8 marzo 2016

Il Congresso Interreligioso Iracheno del 2007

Ripreso da Voci di Pace

Caso di studio(1)
La società irachena ha numerose fragilità di natura tribale, religiosa (circa il 60-65% della popolazione è sciita, il 32-37% è sunnita e circa il 3% è cristiana o appartenente ad altri gruppi religiosi) ed etnica, e le tensioni sociali e politiche tra i diversi gruppi hanno una lunga storia. Sotto la legge repressiva del regime sunnita di Saddam Hussein erano largamente contenute tuttavia, con l’invasione guidata dagli Stati Uniti del 2003 che ribaltò il regime, la macchina repressiva dello stato è venuta a mancare e i livelli di violenza si sono inaspriti.

Il conflitto
Le origini e gli sviluppi del Congresso Interreligioso Iracheno (IIRC) prendono forma dall’ambiente politico complesso della regione, nel quale non solo le dispute etnico-regionali ed economiche, ma anche il confronto interreligioso ed intra religioso, attacchi terroristici su popolazione civile e conflitti armati sono all’ordine del giorno.

La religione è causa di conflitto

Articolo ripreso da Voci di Pace

Il ruolo della religione nei conflitti sta ricevendo sempre maggior attenzione dai peace practitioner (esperto nella ricerca della pace) e dai policy maker (esperti nella formulazione delle soluzioni politiche). Non senza giusti motivi. Non soltanto i media riportano un gran numero di notizie e di commenti sul ruolo della religione nei conflitti attualmente in corso in molte regioni, dal Medio Oriente al Sud-Est Asiatico, ma anche la ricerca accademica indica che la proporzione di conflitti nella dimensione religiosa sta aumentando.

L’approccio religioso

Articolo ripreso dal numero di Voci di Pace - 1° quadrimestre 2016

I modi in cui esaminare la religione qui proposti sono: religione come comunità, religione come insieme d’insegnamenti, religione come spiritualità, religione come pratica religiosa e religione come discorso. Molti di questi modi di considerare la religione potrebbero essere rilevanti in qualsiasi contesto. Non sono quindi mutualmente esclusivi, e in molti casi potrebbero essere complementari.
La religione come comunità enfatizza gli aspetti collettivi e aggregativi della religione. In tempi di conflitto, la religione può diventare una risorsa importante per preservare o rafforzare la coesione sociale, sia all’interno che tra gruppi, incrementando quindi la resilienza della comunità. Per contro, le stesse dinamiche che rafforzano i legami sociali spesso conducono all’emergere di divisione tra gruppi. Dove le identità dei gruppi in conflitto hanno una componente religiosa, i confini del conflitto potrebbero essere tracciate lungo i confini dell’identità religiosa. La religione può diventare un segno distintivo della propria identità, utilizzato per designare chi è “amico” e chi “nemico”.

6 marzo 2016

RELIGIONI POLITICHE del XX Secolo

Le tre RELIGIONI POLITICHE del XX Secolo, le quali cercarono di sostituire la presunta, o reale, crisi delle religioni tradizionali della fede in un Dio. Il COMUNISMO, con la teoria di Marx e l'attuazione che ne fecero o ritennero di fare LENIN e STALIN concepisce l'uomo dio che verrà  se attuato, appunto, il Comunismo, dopo la inevitabile, a loro giudizio, rovina del CAPITALISMO.

Annalisa Terranova: L'ALTRO MSI,

di Antonio Saccà
Si è tenuta alla Libreria Coltura, Roma, la presentazione del volume di Annalisa Terranova: “L'altro MSI. I leader mancati per una destra differente” Prefazione di Antonio Carioti. Ne hanno discusso Quido Caldiron e Alessandro Campi, oltre alla Terranova. Alla fine un dibattito animato. Molto pubblico. Non ho cognizione diretta del MSI, il testo della Terranova mi fa conoscere, e fa conoscere, intimamente, fisicamente, direi, quel mondo, semplicisticamente dichiarato Neofascista.

BENITO MUSSOLINI, IL FASCISMO

Le tre RELIGIONI POLITICHE del XX Secolo, le quali cercarono di sostituire la presunta, o reale, crisi delle religioni tradizionali della fede in un Dio.

Video presentazione

Le religioni politiche e il fascismo - 1° Parte


Le religioni politiche e il fascismo - 2° Parte

Il contenuto degli articoli dei collaboratori, esprimono il pensiero degli autori e non necessariamente rappresentano la linea editoriale che rimane autonoma e indipendente.

3 marzo 2016

Scienza ed etica: verso la neurosi sociale?


di Antonio Saccà
Attualità. In che senso molti dicono che vi sono diritti degli omosessuali a legalizzare le loro unioni? Fino a che non è codificato non esiste diritto, esiste un'esigenza. Questa esigenza è dovuta alla volontà, al bisogno o a un diritto preesistente in natura, per natura è un diritto naturale da confermare con la legge. Dunque, o è, dicevo, un'esigenza che la legge può riconoscere o non riconoscere o un diritto naturale che è necessario legalizzare.
Evidentemente la legalizzazione delle unioni omosessuali non esiste come diritto naturale, del resto è problematico sostenere che esistano  diritti naturali che “dobbiamo” riconoscere. Allora? Allora se uno Stato decide di trasformare un'esigenza in un diritto, avremo diritti degli omosessuali, prima di questa trasformazione abbiamo richieste, esigenze. Se gli omosessuali attingono al diritto di legalizzare le loro unioni, sorge l'altra loro esigenza, di avere una figliolanza. Anche in tal caso, un'esigenza, non un diritto, ma che può, legalizzata, trasformarsi in diritto. Certo, stavolta la Natura è meglio lasciarla da parte radicalmente.

2 marzo 2016

Il Ruolo della Religione

di Giorgio Gasperoni

È stato distribuito il numero del primo quadrimestre 2016 di Voci di Pace.
Ritengo che quattro temi siano da evidenziare per la loro importanza e attualità:
1. Un’ampia documentazione sul ruolo della religione nelle cause e risoluzioni dei conflitti
2. Un approfondimento sul dialogo Eurasia-Europa: prospettive e problemi
3. Il lavoro dell’Universal Peace Federation in Terra Santa
4. Quali prospettive di sviluppo nel continente africano

Inserisco l’introduzione al dossier sul ruolo della religione nelle cause e risoluzioni dei conflitti.
Il PDF del giornale lo potete vedere qui.

Il Ruolo della Religione
In un mondo di conflitti complicati, dove vi è un aumento della paura e del senso di alienazione, non esistono soluzioni semplici.

Il ruolo della religione(1) nei conflitti attuali è molto più profondo di quello attribuitogli dalla tradizionale scienza politica o dalle teorie di risoluzione dei conflitti. Conseguentemente, gli approcci di mediazione laica statale e di dialogo internazionale si trovano su vicoli ciechi in molti dei conflitti moderni. La fragilità di numerosi stati si trasforma in terreno fertile per gli estremismi, gli approcci diplomatici esistenti e le soluzioni proposte hanno grandi limitazioni, e le strategie basate sulla forza sembrano solo produrre altre sfide e maggiore violenza nel medio e nel lungo termine.