5 gennaio 2026

Quando la luce viene riconosciuta e nasce la speranza

Epifania e Natale ortodosso: due feste, un’unica testimonianza cristiana per il nostro futuro condiviso  

L’Epifania del 6 gennaio e il Natale ortodosso del 7 gennaio 

sono due momenti dentro un’unica narrazione cristiana continua, antica ma ancora urgentemente attuale. L’Epifania rimanda a una verità divina che si rivela oltre i confini consueti ed è offerta a tutti i popoli, chiamando i credenti a riconoscere la luce ovunque essa appaia. Il Natale ortodosso parla dell’Incarnazione: l’ingresso della speranza nella storia umana attraverso umiltà, famiglia e rispetto per la vita in ogni sua fase. Insieme, queste due ricorrenze affermano che la fede non si limita a essere ricevuta, ma viene scelta consapevolmente e vissuta con coerenza nelle relazioni, nelle istituzioni e nella vita pubblica. 
Considerate insieme, Epifania e Natale ortodosso trasmettono un unico messaggio espresso con due voci: il riconoscimento della luce divina e la decisione di incarnarla in atti concreti di solidarietà e cura. Nella loro semplicità profonda, questi giorni invitano a un’attenzione del cuore che permette alla fede di maturare in discernimento, umiltà e in un orientamento stabile verso il bene.  

La visione dei fondatori della Universal Peace Federation, la dott.ssa Hak Ja Han e il compianto dott. Sun Myung Moon, si manifesta attraverso iniziative come la Interreligious Association for Peace and Development (IAPD) e la Middle East Peace Initiative (MEPI), che promuovono dialogo e cooperazione in contesti segnati da divisioni. Nel corso di molti decenni—incluse consultazioni interreligiose in Medio Oriente, nella Penisola coreana e in altre regioni sensibili—questi sforzi hanno tradotto l’intuizione spirituale in percorsi pratici di riconciliazione, leadership etica e coesione sociale.  

Il Vangelo associato all’Epifania esprime con particolare chiarezza questo movimento: “Il popolo che sedeva nelle tenebre ha visto una grande luce; e per quelli che sedevano nella regione e nell’ombra della morte una luce è sorta” (Vangelo di Matteo 4,16). Questa luce che sorge non è soltanto una consolazione privata; è un appello al risveglio morale e alla responsabilità reciproca.  

A partire da questo passo, World Scripture II propone un insegnamento complementare, formulato dai fondatori di UPF: “Il Regno dei Cieli comincia nella famiglia.” Questa intuizione afferma che la consapevolezza spirituale trova compimento nelle relazioni quotidiane e nella responsabilità condivisa, dove amore, servizio e rispetto della dignità umana vengono appresi, messi alla prova e trasmessi alla generazione successiva.  

In un contesto globale segnato da polarizzazione, conflitti persistenti e indebolimento della fiducia nelle istituzioni, queste ricorrenze rappresentano un invito diretto all’impegno, non al ritiro. La tradizione spirituale autentica non fugge dalla società: entra nel mondo attraverso coscienza, servizio e responsabilità morale, contribuendo ai valori espressi dalla Carta delle Nazioni Unite e dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Dal punto di vista della Universal Peace Federation, questo tempo dell’anno mette in luce l’umanità come un’unica famiglia sotto Dio, in cui la dignità viene prima delle differenze e la fede prende forma nella cura per gli altri e nell’impegno per il bene comune.  

In questo stesso spirito, rivolgo i miei saluti agli Ambasciatori per la Pace della Universal Peace Federation. Nel quadro della campagna UPF “100 Giorni di Armonia e Speranza”, in preparazione alla World Interfaith Harmony Week 2026, queste ricorrenze valorizzano inclusione, dialogo interreligioso e cooperazione, in coerenza con il Decennio di Azione delle Nazioni Unite per gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.  

Ai nostri Ambasciatori per la Pace cristiani ortodossi, rivolgo i miei più calorosi auguri di Natale. Possa la celebrazione della Natività portare forza spirituale, pace interiore e un rinnovato impegno al servizio per il bene degli altri, sostenendo i vostri sforzi per difendere la dignità umana nelle vostre comunità e tra le nazioni.  

Ai nostri Ambasciatori per la Pace provenienti dalle tradizioni cristiane occidentali, porgo i miei saluti in occasione dell’Epifania. Possa questa ricorrenza approfondire la vostra chiamata a testimoniare la verità attraverso umiltà, dialogo e servizio, e possa la luce rivelata nell’Epifania guidare il vostro impegno per la riconciliazione e la tutela del bene comune nella vita pubblica e civica. 

Invito gli Ambasciatori per la Pace in tutte le regioni a partecipare attivamente a eventi interreligiosi e interculturali in questo periodo, a promuovere dichiarazioni congiunte e progetti di servizio con partner locali, e a contribuire alle campagne in corso di UPF per il rinnovamento morale e l’armonia globale.  

Dr. Tageldin Hamad, Presidente, Universal Peace Federation  

 

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