Durante l'incontro, i relatori hanno approfondito il legame tra tutela ambientale, spiritualità, etica e sviluppo sostenibile. La discussione, moderata da Pierre Beauregard, coordinatore di IMAP Canada, ha evidenziato l'urgenza di un cambiamento dei valori e di una maggiore consapevolezza per affrontare la crisi ambientale che colpisce l'umanità, una questione che non può essere affrontata esclusivamente attraverso la scienza e la tecnologia. Levento è stato inaugurato dal dott. Christoph Wilkening della
Aprendo i lavori, il dott. Christoph Wilkening della HJIFEP ha affermato che il degrado ambientale è il risultato di una relazione compromessa tra Dio, l'uomo e la natura. La sua organizzazione lavora per promuovere la pace ambientale, attuando iniziative educative, progetti di ripristino, attività di ricerca scientifica e pubblicando contenuti online su "The Earth & I". Secondo il relatore, è fondamentale adottare una visione del mondo che riconosca l'interconnessione tra tutti gli esseri viventi, suscitando nelle persone il desiderio di ristabilire un legame emotivo e spirituale con la natura.
È seguito l'intervento di Iyad Abumoghli, fondatore della Coalizione "Faith for Earth" del Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente e fondatore e presidente di "Al-Mizan Covenant for the Earth and People", il quale ha affermato che i problemi ambientali sono principalmente dovuti a una crisi di valori piuttosto che a una mancanza di conoscenze scientifiche. Sebbene la scienza possa fornire spiegazioni, sono la fede e l'etica a ispirare la responsabilità morale necessaria per affrontarli.
In conclusione, ha espresso l’auspicio di un cambiamento di prospettiva, passando da un’interpretazione materialista del mondo, che considera la natura come una risorsa, a una visione post-materialista basata su principi di responsabilità, compassione, rispetto e considerazione per ogni forma di vita.
Esponente della Women's Federation for World Peace International, Merly Christina Barlaan ha esposto in dettaglio le iniziative ecologiche a livello locale, basate sui principi della permacultura, che si concentrano su quattro aree principali: pratiche agricole sostenibili, educazione al carattere, programmi per la sicurezza alimentare e sviluppo della leadership ambientale.
Grazie a queste iniziative, l'organizzazione si impegna attivamente per favorire l'empowerment e l'inclusione di donne e giovani. La relatrice ritiene fondamentale ripristinare l’equilibrio ecologico attraverso azioni urgenti incentrate sul capitale umano, sui principi etici e sulla rinascita delle comunità. Al termine del suo intervento, ha annunciato l’avvio del progetto NJ Peace Garden & Farmacy, iniziato nel mese di luglio.
La relazione conclusiva di Greg Jones, fondatore di Native Species Revival, ha evidenziato l'importanza di salvaguardare la biodiversità piantando specie autoctone e rimuovendo piante invasive. Ispirandosi agli studi del dott. Douglas Tallamy, un ecologo di fama, ha evidenziato il ruolo cruciale degli insetti, delle specie vegetali autoctone e degli ecosistemi equilibrati nel sostenere i processi naturali.
Jones sostiene che la salvaguardia della biodiversità non possa essere affidata a interventi frammentari, ma richieda una visione integrata e sistemica. In questa ottica, promuove l’adozione di pratiche sostenibili che coinvolgano sia la sfera individuale sia quella collettiva, integrando attivamente le comunità locali e le istituzioni territoriali in un percorso condiviso di tutela ambientale.
Durante il webinar, i relatori hanno ribadito l’importanza della collaborazione interdisciplinare per il ripristino dell’ambiente, che unisca conoscenze scientifiche, considerazioni etiche, valori spirituali, strumenti educativi e azioni partecipative dal basso verso l'alto. Il messaggio centrale emerso è che la cura del pianeta rappresenta non solo un dovere ecologico, ma anche una responsabilità morale e spirituale, essenziale per il benessere futuro dell'umanità e della Terra stessa.

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