Dichiarazione UPF per la Giornata Internazionale di Commemorazione in Memoria delle Vittime dell’Olocausto 2026, in linea con il tema ONU 2026: “Memoria dell’Olocausto per la dignità e i diritti umani”
Dichiarazione UPF per la Giornata Internazionale di Commemorazione in Memoria delle Vittime dell’Olocausto 2026, in linea con il tema ONU 2026: “Memoria dell’Olocausto per la dignità e i diritti umani”
Parte 3 - Negli ultimi mesi, seguendo i materiali dei “secondi 100 giorni” legati alle Nazioni Unite, abbiamo raccolto una convinzione semplice: la pace è fatta di pratiche verificabili. Questa serie propone tre prospettive complementari: proteggere i civili (R2P), rafforzare la resilienza dei territori (Mare & Foresta), raccontare le crisi senza ferire (IMAP).
Leggi anche: [Parte 1 – Proteggere i civili] · [Parte 2 – Mare & Foresta]
Media per la paceDieci regole per raccontare senza ferire
Le parole possono curare o ferire. Quando raccontiamo guerre, migrazioni o violenza, la scelta del titolo, dell’immagine e della fonte decide se aggiungiamo dolore o protezione. Le linee guida IMAP nascono per un’informazione che tenga insieme verità e dignità: dieci regole semplici per evitare sensazionalismo, tutelare le vittime, verificare i fatti e indicare vie d’uscita.
di Giorgio Gasperoni
C’è un momento, in ogni redazione, in cui il mondo entra dalla porta senza chiedere permesso: una foto, un audio, un video. Un titolo possibile. Un secondo titolo, più “forte”. Poi la tentazione più comune: pubblicare subito e ragionare dopo. È lì che si decide che tipo di informazione vogliamo essere. Perché raccontare una crisi non significa solo “dire cosa è successo”: significa anche scegliere se la nostra narrazione protegge le persone o le espone, se aiuta a capire o alimenta la rabbia.
Parte 2 - Negli ultimi mesi, seguendo i materiali dei “secondi 100 giorni” legati alle Nazioni Unite, abbiamo raccolto una convinzione semplice: la pace è fatta di pratiche verificabili. Questa serie propone tre prospettive complementari: proteggere i civili (R2P), rafforzare la resilienza dei territori (Mare & Foresta), raccontare le crisi senza ferire (IMAP).
Leggi anche: [Parte 1 – Proteggere i civili] · [Parte 3 – Media per la pace]
Mare & Foresta
Adattamento, allerta precoce e comunità resilienti
La sicurezza di una comunità non nasce solo da eserciti e confini: nasce anche da foreste e mare. Oceani e boschi regolano clima e acqua, sostengono cibo e lavoro, riducono rischi sanitari e sociali. COP30 e Decennio ONU delle Scienze del Mare offrono un’agenda concreta: adattamento, early warning, finanza e trasparenza delle filiere. Tradotta bene, diventa politica pubblica praticabile—anche in 90 giorni.
di Giorgio Gasperoni
Perché “Mare & Foresta” insieme
Il binomio funziona perché tiene insieme tre piani che spesso trattiamo separati. Il primo è il clima: l’oceano assorbe calore e influenza correnti e precipitazioni; le foreste trattengono acqua e carbonio, stabilizzano i versanti, riducono l’erosione. Il secondo è l’economia reale: pesca, turismo, filiere del legno e dell’agroalimentare, servizi ecosistemici che – quando saltano – diventano costi pubblici. Il terzo è la pace positiva: meno shock climatici vuol dire meno conflitti locali per risorse, meno migrazioni forzate, più coesione sociale. In pratica: meno emergenze e più futuro.
Parte 1 - Negli ultimi mesi, seguendo i materiali dei “secondi 100 giorni” legati alle Nazioni Unite, abbiamo raccolto una convinzione semplice: la pace è fatta di pratiche verificabili. Questa serie propone tre prospettive complementari: proteggere i civili (R2P), rafforzare la resilienza dei territori (Mare & Foresta), raccontare le crisi senza ferire (IMAP).
Leggi anche: [Parte 2 – Mare & Foresta] · [Parte 3 – Media per la pace]
Proteggere i civili
Vent’anni di R2P tra etica e istituzioni
di Giorgio Gasperoni
Una norma, non un’ideologia
R2P non nasce in laboratorio, ma nella memoria dei fallimenti: quando la comunità internazionale arriva tardi, o arriva divisa, e i civili pagano il prezzo più alto. Nel 2005 l’ONU riconosce due cose insieme: la prima è che ogni Stato ha la responsabilità di proteggere la propria popolazione; la seconda è che, quando uno Stato non può o non vuole farlo, la responsabilità diventa anche internazionale, attraverso strumenti diplomatici, umanitari e – solo in ultima istanza – azioni collettive nel quadro ONU. È qui la differenza decisiva: R2P non è “diritto d’ingerenza”, ma responsabilità condivisa e graduale, con un primato netto della prevenzione.
Per sostenere la lotta contro la violenza di genere, Universal Peace Federation UK, ha ospitato presso la sua sede londinese di Lancaster Gate, il 9 dicembre 2025, la proiezione del documentario in tre episodi, "Unsilenced: Storie di sopravvivenza, speranza e attivismo”.
Attraverso la voce di Nicole Kidman, Ambasciatrice di Buona Volontà di UN Women, il filmato racconta la difficile situazione delle donne e delle ragazze vittime di violenza domestica, coercizione e pratiche culturali oppressive in diversi paesi e contesti, evidenziando la gravità della loro situazione.
Nel suo discorso di benvenuto, il presidente di UPF Slovacchia, Miloš Klas, ha citato il giornalista italiano Marco Respinti: «Le parole, le immagini e i titoli della stampa modellano l'opinione pubblica. Questa modalità di presentazione dei fatti può contribuire a preservare la dignità delle persone coinvolte o, al contrario, legittimare pregiudizi. Sul tema della libertà religiosa i media sono diventati parte del problema: anziché svolgere il ruolo di custodi della democrazia, frequentemente si comportano da suoi accusatori e giudici, o persino come sacerdoti dell'ortodossia".
Tenutosi a Quezon City il 10 dicembre 2025, questo importante incontro ha posto l’accento sul crescente ruolo dei giornalisti e degli assistenti spirituali nel formare un percorso culturale ed educativo di pace, integrità e comunicazione responsabile.
La persecuzione religiosa, considerata una delle principali minacce del nostro tempo, non conosce barriere geografiche o politiche. Anche le democrazie più consolidate non sono immuni da questo pericolo che è sempre più diffuso a livello globale. Tale preoccupante realtà richiede un'attenta vigilanza e una tutela delle libertà fondamentali, spesso erroneamente considerate come garantite.
Organizzato da Universal Peace Federation Canada e da International Media Association for Peace, l’incontro è stato moderato da Pierre Beauregard, coordinatore di IMAP Canada e si è svolto martedì 23 dicembre 2025, con l’obiettivo di esaminare le violazioni della libertà religiosa nella regione.