Dormire, sognando di vivere...
Vivere come se la vita fosse un sogno...
Sognare di morire come se morire fosse un sogno...
Svegliarsi... e vivere...
sapendo di morire...
Voler dormire per sognar di vivere...
Sognar di morire perché la morte sia sogno...
Svegliarsi e vivere...
sapendo di morire...
La Morte non dorme né sogna...
Ho spesso dimenticato la Morte.
È la Morte che non mi dimentica.
23 luglio 2019
VENTO, VENTO...
Poesia
Sono una foglia umana,
portami dove voli,
Vento...
Mi rigiro nel Vento
che mi fruscia nel corpo,
lucertolosamente...
Ho dormito
con la fronte
poggiata
sul vento...
Sospinto da un Vento generoso
respiro l'aria del cielo
e tocco lo spazio a braccia larghe
cantando ai raggi del sole.
Sono una foglia umana,
portami dove voli,
Vento...
Mi rigiro nel Vento
che mi fruscia nel corpo,
lucertolosamente...
Ho dormito
con la fronte
poggiata
sul vento...
Sospinto da un Vento generoso
respiro l'aria del cielo
e tocco lo spazio a braccia larghe
cantando ai raggi del sole.
20 luglio 2019
TEMPO VISSUTO? TEMPO SOGNATO?
RACCONTO?
Di Antonio Saccà
E insomma, perché no? Tempo perduto? Ne perdeva tanto! Avrebbe rivisto conoscenti da anni smarriti, forse qualcuno con cui conversare non stupidamente o comunque conversare... una breve modificazione, non sempre leggere, scrivere, scrivere, leggere, o quei lunghi momenti totalmente a vuoto, solo, semicosciente... Si informò, il luogo lontano, un invito, cena dai molti sapori di vari paesi... E insomma, perché no? Si tolse la maglietta e indossò la camicia, non la giacca, impossibile che l'incontro la esigesse, caldo da sciogliersi, non voleva essere accompagnato, anzi, tentò, ma non trovò chi lo poteva accompagnare, bene così, né avrebbe chiamato un taxi, il luogo era distante, ai confini della Città, tra alberi, campagne, avrebbe guardato il tramonto, seduto, lentamente, si fermò dove
La Cina e i diritti umani, intervista ad Antonio Stango
In occasione del 20 luglio 2019, che segna ben 20 anni dall’inizio di una delle più gravi persecuzioni nella Storia, quella del Falun Gong in Cina, Epoch Times ha intervistato Antonio Stango, presidente della Federazione Italiana Diritti Umani – Comitato Italiano Helsinki (FIDU).
Il Falun Gong è una disciplina spirituale di meditazione basata sui principi di verità, compassione e tolleranza e che ha come scopo il miglioramento del carattere; comprende anche esercizi fisici per la salute del corpo. Il regime cinese la perseguita dal 1999, da quando il Partito Comunista Cinese ha avuto timore di perdere il monopolio sulle menti delle persone e ha scatenato la sua ira contro i pacifici mediatori.
Dopo un lungo anno di indagini, il 17 giugno un tribunale internazionale indipendente di Londra ha concluso all’unanimità che in Cina il prelievo forzato di organi dai prigionieri di coscienza (molti dei quali ancora vivi nel momento del prelievo) è una realtà tutt’ora in corso e che avviene «su scala significativa». La fonte principale degli organi, ha concluso il tribunale, sono proprio i praticanti del Falun Gong (90 mila trapianti illegali all’anno). Dal momento che obiettivamente si tratta di un crimine mai visto nella Storia, cosa si sente di dire a questo riguardo?
13 luglio 2019
IL MIO REGNO NON È …
Si è replicato al Centro Culturale Gabriella Ferri, in Roma, l’atto unico di Antonio Saccà che ne ha curato anche la realizzazione e la regia: “Il Mio Regno non è ...”
Si tratta di una lettura teatralizzata in costume secondo l’epoca. Il testo rappresenta Gesù Cristo proteso ad affermare l’eternità di ciò che amiamo, ciò che amiamo lo conserviamo per l’eternità proprio e perché lo amiamo, l’amore vuole l’eternità, ed Egli, Gesù Cristo, si concepisce venuto sulla terra inviato dal Padre Dio, appunto, per affermare questa verità: l’amore vince la morte. Se gli uomini amano la vita e non si contrastano per le differenze sociali tutta l’umanità sarà salvata ed eterna. L’amore vuole l'eternità di ciò che amiamo.
Nel testo il popolo e specialmente Giuda e la diavolessa combattono questa concezione, per loro con la morte finisce tutto e gli uomini hanno bisogno di stare bene, di ricchezza, di fortuna e non basta l’amore per chi non ha nulla.
Hanno recitato eccellentemente Limpido Michele nella parte di Gesù Cristo che ha variato gli stati d’animo dalla certezza dell’eternità dell’amore a cadute di sfiducia, sormontate; Bruna Brecciaroli una Diavolessa scatenata che non crede ad altro che al potere; Sabrina Tutone nella parte di Maria, una madre dolentissima che patisce la morte del figlio; Carmelo Valente, un Giuda incattivito dalla professione di fede di Gesù alla quale egli non crede minimamente, e appropriatamente deluso e disperato nella parte del mendicante non aiutato; Giorgio Cerone che ha dato una realistica interpretazione come fedele discepolo, Pietro, il quale sgomenta al sapersi investito della fondazione di una chiesa ma accetta con umiltà e devozione; altrettanto efficace Cerone nella parte di Ponzio Pilato che non vorrebbe la morte di Cristo ma, uomo politico quale è, segue il volere della folla. Nel coro del popolo da segnalare Roberta Barbetti e Anna Sartori. Moltissimo pubblico ed approvazioni insistite.
11 luglio 2019
Educazione civica: forse è l’occasione giusta
Su quali basi?
di Giorgio Gasperoni
Riportare l’Educazione Civica a scuola? Visto il degrado del nostro discorso pubblico e le immagini di impopolare civiltà, è giunto il momento di considerare l’opportunità della sua reintroduzione. Fu Aldo Moro a introdurre tale materia nel 1958, poi in seguito si perse per strada.
Se come si continua a sostenere nei nostri giorni, prima gli italiani, non dovremmo preoccuparci anche della loro formazione, della coscienza civica, del senso della legalità e del grado di cittadinanza degli immigrati di seconda generazione?
Ma a questo punto, non sarebbe saggio considerare anche l’aspetto primario dell’Educazione?
L’Educazione del Carattere che sta alla base della piramide educativa ovvero l’educazione del cuore e l’educazione alle norme? Questa è la base per una buona educazione civica.
Cos'è l’Educazione (Istruzione)?
Quando studi a scuola, non studi solo per il tuo bene, ma per afferrare il senso del mondo, comprendendo profondamente la bellezza che ti circonda.
Inoltre, quando esci e lavori nella società, dovendo navigare attraverso forti tempeste, dovresti pensare che questo è per realizzare l'amore e manifestare il tuo vero valore.
Non puoi acquisire abilità in un momento. Puoi diventare bravo in qualcosa solo quando si è attivamente coinvolti e portati al nocciolo del problema. La ragione per cui vai a scuola e studi è per imparare dall'esperienza di altre persone. Per ereditare i loro risultati e renderli tuoi, devi camminare per i sentieri su cui loro hanno camminato. Acquisirai la piena consapevolezza solo dopo aver fatto tua e messo in pratica questa comprensione.
10 luglio 2019
“Forza, ragazze dello sport!”
di Francesca Radaelli
Vincono tanto ma spesso non contano abbastanza. Che le donne dello sport italiano, ancor prima del fischio d’inizio, partano già in svantaggio rispetto ai colleghi maschi, è oggi un fatto inconfutabile. Eppure la pratica sportiva ha molto da offrire al mondo femminile, in termini di valori e possibilità di crescita personale. Se ne è parlato venerdì 29 marzo a Monza, nel corso del convegno – molto partecipato – “Donne: etica e valori nello sport”, organizzato dalla sezione locale della UPF Universal Peace Federation e dalla Uisp Unione italiana sport per tutti presso l’Urban Center, e condotto da Carlo Chierico, presidente UPF Monza che ha introdotto la serata leggendo un messaggio di Claudia Giordani, campionessa di sci e ora delegata Coni, e dalla giornalista sportiva Serena Scandolo.
L´iniziativa è stata sostenuta dal Comune di Monza, rappresentato nell’occasione dall’assessore allo sport Andrea Arbizzoni che, dopo aver ricordato con orgoglio la recente vittoria – lo scorso mercoledì 27 marzo – della squadra monzese di pallavolo femminile alla Challenge Cup, ha sottolineato come la disuguaglianza tra donne e uomini nello sport sia oggi un problema da risolvere a livello culturale e anche politico: “Spesso le donne vincono più degli uomini, ma hanno stipendi più bassi e minori tutele. Non è un caso che non abbiamo mai avuto un presidente del Coni donna, e che anche gli allenatori delle squadre femminili siano per la maggior parte uomini. Dai vertici arriva spesso un messaggio sbagliato, e occorre lavorare a livello concreto per andare oltre gli stereotipi, per cambiare davvero le cose. Perché lo sport può davvero rappresentare per tutti un’importante palestra di crescita come cittadini”. "1918-2018" Ponti di Pace
Guarire il Passato – Aprire la Strada a Sviluppi Futuri
di Flora Grassivaro, Presidente WFWP-Padova
Nel mese di ottobre 2018, dal 19 al 21, la sezione di Padova della WFWP ha organizzato un evento che ha interessato diverse nazioni europee stimolando la partecipazione di donne di varie nazionalità coinvolte nel 1° conflitto mondiale. Questo evento ha contribuito a rinnovare un sodalizio iniziato più di 10 anni fa tra le sezioni austriaca, slovena e italiana della Federazione delle Donne e ha creato un’incredibile opportunità di allargamento anche ad altre sezioni europee con nazioni coinvolte nell’allora Grande Guerra, per riconciliare e avvicinare persone e popoli.
Celebrando i 100 anni dalla firma dell’Armistizio, siglato proprio a Padova, rappresentanti dall’Austria, dalla Slovenia, dalla Francia, dalla Germania, dalla Repubblica Ceca e dall’Italia si sono unite per creare le basi di future collaborazioni e di promozione della pace.
Con queste premesse le presidenti nazionali delle sezioni della WFWP, grazie all’incredibile spirito d’iniziativa della presidente locale Flora Grassivaro, e la presenza della responsabile europea Carolyn Handschin, nonché rappresentante alle Nazioni Unite per la WFWP International, hanno organizzato una cerimonia di gemellaggio alla presenza di oltre 120 persone tra ospiti e socie appartenenti a oltre 10 nazioni.
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