23 gennaio 2026

Webinar denuncia l’ombra inquietante della violazione della libertà religiosa nelle democrazie asiatiche

La persecuzione religiosa, considerata una delle principali minacce del nostro tempo, non conosce barriere geografiche o politiche. Anche le democrazie più consolidate non sono immuni da questo pericolo che è sempre più diffuso a livello globale. Tale preoccupante realtà richiede un'attenta vigilanza e una tutela delle libertà fondamentali, spesso erroneamente considerate come garantite.

Di questi argomenti si è parlato nel corso del webinar intitolato "Il futuro della libertà religiosa nell'Asia orientale", che ha visto la partecipazione d’illustri esponenti del settore come Massimo IntrovigneFranco Famularo e Isaac Jeong.

Organizzato da Universal Peace Federation Canada e da International Media Association for Peace, l’incontro è stato moderato da Pierre Beauregard, coordinatore di IMAP Canada e si è svolto martedì 23 dicembre 2025, con l’obiettivo di esaminare le violazioni della libertà religiosa nella regione. 

I relatori hanno condotto un esame rigoroso sulla persecuzione politica delle organizzazioni religiose da parte degli attuali governi di Corea del Sud e Giappone, prestando particolare attenzione alle recenti irruzioni nelle chiese, all'arresto e alla detenzione di pastori al fine di far luce sulla gravità della situazione.

Il dibattito ha approfondito la significativa influenza del Partito Comunista Cinese (PCC) sulla formazione dei movimenti anti-sette in Corea del Sud e Giappone, evidenziando l'importanza cruciale di tutelare la libertà religiosa come pilastro fondamentale delle società democratiche. 

Come risposta alla difficile situazione delle minoranze religiose, il panel ha sollecitato l'intervento urgente della comunità internazionale, per porre fine alle attuali violazioni e per favorire una cultura del rispetto e dell'inclusività nella regione.

Ad aprire il webinar è stato Massimo Introvigne, riconosciuto a livello internazionale come una delle massime autorità in materia di nuovi movimenti religiosi e fondatore e direttore del Centro Studi sulle Nuove Religioni (CESNUR).

Lo studioso ha espresso preoccupazione per la "sgradita rinascita" dei movimenti anti-sette in Asia, e per l'uso del termine "setta", in particolare nelle nazioni democratiche, per delegittimare gruppi religiosi conservatori e non.

Ha inoltre evidenziato la "strana ed empia alleanza" tra gruppi protestanti fondamentalisti e intellettuali di sinistra in paesi come Corea e Giappone, richiamando l'attenzione sul coinvolgimento della Cina nel favorire queste alleanze e nell'indebolimento della libertà religiosa.

Proseguendo, il relatore ha parlato del movimento anti-sette presente in Corea del Sud e della fondazione del Christian Heresy Research Council nel 1998, evidenziando il ricorso di quest’organizzazione a metodi di deprogrammazione giapponesi, sfociati talvolta in episodi di violenza.

Come evidenziato da Introvigne, particolare attenzione va riservata alla Warren Association Against Heresy, con sede a Seul. Quest’organizzazione, strategicamente finanziata dal PCC, rappresenta il punto di svolta più rilevante nella battaglia anti-settaria del XXI secolo.

L'oratore ha poi ricordato l'assassinio dell'ex Primo Ministro giapponese Shinzo Abe, avvenuto nel 2022, che diede luogo a quattro documentate riunioni tra il Christian Heresy Research Council, il Japanese Anti-Cult Lawyers Group e i burocrati del PCC. Gli incontri erano finalizzati a discutere le strategie da adottare per utilizzare l'assassinio di Abecome pretesto per smantellare la Chiesa dell'Unificazione sia in Giappone sia in Corea del Sud.

Come evidenziato dall'esperto, la caduta del presidente Yoon Suk Yeol in Corea e l'elezione dell'attuale presidente Lee Jae Myung hanno generato uno scenario politico complesso per le attività anti-setta. Attualmente, il presidente Lee sta conducendo indagini e azioni legali non solo nei confronti delle chiese attaccate dalle organizzazioni anti-sette, ma sta procedendo con gli arresti dei leader di altre chiese mainstream che avevano sostenuto il partito dell'ex Presidente.

In conclusione Introvigne ha osservato che questo scenario potrebbe portare alla rottura dell'«alleanza scellerata» tra pastori cristiani conservatori e politici di sinistra che fino ad ora ha caratterizzato il movimento anti-sette sudcoreano.

Dimostrando una notevole competenza storica, Famularo, presidente di UPF Canada, nella sua presentazione, ha messo in evidenza le radici secolari della persecuzione religiosa. Attraverso un’analisi approfondita del periodo storico compreso tra la Rivoluzione francese e l'Impero romano, il relatore ha messo in luce l'importanza di comprendere questo fenomeno nel nostro passato, per poterlo affrontare con successo nel tempo presente.

Come affermato dall'oratore, il PCC considera le religioni una minaccia perché sfuggono al suo controllo assoluto. La capacità dei credenti di eludere la sorveglianza del governo rappresenta una delle principali sfide per il partito, evidenziando la tensione tra il suo desiderio di dominio totale e l'intrinseca libertà dell'esperienza religiosa.

Nel terminare Famularo ha trattato il tema della persecuzione delle nuove religioni nelle società occidentali, dove l'etichetta di "setta" è strategicamente utilizzata per discriminarle, evidenziando inoltre la recrudescenza di questo pericoloso fenomeno in Giappone e Corea del Sud.

La conferenza ha ricevuto un importante contributo da parte di Isaac Jeong, cofondatore di Jeong Media e Monarch Report, che ha presentato i risultati della sua approfondita analisi sulla rappresentazione mediatica della Chiesa dell'Unificazione in Corea del Sud, un'indagine basata sulla sua considerevole esperienza professionale nel settore dei media.

Attraverso il suo lavoro con Monarch Report, Jeong è impegnato a contrastare la disinformazione, notando che le persone dispongono attualmente di un'incredibile capacità di espressione senza precedenti, resa possibile dall'uso dell'intelligenza artificiale e dei social media.

Nelle loro osservazioni conclusive, i relatori hanno esortato la comunità internazionale a esercitare pressioni sulla Corea del Sud affinché rilasci i leader religiosi detenuti illegalmente, fra i quali la dott.ssa Hak Ja Han e il pastore Son Hyun-bo, ribadendo l'importanza della libertà religiosa come elemento più profondo della dignità umana

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