21 marzo 2013

Definizione di Sport per lo Sviluppo e la Pace

di Federica Colonna


Dino Dolci, Carlo Chierico,
Pier Luigi Marzorati, Luca Franchini
Lo Sport per lo Sviluppo e la Pace (SDP) si riferisce all’utilizzo dello sport, dell’attività fisica e del gioco al fine di raggiungere obiettivi di sviluppo e pace, tra cui i Millennium Development Goals (MDGs) delle Nazioni Unite, specialmente nei paesi in via di sviluppo e nei quartieri svantaggiati dei paesi sviluppati. È un fenomeno di importanza crescente nel campo dello sviluppo, tanto da essere riconosciuto come movimento internazionale, in particolar modo, grazie al collegamento tra le attività delle 427 organizzazioni operative nel campo elencate da The International Platform on Sport for Development and Peace (organizzazioni inteso in senso ampio, ovvero ONG, federazioni sportive, agenzie governative e intergovernative contate nel mese di settembre 2012).

20 marzo 2013

L'Avidità del Denaro e Dio


di Charles de Watteville,

Recentemente ho letto il libro "Money Greed and God: perché il capitalismo è la soluzione e non il problema", di Jay Richards. Ho trovato ottimi spunti su cui riflettere. Il libro fa notare alcuni pregiudizi molto comuni. Un sistema orientato verso principi socialisti è migliore di un sistema capitalista? E' più giusto ed etico? Il capitalismo rende le persone egoiste? Queste ed altre sono le domande a cui il libro cerca di dare risposta.

Sviluppo e libertà: quale relazione?



Nel libro scritto da Amartya Sen sullo sviluppo come elemento di libertà, l'autore affronta temi importanti su cui riflettere. Temi che tutte le società odierne si trovano ad affrontare a vari livelli. Indubbiamente, viviamo in un mondo di opulenza senza precedenti, che sarebbe stato difficile anche immaginare anche solo un secolo o due fa. Ci sono stati anche notevoli cambiamenti al di là della sfera economica. Il XX secolo ha stabilito la governance democratica e partecipativa come il modello di organizzazione politica preminente.



di Giorgio Gasperoni
Concetti di libertà politica e diritti umani sono ora una grande parte della retorica prevalente. Le persone vivono, in media, molto più a lungo, rispetto al passato. Inoltre, le diverse regioni del globo non sono mai state così collegate come lo sono ora. Questo non è solo nei settori del commercio e della comunicazione, ma anche in termini d’interscambio d’idee e ideali.

Quando il debito pubblico è una violazione dei Diritti Umani



La maggior parte dei governi sono colpevoli di schiavitù

di Giorgio Gasperoni
Tra le tante analisi che sono state fatte sull'origine e le cause della grande crisi finanziaria che ha coinvolto l'intera economia mondiale in questi ultimi anni, partita dagli Stati Uniti d'America, mi ha colpito quella del Dr. Gordon Anderson, Presidente de La Paragon House e Direttore dell’International Journal on World Peace, per la sua lucida, approfondita ma allo stesso tempo semplice disamina degli avvenimenti susseguitesi anche alla luce di un quadro storico di riferimento.

15 marzo 2013

Birmania: quando il business fa socchiudere gli occhi

Le aperture incoraggiano i rapporti d’affari internazionali, ma sui diritti c’è ancora molto da fare

Il nuovo Presidente birmano, Thein Sein, chiamato dai media occidentali il «Signor Pulito», si è conquistato spazi e consensi nella politica internazionale dopo le (presunte) riforme democratiche portate avanti dal governo del Paese in campo politico e sociale, e dopo l’entrata in parlamento della leader dell’opposizione, il Premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi.

Gli Stati Uniti, e di conseguenza l’Unione Europea, hanno allentato le sanzioni economiche e commerciali alla Birmania, ribattezzata Myanmar dalla giunta militare nel 1989, aprendo le porte al commercio con la nazione che molti indicano come la possibile nuova «tigre asiatica».

Birmania: sostiene miniera, contestata Aung San Suu Kyi


Il Pane e le Rose | 14 Marzo 2013

Centinaia di cittadini della Birmania hanno protestato contro la leader politica Aung San Suu Kyi tra ieri e oggi nel distretto nord-occidentale di Monywa, dove sorge una miniera di rame oggetto della rabbia della popolazione locale, ma della quale una commissione guidata dalla leader dell'opposizione ha comunque raccomandato la continuazione delle operazioni. Oggi un centinaio di residenti hanno bloccato l'uscita della ''Signora'' - com'è chiamata dai suoi sostenitori - da una piccola cappella nel villaggio di Se Tel. Ieri, giornata in cui Suu Kyi ha incontrato le autorità locali e una delegazione di attivisti contrari all'impianto, circa 700 residenti avevano protestato al passaggio del convoglio del premio Nobel per la Pace tra i villaggi della zona.

Le granate al fosforo in Birmania

Il Post | 13 marzo 2013

Le usò la polizia a novembre contro dei manifestanti, ha confermato una commissione guidata da Aung San Suu Kyi: le foto delle proteste di oggi
  
Dall’agosto del 2012 centinaia di abitanti dei villaggi attorno alla città birmana di Monywa, nella regione nord-occidentale del paese, stanno organizzando dei sit-in e delle proteste contro l’ampliamento della miniera di rame più grande del paese. La concessione per l’avvio dei lavori del progetto, che ha un valore di 997 milioni di dollari, era stata affidata nel maggio 2010 alla compagnia cinese Wan Bao e alla Myanmar Economic Holdings (di proprietà dei militari birmani). Le modalità della conclusione dell’accordo erano state molto contestate già all’epoca: il progetto non era infatti passato sotto la supervisione parlamentare, dato che aveva ricevuto il via libera dal precedente regime militare birmano. I lavori di costruzione della miniera avevano costretto il governo ad espropriare le terre di molti abitanti del luogo.

Che cosa è successo all'economia italiana?

In una conferenza organizzata dall’UPF a Berlino nell’autunno 2012, il Prof. Antonino Galloni, che è stato Direttore Generale al Ministero del Lavoro ed è attualmente sindaco effettivo dell’INPS, nonché autore di diversi libri ed articoli, ha presentato il suo nuovo lavoro dal titolo provocatorio “Chi ha tradito l’economia italiana?”

Antonino Galloni
Il libro, ora alla seconda edizione, è dedicato alla storia del mio paese, l'Italia. Parafrasando i contenuti del testo, la mia riflessione riguarda l’economia mondiale: comprenderne la situazione, le cause e le soluzioni, è di fondamentale importanza per capire la situazione dei singoli paesi.
La prima cosa  è che la realtà è preoccupante, ma le notizie positive non mancano.
Le cause e i problemi principali di questa crisi sono iniziate nell’economia reale (real economy) e qui vi rimangono . Siamo abituati a sentire parlare di motivi finanziari solo perché sono drammaticamente impressionanti e di forte impatto mediatico. Ma la domanda alla quale cercherò di rispondere risiede nell'economia reale.