Tenutosi a Quezon City il 10 dicembre 2025, questo importante incontro ha posto l’accento sul crescente ruolo dei giornalisti e degli assistenti spirituali nel formare un percorso culturale ed educativo di pace, integrità e comunicazione responsabile.
I partecipanti hanno evidenziato che in un'epoca di disinformazione e di divisione sociale, il Paese ha bisogno d’istituzioni che difendano la verità, la compassione e i principi etici, favorendo l’impegno collettivo verso la realizzazione di questi obiettivi.
IMAP Filippine ha assicurato il proprio impegno per un'informazione di qualità, per un giornalismo responsabile e per una leadership che sostenga iniziative che favoriscano il rinnovamento etico e valoriale della nazione.
Iniziato con il messaggio registrato del noto educatore Robert Kittel, il programma è proseguito con la consegna del premio Ambasciatore per la Pace UPF a quindici personalità di spicco, tra cui accademici, leader religiosi, rappresentanti di ONG, professionisti dei media e funzionari governativi.
Successivamente, ha preso la parola l'on. Mario Fetalino, già Sottosegretario dell'Ufficio delle Comunicazioni delle Filippine. Nel suo primo discorso come vicepresidente di IMAP, ha espresso il suo ottimismo nei confronti di un giornalismo fondato su etica e valori, osservando che la nazione è pronta per una nuova generazione di comunicatori impegnati a difendere verità, integrità e servizio pubblico.
Si è detto convinto che i direttori regionali di PEACE PRO, non sono solo semplici amministratori, ma stimati leader della comunità che costituiscono un modello di leadership moralmente irreprensibile, di servizio pubblico e di fiducia popolare.
In conclusione ha affermato che la collaborazione tra IMAP e PEACE PRO, che unisce competenze mediatiche, leadership comunitaria, valori spirituali e impegno condiviso, possa contribuire concretamente al progresso della nazione.
È seguito il discorso di Candelaria Rivas, vicepresidente per gli Affari legali di Peace Pro Inc. Nota per il suo incrollabile sostegno alle comunità indigene e la sua instancabile dedizione alla causa della giustizia, Rivas ha affermato che il processo di guarigione della nazione deve iniziare con un impegno moralmente e spiritualmente motivato, fondato sulla fede condivisa in Dio.
Secondo la relatrice, nonostante le difficoltà, le Filippine conservano un profondo patrimonio spirituale e le capacità per un autentico cambiamento, che può essere raggiunto attraverso un ritorno a principi di rettitudine, onestà e compassione, piuttosto che affidarsi esclusivamente a soluzioni di natura politica.
Intervenendo, Imelda Papin, membro del Philippine Charity Sweepstakes Office e apprezzata icona della musica filippina, ha dichiarato che il Paese ha urgente bisogno di operatori di pace che lo guidino con integrità morale e coraggio.
La relatrice si è detta convinta che l'identità culturale e l'orgoglio nazionale sono fondamentali e con l'occasione ha presentato l'inno da lei composto, "Pilipino Tayo", che a suo avviso può risvegliare lo spirito di solidarietà tra i filippini.
Concludendo, per Papin la musica ha la capacità di sanare le divisioni, infondere speranza e ricordare ai filippini la loro identità e il loro destino collettivo, favorendo un senso di unità e di scopo condiviso.
La vicepresidente della Fondazione SHARE, Anne Barite Calara, prendendo la parola, ha affermato che la forza di una nazione è strettamente correlata alla stabilità delle sue famiglie e che ogni nucleo familiare merita una casa materiale, emotiva e spirituale.
Un'abitazione, ha spiegato, non è solo una struttura, ma un luogo in cui si formano i valori, il carattere e si alimenta la speranza. L'assenza di un ambiente familiare stabile per Calara porta spesso a frammentazione, vulnerabilità e situazioni d’indigenza che influenzano intere comunità.
La relatrice è impegnata in programmi a sostegno delle famiglie vulnerabili, alle quali fornisce assistenza abitativa ed è inoltre dedicata attivamente al miglioramento delle condizioni di vita delle comunità.
Il suo appello a prendersi cura dei nuclei familiari ha suscitato grande attenzione, così come la sua esortazione a riconoscere che la responsabilità del progresso spirituale e civile non è solo compito delle istituzioni, ma anche delle famiglie e dei leader della comunità.
Ha esortato tutti i presenti a perseverare nel lavoro per la giustizia e la solidarietà, evidenziando l'importanza dello sforzo collettivo nel plasmare il futuro della nazione.

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