31 agosto 2026

Dichiarazione sulla sentenza riguardante la Dott.ssa Hak Ja Han

Dichiarazione della Universal Peace Federation International sulla sentenza di primo grado riguardante la Dott.ssa Hak Ja Han

UPF Italia si associa alla dichiarazione ufficiale della Universal Peace Federation International relativa alla sentenza di primo grado riguardante la Dott.ssa Hak Ja Han, cofondatrice della UPF.

Nel documento, la UPF International esprime preoccupazione per gli aspetti giudiziari e umanitari del caso, ricordando il lungo impegno della Dott.ssa Han a favore della pace, del dialogo interreligioso e del servizio all’umanità.

Di seguito pubblichiamo la traduzione italiana integrale della dichiarazione.

New York / Seoul — 31 agosto 2026

La Universal Peace Federation Int. (UPF) prende atto con profonda preoccupazione della sentenza di primo grado pronunciata oggi dal Tribunale distrettuale centrale di Seoul nel procedimento riguardante la Dott.ssa Hak Ja Han, cofondatrice della UPF.

La UPF è un’organizzazione internazionale non governativa dotata dello status consultivo generale presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite. Fondata nel 2005, riunisce migliaia di Ambasciatori per la Pace — donne e uomini di diverse provenienze nazionali, culturali e religiose — accomunati dall’impegno a costruire un mondo pacifico e unito, fondato sul dialogo, sulla riconciliazione e sul servizio.

Da decenni la Dott.ssa Hak Ja Han svolge un ruolo centrale nel promuovere questa visione. Ha sostenuto con continuità iniziative per la cooperazione interreligiosa, il servizio umanitario e la riunificazione pacifica della penisola coreana. La sua opera ha messo in relazione la Corea con leader e comunità di numerose regioni e ha contribuito a una più ampia comprensione del ruolo della Corea nella promozione della pace.

Insieme al compianto Rev. Dott. Sun Myung Moon, la Dott.ssa Han ha contribuito a richiamare l’attenzione internazionale sulle difficoltà affrontate non soltanto dal popolo coreano, ma anche da quanti, in tutto il mondo, subiscono le conseguenze dei conflitti, della povertà, delle violazioni dei diritti umani e della devastazione ambientale. Il suo impegno di lunga data con esponenti religiosi e politici, attori della società civile e quanti sostengono le piattaforme collegate alle Nazioni Unite è documentato pubblicamente e rimane parte delle fondamenta sulle quali la UPF continua a svolgere la propria opera globale.

Nel corso dei procedimenti giudiziari degli ultimi mesi, la Dott.ssa Han ha collaborato con la massima dignità, continuando al contempo ad affermare rispettosamente la propria innocenza. La sua difesa ha contestato la tesi secondo cui ella avrebbe personalmente autorizzato, diretto o consapevolmente preso parte ai fatti contestati dall’accusa. Questioni sostanziali relative alle prove, alla responsabilità individuale e all’interpretazione giuridica applicabile restano soggette al riesame in appello. I suoi rappresentanti legali hanno annunciato che presenteranno immediatamente appello.

Nessuna singola sentenza di primo grado, soprattutto una sentenza che solleva più interrogativi di quanti ne risolva, può ridefinire un’intera vita di impegno pubblico o cancellare la testimonianza costruita dalla Dott.ssa Han nel corso di molti decenni. Per quanti, all’interno della comunità UPF, hanno lavorato con lei e hanno conosciuto direttamente tale testimonianza, la sua vita continua ad attestare il suo carattere esemplare, le sue intenzioni irreprensibili e il suo duraturo impegno per la pace.

La storia offre molti esempi di riformatori religiosi e leader spirituali i cui intenti furono fraintesi, la cui opera incontrò una decisa opposizione e che, talvolta, subirono persecuzioni. Con il tempo, tuttavia, ha prevalso una maggiore saggezza, rendendo possibile valutare le loro vite e i loro contributi in una prospettiva più ampia di quanto fosse possibile nel mezzo delle controversie della loro epoca. Senza anticipare alcun giudizio sul procedimento legale, la UPF ritiene che la vita e l’opera della Dott.ssa Han debbano essere, e alla fine saranno, considerate in questa prospettiva più ampia, alla luce di quanto ella ha cercato di costruire e delle comunità che ha servito.

Considerato in questo contesto, il caso continua a destare nella UPF preoccupazione per la sua dimensione umanitaria, compresa la prolungata detenzione di un’anziana leader religiosa. Qualunque sia la decisione giudiziaria definitiva, le questioni della proporzionalità, della dignità umana e dei diritti fondamentali meritano un esame attento e costante.

La decisione odierna non conclude il procedimento giudiziario. La UPF confida che i giudici d’appello, con l’indipendenza, l’imparzialità e l’attenzione richieste, esamineranno l’intero quadro probatorio, la questione della responsabilità individuale e le questioni giuridiche sollevate dalla difesa.

La UPF invita i propri Ambasciatori per la Pace e partner in tutto il mondo a proseguire la loro opera di dialogo e servizio. La Dott.ssa Han non vorrebbe che fosse altrimenti. La risposta più costruttiva rimane la paziente ricerca della giustizia attraverso mezzi conformi alla legge e il fermo impegno verso i principi di pace, riconciliazione e dignità umana che la Dott.ssa Han ha sostenuto per tutta la sua vita pubblica.

Dott. Tageldin I. Hamad

Presidente internazionale Universal Peace Federation International

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