15 febbraio 2026

La condizione femminile in Afghanistan: una crisi dei diritti umani da non dimenticare

Il 22 gennaio 2026, Universal Peace Federation di Düsseldorf ha organizzato un incontro di approfondimento e sensibilizzazione sulla complessa e drammatica situazione dei diritti delle donne e delle ragazze afghane a seguito degli ultimi sviluppi politici nel paese.
A parlare di questi argomenti è intervenuta Muzhada Ahmadi, afghana, che attualmente vive in Germania con la sua famiglia da quasi tre anni. Nel suo Paese, la donna svolgeva la professione di giornalista, un lavoro che ha dovuto abbandonare dopo la presa del potere da parte dei talebani.
Nel suo discorso ha esordito dichiarando di rivolgersi all'uditorio con un profondo sentimento di tristezza nel descrivere la condizione che le donne afghane sono costrette a subire.

Agenda ONU: quanto contano veramente le necessità delle famiglie nelle politiche globali del Palazzo di Vetro?

New York, Stati Uniti - Il 22 gennaio 2026, Universal Peace Federation, in qualità di membro esecutivo del Comitato delle ONG sulla Famiglia presso le Nazioni Unite a New York, ha collaborato alla co-organizzazione di un incontro virtuale intitolato "Empowering the Family through National Policies: Insights from Burundi and Italy" (Rafforzare la famiglia attraverso le politiche nazionali: prospettive dal Burundi e dall'Italia).

La sessione è stata aperta da Lynn Walsh, direttrice dell'Ufficio per la Famiglia di UPF, che ha presentato i due relatori del panel. E' stato evidenziato che l'evento si è svolto secondo la Chatham House Rule, garantendo la riservatezza dei partecipanti salvo esplicita autorizzazione. Il presente resoconto sintetizza i temi discussi e le conclusioni emerse.

Benin: UPF Africa celebra il Martin Luther King Jr. Day e firma il protocollo d'intesa con la FOPA

Cotonou, Benin – In occasione del Martin Luther King Jr. Day, Universal Peace Federation Africa ha organizzato un evento a Cotonou, il 19 gennaio 2026, per rendere omaggio a questa importante figura storica. Alla celebrazione commemorativa è seguita una cerimonia ufficiale per la firma di un protocollo d'intesa (MoU) con la Fondazione Ecumenica per la Pace in Africa (FOPA).
L'evento si è tenuto nella sala conferenze della Rappresentanza Permanente della CEDEAO (ECOWAS) in Benin e ha visto la partecipazione di trenta persone, tra cui rappresentanti di enti regionali e internazionali, autorità tradizionali, leader religiosi, funzionari politici e istituzionali, e membri della società civile.

Argentina: UPF festeggia vent'anni di impegno per la pace e di progetti comunitari

Buenos Aires, Argentina — Per celebrare il ventesimo anniversario di fondazione e chiudere il ciclo d’iniziative del 2025, Universal Peace Federation Argentina ha organizzato una cerimonia presso la Casa Galicia di Buenos Aires, il 18 dicembre 2025. 

All’incontro erano presenti i membri del Consiglio Direttivo e del Consiglio della Pace di UPF, insieme a coordinatori, delegati e rappresentanti delle varie sedi di UPF Argentina. 

Liberia: investire nei giovani per un futuro di pace e coesione sociale

Paynesville, Liberia — Il 17 dicembre 2025, nell'ambito della campagna "100 giorni di armonia e speranza", Universal Peace Federation Liberia ha condotto un programma di formazione del carattere e di sviluppo della pace per gli studenti della Calvary Chapel Mission School di Paynesville.
Le sessioni di apprendimento interattivo, condotte da Jee Do Arko e dal pastore McCarthy Teayah, segretario generale di UPF Liberia, sono state progettate per gli studenti del 12° anno e si sono concentrate sul principio "la pace inizia da me".

10 febbraio 2026

Settimana Mondiale dell’Armonia Interreligiosa 2026: riflessioni di febbraio sulla fraternità umana

Armonia concreta attraverso dialogo e servizio  
 
La Settimana Mondiale dell’Armonia Interreligiosa si osserva ogni anno nella prima settimana di febbraio come quadro pratico per il dialogo e la cooperazione tra persone di fede e di buona volontà. È stata istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2010 con la risoluzione 65/5, a seguito di un’iniziativa presentata dal Regno hashemita di Giordania. Nel più ampio approccio delle Nazioni Unite a una cultura di pace, la Settimana evidenzia una realtà semplice: un impegno interreligioso continuativo rafforza la coesione sociale, riduce i pregiudizi e sostiene la convivenza pacifica nelle società diverse.  

7 febbraio 2026

Senza virtù, la libertà si consuma dall’interno

Famiglia, scuola, associazionismo e comunità religiose: le “officine” del carattere civico che tengono in piedi una società libera.

La libertà non si perde solo quando qualcuno la limita dall’esterno: può logorarsi lentamente quando mancano le virtù civiche che la rendono possibile. Da qui una domanda concreta: dove si forma oggi il carattere necessario a una società libera?

di Giorgio Gasperoni

C’è un modo in cui la libertà muore senza che nessuno se ne accorga. Non serve la censura in divisa, non servono carri armati o decreti d’emergenza. Basta un logoramento lento, quasi domestico: la perdita di quelle virtù minime che rendono vivibile una società libera. È una corrosione silenziosa: si comincia a considerare l’altro non come un concittadino ma come un nemico; si scambia la forza per autorevolezza; si confonde il diritto di parola con il diritto di umiliare; si invoca la libertà mentre si spezza la fiducia.

1 febbraio 2026

Settimana Mondiale dell’Armonia Interreligiosa: una piattaforma per un dialogo globale fondato su principi tra comunità di fede

In continuità con gli sforzi internazionali nell’agenda delle Nazioni Unite per una cultura di pace e per il dialogo interreligioso e interculturale  

La Settimana Mondiale dell’Armonia Interreligiosa, osservata ogni anno nella prima settimana di febbraio, offre un quadro internazionale per il dialogo e la cooperazione tra comunità religiose. La Settimana è stata istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 65/5 del 20 ottobre 2010, a seguito di una proposta presentata all’Assemblea Generale da Re Abdullah II di Giordania, la cui iniziativa ha fornito un impulso diplomatico decisivo per elevare l’armonia interreligiosa al livello di una ricorrenza globale delle Nazioni Unite. Essa rappresenta un periodo mirato in cui le comunità di fede possono realizzare iniziative congiunte in materia di prevenzione dei conflitti, riconciliazione, inclusione sociale e sensibilizzazione pubblica sulle iniziative interreligiose già esistenti.