23 gennaio 2026

UPF Slovacchia: Ján Figeľ interviene alla tavola rotonda su mass media e libertà religiosa

In occasione della Giornata dei Diritti Umani 2025, Universal Peace Federation Slovacchia ha organizzato, il 10 dicembre 2025, una tavola rotonda presso la propria Ambasciata di Pace a Bratislava, sul tema «Media e libertà religiosa: valorizzano, ignorano o pongono a rischio le minoranze religiose e le nuove confessioni?».

Nel suo discorso di benvenuto, il presidente di UPF Slovacchia, Miloš Klas, ha citato il giornalista italiano Marco Respinti: «Le parole, le immagini e i titoli della stampa modellano l'opinione pubblica. Questa modalità di presentazione dei fatti può contribuire a preservare la dignità delle persone coinvolte o, al contrario, legittimare pregiudizi. Sul tema della libertà religiosa i media sono diventati parte del problema: anziché svolgere il ruolo di custodi della democrazia, frequentemente si comportano da suoi accusatori e giudici, o persino come sacerdoti dell'ortodossia".

Dopo Klas è intervenuto Ján Figeľ, esponente politico di rilievo e attuale presidente del Forum per la Libertà Religiosa Europa (FOREF), che ha fornito una spiegazione approfondita dell'art.18 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea che tutela la libertà di pensiero, di coscienza e di religione.

 Per l’oratore nonostante la Carta sia ampiamente conosciuta, le sue disposizioni e gli obblighi che ne derivano non sono ancora pienamente noti.  È importante, prosegue, che i cittadini comprendano che i diritti comportino delle responsabilità, evidenziando che questi due aspetti sono inseparabili.

 In conclusione ha definito estremamente grave il fatto che oggi 388 milioni di cristiani siano perseguitati in tutto il mondo e che tale dramma riceva una copertura mediatica insufficiente.

La relatrice successiva, Barbara Grabner, ha osservato che “una singola notizia negativa diffusa attraverso i media o dalla televisione può compromettere la reputazione, la fiducia, le carriere o i progetti", precisando che "le azioni legali per diffamazione raramente ripristinano la reputazione lesa”. Basandosi sulla propria esperienza di giornalista, ha presentato una relazione in Power Point sugli effetti dei media, evidenziando come il loro enorme potere possa risultare umiliante.

"Gli individui tendono a interpretare gli eventi e le situazioni in base alle rappresentazioni mediatiche. I professionisti dell'informazione spesso si avvalgono di stereotipi per semplificare la comprensione di temi complessi. Tuttavia, è fondamentale riconoscere che luoghi comuni possono generare pregiudizi e stigmatizzazione”, ha concluso Grabner.

Patrik Daniška, è il presidente dell'Istituto per i Diritti Umani e le Politiche Familiari ed è noto organizzatore di numerose grandi manifestazioni a favore dei valori della famiglia. È intervenuto affermando che il suo lavoro è ostacolato da una copertura mediatica faziosa e ha descritto alcuni dei metodi utilizzati dai media.  

Tra questi la presentazione delle sue marce come eventi cristiani di scarso interesse pubblico; i tentativi di collegare le sue cause con quelle degli estremisti politici; la pubblicazione di titoli sensazionalistici e contenuti inventati; e la fornitura di resoconti inesatti sul numero dei partecipanti.

Ha preso poi la parola Renáta Ocilková, Presidente della Società slovacca per la Famiglia e nota docente specializzata in educazione familiare e relazionale. Attualmente il suo lavoro si concentra sui diritti umani e sulle questioni transgender da una prospettiva cristiana. 

La relatrice ha potuto costatare come nella sua attività professionale immagini e titoli di stampa possono influenzare la percezione del suo lavoro da parte dell'opinione pubblica. In conclusione, ha evidenziato una parzialità nelle rappresentazioni mediatiche, spesso allineate alla narrativa LGBT dominante, che ha ostacolato l'espressione della sua posizione.

Successivamente, Pavel Mudra, rappresentante della Chiesa di Scientology, ha illustrato le iniziative della sua comunità volte a promuovere la conoscenza e la comprensione dei singoli articoli della Carta dei Diritti Umani. La Chiesa produce materiali informativi, audiovisivi e lezioni coinvolgenti per i giovani, con l'obiettivo di colmare le lacune nella consapevolezza dei diritti fondamentali. In considerazione del fatto che i media tradizionali non offrono un supporto adeguato a tali iniziative, la loro attenzione si sta spostando verso l'uso delle piattaforme dei social media.

Al termine dell'incontro, un momento di particolare significato è stato il conferimento del titolo di Ambasciatore per la Pace al dott. Stefan Detvai, già Presidente dell'Ordine degli Avvocati slovacco. Cinquant'anni fa, Detvai dimostrò un coraggio straordinario quando difese con fermezza i membri della Chiesa dell'Unificazione dalle autorità comuniste. Durante il discorso di accettazione del premio, ha ricordato quell'esperienza suscitando una forte emozione nei presenti.

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