All'evento hanno partecipato più di settanta persone, richiamate da un tema di grande rilevanza sia a livello globale sia nel contesto canadese e quebecchese, dove il dialogo, e ancor più la collaborazione interculturale e interreligiosa, è diventato indispensabile per garantire la sopravvivenza di una società libera e armoniosa.
Guidato da Chantal Viau e Brigitte Grenier, l’evento ha visto la partecipazione di rappresentanti di diverse tradizioni religiose, tra cui cattolici romani, protestanti, ortodossi, membri della Chiesa Unita del Canada, musulmani, aderenti alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni e di Scientology. Tra i partecipanti erano presenti anche rappresentanti di associazioni locali che si occupano di bambini e famiglie, membri di organizzazioni internazionali ed esponenti del mondo accademico e della politica.
Iniziato con l’intervento del presidente di UPF Canada, Franco Famularo, il quale ha illustrato la visione e i principi di UPF per un mondo di pace e armonia, l’incontro è proseguito con i saluti di Aref Salem, consigliere comunale di Montréal e membro del comitato esecutivo del Comune, il quale in qualità di ambasciatore per la pace, ha espresso il proprio sostegno a UPF e ai suoi valori.
E’ poi intervenuto Pierre LeBel, relatore principale e ricercatore associato presso l’Istituto di Studi Teologici e Ricerche sull’Interculturalità, la Migrazione e la Missione (IERTIMM). Lo studioso ha approfondito il concetto secondo il quale una società laica equilibrata si basa sul rispetto reciproco, su una spiritualità attiva e impegnata nel mondo, e sull’apertura verso gli altri. Il suo metodo inclusivo sostiene una fede vissuta ed espressa concretamente, piuttosto che una forma statica di dialogo interreligioso.
Il discorso successivo è stato tenuto da Louise Royer, direttrice dell’Ufficio per la Pastorale Sociale dell’Arcidiocesi cattolica romana di Montréal. Nel suo intervento ha ripreso e sviluppato la relazione di LeBel, collegandola alla dottrina sociale della Chiesa, ed evidenziando l’importanza del dialogo, della partecipazione, di una spiritualità dell’interiorità e dell’accoglienza verso i migranti. In chiusura, ha dichiarato che ogni persona è chiamata a farsi operatrice di pace attraverso il rispetto, l’impegno e l’apertura verso gli altri, ponendo la dignità umana al centro di ogni azione.
In seguito, Robert Duffy, segretario generale di UPF Canada, in sintonia con gli interventi precedenti, ha posto al centro della sua relazione la storia della laicità, il conflitto tra religione e Stato nella storia cristiana e la sua attuale espressione nel mondo contemporaneo, con una particolare attenzione alla provincia del Québec. Sono stati quindi citati da Duffy due progetti di legge, recentemente approvati dal governo, per limitare le manifestazioni pubbliche, ma anche private, di religiosità nei luoghi di lavoro e negli spazi pubblici.
La fase successiva dell'incontro è stata dedicata a una sessione di domande e risposte, generando un dibattito vivace e produttivo. Questo scambio ha offerto l'opportunità di approfondire i concetti emersi durante la presentazione, chiarendo aspetti che altrimenti sarebbero rimasti inespressi.
Il programma è proseguito con l'apprezzata esibizione di Christa Maria Abou Akl, giovane artista libanese-canadese di grande talento che mette il proprio dono al servizio della pace, e con gli interventi di due Ambasciatori per la Pace, i quali hanno raccontato le proprie esperienze personali.
Il primo a prendere la parola è stato padre Tiburtius Fernandez, parroco di Sant'Agostino di Canterbury e Sant'Edoardo il Confessore, il quale ha raccontato la sua esperienza ventennale d’impegno con UPF a Montreal, iniziata nel 2005, quando fu invitato a partecipare a un'iniziativa di dialogo interreligioso.
Secondo l'oratore, gli incontri tra persone di fedi diverse sono molto importanti per la costruzione della pace, nonostante si viva in un mondo segnato dai conflitti. La pace, infatti, è un percorso sia personale sia collettivo, come ha dimostrato con esempi concreti di riconciliazione.
È stata poi ricordata la figura di Kateri Tekakwitha, la prima santa indigena nordamericana della Chiesa cattolica romana, che incarna un cammino di fede, sofferenza e pace che ispira un impegno costante.
In seguito, Denitsa Tsvetkova, codirettrice del Centro canadese per l'ecumenismo e impegnata nel dialogo interreligioso, ha raccontato in modo commovente come il suo impegno per la pace sia nato durante l'infanzia, quando sua nonna, che aveva vissuto cinque guerre, le parlava della profonda tristezza e della sofferenza causate da questi conflitti.
Sono stati quindi designati sette nuovi ambasciatori per la pace, persone impegnate a costruire un mondo fondato sull'interdipendenza, sulla prosperità condivisa e sui valori universali comuni. I premiati includono Christa Maria Abou Akl, giovane artista libanese-canadese attiva nel mondo giovanile; Efa Brillant Efon e Faith Efon, pastori senior e missionari fondatori della missione internazionale "Witness of the Truth"; Jean-Marc Jacques, esperto di lunga data in politica e pubblica amministrazione; Lucas Magnus, membro del Movimento dei Focolari; Omar Messioun, imprenditore impegnato nella comunità; e Padre Serge St-Arneault, sacerdote missionario in Africa, ora attivo nel quartiere di St-Roch a Québec City, nonché sostenitore della causa PolySeSouvient.
Al termine dell'incontro, Christa Maria ha presentato un'iniziativa di raccolta fondi per sostenere le popolazioni sfollate del Libano, organizzata in collaborazione con UPF. A seguire, si è tenuto un servizio fotografico, il pranzo e un momento di condivisione per favorire il confronto, avviare collaborazioni e rafforzare la reciproca comprensione.
Quest’appuntamento annuale rappresenta un momento importante per la crescita della rete degli ambasciatori per la pace in Québec e per il suo impatto sul territorio.

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