26 giugno 2026

Salute, dignità e amore responsabile

Una riflessione sulla Dichiarazione politica delle Nazioni Unite del 2026 su HIV/AIDS e sull’impegno a porre fine all’AIDS come minaccia per la salute pubblica entro il 2030

La Dichiarazione politica del 2026 su HIV/AIDS, Uniti per porre fine all’AIDS entro il 2030, adottata il 23 giugno 2026 in occasione dell’Incontro di Alto Livello delle Nazioni Unite a New York, sottolinea che affrontare HIV/AIDS va oltre i soli servizi clinici e comprende anche la stabilità familiare e la solidarietà internazionale. La dichiarazione riafferma l’impegno contenuto nell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 3, compreso l’obiettivo di porre fine all’AIDS come minaccia per la salute pubblica entro il 2030.

23 giugno 2026

Quando i calendari sacri parlano insieme

Una riflessione sugli ultimi giorni di giugno 2026 e sui fondamenti spirituali della pace 

Mentre giugno 2026 volge al termine, i calendari di diverse tradizioni religiose e spirituali convergono attorno a temi quali digiuno, memoria, purificazione, preghiera, gratitudine e responsabilità. Queste ricorrenze non attenuano le identità distinte delle fedi del mondo. Al contrario, rivelano preoccupazioni morali comuni attraverso le quali gli esseri umani sono invitati a coltivare l’autodisciplina, ad approfondire la compassione, a onorare ciò che gli altri considerano sacro e a rafforzare quelle abitudini da cui dipendono le società pacifiche.

Per i musulmani, Ashura — 10 Muharram 1448 dell’Egira — dovrebbe cadere intorno al 25 giugno, secondo l’osservazione locale della luna. Tra i musulmani sunniti, questa giornata è spesso segnata dal digiuno e dalla gratitudine, nel ricordo di momenti di liberazione divina nella storia sacra. 

22 giugno 2026

Prima che la pace diventi un accordo

Una riflessione della UPF per la Settimana ONU della costruzione della pace 2026 su fiducia, continuità e canali che mantengono possibile la pace

Quando la Settimana ONU della costruzione della pace 2026 si aprirà a New York, dal 22 al 26 giugno, molta attenzione si concentrerà naturalmente su istituzioni, finanziamenti, inclusione e impatto. Sono attenzioni necessarie. La costruzione della pace richiede strutture capaci di resistere alle pressioni politiche, rispondere alle realtà locali e sostenere le comunità prima che la violenza ritorni.

Eppure, una parte della costruzione della pace rimane spesso meno visibile, perché non comincia con un accordo firmato. Comincia prima, nel periodo in cui nessuna intesa è pronta, nessuna parte è disposta a cedere e il linguaggio pubblico si è già irrigidito. In quel momento, il lavoro più utile può consistere nella discreta salvaguardia dei canali: canali tra comunità e tra regioni che hanno imparato a guardarsi attraverso paure antiche.

17 giugno 2026

Quando le parole diventano semi di pace

Una riflessione della UPF per la Giornata internazionale delle Nazioni Unite per il contrasto ai discorsi d’odio, 18 giugno 2026

Una parola può aprire una porta oppure chiuderla per molti anni. Può custodire la dignità di un’altra persona oppure, silenziosamente, renderla più facile da ignorare. Prima che la violenza entri nelle istituzioni o nelle case, passa attraverso il linguaggio. Impara a chiamare un vicino “minaccia”, uno straniero “peso”, un credente “pericolo”, una nazione “nemico” o una comunità ferita “ostacolo”.

Per questa ragione, la Giornata internazionale delle Nazioni Unite per il contrasto ai discorsi d’odio, celebrata il 18 giugno, possiede un significato che va oltre la comunicazione pubblica. Istituita con la risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite A/RES/75/309, la ricorrenza si inserisce nella Strategia e Piano d’azione delle Nazioni Unite sui discorsi d’odio, avviati nel 2019.

16 giugno 2026

Oltre le istituzioni: perché la pace comincia nelle famiglie e nel cuore umano

Riflessioni sulla Conferenza SDG 16 del 2026 e sui fondamenti umani delle società pacifiche 

Nel mondo di oggi, molte persone avvertono un crescente senso di inquietudine. I conflitti continuano, la fiducia nelle istituzioni rimane fragile, il dibattito pubblico è spesso polarizzato e molte comunità sperimentano divisioni proprio là dove sarebbe urgente ricostruire legami. In questo contesto, la prossima Conferenza SDG 16 del 2026 presso le Nazioni Unite offre un’importante occasione per esaminare i fondamenti più profondi delle società pacifiche e riflettere sulle condizioni che permettono alla pace di durare.

Per la Universal Peace Federation, questa comprensione è sempre stata centrale. Una pace duratura comincia dalle persone. Cresce attraverso il carattere, le relazioni e i valori che orientano il comportamento umano molto prima che gli individui entrino nella vita pubblica.

14 giugno 2026

Fede e ricerca: davvero credere in Dio spegne la scienza?

di Giorgio Gasperoni

Ascoltando alcune affermazioni di Margherita Hack, mi ha colpito in particolare l’idea secondo cui, se uno crede in Dio, perderebbe il senso della ricerca scientifica. Confesso che questa osservazione mi è sembrata troppo rapida, quasi riduttiva. Non tanto perché venga da una scienziata atea — posizione del tutto legittima — ma perché trasforma una scelta personale in un principio generale che la storia della scienza, in realtà, non conferma.

Molti grandi scienziati del passato non hanno vissuto la fede come un ostacolo alla ricerca, ma semmai come uno sfondo di intelligibilità del reale. Galileo non pensava che credere in Dio rendesse inutile studiare il cosmo; al contrario, vedeva nella natura un ordine degno di essere indagato con rigore. Newton, da parte sua, non separava in modo netto il suo lavoro scientifico dalla sua visione religiosa: cercare le leggi dell’universo significava, anche, riconoscere che il mondo non era un caos privo di senso.

11 giugno 2026

Proteggere senza schiacciare

Sicurezza, responsabilità e dignità nei luoghi fragili del mondo 

La sicurezza è un diritto essenziale, ma perde il proprio significato quando, nel tentativo di proteggere, finisce per colpire proprio le persone più vulnerabili. La pace non chiede di rinunciare alla forza necessaria, ma di sottoporla al diritto, al limite e alla responsabilità.

di Giorgio Gasperoni

Viviamo in un tempo in cui la parola “sicurezza” ritorna ovunque. La sentiamo nei discorsi politici, nelle campagne elettorali, nelle strategie militari, nei dibattiti sull’immigrazione, nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata. È comprensibile. Le persone hanno bisogno di sentirsi protette. Hanno diritto a vivere senza paura, a lavorare, studiare, viaggiare e crescere i propri figli senza essere minacciate dalla violenza.

10 giugno 2026

Svizzera: sport e valori al centro della 13ª edizione della Peace Cup

Novazzano, Svizzera italiana - Favorita da una splendida giornata di sole lo scorso 1° maggio, si è svolta presso il campo sportivo Garbinasca di Novazzano la tredicesima edizione della “Peace Cup”, torneo giovanile organizzato da Universal Peace Federation Ticino.

La manifestazione ha visto la presenza di dodici squadre della categoria “E” (10-11 anni), dieci provenienti dalla Svizzera e due dall’Italia. L'evento si è svolto in un'atmosfera festosa, con diverse centinaia di partecipanti, tra cui genitori, nonni, amici e familiari dei giovani atleti.

WORLD FAIR PLAY DAY 2026

 di Maria Gabriella Mieli

A Roma, presso la sala Koch del Senato della Repubblica, si è celebrato il World Fair Play Day 2026, l’iniziativa organizzata dal Comitato Nazionale Italiano Fair Play (CNIFP), guidato dal Presidente Ruggero Alcanterini insieme ai Vicepresidenti Ezio Bonanni e Renato Mariotti. Il Comitato Nazionale ha anche celebrato i trent’anni di attività dell’associazione riunendo rappresentanti delle istituzioni, del mondo sportivo, della diplomazia, dell’imprenditoria e della cultura per riflettere sull’urgenza di una nuova cultura etica a livello internazionale. L’evento, promosso dalla senatrice Francesca Tubetti, ha trasformato la Capitale in un importante punto di confronto sui valori del Fair Play intesi come modello educativo, culturale e sociale. Con il motto “L’Italia che vorrei, l’Italia del Fair Play”, l’edizione 2026 della manifestazione ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, dell’onorevole Federico Mollicone, della presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli, di Alberto Improda Presidente Overstep ONG, di Gherardo Casini Direttore ufficio di Roma del Dipartimento degli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite, di Juri Morico, di Rossana Ciuffetti Sport e Salute SPA, di Giuseppe Palazzo V. Capo Ufficio Diplomazia Sportiva MAECI, di Nicola Graziano Presidente UNICEF Italia, di Mario Virgili, di Fabrizio Fasani e del generale Federico Sepe. 

Kenya: il contributo delle First Ladies africane a sostegno della pace

Nairobi, Kenya - L’Associazione Internazionale delle First Ladies per la Pace (IAFLP Africa), un progetto di Universal Peace Federation, ha organizzato il 28 marzo 2026 un webinar di alto livello sul tema “Nessuna pace senza le donne”, in occasione della Giornata internazionale della donna. 

L’iniziativa è stata un’importante occasione di confronto, segnando l’inizio di una nuova leadership e l’approvazione di un appello all’azione condiviso. IAFLP intende passare dal dialogo a una piattaforma di advocacy strutturata, in linea con l’ECOSOC, concepita per incidere sui processi di pace e di mediazione in tutto il continente.

Canada: pranzo di gala rende omaggio agli Ambasciatori per la Pace

Montréal, Canada In una luminosa e soleggiata giornata primaverile, il 18 aprile 2026, Universal Peace Federation Canada ha organizzato l'annuale Pranzo di Riconoscimento per gli Ambasciatori per la Pace, presso l’Hotel Ruby Foo’s, incentrato sul tema "Dialogo interreligioso, interculturalità e laicità: una prospettiva contemporanea". 

All'evento hanno partecipato più di settanta persone, richiamate da un tema di grande rilevanza sia a livello globale sia nel contesto canadese e quebecchese, dove il dialogo, e ancor più la collaborazione interculturale e interreligiosa, è diventato indispensabile per garantire la sopravvivenza di una società libera e armoniosa.

Asia-Pacific Webinar Addresses Need to Reduce Polarization

Philippines: quando il dialogo interparlamentare diventa strumento di pace 

Manila, Philippines - L’Associazione Internazionale dei Parlamentari per la Pace (IAPP), un progetto di Universal Peace Federation, ha organizzato il 20 maggio 2026 un webinar internazionale dal titolo “Il ruolo dei parlamentari nella riduzione della polarizzazione: promuovere l’unità di là delle divisioni nazionali, religiose, etniche e politiche”.

All'evento hanno preso parte centocinquanta persone provenienti da ventuno nazioni, tra cui deputati, promotori di pace, diplomatici e delegati di diverse regioni. L'obiettivo dell'incontro era affrontare le crescenti difficoltà legate alla polarizzazione e analizzare il contributo dei parlamentari nella diffusione di pace, unità, governance democratica e coesione sociale.

America Latina: diplomazia e multilateralismo per la pace e lo sviluppo globale

America del Sud e America Centrale - In occasione della Giornata Internazionale delle Nazioni Unite 
dedicata al Multilateralismo e alla Diplomazia per la Pace, il 24 aprile 2026, una rappresentanza di leader provenienti dal Sud America, Centro America e Caraibi ha preso parte a un webinar incentrato sul tema "Inclusione e solidarietà nella diplomazia: pace e sviluppo per tutti".

Organizzato da Universal Peace Federation, in collaborazione con l’Associazione Internazionale dei Parlamentari per la Pace (IAPP), l'evento è stato moderato da Mario Salinas, segretario generale regionale di UPF per l’America Latina e i Caraibi, il quale ha introdotto l’argomento definendo tre parole chiave: multilateralismo, diplomazia e ambasciatore. 

8 giugno 2026

Quando le civiltà si ascoltano

Una riflessione per la Giornata internazionale del dialogo tra le civiltà, 10 giugno 2026  

La Giornata internazionale del dialogo tra le civiltà, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la risoluzione A/RES/78/286, invita l’umanità a fermarsi e ad ascoltare. Non soltanto i discorsi, le istituzioni o le dichiarazioni pubbliche, ma la voce più profonda dei popoli, delle culture e delle tradizioni spirituali che hanno plasmato la storia umana.

Le civiltà non sono muri. Sono memoria della ricerca dell’essere umano. Ogni civiltà si è domandata come rendere significativa la vita, come assicurare stabilità alle famiglie, come permettere alle comunità di vivere nella giustizia, come guarire la sofferenza e come avvicinare il cuore umano alla pace. I loro linguaggi sono diversi. Le loro memorie sacre sono differenti. Le loro storie non coincidono. Eppure, al di sotto di queste differenze, vive un comune desiderio di dignità, appartenenza e amore.

4 giugno 2026

La comunicazione non è potere, è responsabilità

In un tempo segnato da polarizzazione, propaganda, crisi sociali e sfiducia nelle istituzioni, comunicare non significa soltanto trasmettere informazioni. Significa custodire relazioni, dare voce a chi non ne ha, ricostruire fiducia. Anche la scelta del Vaticano di affidare la comunicazione a una donna laica può essere letta dentro questa sfida più ampia: trasformare la parola da strumento di potere a servizio della pace.

di Giorgio Gasperoni

Viviamo in un tempo in cui la comunicazione non accompagna semplicemente gli eventi: spesso li precede, li orienta, li ingigantisce, talvolta li deforma. Le parole non arrivano mai neutre. Possono curare o ferire, chiarire o confondere, riconciliare o dividere. Le parole possono riportare alla luce dolori rimossi, storie lasciate ai margini, responsabilità che qualcuno preferirebbe non vedere. Ma possono anche fare l’opposto: semplificare, etichettare, indicare un nemico. È una delle questioni più serie del nostro tempo. Oggi la comunicazione non passa soltanto dai giornali o dalla televisione: attraversa i social, gli algoritmi, le strategie politiche, la diplomazia pubblica, i conflitti culturali e persino il modo in cui le comunità religiose parlano di sé e degli altri.

Una casa condivisa, un cuore condiviso

Una riflessione per la Giornata Mondiale dell’Ambiente sulla cura della natura, la cura reciproca e la costruzione della pace attraverso la responsabilità quotidiana.

Il 5 giugno, il mondo celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente 2026, guidata dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente. Quest’anno la ricorrenza globale è ospitata dalla Repubblica dell’Azerbaigian, con un’attenzione particolare al cambiamento climatico e ai segnali che la Terra sta inviando all’umanità.

Il linguaggio della Giornata Mondiale dell’Ambiente 2026 è diretto. Il pianeta invia segnali attraverso l’innalzamento dei mari, gli incendi, le ondate di calore, lo scioglimento dei ghiacciai, gli ecosistemi danneggiati e il mutare delle stagioni. Ma sta emergendo anche un altro segnale. I pannelli solari compaiono sui tetti. Le turbine eoliche cambiano gli orizzonti. Le città vengono ripensate. Le foreste vengono ripiantate. In tutto il mondo, le comunità stanno trovando modi per rispondere alla paura con la cura e al danno con il ripristino.

1 giugno 2026

Dove la pace impara la sua prima lingua

Una riflessione per la Giornata globale dei genitori delle Nazioni Unite, 1° giugno, alla conclusione della campagna UPF “100-Day Campaign: Serving Community” e del Mese della Famiglia

Quando arriva la Giornata globale dei genitori delle Nazioni Unite, il 1° giugno, la campagna dei 100 giorni della UPF ha già attraversato molti luoghi diversi: una tavola di iftar a Washington, D.C., un mercato di beneficenza a Madrid, una scuola remota nello Sri Lanka, una sala pubblica a Lima, un incontro familiare a Parigi, attività di servizio giovanile in Asia, la celebrazione dell’Africa Day in Benin, e conversazioni comunitarie in America Latina e in Nepal. In ogni luogo, alcune persone hanno cercato di servire qualcuno al di là della propria cerchia.