10 giugno 2026

Asia-Pacific Webinar Addresses Need to Reduce Polarization

Philippines: quando il dialogo interparlamentare diventa strumento di pace 

Manila, Philippines - L’Associazione Internazionale dei Parlamentari per la Pace (IAPP), un progetto di Universal Peace Federation, ha organizzato il 20 maggio 2026 un webinar internazionale dal titolo “Il ruolo dei parlamentari nella riduzione della polarizzazione: promuovere l’unità di là delle divisioni nazionali, religiose, etniche e politiche”.

All'evento hanno preso parte centocinquanta persone provenienti da ventuno nazioni, tra cui deputati, promotori di pace, diplomatici e delegati di diverse regioni. L'obiettivo dell'incontro era affrontare le crescenti difficoltà legate alla polarizzazione e analizzare il contributo dei parlamentari nella diffusione di pace, unità, governance democratica e coesione sociale.

ll webinar è stato moderato da Paudel Santosh Kumar, coordinatore di IAPP per l’Asia Pacifico, il quale dopo i saluti iniziali, si è rivolto ai partecipanti evidenziando l'importanza del dialogo e della cooperazione per superare le divisioni di natura politica, religiosa, etnica e ideologica.  Secondo Paudel, i parlamentari sono chiamati a collaborare per favorire la convivenza pacifica e la reciproca comprensione in un mondo sempre più polarizzato.

È seguito l'intervento di Ursula McLackland, presidente di UPF Asia Pacifico, che ha espresso il suo sincero apprezzamento per i partecipanti collegati da varie parti del mondo nonostante le difficoltà legate ai diversi fusi orari. Per l'oratrice, la polarizzazione è un problema globale derivante da divisioni politiche, motivazioni religiose e razziali, e da differenze generazionali.

Si è detta convinta che la risoluzione pacifica dei conflitti passi attraverso il dialogo, la comprensione reciproca e il rispetto, auspicando soluzioni "vantaggiose per tutti" che soddisfino tutte le richieste. McLackland ha inoltre evidenziato il ruolo di UPF e IAPP come facilitatori di una comunicazione aperta e sincera, finalizzata a instaurare fiducia e favorire la cooperazione tra le parti coinvolte nei conflitti.

Il programma è proseguito con il discorso di apertura dell'on. Dan Burton, presidente mondiale di IAPP ed ex membro del Congresso degli Stati Uniti, che ha espresso il suo sincero apprezzamento per i fondatori e gli organizzatori di IAPP e UPF per il loro costante impegno a sostegno della pace su scala globale. Secondo il suo parere, i conflitti bellici peggiorano la situazione economica e causano la perdita di vite umane, evidenziando la necessità di affrontare le problematiche attraverso il dialogo.

Burton sostiene che la pace richiede leadership morale, fiducia e coraggio di creare collegamenti invece di ostacoli, rifiutando la concezione secondo cui la pace equivale a debolezza. Una pacificazione autentica, afferma l’oratore, esige forza, saggezza e la capacità di mettere l'umanità prima della politica. A suo avviso, i parlamentari occupano una posizione particolarmente favorevole per diffondere questo messaggio, poiché rappresentano direttamente i loro elettori e intrattengono con loro un dialogo costante.

È quindi intervenuto Michael Jenkins, coordinatore globale di IAPP, secondo cui il crescente impegno dei parlamentari nel movimento mondiale per la pace merita di essere riconosciuto e apprezzato. IAPP, spiega il relatore, ha creato solide reti parlamentari in Asia, Africa, Europa, America Latina e Medio Oriente, con uffici parlamentari in diverse nazioni africane.

Proseguendo, si è detto convinto del ruolo fondamentale dell'Asia nel contribuire alla pace e prosperità globale considerata la sua vasta popolazione, e che la famiglia rappresenta il fondamento per la pace, poiché i nuclei familiari solidi trasmettono ai figli lealtà, tradizione e fiducia.

Jenkins ha poi rilevato il ruolo cruciale delle alleanze di nazioni nel tracciare la strada verso la pace e nell'influenzare le grandi potenze, come gli Stati Uniti, evidenziando la necessità di un impegno consapevole nell’accogliere culture diverse e favorire la convivenza pacifica organizzando forum e vertici internazionali. 

Nel suo saluto, Larry Moffitt, segretario generale di UPF Nord America, ha espresso la sua sincera gratitudine agli organizzatori e ai partecipanti, riconoscendo l'impegno e la dedizione dimostrati nel promuovere la pace e la cooperazione internazionale. Ha poi esortato i presenti a perseverare su questo percorso, evidenziando l'importanza di una collaborazione costante e di future iniziative di dialogo.

L’incontro è continuato con la prima relazione presentata dall'on. Sir Iakoba Taeia Italeli, presidente del Parlamento di Tuvalu ed ex governatore generale del Paese, secondo cui il compito dei parlamentari nel ridurre la polarizzazione e nel promuovere l'unità è di fondamentale importanza. Secondo l'oratore, la polarizzazione costituisce una sfida per il momento attuale, poiché erode la fiducia nelle istituzioni e ostacola lo sviluppo.

Secondo il suo parere, le cause profonde di questi fenomeni sono riconducibili alla disuguaglianza economica, alle politiche identitarie, alla diffusione di disinformazione e a controversie storiche mai del tutto risolte. Per contrastare la frammentazione della società, si è detto convinto che siano necessarie misure legislative, come leggi inclusive per la protezione dei diritti delle minoranze, una più equa ripartizione delle risorse e programmi formativi volti a favorire la tolleranza. In conclusione, Italeli ha proposto la creazione di gruppi bipartisan e spazi di dialogo interreligioso come strumenti per favorire una maggiore comprensione reciproca e una più solida coesione sociale.

Successivamente, Dave Akbarshah Fikarno Laksono, vicepresidente della Commissione I della Camera dei Rappresentanti indonesiana, ha espresso la posizione del suo Paese secondo cui l'unità non si realizza cancellando le diversità, ma affrontandole con rispetto reciproco e inclusività. Riguardo alla crisi umanitaria a Gaza, sostiene fermamente che per ottenere una pace duratura servano volontà politica, sostegno concreto e rispetto del diritto internazionale, piuttosto che lo scontro.

Per il relatore è importante che i parlamentari diano il buon esempio, dimostrando che i disaccordi possono rafforzare il confronto democratico e non causare divisioni. Inoltre è stato riconosciuto il loro ruolo nel fornire una guida morale che favorisca la coesione sociale. Traendo poi spunto dall'esperienza indonesiana, l'oratore sostiene che la diversità deve essere considerata una risorsa, a condizione che sia gestita con inclusività e con un impegno condiviso per il bene comune.

In conclusione, Laksono ha riaffermato il costante sostegno dell'Indonesia alle iniziative finalizzate al cessate il fuoco, agli aiuti umanitari e alla negoziazione pacifica nei conflitti internazionali, rilevando che una pace stabile può essere raggiunta solo attraverso il dialogo, la comunicazione e la reciproca comprensione.

E’ seguita la sessione di domande e risposte, caratterizzata dalla partecipazione attiva dei presenti, che hanno sollevato temi di notevole rilevanza legati alla democrazia, alla governance nei Paesi in via di sviluppo, agli insegnamenti tratti dai conflitti passati dello Sri Lanka e a quelli attuali in Medio Oriente. 

Il dibattito si è inoltre incentrato sulla libertà di espressione, sulla retorica politica che accentua le divisioni, sul dialogo interreligioso, sulla rappresentanza delle comunità locali, sulle controversie regionali come la disputa sul confine tra Cambogia e Thailandia, sul ruolo dell'Indonesia nella promozione della pace internazionale e sulla cooperazione globale per il miglioramento delle condizioni di vita dell'umanità. 

L'impegno attivo dei partecipanti ha messo in luce un forte interesse a livello internazionale per lo sviluppo della governance democratica, della convivenza pacifica e della cooperazione tra le nazioni.

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