Organizzato da Universal Peace Federation, in collaborazione con l’Associazione Internazionale dei Parlamentari per la Pace (IAPP), l'evento è stato moderato da Mario Salinas, segretario generale regionale di UPF per l’America Latina e i Caraibi, il quale ha introdotto l’argomento definendo tre parole chiave: multilateralismo, diplomazia e ambasciatore.
Il multilateralismo, ha spiegato, è un'azione collettiva coordinata tra più paesi per risolvere problemi che superano la capacità individuale degli Stati, come la sicurezza, il cambiamento climatico, la salute e l'economia; la parola "diplomazia" deriva dal greco antico "diplōma", composto di "diplo" (piegato in due) e dal suffisso "-ma" (oggetto), e si riferisce a documenti ufficiali ripiegati su se stessi, che erano lamine metalliche ripiegate che garantivano privilegi o fungevano da passaporti nell'Impero romano; il termine "ambasciatore" deriva dall'occitano, una lingua romanza discendente dal latino. "Ambaissador" significa "servitore".
Si è poi soffermato sulla "regola d'oro della diplomazia", un principio fondamentale delle relazioni internazionali basato su reciprocità, rispetto e ricerca di soluzioni pacifiche. In altre parole: "Tratta gli altri Stati come vorresti fosse trattato il tuo ".
Di seguito, è intervenuto Eliecer Araya, presidente regionale di UPF, che ha parlato dell’impegno dell’organizzazione a favore del dialogo propositivo, del rafforzamento della cooperazione internazionale e della ricerca attiva di soluzioni pacifiche per i conflitti globali.
Al termine, Araya ha dato la parola a Tageldin Hamad, presidente di UPF International. Il relatore è intervenuto in collegamento video dagli Stati Uniti, evidenziando l’importanza di questa iniziativa e il ruolo del multilaterarismo e della diplomazia nel raggiungimento degli obiettivi di pace e cooperazione internazionale.
Secondo Hamad, "le tensioni geopolitiche, la sfiducia dell'opinione pubblica e la stanchezza delle istituzioni hanno ridotto lo spazio per una diplomazia paziente" e "in questo contesto, il multilateralismo non è una preferenza, ma una responsabilità".
Riferendosi alla sua partecipazione a un dibattito pubblico con quattro candidati alla carica di prossimo Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha specificato che tre di essi provengono dall'America Latina e che, secondo uno di loro, è necessario recuperare la fiducia dell'opinione pubblica nel multilateralismo, in particolare tra i giovani.
Per il candidato, inoltre, è importante guidare un cambiamento culturale nel modo di comunicare istituzionale, aggiungendo che "per offrire un servizio di qualità superiore, dobbiamo informare in modo più efficace, e questa sarà una delle nostre priorità future".
In conclusione, per Tageldin Hamad, "se il nostro lavoro non contribuisce a creare fiducia, a ridurre l'alienazione e a soddisfare bisogni reali, non è all'altezza del momento. Il multilateralismo senza un impegno concreto si riduce a una mera formalità. La diplomazia priva di un legame con le comunità rischia di essere distante e poco incisiva".
Successivamente, ha preso la parola Juan Álvarez Vita, già ambasciatore peruviano in diverse nazioni, il quale ha dichiarato che i diplomatici sono principalmente portavoce, ma hanno anche un dovere etico. "Questi funzionari esaminano la situazione globale, ma non si fermano a questo; comunicano anche le proprie opinioni personali ai ministeri degli Esteri e, in molte circostanze, forniscono proposte e raccomandazioni".
Secondo l'oratore, "la diplomazia deve basarsi sulla giustizia e, di conseguenza, l'etica riveste un'importanza cruciale e deve orientare la condotta diplomatica", rimarcando che un funzionario ha l'obbligo morale di dare le dimissioni piuttosto che attuare direttive prive di etica. "Comportarsi diversamente significherebbe venir meno allo scopo stesso della diplomazia e rappresenterebbe un oltraggio all'etica che danneggia l'umanità nella sua interezza, e quindi un affronto alla pace globale e allo sviluppo sia individuale sia collettivo", conclude Álvarez Vita.
L’ultimo oratore è stato German Blanco Alvares, senatore colombiano, già presidente della Camera dei rappresentanti della Colombia. Secondo lui, in un’epoca segnata da crisi complesse, il multilateralismo rappresenta uno strumento concreto e indispensabile per affrontare le questioni globali.
Si è dichiarato convinto che la diplomazia parlamentare costituisca uno strumento fondamentale per generare fiducia e costruire consenso di fronte alle sfide mondiali. “Promuovere la risoluzione pacifica dei conflitti e la collaborazione fraterna tra le nazioni è una responsabilità condivisa”.
Per il relatore, "la diplomazia non può più limitarsi agli Stati, deve coinvolgere la società civile, le comunità, il settore privato e gli attori sociali e religiosi. Includere più voci non è solo un principio etico, ma anche una condizione necessaria per ottenere decisioni più legittime, sostenibili e incisive e notevolmente più efficaci".
In conclusione Blanco Alvares si è detto convinto della necessità di sostenere le iniziative di UPF, che evidenziano l'importanza dell'etica nella governance globale, promuovendo la cooperazione internazionale, l'unità interreligiosa e il dialogo globale. È stato inoltre apprezzato il ruolo di leadership della dott.ssa Hak Ja Han ed espresso sostegno alla sua candidatura al Premio Nobel per la Pace 2026.

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