10 giugno 2026

WORLD FAIR PLAY DAY 2026

 di Maria Gabriella Mieli

A Roma, presso la sala Koch del Senato della Repubblica, si è celebrato il World Fair Play Day 2026, l’iniziativa organizzata dal Comitato Nazionale Italiano Fair Play (CNIFP), guidato dal Presidente Ruggero Alcanterini insieme ai Vicepresidenti Ezio Bonanni e Renato Mariotti. Il Comitato Nazionale ha anche celebrato i trent’anni di attività dell’associazione riunendo rappresentanti delle istituzioni, del mondo sportivo, della diplomazia, dell’imprenditoria e della cultura per riflettere sull’urgenza di una nuova cultura etica a livello internazionale. L’evento, promosso dalla senatrice Francesca Tubetti, ha trasformato la Capitale in un importante punto di confronto sui valori del Fair Play intesi come modello educativo, culturale e sociale. Con il motto “L’Italia che vorrei, l’Italia del Fair Play”, l’edizione 2026 della manifestazione ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, dell’onorevole Federico Mollicone, della presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli, di Alberto Improda Presidente Overstep ONG, di Gherardo Casini Direttore ufficio di Roma del Dipartimento degli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite, di Juri Morico, di Rossana Ciuffetti Sport e Salute SPA, di Giuseppe Palazzo V. Capo Ufficio Diplomazia Sportiva MAECI, di Nicola Graziano Presidente UNICEF Italia, di Mario Virgili, di Fabrizio Fasani e del generale Federico Sepe. 

Nel corso della giornata è stato inoltre condiviso un messaggio del Ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, letto dal presidente Alcanterini. La manifestazione ha affrontato numerosi argomenti di grande attualità: dalle origini del Fair Play al valore della memoria, dal corretto utilizzo dell’informazione alla valorizzazione del talento femminile, passando per la tutela della salute e il ruolo dello sport come strumento di formazione, inclusione e crescita sociale. Tra i momenti più significativi dell’evento, la consegna delle onorificenze di “Cavalieri Fair Play” a personalità che si sono distinte per il loro impegno professionale e umano nella diffusione dei valori etici e della responsabilità sociale: Beppe Dossena, Mariacristina Gribaudi e Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. Nel corso della cerimonia è stato assegnato anche il Premio nazionale al merito etico a Don Francesco Preite e a Pasquale Vessa per il loro contributo sociale e professionale. 

Maria Gabriella Mieli, Relazioni esterne e internazionali UPF Italia e coordinatrice UPF Europa Sud, è stata invitata all’evento dal Presidente Nazionale del Fair Play Ruggero Alcanterini.

Il Comitato Nazionale Italiano Fair Play, nato nel 1994, è un’associazione benemerita del CONI. Membro del Comitato Internazionale per il Fair Play e membro del Movimento Europeo Fair Play.

From the UN website: “19 May 2025 marks the inaugural World Fair Play Day, a celebration dedicated to promoting sports practiced in the spirit of friendship, solidarity, tolerance, inclusion, and non-discrimination. Fair play fosters mutual respect among participants, teaching us to value and honor one another. It promotes equality, bridges cultural divides, and empowers young people by showcasing how sports can drive social change and build stronger, more cohesive communities.                                                                                                                                    By embracing the principles of fair play—adherence to rules, respect for opponents, and the fight against violence and doping—everyone benefits. Serving as a powerful platform to engage greater participation in sports, the World Day contributes to the achievement of the Sustainable Development Goals (SDGs) 3, 4, 5, 10, and 16”.

Il Ministro dello Sport e i Giovani Andrea Abodi ha sottolineato l’importanza di non esaurire l’impegno nella celebrazione della giornata, bensì dare un senso concreto di santificazione attraverso un impegno verso la custodia e la promozione dei valori del rispetto e del fair play tutti i giorni dell’anno. La funzione educativa nei comportamenti, nei linguaggi, nel sociale, nel benessere psicofisico; tante sono le declinazioni che devono essere tutelate e diffuse; anche la riconoscenza e la gratitudine verso lo sforzo appassionato dei volontari per la loro competenza e sensibilità umana. Siamo tutti chiamati a fare qualcosa in più nel quotidiano in quanto c’è bisogno del valore e del rispetto della vita. Ecco perché con Sport e Salute SPA è stato attivato un progetto che si chiama Scuola Attiva per bimbi e giovani, includendo anche i Giochi della Gioventù, per uno sviluppo della cultura del comportamento anche verso la disabilità, l’ambiente, l’alimentazione. Cultura come opportunità di allenamento del fisico e dell’anima, una semina che comunque non ha età.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, nel suo messaggio ha detto “I valori dello sport sono un caposaldo della nostra società; lo sport ci spinge ad essere più competitivi, ma ci insegna anche cosa vuol dire dedicarsi a qualcosa con anima e corpo, ci insegna il significato della parola dedizione e della parola sacrificio. Lo sport però, sia se praticato in modo amatoriale che se praticato in modo professionale, deve essere sempre accompagnato anche da altri valori, quelli che sono racchiusi nelle parole fair play. Il rispetto, la lealtà, l’inclusione che sono l’asse portante del fair play e quindi dello sport, sempre più dovrebbero diventare i principi che regolano la vita sociale e civica di ciascuno di noi”.

L’On. Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza ed Istruzione alla Camera dei deputati, nel suo appassionato intervento ha così riferito “Dal punto di vista della VII Commissione della Camera dei deputati Sport e Istruzione il Fair Play non può essere circoscritto alla pur fondamentale dimensione della condotta agonistica sul terreno di gioco. Esso si configura come un vero e proprio paradigma regolatorio. Un principio cardine dell’ordinamento che deve orientare le politiche pubbliche e la legislazione nazionale in materia di istruzione, cultura e sport. Consideriamo lo sport non come un elemento isolato, un ambito isolato, ma come una componente strutturale del welfare della nazione e della salute pubblica. Fair Play vuol dire garantire equità sociale, trasparenza gestionale degli organismi sportivi, contrasto a ogni forma di discriminazione e promozione del merito attraverso il rispetto delle regole. Questa visione politica e sportiva ha trovato la sua massima storica espressione con l’approvazione parlamentare che ha portato all’inserimento storico dello sport in Costituzione. Questa modifica rappresenta un traguardo fondamentale che fa della pratica sportiva un diritto costituzionale garantito, riconoscendone anche il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico. Ed è proprio in questo nuovo quadro normativo di rango costituzionale che si inserisce l’azione della commissione sport e istruzione e del Governo finalizzata a tradurre il dettato programmatico in interventi concreti sul tessuto sociale e scolastico della nazione, come ad esempio il modello Caivano, che integra tutti questi aspetti. E in questa prospettiva di rilancio dei valori etici e formativi dello sport abbiamo sostenuto con grande determinazione la rinascita e il potenziamento progressivo dei Giochi della Gioventù. Questa storica iniziativa, declinata in chiave contemporanea, costituisce lo strumento ideale per trasmettere alle nuove generazioni esattamente questi valori: il rispetto reciproco fin dall’ambiente scolastico e i principi che in questa giornata stiamo celebrando. Promuovere il Fair Play oggi non vuol dire solo difendere il gioco pulito. Significa garantire la trasparenza delle istituzioni sportive, vigilare sulla correttezza dei procedimenti e valorizzare modelli sociali dove il rispetto reciproco e il superamento dei propri limiti costituiscono l’essenza stessa dell’attività. Per concludere, dalla Carta del Fair Play: Ricordiamoci di essere degni nella vittoria come nella sconfitta. Questo è un principio che, come sappiamo, vale anche nelle nostre vite, non solo nello sport”.

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