15 febbraio 2026

Agenda ONU: quanto contano veramente le necessità delle famiglie nelle politiche globali del Palazzo di Vetro?

New York, Stati Uniti - Il 22 gennaio 2026, Universal Peace Federation, in qualità di membro esecutivo del Comitato delle ONG sulla Famiglia presso le Nazioni Unite a New York, ha collaborato alla co-organizzazione di un incontro virtuale intitolato "Empowering the Family through National Policies: Insights from Burundi and Italy" (Rafforzare la famiglia attraverso le politiche nazionali: prospettive dal Burundi e dall'Italia).

La sessione è stata aperta da Lynn Walsh, direttrice dell'Ufficio per la Famiglia di UPF, che ha presentato i due relatori del panel. E' stato evidenziato che l'evento si è svolto secondo la Chatham House Rule, garantendo la riservatezza dei partecipanti salvo esplicita autorizzazione. Il presente resoconto sintetizza i temi discussi e le conclusioni emerse.

La famiglia come risorsa per lo sviluppo sociale

I relatori hanno definito la famiglia una risorsa in
sostituibile per il progresso sociale ed economico. Essa rappresenta il principale mezzo attraverso il quale sono trasmessi i principi morali e i comportamenti civici orientati al bene comune. Promuove l'istruzione, la salute mentale e fisica, la sicurezza economica e il rispetto della parità di genere. È stato ribadito che i nuclei familiari stabili costituiscono la base indispensabile per la coesione sociale, prerequisito per uno sviluppo sostenibile. Nonostante la crescente fragilità dell'istituto familiare a livello mondiale, è stato osservato che valori culturali e religiosi nazionali continuano a sostenere pratiche e comportamenti volti a rafforzare l'unità e il ruolo della famiglia.

Sovranità e coercizione nei negoziati delle Nazioni Unite

I partecipanti hanno evidenziato che durante le negoziazioni internazionali su temi sensibili, a volte è introdotta una terminologia non concordata relativa alla famiglia, in contrasto con culture e valori nazionali.

È stato riconosciuto che Paesi di piccole dimensioni o a basso reddito sono soggetti a pressioni esterne che mettono a rischio la loro sovranità, spingendoli ad adottare normative e principi non in linea con le loro leggi e i loro valori.

Durante i negoziati, ai paesi è comunicato che il rifiuto di tali proposte potrebbe compromettere l'accesso a finanziamenti o aiuti internazionali. Secondo i relatori, tali pratiche violano i principi di sovranità sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite.

Nel corso del dibattito, è emerso un dato particolarmente rilevante: alcuni Paesi in condizioni di estrema povertà scelgono di preservare l'istituto familiare, la propria sovranità e la dignità umana, accettando anche sacrifici economici, piuttosto che conformarsi alle imposizioni delle potenze maggiori.

Declino globale della fertilità e risposte politiche

Un altro tema centrale ha riguardato il calo globale dei tassi di fertilità, particolarmente pronunciato in Europa, in diverse aree dell'Asia e nelle Americhe. È emerso che numerosi Paesi hanno adottato politiche e strumenti innovativi per sostenere le coppie nel superamento di ostacoli quali i costi di cura dei minori, le interruzioni della carriera professionale e le spese legate all'istruzione e all'educazione dei figli. 

Tra le misure citate figurano trasferimenti monetari diretti alle famiglie, congedi parentali più estesi, servizi di assistenza all'infanzia a costi contenuti e agevolazioni fiscali mirate. Secondo gli esperti, sebbene tali interventi abbiano facilitato la scelta di avere figli, il loro effetto complessivo sull'aumento delle nascite è stato limitato.

Ruolo dei valori e della cultura nelle politiche familiari

I relatori hanno affermato che le politiche economiche e i servizi sono necessari, ma non sufficienti, evidenziando la necessità d’interventi sul piano culturale e dei valori, con tutte le relative complessità. 

Nel corso del dibattito, è emersa la necessità di favorire non solo il riconoscimento del lavoro femminile, ma anche di creare un ambiente in cui la maternità e la paternità siano viste come esperienze gratificanti. Si è ripetuto che, oltre all'impegno professionale, sono le relazioni interpersonali, in particolare quelle tra genitori e figli e tra coniugi, che offrono le maggiori soddisfazioni nella vita.

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