19 ottobre 2013

Tsunami della “follia”: ormai forma quasi abitudinaria su persone innocenti?

di Franco Previte
 Le folli tragedie che sono avvenute ed avvengono quasi giornalmente, delle quali ormai non ci sorprendono
più di tanto e non le citiamo in quanto sono ormai quasi quotidiane, nascondono la grave dimensione del “ fenomeno psichico” e non lo allontanano da quello che subiscono le famiglie che “vedono” insidiato il loro focolare domestico.
Quei tristi episodi di lucide follie che avvengono nel n/s Paese, sono i risultati di carenze di Servizi, scaturiti da menti psichicamente instabili ed inebriate da inquietudini, sofferenze, trasgressioni, nei quali bambini, giovani, ragazze, donne, anziani e gente comune, sono vittime di violenze inaudite e da vergognosi abusi d’ogni genere che ci lasciano attoniti, avviliti, sconcertati e con noi l’opinione pubblica.

17 ottobre 2013

I pilastri di una società civile equilibrata e il Service Learning

di Giorgio Gasperoni
Ma che cos’è esattamente il Service Learning? Generalmente si potrebbe definire uno strumento attraverso il
quale i giovani partecipano a servizi organizzati che spingono al di là della propria vita individuale o familiare o del gruppo. Il Service Learning è un’iniziativa tra le associazioni, le scuole e il territorio dove sia i  partecipanti sia il territorio ne traggono beneficio. E’ un luogo dove i vari componenti della società civile imparano a cooperare.
Perché oggi si comincia a parlare tanto di Service Learning? C’è bisogno di educare il carattere! Dal punto di vista educazionale, il Service Learning è un programma innovativo per la sua abilità a educare il carattere. Il Service Learning è qualcosa che tutti possono fare: genitori, insegnanti, studenti e giovani lavoratori.

Guarda il filmato =>

14 ottobre 2013

LA PACE NON TACE!

21 Settembre 2013
Giornata Internazionale della Pace promossa dalle Nazioni Unite

di Elena Chirulli
In occasione della Giornata Internazionale della Pace promossa dalle Nazioni Unite, la Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo sezione di Padova ha promosso l’iniziativa “La Pace Non Tace!
Nella mattinata, nel caratteristico “Prato della Valle”, una delle piazze più grandi d’Europa, è stato allestito un gazebo con materiale informativo presentato poi ai passanti incuriositi. Nonostante il sabato sia una giornata prevalentemente dedicata agli acquisti questo non ha impedito il successo e la partecipazione all’iniziativa. Ognuno era invitato ad esprimere un pensiero, una frase, una poesia, un messaggio dedicato alla pace. “La Pace non tace!” lo slogan scelto per la giornata proponeva una riflessione su come le azioni di ognuno di noi siano importanti e di quanto una società civile debba sentirsi coinvolta nei processi di pace educando, esprimendosi, ribellandosi ai soprusi e alle ingiustizie senza tacere.

Di seguito riportiamo alcuni frasi

Il più grande dono per una nazione è la pace. Ada

Per tutti i cuori nelle strade, nelle case, nel Parlamento, in tutto il mondo. Ely

Che la Pace sia per sempre! Nadia       

10 ottobre 2013

Hotel Rwanda, la vera storia

Rwanda, 1994: nel mezzo dell’efferato massacro di un’intera popolazione, l’Hotel des Mille Collines è l’unico luogo sicuro dove rifugiarsi. A difenderlo dal caos e dalla violenza degli uomini ammassati alle sue porte c’è il direttore, Paul Rusesabagina che, con la sua profonda conoscenza dell’animo umano e la sua abilità con le parole, salverà da solo 1268 persone. Hotel Rwanda è la “vera” storia dei fatti– scritta dal protagonista con la collaborazione del giornalista Tom Zoellner – che hanno ispirato liberamente
l’omonimo e celebre film (tre nomination agli Oscar: miglior sceneggiatura originale, miglior attrice e miglior attore).

"Tutti i genocidi, poi, fanno ampio ricorso al pensiero collettivo per aizzare gli assassini. (...) Tutti noi nasciamo con un potente istinto gregario che può indurre persone altrimenti razionali ad agire in modi inspiegabili. Non avrei mai creduto
a questa verità se non avessi visto i miei vicini di casa - persone gentili, divertenti, apparentemente normali — trasformarsi in assassini nel giro di due giorni".

Paul Rusesabagina

Paul Rusesabagina (Gitarama, 1954) ex direttore d'albergo in Rwanda, vive oggi in Belgio dove gestisce un'impresa di autotrasporti. Ha creato e dirige la Fondazione Hotel Rwanda Rusesabagina per prevenire genocidi futuri e per diffondere la consapevolezza della necessità di un processo di riconciliazione nel paese e nella regione dei Grandi Laghi in Africa.
Hotel Rwanda è il suo primo libro.

Tom Zoellner, giornalista e scrittore statunitense, è noto per i suoi libri di indagine sociale e denuncia
(in particolare ricordiamo le sue inchieste sull'industria dell'uranio e sul mercato dei diamanti). Vive a
New York.

Il Canneto Editore srl - Via di Canneto il Lungo 37/11 - 16123 Genova
tel. +39 010 261999 / +39 010 2362769 - info@cannetoeditore.it
www.cannetoeditore.itujmn

Esempi storici di soluzione dei conflitti

di Giorgio Gasperoni
“Le storie buone hanno il potere di salvarci”, osserva la terapeuta Mary Pipher. “La risorsa migliore contro la stupidità, la cattiveria e la disperazione del mondo è semplicemente raccontare la verità con tutte le sue ambiguità e complessità. Abbiamo bisogno di storie che ci offrano la possibilità di riconciliazione… come agire e come essere”. Le storie che seguono mostrano come persone dal carattere straordinario hanno lavorato per risolvere conflitti etnici e nazionali profondamente radicati.
    I primi due casi, riguardano una lunga storia di ingiustizie ed oppressioni di un gruppo etnico da parte di un altro. I leader dei gruppi oppressi hanno capito bene gli oppressori e hanno trovato dei modi per fare pressione su di loro e risvegliare la loro coscienza. Alla fine sono riusciti a liberare il loro popolo senza una guerra su vasta scala. Sono stati riconosciuti ed ammirati in tutto il mondo come persone dal cuore e dal carattere straordinari. Gandhi, Mandela e il Generale Douglas MacArthur sono i personaggi che esaminiamo in questa presentazione. Infine, esaminiamo alcuni eroi di tutti i giorni.
Guarda il filmato =>

7 ottobre 2013

Risolvere i conflitti interpersonali

Di Giorgio Gasperoni
Le persone imparano più dall’esempio che dalle parole. È importante che l’insegnante dimostri rispetto ed
empatia in classe. Questo dà agli studenti un modello con cui gestire le dispute in modo rispettoso. Inoltre si può insegnare agli studenti che le persone possono essere ferite più quando sono colpite da parole di disprezzo che da un oggetto.
È molto utile allenare gli studenti a fare da mediatori fra i compagni. Questi mediatori imparano preziose lezioni di vita attraverso le quali possono aiutare gli altri a trovare soluzioni ai conflitti. Se la mediazione fra compagni non risolve la situazione, può essere necessario che l’insegnante intervenga e faccia da mediatore. Alla fine, lo scopo dell’insegnante è mettere gli studenti in condizione di risolvere i conflitti da soli.
Le strategie summenzionate sono definite in relazione all’ambiente scolastico, ma possono essere adottate efficacemente anche a casa e nella comunità.
Guarda il filmato =>

4 ottobre 2013

Risoluzione restauratrice del conflitto

A volte per porre fine a un conflitto si negoziano degli accordi. Due nazioni, stanche della guerra, possono
concludere un trattato di pace. Un accordo, tuttavia, non significa necessariamente la risoluzione del conflitto, specialmente quando una delle parti si sottomette sotto pressione. In seguito possono riemergere conflitti anche più lunghi e profondi.
    Ad esempio, dopo la prima guerra mondiale, le nazioni Alleate vincitrici pretesero riparazioni da parte della Germania come pagamento per la distruzione materiale che aveva  causato agli Alleati. Queste richieste generarono così tante difficoltà economiche in Germania che Adolf Hitler fu in grado di salire al potere e giocare sui risentimenti dell’orgoglio ferito del popolo tedesco per costruire il fascismo. Questo condusse alla seconda guerra mondiale.


Guarda il filmato:

3 ottobre 2013

10 ottobre 2013: “Giornata Mondiale della Salute Mentale”.

Di Franco Previte,
Ricorre il 10 ottobre 2013 la “Giornata Mondiale della Salute Mentale” per ribadire l’importanza di questo
ambito sanitario ritenuto nel mondo un carico eccessivo, gravante sulle spalle delle famiglie dove insistono questi “soggetti” e nell’economia di ogni società moderna, dove principalmente la schizofrenia e la depressione-ansia colpisce il 2% della popolazione di tutti i Continenti.

Ancora una volta dobbiamo ricordare che difendere la dignità di ogni cittadino è garanzia etica e costituzionale. Secondo il CENSIS in Italia, che da ben 35 anni attende la riforma sulla salute mentale, il 20% (circa 10 milioni di persone) accusa disturbi psichiatrici di varia natura ed