Tra questi ha ricordato le celebrazioni dell’ottantesimo anniversario di fondazione, la convocazione dell'ottantesima Assemblea Generale sul tema “Meglio insieme: 80 anni e oltre per la pace, lo sviluppo e i diritti umani” e le attività di preparazione all’elezione del nuovo segretario generale.
A suo avviso, tali circostanze costituiscono un’occasione particolarmente favorevole per riflettere su come le Nazioni Unite possano rinnovarsi, per affrontare le attuali sfide globali, sostenendo al contempo l’aspirazione dell’umanità a una pace stabile nel mondo.
È quindi intervenuto Jacques Marion, presidente di UPF EUME, spiegando come il consolidamento delle Nazioni Unite è sempre stato un obiettivo centrale per UPF. Tale impegno, nasce dalla profonda riconoscenza dei fondatori della Federazione per il ruolo svolto dall’ONU nella difesa della libertà durante la guerra di Corea.
Per il relatore le sfide globali odierne, tra cui conflitti, cambiamento climatico e divisioni sociali, richiedano una leadership fondata su valori morali e spirituali universali, che non si limiti a risposte esclusivamente politiche o tecniche.
A chiusura dell’intervento, ha espresso l’auspicio che il webinar stimoli idee innovative per rafforzare la cooperazione internazionale e apporti un contributo rilevante al dibattito in preparazione alla prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
È stata poi la volta del dott. Giuseppe Calì, consulente per la ricerca e l’istruzione presso UPF EUME, per il quale è necessaria una riforma strutturale e concettuale delle Nazioni Unite per affrontare efficacemente le attuali sfide globali.
Pur riconoscendo la complessità della riforma del Consiglio di Sicurezza dovuta a interessi nazionali divergenti e disaccordi sul diritto di veto, l’oratore ritiene che la questione prioritaria sia l’adozione di un nuovo modello di governance globale fondato su principi etici anziché sulla sola dimensione degli interessi politici.
Coerentemente con le indicazioni formulate dal rev. Sun Myung Moon, il relatore ha inoltre ribadito la necessità di un’Organizzazione delle Nazioni Unite bicamerale, in cui all’attuale assemblea degli Stati si affianchi un Consiglio interreligioso incaricato di rappresentare la saggezza morale, spirituale, culturale ed educativa dell’umanità. Tale proposta, sostenuta da diversi governi, offrirebbe un orientamento etico e contribuirebbe a delineare la normativa e l’attività di supervisione sul piano internazionale.
È seguita da parte dell’oratore la proposta di istituire Zone di Pace delle Nazioni Unite nelle aree di conflitto, dove progetti congiunti in ambito ambientale, culturale, educativo ed economico potrebbero favorire la riconciliazione e costruire la fiducia tra ex avversari.
Calì ha terminato lanciando un appello per una riforma della Carta delle Nazioni Unite, o “seconda”, che trasformi l'istituzione da un'arena d’interessi nazionali contrapposti a un organismo più democratico al servizio del bene comune dell'unica famiglia umana.
A seguire, è intervenuto il dott. Afsar Rathor, vicepresidente della Coalizione delle Organizzazioni Confessionali e già diplomatico delle Nazioni Unite, che si è detto convinto che il rinnovamento delle Nazioni Unite debba includere sia una riforma istituzionale sia un impegno politico più forte da parte degli Stati membri.
Sulla base della sua esperienza maturata nelle missioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite, ha proposto un programma in cinque punti per migliorare l'efficacia dell’organizzazione nella prevenzione delle atrocità e nella protezione dei civili.
In primo luogo, suggerisce che i mandati di mantenimento della pace debbano dare priorità alla protezione dei civili e conferire ai comandanti sul campo l’autorità di agire immediatamente quando le vite umane sono in pericolo.
Reputa poi necessario limitare l’uso del diritto di veto del Consiglio di Sicurezza vietandone l’applicazione in casi di genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità, consentendo al contempo all’Assemblea Generale di superare i veti ripetuti.
Considera quindi essenziale un finanziamento sostenibile, con sanzioni per gli Stati membri che non rispettano i loro obblighi finanziari.
Propone inoltre che il principio della “Responsabilità di Proteggere” (R2P) sia reso operativo attraverso una commissione permanente delle Nazioni Unite incaricata di monitorare le atrocità emergenti e di avviare azioni di emergenza quando il Consiglio di Sicurezza si trova in una situazione di stallo.
Come ultimo punto, ritiene necessarie misure più incisive in materia di protezione, formazione e responsabilità per le forze di pace delle Nazioni Unite.
Oltre alle riforme istituzionali, Rathor ha evidenziato la necessità di rafforzare i principi etici dell’ONU; di istituire una bicamerale che includa leader religiosi ed eminenti rappresentanti della cultura; di creare “Zone di Pace” delle Nazioni Unite; di nominare ambasciatori religiosi; e di riconoscere ufficialmente la famiglia come fondamento della pace.
Terminando, ritiene che l'efficacia delle istituzioni e la presenza di una leadership morale siano fattori chiave per il successo delle Nazioni Unite nel loro mandato di prevenzione dei conflitti e di costruzione di una pace duratura.
Intervenendo, il dott. Claude Béglé, già membro del Parlamento svizzero e amministratore delegato di SymbioSwiss, ha proposto un rinnovamento globale delle Nazioni Unite basato su tre riforme principali volte a renderle più rappresentative, efficaci e capaci di rispondere alle sfide globali contemporanee.
Innanzitutto, egli ritiene che il Consiglio di Sicurezza debba riflettere più accuratamente le attuali realtà geopolitiche aumentando il numero dei suoi membri permanenti e garantendo una rappresentanza regionale più ampia. Inoltre, propone di sostituire il diritto di veto unilaterale con un sistema che richieda l'azione congiunta di almeno tre membri permanenti, promuovendo il dialogo e impedendo a un singolo Paese di bloccare l'azione collettiva.
Come seconda riforma, suggerisce il rafforzamento dell’Assemblea Generale attraverso quattro commissioni specializzate riguardanti lo sviluppo economico e sociale; la pace e la prevenzione dei conflitti; l’ambiente e la salute; la cultura e l’intelligenza artificiale.
Questi organismi devono affrontare e coordinare questioni quali la povertà, la migrazione, il cambiamento climatico, le pandemie e lo sviluppo etico dell’intelligenza artificiale, ponendo al contempo maggiore enfasi sulla prevenzione dei conflitti, sulla mediazione e su mandati più incisivi per il mantenimento della pace.
Come ultimo punto, propone la creazione di un’Organizzazione delle Nazioni Unite bicamerale, composta di una Camera bassa per le questioni politiche concrete e una Camera alta, incaricata di fornire una guida etica al processo decisionale internazionale, formata da leader religiosi, esponenti del mondo della cultura e intellettuali di grande prestigio.
In conclusione, si è detto convinto che una governance globale efficace debba combinare l’azione politica con la leadership morale, attingendo alle diverse tradizioni spirituali e culturali del mondo per promuovere il bene comune e costruire un ordine internazionale più pacifico e cooperativo.
Al termine delle presentazioni, si è svolta una breve sessione di domande e risposte, seguita dalle osservazioni conclusive di Yoshihiro Yamazaki, coordinatore di IAPP EUME. L'oratore ha ringraziato i relatori per i loro contributi sull’integrazione della fede nelle discussioni globali, riconoscendo la sfida posta dal principio storico europeo della separazione tra Chiesa e Stato.
A suo giudizio, le prospettive europee sono fondamentali per la riforma delle Nazioni Unite, evidenziando così il peso dell’influenza dell’Europa nel Consiglio di Sicurezza e nell’integrazione regionale. Parlando del proprio lavoro in Medio Oriente, si è rammaricato per la tendenza a interpretare erroneamente le voci religiose, specialmente quelle di origine islamica, a causa di un laicismo intransigente e dei legami con le situazioni di conflitto.
Finendo, ha espresso la speranza che i dialoghi in corso possano favorire una comunicazione autentica e colmare le divisioni culturali.

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