Settimana 11 della campagna “100 Giorni di Armonia e Speranza” (2–8 gennaio 2026): Inclusione e consapevolezza
La celebrazione della Giornata Mondiale del Braille il 4 gennaio richiama l’attenzione sulla comunicazione accessibile come prerequisito per una partecipazione equa. Quando le società investono in progettazione inclusiva nell’istruzione, nei media, nei servizi pubblici e negli strumenti digitali, consentono alle persone cieche e ipovedenti di partecipare su base paritaria. Questo investimento contribuisce direttamente all’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 4 (istruzione di qualità) e all’Obiettivo 10 (riduzione delle disuguaglianze). Tali obiettivi riflettono la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e il principio del “non lasciare indietro nessuno” che guida l’Agenda 2030 e sarà centrale nel Forum Politico di Alto Livello e nelle revisioni di vertice del 2026.
Preservare le lingue contrasta direttamente l’esclusione. Il Decennio Internazionale delle Lingue Indigene 2022–2032, guidato dal sistema delle Nazioni Unite e dall’UNESCO, sottolinea che la diversità linguistica sostiene identità, coesione sociale e continuità intergenerazionale. Sono elementi vitali per prevenire conflitti e sostenere la pace in società pluraliste. Proteggere le lingue indigene e minoritarie afferma la dignità delle comunità i cui sistemi di conoscenza contribuiscono al patrimonio globale. Attraverso la collaborazione con l’UNESCO e iniziative ambientali promosse da comunità religiose, questo lavoro sostiene anche l’Obiettivo 17 rafforzando partenariati che collegano tutela culturale e più ampie responsabilità sociali e ambientali.
I primi giorni di gennaio offrono opportunità di incontro interreligioso e interculturale. L’Epifania il 6 gennaio nella tradizione cristiana, il Natale ortodosso il 7 gennaio e diverse ricorrenze stagionali in Asia rendono visibili nello spazio pubblico più comunità nello stesso periodo. I capitoli UPF organizzano eventi congiunti in queste occasioni per favorire il dialogo, includendo progetti di servizio alla comunità condivisi che traducono il rispetto in cooperazione concreta. Queste tradizioni riflettono anche un impegno comune al “vivere per gli altri”, ricordando che il servizio tra fedi diverse rafforza la fiducia sociale, dalla vita familiare alla collaborazione civica.
Le attività storiche di UPF in questa settimana offrono esempi di questi principi in azione.
Questo tema si riflette in iniziative del passato promosse dai fondatori di UPF, la dott.ssa Hak Ja Han e il compianto dott. Sun Myung Moon, che hanno costruito ponti tra divisioni attraverso un impegno pratico. Il 7 gennaio 1998 venne fondata a Pyongyang, nella Repubblica Popolare Democratica di Corea, la Pyeonghwa Motors, una rara impresa economica congiunta che coinvolgeva partner della Corea del Sud e della Corea del Nord. Nata durante l’era della Sunshine Policy, quando la cooperazione economica era vista come un percorso verso il dialogo, l’iniziativa mostrò come i partenariati d’impresa potessero funzionare come canali discreti ma duraturi di coinvolgimento attraverso divisioni radicate. Sebbene l’impresa sia stata in seguito completamente trasferita al Governo nordcoreano, la sua intenzione originaria resta istruttiva. L’iniziativa risuona con le attuali discussioni ONU sulla pace nel Nord-Est asiatico, dove l’impegno economico è sempre più riconosciuto come canale complementare di dialogo nella Penisola coreana.
Un decennio dopo, il 7 gennaio 2008, a Seoul venne inaugurata la Foundation for Peace and Unification (FPU) con il mandato di promuovere il concetto di International Peace Highway. Questa visione fu presentata come un quadro di connettività transcontinentale, includendo una rotta che collega il Capo di Buona Speranza in Africa con Santiago del Cile, all’interno di una cornice più ampia di cooperazione e prosperità condivisa.
Dal 7 all’8 gennaio 2020, a Manila (Filippine), si tenne la conferenza Interreligious Leadership Conference Examines Role of Religious Leaders in Building Peace. UPF riunì leader religiosi e rappresentanti della società civile per rafforzare la fiducia tra comunità di fede, consolidando la missione dell’Interreligious Association for Peace and Development (IAPD). Il 6 gennaio 2021, a San Pietroburgo (Russia), si svolse UPF Play Football for Peace, una partita di calcio pensata per abbattere barriere sociali attraverso lo sport e un dialogo informale, in particolare tra le giovani generazioni.
La Settimana 11 offre anche un motivo pratico per valorizzare alcune associazioni UPF, la cui missione è direttamente connessa all’inclusione. La International Association of Parliamentarians for Peace (IAPP) promuove una governance inclusiva e una cooperazione basata su regole condivise. La International Association for Peace and Economic Development (IAED) collega inclusione economica e stabilità. La International Media Association for Peace (IMAP) promuove una comunicazione pubblica responsabile, includendo accessibilità e consapevolezza. La International Association of Academicians for Peace (IAAP) rafforza istruzione e ricerca come strumenti contro l’esclusione. L’inclusione culturale è sostenuta dalla International Association of Arts and Culture for Peace (IAACP). Insieme, queste associazioni incarnano l’approccio multisettoriale di UPF, costruendo ponti dalle comunità locali alle sedi parlamentari.
Come la dott.ssa Hak Ja Han ha spesso sottolineato, la pace si costruisce servendo gli altri. Radicata nella convinzione che tutte le persone appartengano a un’unica famiglia umana sotto Dio, UPF considera l’inclusione non come carità, ma come un imperativo morale. UPF misura l’inclusione assicurando una comunicazione accessibile, rafforzando la partecipazione e amplificando voci troppo spesso escluse dalla vita pubblica.
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