23 gennaio 2026

UPF UK ospita la proiezione di "Unsilenced”, documentario prodotto da UN Women

La violenza contro le donne è una delle violazioni dei diritti umani più gravi e diffuse del nostro tempo. Questa piaga sociale non conosce limiti geografici, culturali o economici e rappresenta un'emergenza globale che è possibile sradicare solo attraverso un impegno collettivo.

Per sostenere la lotta contro la violenza di genere, Universal Peace Federation UK, ha ospitato presso la sua sede londinese di Lancaster Gate, il 9 dicembre 2025, la proiezione del documentario in tre episodi, "Unsilenced: Storie di sopravvivenza, speranza e attivismo”.  

Attraverso la voce di Nicole Kidman, Ambasciatrice di Buona Volontà di UN Women, il filmato racconta la difficile situazione delle donne e delle ragazze vittime di violenza domestica, coercizione e pratiche culturali oppressive in diversi paesi e contesti, evidenziando la gravità della loro situazione.

Prodotto da UN Women, il documentario non solo documenta gli abusi, ma amplifica le voci delle sopravvissute e di coloro che lottano instancabilmente per porre fine ad ogni forma di violenza di genere, tra cui numerosi attivisti e avvocati.

L'evento è stato organizzato dalla National Association of Women's Organisations (NAWO) e dalla Justina Mutale Foundation, due importanti realtà impegnate nella tutela della dignità, della sicurezza e dei diritti umani di donne e ragazze.

La proiezione del documentario si è svolta nell’ambito della campagna contro la violenza di genere, avviata da NAWO e Justina Mutale Foundation, dal 25 novembre al 10 dicembre, in concomitanza con la Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza contro le Donne e la Giornata Mondiale dei Diritti Umani.

Durante questo periodo entrambe le organizzazioni hanno impiegato le proprie risorse in una campagna di sedici giorni d’informazione e sensibilizzazione delle istituzioni e dell'opinione pubblica, ottenendo risultati considerevoli.

 In apertura di programma presso la sede londinese di UPF, la moderatrice, Itty Bawa, ha ricordato i dati allarmanti sugli abusi contro le donne a livello mondiale, evidenziando l'urgente necessità di un cambiamento sistemico che non può più essere rimandato.

Per l'oratrice perseguire questi casi attraverso il sistema giudiziario è un compito arduo a causa dello stigma, della vergogna e della resistenza da parte delle forze dell'ordine, dei funzionari giudiziari e della forte pressione sociale. 

Delle lacune presenti nella legislazione britannica ha parlato Justina Mutale, che ha sottolineando la lentezza nell'adozione delle misure richieste dalla Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne, aggiungendo che gli impegni internazionali non trovano ancora pieno riscontro nella legislazione del Regno Unito.

I partecipanti hanno inoltre esaminato un'ampia serie di questioni riguardanti le donne, tra cui le credenze religiose e le interpretazioni discriminatorie della tradizione; le usanze patriarcali e i ruoli di genere; le mutilazioni dei genitali femminili; i matrimoni precoci; gli ostacoli all'istruzione e all'autonomia economica; le restrizioni legali e la risposta inadeguata delle forze dell'ordine.

Nonostante le preoccupazioni sollevate, sono stati riportati diversi esempi di cambiamenti positivi, come la storia di una coppia del Kirghizistan, in cui la partecipazione del marito in un programma di educazione alle relazioni ha prodotto risultati positivi. 

L’uomo ha raccontato come l'apprendimento di una comunicazione equa abbia trasformato il suo matrimonio: "Ora discutiamo insieme le decisioni, ci sentiamo una realtà unita". La sua testimonianza ha messo in luce l'importanza di includere uomini e ragazzi come alleati nella prevenzione della violenza.

Il documentario racconta inoltre le storie di giovani donne che hanno dimostrato un coraggio eccezionale nel contrastare sistemi legali, pregiudizi culturali e barriere sociali radicate. 

Queste attiviste che hanno deciso di non tacere rappresentano un esempio per le comunità e le istituzioni, ricordando che porre fine alla violenza contro le donne richiede coraggio, solidarietà e riforme strutturali, e che il cambiamento è possibile, anche in contesti in cui denunciare i soprusi può comportare stigmatizzazione, esclusione sociale o ritorsioni.

Nel corso dell'incontro, Bawa ha moderato una sessione dedicata al dibattito su ogni sezione tematica del documentario, con l'obiettivo di stimolare una riflessione approfondita sui temi trattati.

In linea con la visione fondante di UPF di vivere per il bene collettivo, difendere la dignità umana e promuovere l'idea di un'unica famiglia con Dio al centro, la Federazione continua a collaborare con organizzazioni femminili; reti religiose; leader comunitari; e responsabili politici.

L'obiettivo principale è fornire sostegno alle donne che hanno subito violenza, promuovere una maggiore protezione legale, combattere le pratiche lesive, e favorire l'uguaglianza di genere. Questo impegno si traduce anche nel supporto all'emancipazione delle donne e delle ragazze attraverso l'istruzione e il dialogo per costruire consapevolezza.

Questa manifestazione si inserisce nel quadro degli impegni di UPF in merito agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG). In particolare riguardo all'SDG 5, il cui scopo è raggiungere l’uguaglianza di genere, e all'SDG 16, che si focalizza sulla promozione di pace, giustizia e istituzioni responsabili.

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