Seminary aprì a Barrytown (New York) il 20 settembre 1975 e coltivò un ambiente accademico ecumenico, favorevole a un confronto continuativo con studiosi e clero di tradizioni diverse. Da questo contesto nacquero le conferenze annuali “God: The Contemporary Discussion”, convocate per la prima volta nel 1981, che riunivano teologi, filosofi e studiosi delle religioni in un dialogo rigoroso sul significato di Dio nella vita contemporanea.  

Nel 1983 fu costituita la International Religious Foundation per sostenere ricerca, pubblicazioni e risorse comparative, utili a riconoscere convergenze etiche e spirituali tra tradizioni. Un esito di riferimento fu World Scripture, antologia comparativa di testi sacri pubblicata nel 1991 come progetto della International Religious Foundation, seguita da World Scripture II, pubblicata dalla Universal Peace Federation nel 2007, che ampliò l’accesso ai testi sacri come vocabolario morale condiviso per dialogo e peacebuilding.  

Quell’impulso iniziale maturò poi in istituzioni e programmi capaci di collegare il dialogo a una solidarietà vissuta. Nel 1985, l’Assembly of the World’s Religions si tenne al Great Gorge di McAfee (New Jersey, USA), mostrando che una fede profonda può coesistere con una profonda cortesia. Nelle parole di benvenuto, il dott. Sun Myung Moon offrì un tono semplice: “Vi do il benvenuto dal profondo del mio cuore all’Assemblea delle Religioni del Mondo”. Nel 1986il Religious Youth Service iniziò a mobilitare giovani di fedi diverse in progetti di servizio che costruiscono fiducia attraverso un lavoro condiviso. Nel 1991, a Seoul, fu inaugurata la Inter Religious Federation for World Peace come cornice per una cooperazione continuativa tra leader religiosi.  

Nell’epoca contemporanea, questa eredità continua attraverso nuove strutture e un rinnovato focus. Dopo la scomparsa del dott. Sun Myung Moon, la dott.ssa Hak Ja Han ha proseguito questa tradizione istituendo la Interreligious Association for Peace and Development come associazione della Universal Peace Federation, rafforzando il nesso tra visione morale e sviluppo concreto.  

In questo tempo, la Universal Peace Federation riconosce anche il lavoro di altre organizzazioni la cui coerenza di servizio riflette la stessa direzione etica. L’United Nations Alliance of Civilizations contribuisce a radicare dialogo e rispetto reciproco nello spazio delle politiche globali. Religions for Peace mobilita leadership multireligiosa per la riconciliazione e l’azione umanitaria in diverse regioni. Il Parliament of the World’s Religions porta avanti una storica tradizione di incontro che amplia la comprensione attraverso la relazione. La United Religions Initiative rafforza la cooperazione locale tramite circoli di azione dal basso. Il KAICIID Dialogue Centre investe in capacità di dialogo e partnership di pacificazione, specialmente dove le narrazioni polarizzano con facilità. Il G20 Interfaith Forum connette prospettive di fede con i dibattiti sulla governance globale. Iniziative interreligiose che coinvolgono i giovani e favoriscono un apprendimento spirituale profondo, tra cui Interfaith America e l’Elijah Interfaith Institute, offrono anch’esse un contributo significativo al campo della cooperazione pratica.  

La Giornata Mondiale della Religione e l’imminente Settimana ONU dell’Armonia Interreligiosa invitano a una forma di leadership gentile ma chiara. I leader religiosi possono ospitarsi reciprocamente e dare esempio di un ascolto che conserva le convinzioni senza cadere nel disprezzo. I giovani possono guidare progetti di servizio che costruiscono fiducia attraverso lavoro e apprendimento condivisi. Società civile ed educatori possono creare contesti in cui l’alfabetizzazione religiosa riduce la paura invece di alimentarla. I responsabili pubblici possono coinvolgere le comunità religiose come partner della coesione sociale, senza strumentalizzare la fede né appiattire la coscienza.  

Gli Ambasciatori per la Pace della Universal Peace Federation sono invitati a segnare questa stagione con passi pratici, adeguati alle realtà locali. Un piccolo tavolo interreligioso, una giornata di servizio alla comunità, un messaggio congiunto di compassione in un momento di tensione, o una visita oltre un confine che ci si è abituati a evitare, possono diventare un seme. Attraverso azioni a misura d’uomo, la pace diventa credibile e l’umanità si avvicina a una cultura in cui la dignità è protetta e la differenza diventa fonte di saggezza, non di divisione, come un’unica famiglia sotto Dio.  

Dr. Tageldin Hamad, Presidente, Universal Peace Federation  

 

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