Il 5 giugno, il mondo celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente 2026, guidata dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente. Quest’anno la ricorrenza globale è ospitata dalla Repubblica dell’Azerbaigian, con un’attenzione particolare al cambiamento climatico e ai segnali che la Terra sta inviando all’umanità.
Il linguaggio della Giornata Mondiale dell’Ambiente 2026 è diretto. Il pianeta invia segnali attraverso l’innalzamento dei mari, gli incendi, le ondate di calore, lo scioglimento dei ghiacciai, gli ecosistemi danneggiati e il mutare delle stagioni. Ma sta emergendo anche un altro segnale. I pannelli solari compaiono sui tetti. Le turbine eoliche cambiano gli orizzonti. Le città vengono ripensate. Le foreste vengono ripiantate. In tutto il mondo, le comunità stanno trovando modi per rispondere alla paura con la cura e al danno con il ripristino.
Esistono molti modi per parlare dell’ambiente. Possiamo parlare di clima, energia, acqua, foreste, oceani, città, agricoltura e rifiuti. Possiamo parlare di politiche, accordi, tecnologie e impegni pubblici. Tutto questo è necessario. Eppure, prima di diventare una questione politica, l’ambiente è già una questione umana. Ci chiede come guardiamo alla vita. Ci chiede se riceviamo il mondo con gratitudine oppure lo usiamo senza pensiero. Ci chiede quale casa stiamo preparando per i nostri figli.
La natura insegna in silenzio. Un fiume non parla, ma dona vita. Un albero non chiede riconoscimento, ma offre ombra, frutto, bellezza e respiro. Il suolo custodisce la memoria delle stagioni. Uccelli, foreste, montagne e campi ci ricordano che la vita non è costruita soltanto dallo sforzo umano. Molto ci è stato donato prima ancora che iniziassimo a costruire, progettare, produrre o governare.
Per la Universal Peace Federation, la cura della natura appartiene al lavoro della pace. La pace è la qualità delle relazioni all’interno della famiglia umana, nelle comunità, tra le generazioni e con la Terra che ci sostiene. Dove le persone imparano a prendersi cura della terra, dell’acqua e dell’aria che le circondano, imparano anche pazienza, gratitudine, disciplina e rispetto per ciò che appartiene a tutti.
La visione della UPF è radicata nell’interdipendenza, nella prosperità condivisa e nei valori universali. Il mondo naturale rende visibile l’interdipendenza ogni giorno. L’aria attraversa i confini. I fiumi collegano le regioni. Il clima influenza cibo, salute, abitazioni e mezzi di sussistenza. Una decisione presa in un luogo può toccare persone lontane. In questo senso, l’ambiente corregge con delicatezza l’illusione di essere indipendenti.
Anche l’espressione “una famiglia con Dio” possiede un significato ecologico. Una famiglia non distrugge, ma protegge la casa in cui vivono i suoi figli. Ripara ciò che è rotto. Condivide ciò che è necessario. Insegna ai giovani ad avere cura di ciò che hanno ricevuto. Se l’umanità è una famiglia, allora la Terra non è un possesso da esaurire. È una casa condivisa affidata alla nostra cura.
La Dr.ssa Hak Ja Han e il compianto Dr. Sun Myung Moon hanno fondato la UPF con una visione della pace che nasce nel cuore umano e si estende alle famiglie, alle comunità, alle nazioni e al mondo. Da questa prospettiva, la responsabilità ambientale è educazione morale dell’umanità. Impariamo la pace quando impariamo a prenderci cura di ciò che non può difendersi da sé, quando pensiamo a coloro che non sono ancora nati e quando scegliamo la protezione invece della distruzione, il ripristino invece del deterioramento.
Le sezioni della UPF in diverse regioni hanno mostrato che questa cura può cominciare in modi visibili. In Perù, la UPF, la International Association of Academicians for Peace in Peru e il Collegio degli Avvocati di Lima hanno celebrato la Giornata Mondiale dell’Ambiente sul tema “Per un pianeta senza contaminazione da plastica”. L’incontro ha riunito voci accademiche, giuridiche, civiche e ambientali.
A Voronezh, in Russia, il progetto EcoGeneration di UPF-Russia ha mostrato come la cura dell’ambiente possa diventare un’educazione gioiosa. I volontari hanno preparato attività comunitarie, presentato l’eco-volontariato durante la Settimana Primaverile della Gentilezza, usato giochi interattivi per insegnare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e la separazione dei rifiuti, organizzato un evento a tema ecologico per bambini e adulti nel Parco cittadino Orlyonok, e partecipato alla pulizia di un fiume con partner locali. Bambini e adulti non hanno imparato soltanto nozioni di ecologia. Hanno praticato attenzione, cooperazione e amore per la propria casa locale.
Questo tipo di lavoro può apparire modesto, ma il suo impatto è profondo. Un bambino che oggi impara a proteggere l’acqua potrà diventare domani un adulto capace di custodire e difendere la vita. Un volontario che pulisce la riva di un fiume può scoprire che il servizio non è soltanto un ideale astratto, ma un’esperienza vissuta. Una famiglia che pianta insieme un albero ricorda a sé stessa che il futuro non è qualcosa di cui semplicemente parliamo: è qualcosa che nutriamo, coltiviamo e facciamo crescere.
Nel Regno Unito, UPF-UK e CleanCyclers hanno celebrato la Giornata Mondiale dell’Ambiente 2024 con un programma dedicato al ripristino dei terreni, alla biodiversità, alla vita sostenibile e alle iniziative verdi guidate dalla comunità. L’evento ha riunito attivisti ambientali, leader comunitari e giovani promotori. Il focus era pratico e umano: la vita sostenibile comincia quando le persone comprendono che le loro scelte incidono sulla salute della casa comune. L’anno successivo, UPF-UK ha osservato la ricorrenza sul tema globale “Beat Plastic Pollution”. Il programma ha coinvolto Ambassadors for Peace, leader ambientali, rappresentanti interreligiosi, organizzazioni della società civile e giovani promotori. Attraverso un documentario, una tavola rotonda, domande e proposte pratiche, i partecipanti hanno riflettuto su riciclo, rifiuti plastici, azione climatica e responsabilità comunitaria.
In Burkina Faso, la UPF ha riunito capi tradizionali, leader religiosi, rappresentanti della società civile, giovani e organizzazioni partner per un programma della Giornata Mondiale dell’Ambiente che collegava protezione ambientale e responsabilità sociale. Piantumazione di alberi, laboratori giovanili, performance culturali e discussione ambientale sono diventati parti di un unico messaggio condiviso: la cura della natura può rafforzare la cura all’interno della società.
Questi esempi indicano una via pratica e incoraggiante per il futuro. La Giornata Mondiale dell’Ambiente non deve restare soltanto una data nel calendario internazionale. Può diventare un’espressione viva di responsabilità condivisa: un giorno in cui le persone si incontrano nei parchi e lungo le rive dei fiumi, nelle scuole e nelle sale civiche, nei villaggi e nei quartieri urbani, unite nella cura dell’ambiente e nel rafforzamento delle proprie comunità.
La questione climatica viene spesso presentata come grande e lontana. In un certo senso lo è. Appartiene al lavoro dei governi, degli scienziati, delle imprese, delle organizzazioni internazionali e delle Nazioni Unite. Eppure è anche vicina a ogni persona. È nel modo in cui usiamo l’acqua. È nei rifiuti che produciamo. È nel cibo che rispettiamo o gettiamo via. È nei luoghi che puliamo, negli alberi che piantiamo, nelle abitudini che insegniamo e nella gratitudine che trasmettiamo ai bambini.
La Giornata Mondiale dell’Ambiente 2026 invita gli Ambassadors for Peace della UPF, le famiglie, i leader giovanili, gli educatori, le comunità di fede, i partner civici e le istituzioni pubbliche a fare della cura della natura parte integrante della cultura della pace. Un mondo pacifico comincia quando impariamo ad amare ciò che ci è stato affidato, a ripristinare ciò che è stato danneggiato e a prenderci cura della casa condivisa che sostiene l’intera famiglia umana.
Dr. Tageldin Hamad, Presidente, Universal Peace Federation
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