
Crediti: vedi in fondo all'articolo
di Giorgio Gasperoni
La cooperazione fra Italia e Africa prende forma attraverso investimenti, infrastrutture, formazione e relazioni politiche. Il Piano Mattei propone di dare una direzione comune a questo impegno. Per comprenderne il significato, è utile osservare i progetti concreti e chiedersi quali cambiamenti possano produrre nella vita delle persone.
Il Med-Or Monthly Africa Report di settembre 2026 dedica la propria sezione sul Piano Mattei al nuovo polo eolico di Enel a Impofu, in Sudafrica. Lo presenta come un esempio di cooperazione energetica coerente con gli obiettivi del Piano: sviluppo delle infrastrutture, transizione energetica e crescita delle competenze.
È un caso interessante. Offre dati e risultati attesi sui quali ragionare, senza pretendere che un singolo progetto rappresenti l’intero programma.
Impofu: energia, rete e competenze
Secondo Med-Or, Impofu dispone di una potenza installata di 336 megawatt e di circa 120 chilometri di infrastrutture di trasmissione. La produzione annua attesa è di 1,2 terawattora, equivalente al consumo di circa 490.000 famiglie, con emissioni evitate stimate in oltre 1,1 milioni di tonnellate di anidride carbonica ogni anno.
Il rapporto indica inoltre fino a 2.000 lavoratori coinvolti durante la costruzione, circa 800 ulteriori posti nelle comunità circostanti e la partecipazione di oltre venti imprese locali.
Sono elementi significativi per un Paese che, secondo lo stesso documento, ricava ancora dal carbone circa l’80% della propria produzione elettrica e deve rafforzare una rete vulnerabile alle interruzioni.
L’aspetto più promettente è l’integrazione fra produzione energetica e infrastrutture. Costruire nuovi impianti richiede anche la possibilità di trasmettere l’energia e competenze adeguate per gestire il sistema. Med-Or richiama, a questo proposito, i programmi formativi e di riqualificazione sostenuti da Enel Foundation.
Occorre però leggere con precisione i numeri: l’equivalenza con il consumo di 490.000 famiglie non dimostra che altrettante famiglie abbiano ottenuto un nuovo accesso all’elettricità. E i posti di lavoro nella costruzione vanno distinti dall’occupazione che rimarrà nel tempo.
Che cosa rende una cooperazione paritaria?
Per Voci di Pace, un progetto come Impofu apre una domanda più ampia: come si riconosce una relazione di cooperazione nella quale entrambe le parti possano contribuire alle scelte e condividerne i benefici?
Gli investimenti possono creare opportunità importanti. Il loro valore dipende anche da come vengono definiti gli obiettivi, distribuite le responsabilità e ascoltate le comunità.
Una cooperazione paritaria richiede che i partner africani possano incidere sulle priorità. Richiede inoltre attenzione alle differenze fra governi, imprese e popolazioni: gli interessi di questi soggetti possono incontrarsi, ma non coincidono automaticamente.
La presenza di un accordo fra istituzioni è un passaggio importante. Per comprenderne la qualità occorre guardare anche alle possibilità di partecipazione delle persone interessate, alla trasparenza delle decisioni e agli strumenti disponibili per segnalare problemi o chiedere modifiche.
Il rapporto Med-Or non documenta questi aspetti in dettaglio. Sono domande che proponiamo per valutare il progetto e, più in generale, gli interventi presentati nell’ambito del Piano Mattei.
Il valore delle competenze che rimangono
La formazione può essere uno degli elementi più duraturi della cooperazione. Tecnici, professionisti, ricercatori e imprese locali preparati a progettare e gestire le infrastrutture contribuiscono alla capacità di un Paese di orientare il proprio sviluppo.
Nella galleria finale, Med-Or segnala anche l’inaugurazione dell’Institute of Advanced Science for Agriculture, promosso da Bonifiche Ferraresi e presentato come iniziativa del Piano Mattei per l’alta formazione di studenti africani.
Energia e agricoltura sono settori differenti, ma condividono una questione: quali conoscenze, opportunità e capacità decisionali rimangono nei territori?
La nostra valutazione è che la qualità della cooperazione si misuri anche da questa eredità. Contano la possibilità di impiegare le competenze acquisite, la crescita delle organizzazioni locali e la continuità delle opportunità dopo la fase iniziale di un progetto.
Gli interessi italiani e le priorità africane
Il rapporto colloca la cooperazione energetica anche nella strategia italiana in Africa. È comprensibile che l’Italia persegua sicurezza degli approvvigionamenti, relazioni economiche e opportunità per le proprie imprese.
La questione politica è come questi interessi si incontrino con le priorità dei partner: accesso affidabile all’energia, lavoro dignitoso, servizi, tutela dell’ambiente e autonomia nelle scelte.
Per noi, una relazione solida deve rendere visibile questo incontro. Deve permettere di capire chi beneficia dell’investimento, chi sostiene eventuali costi e come vengono affrontati gli squilibri.
Anche per questo sono utili valutazioni indipendenti. Med-Or dichiara nel rapporto il legame di Enel con la Fondazione. Il suo contributo offre informazioni sul progetto e sulla prospettiva istituzionale che lo accompagna; per un bilancio completo servirebbero anche le voci delle comunità, dei lavoratori e di altri soggetti locali.
Valutare il Piano dalle condizioni che crea
Impofu permette di vedere una possibilità concreta: collegare energie rinnovabili, infrastrutture e formazione. Il suo significato più ampio dipenderà dai risultati nel tempo e dalla loro distribuzione.
Il Piano Mattei merita di essere discusso attraverso queste verifiche: gli interventi rispondono a priorità condivise? Rafforzano le capacità locali? Producono benefici accessibili? Rendono le decisioni più trasparenti e partecipate?
Sono domande che riguardano anche la pace. Una cooperazione capace di ampliare opportunità, riconoscimento e fiducia può contribuire a ridurre alcune condizioni di fragilità. Questo contributo va costruito e osservato, progetto per progetto.
La promessa di una cooperazione fra Italia e Africa acquista credibilità quando le persone coinvolte possono riconoscersi nelle scelte e nei risultati. È su questa base che proponiamo di leggere il Piano Mattei.
Fonte: Med-Or Monthly Africa Report, settembre 2026, sezione “News from Italy’s Mattei Plan” e galleria delle attività. I dati e le descrizioni dei progetti sono attribuiti a Med-Or; i criteri di valutazione e le considerazioni sulla cooperazione sono proposti da Voci di Pace.
Crediti: Turbine del parco eolico di Jeffreys Bay, Sudafrica. Immagine di contesto sulla transizione energetica. Foto: NJR ZA, 2014, Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0.
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