19 agosto 2011

Esiste un’emergenza educativa?


L'istruzione è fondamentale per la creazione di una società armonica, perché è il processo attraverso il quale gli esseri umani conoscono il mondo, gli altri, come sviluppare gli obiettivi, e governare il proprio comportamento. L’Istruzione è un processo e che dura tutta la vita umana, essa inizia in famiglia e continua attraverso la scuola, la società, e il luogo di lavoro. L'istruzione è multiforme, coinvolge il principio morale, spirituale, e la crescita pratica. Il processo educativo per la costruzione di una società virtuosa richiede che gli esseri umani imparino a rispondere in modo costruttivo alla insoddisfazione, all’aggressività e alla violenza.
Ci siamo posti degli interrogativi sulla società attuale e abbiamo chiesto ad alcuni esperti di approfondire le distorsioni che il nostro sistema sociale, non solo italiano, si è trovato ad affrontare nel periodo che stiamo vivendo.
L’interrogativo è se ad andare in crisi non siano tutte le agenzie educative della nostra società: scuola, famiglia, associazioni sportive e di volontariato... e che quindi, a dover essere ripensata è la stessa idea di società?
Inoltre, abbiamo chiesto di spiegarci cosa manca al nostro sistema educativo per essere adeguato ad un'educazione bilanciata?

INTERVISTA AL VENERABILE LAMA KHENRAB RINPOCHE


di Carlo Chierico

Incontriamo il Ven. Lama Khenrab Rinpoche presso l'Istituto Ghe Pel Ling di Milano, di cui è Maestro residente dall'agosto 2009, e ci intratteniamo con lui per circa un'ora in una atmosfera piacevole, con la profondità spirituale del Maestro davvero visibile agli occhi del cuore. Il Ven. Lama oramai capisce abbastanza bene l'italiano ma preferisce esprimersi nella sua lingua madre e quindi insieme a noi c'è il suo interprete che ringraziamo.
Abbiamo chiesto, innanzitutto, di aiutarci a capire il buddismo iniziando da una definizione: è una religione, una filosofia di vita o entrambe le cose?
Il buddismo ha fondamentalmente 3 aspetti: il primo è quello della fede, di base c'è la fede verso Buddha, chi ha fede in Buddha prende rifugio in Lui e quindi avendo una base di fede possiamo parlarne come religione. Il secondo aspetto è di tipo scientifico, perché parliamo della mente, della psicologia umana e questa non ha nessuna relazione con la fede perché è un semplice studio, un’indagine della mente umana e quindi ne è l'aspetto scientifico. Il terzo aspetto, anche questo senza particolare relazione con la fede, è la filosofia. Quindi riepilogando: prima una pratica religiosa basata sulla fede in Buddha, il secondo aspetto riguarda lo studio della mente umana e il terzo aspetto la filosofia, questi 3 aspetti fondamentali, insieme, sono il buddismo.
Come vede il rapporto tra il buddismo e la società occidentale?
Se confrontiamo il primo aspetto fondamentale del buddismo, che come ho detto prima, è di tipo religioso, con la religione maggiormente praticata in occidente, che è il cristianesimo, le differenze sono palesi: da una parte la fede in Buddha, dall'altra la fede in Gesù Cristo. Mentre per quanto riguarda gli altri 2 aspetti fondamentali del buddismo il rapporto con l'occidente si fa più stretto perché anche qui si studiano la mente umana e la filosofia.
Il cristianesimo e il buddismo però hanno sicuramente dei punti in comune, quali sono i più significativi dal suo punto di vista?
I punti in comune dipendono molto dall'interpretazione degli essere umani, un certo tipo di interpretazione può rendere il cristianesimo e il buddismo molto diversi e un altro può invece avvicinarli. Se parliamo dal punto di vista del vero praticante, chi pratica seriamente gli insegnamenti del cristianesimo, e si impegna veramente nel familiarizzare e nel praticare l'insegnamento altruistico di Gesù Cristo, si impegna veramente nel voler aiutare e portare beneficio agli altri, questa è l'attitudine mentale di un vero cristiano. Così è anche per il buddismo. un vero praticante buddista si impegna a fondo nel voler aiutare e portare beneficio agli altri, non a caso molte recitazioni buddiste iniziano così: "possano tutti gli essere senzienti...". Questo è il maggiore punto in comune.
Normalmente si pensa che i buddisti non facciano proselitismo, però l'aumento dei centri buddisti in Italia negli ultimi anni è stato notevole ed è aumentato anche il numero delle persone che hanno abbracciato il buddismo, a cosa è dovuto questo?
Proselitismo: questo dipenderà molto dai maestri buddisti, dai maestri lama insegnanti, dalle loro motivazioni: se loro hanno la motivazione di accumulare discepoli allora faranno proselitismo. Se l'azione di dare insegnamento buddista diventa proselitismo o meno dipende dalla motivazione dei maestri nell'insegnare. Dopodiché c'è un consiglio, un'indicazione generale di Sua Santità il Dalai Lama che dice che sarebbe bene che ognuno mantenesse la religione dei propri antenati, ma questa non è una regola tassativa, è solo una sua visione, una sua indicazione generale perché poi possiamo constatare che l'intelletto delle persone non è uguale, le aspirazioni degli esseri umani sono diverse e questo è un dato di fatto, non tutti siamo uguali e sulla terra esistono tanti insegnamenti spirituali, che hanno lo scopo finale e comune di arrivare a dare pace e felicità agli esseri umani. Tra questi insegnamenti spirituali c'è il buddismo, che ha anche un metodo utile ad arrivare alla pace nella mente. Oggi molte persone hanno la voglia e la possibilità di ascoltare e confrontare e quindi possono scoprire cos'è il buddismo, qual è il suo insegnamento, la sua filosofia e scoprono anche qual è il metodo che porta a trovare calma e serenità nella mente, scoprendo questi metodi validi ed utili, sorge l'interessamento e quindi le persone si impegnano nello studio e nella pratica del buddismo. E così sorge l'esigenza e la necessità di avere un luogo di studio nella propria città, da questo nasce l'aumento delle persone che vogliono imparare il buddismo e di conseguenza aumenta il numero dei centri buddisti.
Che benefici possono esserci dal conoscere il buddismo per una persona che crede in un altra religione?
Prima di tutto chiariamo un punto fondamentale; nessuno ha l'obbligo né di credere né di praticare una religione, se la persona ne sente la necessità la pratica liberamente, non è una cosa obbligata, credere è e deve rimanere una libera scelta. Partendo dall'esigenza di essere felice e di voler vivere meglio, e pensando di raggiungere questo desiderio per se stesso e poi di essere di aiuto anche agli altri, la gente inizia a praticare la religione, perché nel profondo ha questa speranza. E' però possibile che un insegnamento basato solo sulla fede non sia ritenuto sufficiente, allora si può sentire la necessità di studiare la mente umana e la filosofia, e nel buddismo si trovano questi aspetti, questi insegnamenti. Quindi se una persona di un altra religione sente la necessità di incrementare la conoscenza di questi aspetti, nel buddismo può farlo e arrivare addirittura a rafforzare e incrementare la fede nella propria religione. Così è anche nel buddismo stesso: dove c'è sicuramente la fede, ma prima ci sono lo studio e la comprensione, la fede è la conseguenza della comprensione, la comprensione è la conseguenza dello studio.
Come avrà avuto modo di capire, a noi occidentali piace classificare le cose, qual è il maggiore insegnamento del buddismo?
Nel buddismo la cosa che maggiormente viene spiegata riguarda 2 aspetti fondamentali: uno di tipo teorico e filosofico, la visone, il secondo di tipo pratico e comportamentale. Dal punto di vista pratico la cosa più importante è un comportamento non violento, la non violenza è una condotta importante da assumere non solo tra noi essere umani ma va estesa anche nei confronti delle altre forme di vita, come gli esseri animali e ugualmente la non violenza va estesa anche verso l'ambiente. Ecco perché parliamo dell'esigenza di praticare una condotta di gentilezza verso gli esseri umani, gli esseri animali e l'ambiente che ci circonda. Mantenere una condotta gentile verso tutti e tutto vuol dire non danneggiare l'uomo, gli animali e l'ambiente. Allora sorge la domanda: perché non vanno danneggiati? La ragione per cui non vanno danneggiati riguarda il primo aspetto dell'insegnamento teorico buddista, la visione della realtà, che ci porta a comprendere l'interdipendenza, perché siamo tutti interdipendenti l'uno con l'altro, esiste una relazione tra esseri umani, animali e ambiente, tutti siamo fondamentali e importanti reciprocamente. C'è una relazione diretta e una relazione indiretta, ma sempre c'é una relazione: quando incontriamo una persona per la prima volta ci potrà sembrare uno sconosciuto, ci potrà sembrare che non c'è relazione ma non è così, perché c'è sempre una relazione, anche se non di tipo familiare, amico, etc. In questa terra vivono gli esseri umani, gli esseri animali e l'ambiente che è il contenitore; ecco allora che c'è una relazione tra tutti, perché viviamo tutti in uno stesso contenitore, siamo insieme, allora c'è la relazione e questa relazione non la scegliamo noi, esiste, e il nostro comportamento ne influenza gli effetti. Per questo è fondamentale assumere un atteggiamento di non violenza e gentilezza verso tutti e tutto, nella consapevolezza dell'interdipendenza che esiste.
Noi occidentali identifichiamo il popolo tibetano con il buddismo, è proprio vero che la popolazione tibetana si identifica nel buddismo?
La maggioranza dei tibetani sono buddisti e si identificano con l'insegnamento buddista, però non tutti i tibetani, perché in Tibet ci sono anche minoranze cristiane, con templi che esteriormente sembrano templi buddisti ma interiormente sono chiese, come si capisce dal simbolo del crocifisso all'entrata e dall'immagine di Gesù Cristo all'interno. Inoltre nella capitale Lhasa già dal secolo scorso c'è una moschea, con una minoranza quindi di tibetani che praticano l'Islam.
Tutti noi sappiamo le difficoltà in cui versa il popolo tibetano, cosa si potrebbe fare in concreto dall'Italia?
La storia e le difficoltà del Tibet sono ultimamente conosciute e diffuse, l'aiuto che si potrebbe dare è di vario tipo, da una parte con supporti economici e materiali, ma soprattutto l'appoggio dovrebbe consistere nell'aiutare, a tutti i livelli, al mantenimento e alla conservazione dell'identità culturale tibetana e degli insegnamenti buddisti.
Ven. Maestro, un'ultima domanda: cosa ne pensa del dialogo interreligioso e della possibilità che persone di diverse religioni possano collaborare insieme su progetti comuni?
Il concetto fondamentale è promuovere la pace e realizzarla nel mondo. Questo dipenderà da ogni singolo individuo, da ogni essere che vive su questa terra. La pace nel mondo dipenderà dalla mente di ogni Individuo, se nella mente di ogni individuo ci sarà calma e pace questa sarà possibile anche nel mondo. Però sappiamo che non tutti gli esseri umani hanno predisposizioni e aspirazioni uguali.
Sapendo che lo scopo principale di tutte le religioni è insegnare la pace, ecco allora il compito della religione: insegnare come realizzare la pace tenendo conto delle aspirazioni differenti di ognuno. Se i credenti delle diverse religioni praticassero seriamente gli insegnamenti della religione in cui ripongono la propria fede, la pace sicuramente sarà possibile. Però in queste differenti religioni, e Istituzioni Religiose, non tutti sono santi e veri praticanti, e questo è un altro dato di fatto. Ogni religione dovrebbe chiarire meglio il proprio metodo e scambiarsi reciprocamente la conoscenza: questo sarà sicuramente molto utile.

Il Ven. Lama Khenrab Rinpoche, discepolo diretto del Ven. Lama Thamthog Rinpoche (suo predecessore, ora abate del Monastero di Namgyal e attualmente a Dharamsala, chiamato da S. S. il Dalai Lama) è il nuovo Maestro residente dell'Istituto Ghe Pel Ling di Milano.
Il Ven. Lama khenrab Rinpoche è uno dei Maestri legati alla tradizione dei Thamthog: infatti, assieme a Thamthog Rimpoce si sussegue di vita in vita in un rapporto reciproco di maestro e discepolo. La presente manifestazione è nata in India trent’anni fa e ha vissuto nel Monastero di Sera.Je, dove ha recentemente completato gli studi. Nonostante la sua giovane età, ha già dato numerosi insegnamenti e iniziazioni sia in India che in Occidente. 

Il Ghe Pel Ling è un Istituto Studi di Buddhismo Tibetano, socio fondatore dell'Unione Buddhista Italiana, che agisce nell'area metropolitana milanese dal 1978, mentre nel 1989 S.S. il Dalai Lama ha inaugurato l'attuale sede dell'Istituto, in via Euclide, 17 a Milano. Vedi sito web www.gpling.org

Tour Mondiale della Pace 2011 della Universal Peace Federation

Estratto del Discorso del Rev. Dott. Sun Myung Moon a Roma il 29 Aprile 2011

Lo scorso anno migliaia di rappresentanti e leader di spicco provenienti da 120 nazioni in tutto il mondo ci hanno onorato con la loro presenza in diverse occasioni, fra le quali la celebrazione delle nostre Nozze d’Oro e anniversario dell’Incoronazione; i Festival “Legacy-of-Peace”, in memoria di uomini e donne che hanno lasciato un’eredità di pace, presso il Palazzo delle Nazioni Unite e in varie città degli Stati Uniti e del mondo intero, e in molti altri eventi significativi.
Signore e signori, questo è un tempo davvero importante nella Provvidenza di Dio. L’anno scorso ho festeggiato il mio novantesimo compleanno, iniziando così a muovere i primi passi verso i cento anni. Sono stato benedetto con una lunga vita, ben oltre la durata media. L’anno passato mia moglie e io abbiamo potuto anche celebrare il nostro 50° anniversario di matrimonio. Da un punto di vista provvidenziale, il 2010 non è stato solo l’anno delle nostre nozze d’oro; è stato anche un anno Giubilare.
Abbiamo quattordici figli. Cinque si sono laureati all’Università di Harvard e tra i nostri nipoti, che sono più di quaranta, molti studiano già presso la stessa università. Inoltre, un gran numero di donne e uomini da 194 nazioni sono arrivati a riconoscerci e seguirci in qualità di Re e Regina di Pace e Veri Genitori.
Nella nostra vita abbiamo fondato molte organizzazioni e istituzioni internazionali per promuovere la pace nel mondo. Abbiamo investito senza riserve in diversi campi, fra i quali la cooperazione interreligiosa, progetti umanitari a beneficio della società, attività interculturali, sport, educazione e mezzi d’informazione. Abbiamo fondato tutte queste iniziative allo scopo di promuovere la pace e portare salvezza all’umanità. Dopo aver lavorato con successo in tutti questi campi, qualcuno ci potrebbe elogiare dicendo che meritiamo di guardare al passato e goderci in pace gli ultimi anni della nostra vita. Ci incoraggerebbero così a dimenticare la situazione attuale del mondo e adagiarci per godere dei successi ottenuti negli ultimi novanta anni!
Tuttavia, mia moglie e io non possiamo assumere un atteggiamento così secolare nel guardare alla nostra vita passata. Abbiamo dovuto completare la missione dei Veri Genitori, missione conferitaci da Dio, che è il Vero Genitore verticale dell’intera umanità. Oggi, a meno di due anni che rimangono per far sì che il Regno di Dio, la “Cheon Il Guk” [Nazione del Cielo, ndt] diventi una realtà, viviamo ogni giorno della nostra vita con una serietà ancora più profonda di prima.
Per tutta la vita ho offerto me stesso per la liberazione di Dio, l’unico e solo Vero Genitore del cielo e della terra, per restaurare e donare a Lui la Sua giusta posizione di Genitore, per salvare tutti gli esseri umani che soffrono nella morte, e farli ritornare al cuore di Dio.
A questo scopo ho perseverato verso il traguardo della salvezza del mondo, trionfando nonostante le innumerevoli difficoltà nel guidare le persone del mondo, perdute, orfane inconsapevoli, sempre in cerca del loro Genitore Celeste. A causa della Caduta provocata dai nostri primi antenati, tutte le persone sono nate in un falso lignaggio. Persino ora, senza eccezione, tutti brancolano nel buio, impossibilitati a liberarsi dalla schiavitù di Satana. In tali circostanze, come potremmo non essere che totalmente seri e devoti, mentre mostriamo a 6 miliardi e mezzo di persone il cammino che conduce alla costruzione del regno di Dio in terra?
Possiamo vedere con chiarezza che la vita di ogni persona passa attraverso tre stadi. Ognuno di noi viene concepito come nuovo essere attraverso la grazia di Dio e l’amore dei Veri Genitori in una famiglia benedetta. Il primo stadio di vita sono i nove mesi nel ventre di nostra madre. Nessuno è esente! Che siamo o no consapevoli di quel tempo, senza eccezioni tutti noi trascorriamo 9 mesi nel ventre di nostra madre. Sebbene il ventre di una donna sia più piccolo di una pentola di riso, per il feto è un luogo più grande dell’intero universo.
Cosa possiamo dire della nostra nascita nel secondo stadio della vita, che trascorriamo sulla terra? Come trovare parole adeguate per descrivere la lotta di un neonato che si affaccia a un mondo completamente nuovo e a lui sconosciuto? Il primo pianto solitario di un neonato che, uscito dal ventre materno, vive la sua prima esperienza del vasto e ampio mondo, rappresenta anche la promessa di un futuro centenario, la benedizione e la celebrazione dell’ingresso in un nuovo tempo e spazio.
Tutti noi abbiamo ricevuto la benedizione della nascita, che ci ha permesso di vivere nel secondo stadio della vita. Nonostante cento anni siano molto più lunghi dei nove mesi passati nel ventre, vi prego di non dimenticare che c’è ancora un corso da percorrere per un fine più alto. Anche se tutti abbiamo dimenticato il livello di coscienza che possedevamo nel ventre di nostra madre, e possiamo pensare che qui, in questo grande mondo, stiamo godendo pienamente la nostra vita al più alto livello di consapevolezza, c’è ancora uno stadio finale, il cammino verso la vita eterna.
Il terzo stadio si svolge nel mondo della vita eterna, il mondo dello spirito, nel quale entriamo alla fine della nostra vita su questa terra. In origine avremmo dovuto entrare nel mondo spirituale solo dopo aver perfezionato il nostro spirito durante la vita sulla terra. È un mondo che le persone che discendono dalla Caduta non riescono neppure a immaginare. E’ un mondo nel quale trascendiamo il tempo e lo spazio. Proprio come il feto nel ventre materno non può immaginare la vita sulla terra, noi, come persone che vivono e respirano aria in questo mondo terreno, non possiamo comprendere con facilità il mondo dello spirito, dove rinasceremo nei nostri corpi spirituali, vivendo e respirando il vero amore.
Signore e signori, quando le persone si avvicinano alla morte tremano di paura e sono terrorizzate, se non comprendono il vero significato del trapasso. Nonostante la storia umana sia durata oltre seimila anni, nessuno, sfortunatamente, ha insegnato con chiarezza la verità riguardo alla morte.
Oggi, negli Ultimi Giorni della storia, come Vero Genitore dell’umanità, sono stato in grado di rivelare questa verità, questo segreto del Cielo.
Signore e signori, la parola “morte” è sacra. Non è sinonimo di “tristezza e sofferenza”. I Veri Genitori hanno creato il termine “Seunghwa” [ascensione] per spiegare il vero significato della morte. Il nostro ingresso nel mondo spirituale dovrebbe essere un momento in cui entriamo in un mondo di gioia e di vittoria portando i frutti maturati nella nostra vita sulla terra. Per coloro che rimangono, é un momento in cui dare il commiato al proprio caro defunto con gioia. Dovrebbe essere un tempo di grande celebrazione. Dovremmo versare lacrime di gioia, invece di lacrime di tristezza. Questo è il significato della sacra e nobile Cerimonia Seunghwa, il primo passo dello spirito del defunto verso una vita eterna di servizio verso Dio, nel Suo abbraccio. Nel momento della morte il nostro spirito dovrebbe sentirsi più eccitato ed emozionato di quanto si senta una sposa che entri per la prima volta a casa del suo sposo.
Per poter aprire la porta affinché tutte le persone possano vivere questo tipo di preziosa vita eterna, ho tenuto una Cerimonia Seunghwa presso il Palazzo delle Nazioni Unite a New York, il 18 marzo 2010, in onore di leader mondiali passati recentemente all’altro mondo.
Signore e signori, quale cammino deve intraprendere oggi l’umanità? Persino oggi, ogni anno, decine di milioni di vite innocenti vengono perse a causa di guerre, malattie, fame e calamità naturali che colpiscono in tutte le parti del mondo. In qualunque aspetto della vita osserviate, dal livello individuale fino a quello collettivo – nella religione, nella politica, nell’educazione, nella cultura o nelle ideologie – le persone rimangono profondamente impantanate nella palude dell’egocentrismo e costruiscono delle mura attorno a sé. Oggi viviamo in un mondo in rovina, dove la comunicazione genuina è crollata.
In definitiva, i problemi che affliggono l’umanità possono essere risolti solo attraverso la visione universale di “Una famiglia sotto un unico Dio”, in altre parole, l’ideologia basata sul vero amore che mia moglie e io, i Veri Genitori, abbiamo imparato dal Cielo e che abbiamo sostenuto e insegnato per tutta la vita. Questo è il solo modo affinché l’umanità trovi la strada verso la pace e la felicità.
Signore e signori, stiamo vivendo in un tempo storico di grande transizione cosmica. E’ il tempo di una grande rivoluzione cosmica per portare un cambiamento nella storia, per portare all’unione del mondo spirituale e del mondo terreno, e creare il regno dei cieli ideale che Dio ha desiderato sin dall’inizio dei tempi. Non possiamo più posticipare o prolungare la realizzazione del Suo desiderio. Ho già proclamato che il 13 gennaio 2013 sarà il “Giorno della Fondazione”. Quel giorno sarà l’inizio effettivo del Regno di Dio della Cheon Il Guk. Quel giorno sarà l’origine. Eppure mancano meno di due anni a quel giorno.
Se osservate il corso della storia concentrandovi sulla provvidenza di Dio, potrete vedere che i cambiamenti, nel tempo, ci permettono una classificazione sommaria in tre stadi. Il primo è stato il tempo dell’ “era centrata sulla natura”, in cui prevalevano i sentimenti istintivi, il materialismo e la vicinanza agli animali e alle cose della creazione. Quindi è venuta un’ “era centrata sull’uomo”, dove la conoscenza, i sentimenti e le emozioni delle persone hanno avuto la precedenza e hanno dominato il mondo.
Tuttavia, queste ere sono state transitorie. Si è trattato di periodi di preparazione necessari per entrare nell’era in cui le persone possano eliminare la loro natura caduta, ritornare alla loro natura originale e vivere come una famiglia unita dove tutti servono Dio come loro Padre. Quando questo avrà luogo, entreremo in un’ “era incentrata su Dio”, lo stadio finale nel quale gli esseri umani che conoscono e sentono il Cuore e la Volontà di Dio percorreranno il cammino del vivere per il bene degli altri. Faranno questo stabilendo uno standard assoluto sulla base di una purificazione di sé, sia interiormente che esteriormente, attraverso la santa Cerimonia della Benedizione. Questo è il tempo in cui inaugurare l’era del regno di Dio, Cheon Il Guk, un tempo in cui possiamo ritornare al cuore dell’unico vero Dio. Vi prego di imprimere questo concetto nei vostri cuori.
Signore e signori, due anni fa è stato pubblicato il libro delle mie memorie, “Un cittadino globale amante della pace”, un resoconto onesto e sincero della mia vita. In questo libro racconto di come ho scoperto la volontà di Dio per l’umanità e il sentiero che noi dovremmo seguire, in quanto figli di Dio. La mia vita è stata il tipico esempio del detto: “Se non ci riesci al primo tentativo, prova, prova e prova ancora”. Ho fiducia in questo libro come nei libri di testo e materiali d’insegnamento Hoondok di cui vi parlavo. Ecco perché ve lo raccomando, credo che vi mostrerà come vivere in accordo a principi veri. Non toglie né aggiunge nulla ai novanta anni della mia vita, che ho trascorso agli ordini del Cielo. Prego che possiate leggere con attenzione questa espressione di vero amore e trovarvi grande ispirazione.
Ho già menzionato che una vita allineata “a mezzogiorno” è una vita senza ombre. Se tutti noi possiamo risplendere vivendo una vita così brillante, non ci sarà modo per il peccato di gettare le sue ombre. Chi riceve la luce sarà indebitato con la luce. Prego affinché possiamo oggi asciugare le lacrime di chi soffre ed è in povertà, e vivere così una vita illuminata dal vero amore eterno che dissolve qualsiasi oscurità.
Le attività incentrate sulle Nazioni Unite sono ormai avviate e stanno andando avanti con sempre maggior celerità. La Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo, WFWP, che mia moglie e io abbiamo fondato, è conosciuta per le sue iniziative in linea con gli scopi fondanti e le mete delle Nazioni Unite. Ecco perché la Federazione delle Donne è oggi fra le prime organizzazioni tra le oltre 3400 ONG registrate presso le Nazioni Unite. Inoltre, la Federazione delle Donne ha ottenuto notevoli risultati con le sue attività di promozione dei diritti delle donne e per la soluzione dei problemi di indigenza e legati all’educazione dei bambini. In molte occasioni la Federazione delle Donne WFWP ha già ottenuto riconoscimenti per le sue attività.
Prego affinché tutti voi diventiate vincitori, partecipi di questa rivoluzione storica e provvidenziale. Possa la fortuna celeste che scorre attraverso i Veri Genitori del Cielo, della Terra e dell’Umanità essere con tutti voi.
Prego nel nome dei Veri Genitori che le benedizioni di Dio possano essere con voi, con la vostra famiglia e la vostra nazione.
Grazie.

Tour mondiale di pace

Di Giuseppe Calì

Abbiamo assistito in questo ultimo periodo a grandi eventi che hanno coinvolto direttamente i nostri Ambasciatori di Pace e l’organizzazione stessa della UPF in prima linea.
Parlo del discorso pubblico che il fondatore, Rev. Sun Myung Moon, ha tenuto all’Hotel Marriott di Roma, di fronte a più di mille partecipanti ed alla serata speciale al Teatro Argentina, con lo spettacolo dei “Little Angels”, scuola d’arte fondata anch’essa dal Rev. Moon.
Tali eventi hanno fatto parte di un tour mondiale che ha toccato parecchie nazioni europee con grande successo di pubblico e partecipazione di altissimo livello. È stato un vero “final show down” del nostro fondatore che, alla veneranda età di 91 anni, ha voluto per l’ultima volta offrire personalmente il suo pensiero sul mondo ed il frutto migliore del suo operato per la pace. È proprio sul senso di questi due eventi, apparentemente diversi, ma in realtà figli di una stessa filosofia, che vorrei parlare.
Il primo, il discorso pubblico dal titolo “Costruire un mondo di pace universale nel tempo della crisi globale”, ha riassunto i temi principali della visione unificazionista, che mette al centro della costruzione di un possibile nuovo mondo migliore, la collaborazione appassionata tra Dio e l’uomo. Il nuovo mondo non “pioverà” dal Cielo come azione unilaterale di Dio e nemmeno sarà frutto semplicemente di ideologie e politiche umane: il vero miracolo inizierà proprio dal ritrovamento della nostra vera eredità divina, che ci qualifica in modo autentico quali rappresentanti del Suo Amore nei confronti dell’umanità intera, della natura e della vita stessa in generale. Questo è il nuovo concetto di coscienza messianica il cui tempo è giunto, come preannunciato da Gesù quando parlò degli ultimi giorni. Un tempo di grandi sofferenze, ma anche un tempo di opportunità uniche per gli uomini, che saranno chiamati ad espandere la propria coscienza fino alla consapevolezza definitiva dell’armonia cosmica. Non più barriere tra popoli, razze, religioni e sessi. Non più politica ed economia dettate dall’arrivismo e dalle ambizioni personali, frutto di una storia che è stata contrassegnata dall’abuso costante dell’uomo sull’uomo, sia fisico che politico, economico, intellettuale e spirituale. Una storia, anche recente, che ci ha privati della vera libertà e del respiro attraverso il quale avremmo potuto e dovuto manifestare il meglio della nostra natura e costruire un ambiente sociale adatto alla nostra natura originale che è buona e mirata alla realizzazione del vero amore. Qualcuno, bisogna dire intempestivamente, visti gli ultimi sviluppi del suo operato, accusa ancora il Rev. Moon di porre sé stesso al centro di questa visione, ma il suo concetto di centro è completamente diverso da ciò che normalmente constatiamo: il centro è il luogo dove sta colui che si sacrifica di più per amore del prossimo ed è pronto a fare regola di vita la rinuncia di sé stesso per la felicità altrui. Chiunque può stare in quel centro, purché sia disposto a vivere così. Stare al centro è quindi la posizione più difficile, quella di chi viene spesso incompreso e perseguitato, di coloro che soffrono per la libertà di un popolo, di coloro che hanno il coraggio di proclamare le loro verità anche quando vanno controcorrente e pagano per questo. Il Rev. Moon sostiene con convinzione che il tempo di tutti questi eroi spesso nascosti, silenziosi o messi a tacere, sia venuto e che il tempo degli opportunisti senza anima sia finito. Che sia arrivato dunque il tempo di una leadership più illuminata, che si preoccupi principalmente del benessere del proprio popolo, prima ancora che della vittoria del proprio partito o fazione. Che sia il momento per la gente del mondo di lavorare per il bene comune e non solo per sbarcare il lunario, badando esclusivamente ai propri interessi personali e di categoria. Che le religioni potranno ancora avere un ruolo determinante solo se sapranno dialogare sinceramente e collaborare per l’affermazione dei Principi fondamentali dell’esistenza. Ed afferma ancora che ciò sta già avvenendo gradualmente, sia per Volontà di Dio e sia perché il frutto della sofferenza di tanti innocenti, uomini e donne di fede, idealisti, ricercatori della verità e della libertà, ora è arrivato a maturazione ed il tempo dell’avvento di una nuova generazione è giunto. Il nuovo sistema mondiale deriverà dall’uomo e dalla donna nuovi.
Certo, tutto questo a noi, italiani ed europei scettici e disillusi, può suonare veramente come un eccesso di idealismo “New Age”. Studiando bene tale pensiero, però, si capisce bene che le sue radici sono ben piantate nell’analisi storica ed in una teologia ben strutturata e che le sue prospettive sono molto concrete e socialmente rilevanti. In ogni caso, a scanso di equivoci, bisogna riconoscere che da questa visione nascono vere e proprie imprese, uniche nella loro bellezza e nell’ampiezza dei propri obiettivi. Tra queste spicca sicuramente quella dei “Little Angels”, che vengono per dimostrare che un tale mondo può esistere e c’è chi ci crede fino in fondo.
La storia dei Little Angels è impressionante. Dal 1965 in avanti si sono esibiti davanti a vari presidenti americani, alla regina Elisabetta II, all’assemblea generale dell’ONU, durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Seul e dei campionati mondiali di calcio di Corea ed in tutti i continenti, ricevendo giudizi entusiastici da parte della stampa più autorevole, inclusi il New York Times “Una compagnia fenomenale!”, il Guardian “Fascino ed efficienza immensi”, il Times “Incredibili!”. Pensando che il progetto è essenzialmente quello di una scuola d’arte per bambini della scuola elementare e media, non si può non riconoscere il valore immenso di questa impresa e la sua lungimiranza. Ora loro sono considerati “Ambasciatori di Pace” nel mondo, come la Pravda li ha definiti “Una missione di pace globale che realizza i valori umani più sublimi e la bellezza nell’arte”.
Per spiegare lo scopo di questo tour mondiale vorrei fare riferimento alla spiegazione data dal direttore dei Little Angels, Dr. Bo Hi Pak: “Primo, i Piccoli Angeli sono qui per celebrare la vostra festa nazionale dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Per favore, accettate le nostre congratulazioni di cuore! Secondo, come rappresentanti del popolo coreano e della nazione coreana, siamo venuti a dire “Grazie” al popolo italiano ed alla nazione italiana. Grazie per cosa? Per il sostegno ed il sacrificio che ci avete offerto 60 anni fa, quando la nostra nazione era in grave pericolo. Quando la Guerra di Corea scoppiò nel 1950, l’Italia non era ancora membro della Nazioni Unite; nonostante ciò fu il solo stato non membro a mandare truppe in Corea. Nei 39 mesi in cui l’Italia servì la Corea, tra il 1951 ed il 1954, l’ospedale del campo 68 della Croce Rossa, realizzò il compito quasi impossibile di guarire 229.885 pazienti. Nell’Agosto del 1954 il governo coreano conferì la più alta onorificenza militare alle 2 persone che più si erano distinte tra il personale dell’ospedale della Croce Rossa del campo 68. Insieme alle altre 5 nazioni che mandarono unità mediche in Corea ed alle 16 nazioni membro delle Nazioni Unite che mandarono truppe a combattere, voi avete salvato il nostro paese. Grazie al vostro sacrificio, oggi noi abbiamo la libertà, la democrazia e la prosperità. Si, noi abbiamo un debito di gratitudine con voi; un debito di sangue e di vita. Per commemorare il 60° anniversario della Guerra di Corea, il corpo di ballo dei Piccoli Angeli della Corea e gli Ambasciatori di Pace della Corea, stanno viaggiando nei 16 stati membri delle Nazioni Unite che inviarono truppe durante il conflitto, così come le sei nazioni che inviarono supporto medico. Lo scopo di questo Tour è di onorare i veterani della guerra di Corea e le loro famiglie. Quando la Corea del Nord comunista invase la Corea del Sud nel 1950, i 16 Stati membri delle Nazioni Unite si diressero in Corea a dare il loro aiuto sotto la bandiera delle Nazioni Unite, e 6 nazioni inviarono aiuti medici. Andarono e difesero la libertà della Corea che così sopravvisse. Nel corso degli ultimi 60 anni, la Corea ha prosperato ed è diventata uno dei 13 paesi più sviluppati del mondo. La Corea non dimenticherà mai il sacrificio di quei soldati e sarà sempre grata a quelle nazioni che andarono in suo aiuto, specialmente quando l’esistenza stessa della nazione fu messa in pericolo”.
Dunque, un impegno incredibile sia organizzativo che finanziario, visto che l’ingresso era gratuito, un investimento di risorse umane così enorme visto che il gruppo itinerante era formato da una settantina di persone, tra artisti, istruttori, direttori e tecnici e tutto questo solo per dire: “Grazie!”.
In un mondo che non sa più cosa sia la gratitudine ed in cui tutto è assoggettato ad interessi economici e di potere, dove il conflitto regna sovrano a tutti i livelli, qualcuno sente ancora profondamente il valore della libertà, della fratellanza tra i popoli, al punto da offrire così tanto! Io credo che a questo punto siamo noi italiani ed europei che dovremmo dire grazie al Rev. Moon ed ai Piccoli Angeli di Corea, per averci dimostrato che tutto ciò in cui noi crediamo non è semplice idealismo, ma può diventare pratica di vita e base della nostra società. I giovani, che all’evento erano molti e che dovrebbero essere la nostra preoccupazione principale e che oggi spesso si abbeverano culturalmente a fonti di acqua contaminata, sprecando le loro passioni ed energie in atteggiamenti e speranze non degne della loro dignità e non consone alla costruzione del loro futuro, hanno potuto assistere ad una vera a propria dimostrazione concreta dei valori più alti.
L’offerta di medaglie al valore da parte dei bambini dei Piccoli Angeli ai veterani presenti, tre dei 128 medici ed infermieri del campo 68 della Croce Rossa Militare Italiana, tra cui una donna di ben 102 anni, ha commosso tutti e lasciato in noi un senso di grande speranza in un futuro nel quale la pietà filiale possa avere ancora un posto d’onore tra le cose che contano di più nella nostra società.

4 agosto 2011

A margine del Documentario “MUYEYE” di RAI 3: storia di una follia africana.

Di Franco Previte

Signori della RAI : é il film-documentario di un gruppo di “matti” in Kenya che vogliono cambiare il mondo dell’handicap mentale e denunciano che in Italia , pregiudizi ed ostilità “vivono” sulle spalle dei malati di mente?

Mercoledì 3 agosto 2011 la trasmissione di RAI 3 rubrica “DOC 3” è stata dedicata ad un film “Muyeye” una storia di un rapporto tra la vita di un remoto villaggio Keniota ed il mondo della malattia mentale in Italia.

Il “documentario” sulla follia e sull’Africa, dimostra come anche i “matti” possono cambiare il mondo, mettendo in correlazione ed in risalto la situazione, dopo 33 anni dalla chiusura dei manicomi in Italia, in cui “vivono” i malati di mente sulla loro pelle pregiudizi ed ostilità.

Il documentario, che è stato girato a Muyeye un villaggio polveroso sulla costa del Kenia, narra che un giorno arrivano i bianchi, eccentrici, ma diversi dai soliti turisti, i quali raccontando storie di malattie mentali, promettono di costruire una scuola professionale, entrano in contatto con territori diversi e lontani, stabilendo una amicizia che lega questi mondi distanti, accomunati dall’essere esclusi : i bianchi “matti” marchiati dal pregiudizio, i neri tagliati fuori dalle risorse e dal futuro.

Non vogliamo assolutamente criticare il racconto prodotto da “ Format-Kuraj film” e condotto magistralmente da registri italiani, un’opera cinematografica molto attenta alla vita quotidiana degli abitanti, bene presentata nei colori e paesaggi descrivendo impresa straordinaria la costruzione di una scuola ad opera dell’Associazione “Fare Assieme” per la promozione sociale.

Riconosciamo che ogni attenzione rivolta alla promozione della vita umana, fisica o spirituale, sia della singola persona come dal contesto familiare merita certamente un riconoscimento ai proponenti, a quivis de populo ( da tutti i cittadini), tuttavia non possiamo non rilevare che “dopo 30 anni dalla chiusura dei manicomi i malati di mente in Italia vivono ancora sulla loro pelle pregiudizi ed ostilità”, sono rievocazioni molto delicate, poco valutate su questo delicatissimo comparto socio-sanitario.

Fin qui molto in breve. Ma come é la situazione in Italia ?

E’ la domanda che si pone sempre il cittadino qualunque, é quello che chiede e richiede colui/e che ha la “sfortuna” di avere un congiunto psichicamente malato a coloro che hanno la responsabilità della res pubblica specialmente quando sono in gioco la salute e la sicurezza dei cittadini !

Certamente il cittadino, la famiglia, l’opinione pubblica vorrebbe poter ottenere dalle Istituzioni la promozione, con fatti e non a parole, dei servizi sociali e di tutte quelle iniziative rivolte ad approfondire ed a migliorare la conoscenza sulla natura, diagnosi, decorso, terapia, guarigione da malattie mentali, anche attraverso scambi con i più qualificati centri europei ed extra europei.

E’ da ritenersi molto preoccupante che si voglia raffigurare le deficienze delle realtà malattie mentali con parole, film, spot televisivi, documentari, manifestazioni esteriori come qualche volta irradia RAI 3 con “servizi esplosivi”, ma inefficaci, trascurando il pluralismo dell’informazione.

Con le sole parole non si vincono pregiudizi, ostilità.

Mirare a combattere lo stigma sociale, l’esclusione,il pregiudizio, la discriminazione, “informare i cittadini sulla possibilità di cura e di accesso ai servizi”, è stata la sintesi conduttrice nell’indizione della “1° Campagna Nazionale per la Salute Mentale” del 5 dicembre 2004.

“Diffondere atteggiamenti di maggiore solidarietà” ci trovano d’accordo, anche perché l’indizione di una “Giornata Nazionale di Informazione” su questa materia è stata richiesta dall’Associazione “Cristiani per servire” nella Petizione n.23 alla Camera dei Deputati e col n.13 al Senato della Repubblica anteriormente al 13.5.2001 , ”Giornata” ipotizzata dalla Commissione Europea da noi “suggerita” ed accettata con lettera Prot.n.15406 del 14.11.2000 e portata a conoscenza, dalla stessa Commissione Europea, al Dipartimento Affari Sociali della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed al Ministero della Salute .

“Promozione dell’informazione”,soprattutto di carattere medico-scientifico-sociale ci trova d’accordo perché in ottemperanza della Decisione n.1786/2002/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 settembre 2002 che adotta un programma d’azione comunitario nel campo della sanità pubblica 2003 – 2008.

Esaminando l’essenza di quel Documentario si riscontra che lo stesso mira solo a combattere :

1°) lo stigma sociale : cioè l’impronta, il suggello, la vergogna, la paura ed il timore di essere additati alla gente. Quanto ipotizzato non sussiste nell’animo umano e nella solidarietà del quotidiano, perché non è qui che si devono ricercare queste evenienze. La vergogna da stigmatizzare è nelle leggi 180 e 833 del 1978 ed i vari “Progetti-Obiettivi” che non hanno garantito assistenza, strutture adeguate, finanziamenti programmati alla prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento sociale dei “malati”, non prevedendo l’obbligo di cura se non quando il “malato” diventa pericoloso per sé e per altri. Inoltre da stigmatizzare è il non riconoscere le necessità dei disabili, delle persone anziane, in fin di vita come la Petizione :
http://digilander.libero.it/cristianiperservire/pdf/Petizione%20al%20Parlamento%Italiano.pdf

Sono rimasti solo i Servizi di diagnosi e cura negli Enti Ospedalieri Generali, dove a volte non esistono Reparti di accettazione per malati in TSO, riempiti di psicofarmaci o manciate di pillole sufficienti da farli ritornare a casa dopo 7 giorni (salvo altra ipotesi) (art.35 legge 833/1978).

Non è forse un’autentica vergogna :
a.) che dopo 32 anni dalla legge Basaglia sono stati chiusi gli ultimi Ospedali Psichiatrici Privati, ( non avendo dirette informazioni, apprendiamo la notizia da “Affari Italiani” di venerdì 12 novembre 2010 )

b.) che sono ancora in “uso” 6 Ospedali Psichiatrici Giudiziari, che solo ora vengono “scoperti”dal Senatore Ignazio Marino nella sua qualità di “Presidente della Commissione Parlamentare per il Servizio Sanitario Nazionale” che non solo contrastano con la legge 180, ma con i dettami costituzionale, con il Piano Sanitario 2003-2005, con la logica dell’etica sociale.

2°) l’esclusione , anzi direi l’emarginazione avvilente dei malati, non viene compiuta da parte della gente. Infatti la famiglia non è garantita perché non trova il posto giusto onde curare il proprio congiunto , perché questo tipo di malati non possono essere curati in casa, né si può tenere in casa questo genere di malati. Si deve combattere la cultura dell’assistenzialismo che ghettizza il malato.

3°) pregiudizi, ostilità, emarginazioni: non sono definizioni esatte, al limite si può parlare di paure di fronte ad un nemico invisibile e pertanto incontrollabile.
La solidarietà per la persona-sofferente non manca, anche se a volte, mi si perdoni il paradosso, si può notare che il rispetto per gli animali (verso cui abbiamo la massima comprensione ) supera l’interesse verso l’uomo collocando i primi nella serie A ed il secondo nella serie B dell’etica sociale.

Quel “Documentario” doveva suggerire e sollecitare le n/s Istituzioni, invece :

a) non si è riscontrato alcun riferimento a possibile futura programmazione o intendimenti per la realizzazione di strutture volte alla prevenzione,cura o possibile reinserimento sociale di questi malati ;
b) non si è intravisto una “difesa economica” del malato che sopravvive in media con euro 260,27 al mese considerato che non tutti godono di euro 807,35 per l’accompagnamento ;
c) nessun accenno ad urgenza e gravità per una lacunosa rete assistenziale sul territorio ;
d) nessuna considerazione per le famiglie che sono turbate per il futuro dei loro congiunti quando resteranno soli al mondo per la costituzione di un Fondo Economico Speciale DOPODINOI:
e) nessuna considerazione sulla situazione dei quasi 10 milioni di sofferenti psichici, specie fra i giovani ed ora anche per gli adolescenti;
f) nessuna richiesta di ricerca scientifica-farmacologica sulla malattia mentale come per gli altri compartimenti sanitari;
g) nessuna richiesta per un sollecito esame del provvedimento legislativo sul riordino dell’assistenza psichiatrica misteriosamente “scomparso” dall’agenda parlamentare dal 2005 nella 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati. ( Il Presidente P.F.Casini ci deve ancora rispondere ) ;
h) nessuna richiesta di riconversione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari dall’Amministrazione Penitenziaria al Dipartimento di Salute Mentale ;
i) nessuna richiesta di un Pronto Soccorso Psichiatrico per intervento d’emergenza ;
j) nessuna richiesta di aumento dei posti letto, anche per minori, negli Ospedali Generali dove a volte è carente il reparto psichiatrico ;
k) nessuna richiesta di riqualificazione degli Operatori Sanitari ;
l) nessuna richiesta di spazi verdi nelle Strutture Protette ;
m) nessuna richiesta di evitare l’elettroshock (se ancora vigente) braccialetto elettronico (che si voleva adottare) o l’uso di psico-farmaci specie i “retard”;
n) nessuna richiesta di una Direttiva Comunitaria di maggior equilibrio tra i diritti dei malati psico-fisici e quelli dei cittadini europei ;
o) nessuna richiesta del Testo Unico sulle disabilità nel quale trovino spazio le diverse normative sull’handicap oggi troppo frammentarie ;
p) nessuna richiesta del perché nella Legge Finanziaria 2012 non sono stati considerati i malati psico-fisici ;
q) nessuna richiesta è stata avanzata ,rispettando l’art.13 del Trattato di Amsterdam che “combatte” ogni discriminazione spostando il concetto della protezione verso un’integrazione socio-economica il così detto “modello sociale” , onde trasportare nei provvedimenti legislativi italiani la Direttiva Comunitaria , che doveva essere effettuata entro il 31.12.2003 . Ed altro…!

Questo lo abbiamo detto più volte all’ANSA (CR 04 – Dic.04 18,49 NNNN), all’Avvenire del 5.12.2004 pag.5, alla Radio Vaticana giornale radio ore 21 del 5.12.2004, mai alla RAI !( forse non siamo graditi!)

Il 17 marzo 2005 nella Sala Verde di Palazzo Chigi in 9 punti al Governo Berlusconi ho esposto quanto è urgente e necessario in attesa che la 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati ( “ferma” dall’aprile 2005 su questo argomento) riprenda l’esame del provvedimento legislativo di riforma della legge 180 dove era abbinata la nostra petizione n.23. Perché non riprendere quel “Tavolo Tecnico” voluto dal dr.Gianni Letta ?
Vedere sito internet http://digilander.libero.it/cristianiperservire

Questo nostro Paese, appesantito da molti e svariati problemi, prigioniero di miserie morali ed egoistiche , di enunciazioni utopistiche, di inutili esternazioni, deve riconoscere che a volte la verità fa male, ma il male è maggiore se non si ricerca la verità sorella della giustizia.!.E’il Parlamento che si deve sensibilizzare Signori Dirigenti della RAI, perché è la sede naturale dove si decide e pertanto quello che si continua a chiedere sono fatti , ancora fatti e sempre fatti.!

Auspichiamo che la RAI si faccia parte diligente nel richiamare le Istituzioni a risolvere questo grosso problema sociale

Questo, Signori Dirigenti della RAI, significa porre attenzione a 360° alla salute dei cittadini come vorrebbe affermare MUYEYE “DOC3”,

Ma noi aggiungiamo è bene porre con ogni mezzo attenzione alla “problematica”, ma è urgente una risoluzione di questo grave disagio sociale atteso da tutti i cittadini, portatori di sofferenze come nel caso in esame, perché i tempi troppo lunghi della politica non tengono conto del dolore e delle difficoltà di milioni di persone che non possono più aspettare provvedimenti da troppo tempo attesi per porre riparo ad una situazione grave che non bastano “Documentari” od “altro”, ma provvedimenti legislativi efficaci ad affrontare e risolvere il “bubbone” della salute mentale.

Ma esiste un filo di speranza e rispetto della dignità per chi è nel tunnel tenebroso dell’handicap mentale ?

2 agosto 2011

Dopo la “sparata” sugli Ospedali Psichiatrici Giudiziari: il nulla!!!

Di Franco Previte

Gentile Signor Direttore,
quasi giornalmente constatiamo folli episodi di lucide follie, forse, comunque causate da menti instabili.
La nostra cultura deve dare una civile risposta di cristiana solidarietà ( oh! quanto "insegna" la religione mussulmana ) ed un impegno sollecito per "suggerire" alle Istituzioni ad adeguare strutture e servizi sanitari volti alla prevenzione, cura ed eventuale inserimento sociale ed affettivo per questi "ultimi fra gli ultimi" e per garantire la sicurezza dei cittadini, malgrado che il "peso" di questa "patata bollente" è svolto da Opere Cattoliche tipo Opera don Orione, don Guanella et similia, "sermone" che rendo noto al Parlamento fin dal lontano 7 ottobre 1998 mediante Petizioni ( n. 520 al Senato e n. 714 alla Camera).
Insieme alle riflessioni, avvertiamo una grande preoccupazione delle famiglie in cui insiste un "malato" psico-fisico per le prospettive future, ma ci conforta i tanti "segnali" di adesione al n/s agire.
Grato per l'attenzione, porgo migliori saluti.

Dopo la “sparata” sugli Ospedali Psichiatrici Giudiziari: il nulla!!!
Onorevole Berlusconi: perché non inserire nei 5 Punti programmatici del Suo Governo la riforma della legge che ha chiuso i manicomi senza prevedere adeguate strutture alternative?

In una società civile come la nostra Italia in cui insistono malati psichici lasciati allo “sbaraglio” ( si parla di circa 10 milioni di sofferenti questa patologia, dalla depressione alla schizofrenia), dove le famiglie sono lasciate sole senza una ragionevole speranza, dove la nostra società è in continuo pericolo, dove la famiglia in cui insiste un disabile psico-fisico è incompresa e vesseggiata, la n/s Associazione ha voluto riproporre per la quarta volta una petizione al Parlamento Italiano ( n.5 e 6 al Senato della Repubblica e n. 9 alla Camera dei Deputati) onde sollecitare una definitiva soluzione di questa piaga sociale che da moltissimi anni è stata lasciata nel più completo silenzio e disinteresse da parte delle Istituzioni.

Le necessità della disabilità fisica sono note a tutti in quanto prive di una concreta attenzione, maggiormente dell’ignorato handicap psichico in quanto sono passati 33 anni dalla “chiusura dei manicomi” e nulla è stato fatto per risolvere questo “bubbone sociale”.

Ora viene alla luce qualche cosa in quanto il 28 luglio u.s. il Servizio Sanitario Nazionale ha “scoperto” che vi sono ancora “in vita” 6 Ospedali Psichiatrici Giudiziari sol perché il Senatore Marino nella sua qualità di “Presidente della Commissione Parlamentare per il Servizio Sanitario Nazionale” li ha “riscoperti” usando frasi da “capogiro”.

Ma sono anni che esistono e che dovevano essere chiusi come tutti gli altri !

Non ci sorprende se il buonismo del Senatore Marino o l’opportunismo dell’ex-democristiano Onorevole Leo Luca Orlando “Presidente della Commissione Parlamentare per gli errori della Sanità” siano sinceri, (l’uno per il “popolo” e l’altro per i “fu sempre conclamati principi evangelici”), ma tutti, compreso le Istituzioni, forse “soffrono” di astenia, motivazione depressiva, cioè la fatica ed il senso di non poter o voler affrontare l’esistenza di un certo tipo di realtà.

Ma sulle condizioni dei malati psichici, si sono levate “voci autorevoli” dai Vescovi, dalla Santa Sede e quella senza remore del Santo Padre Benedetto XVI° che energicamente diffusamente senza tentennamenti e mezzi termini ha sottolineato l’urgenza e la gravità d’intervento socio-sanitario nel mondo ed in Italia, nei Messaggi per le “Giornate Mondiali dei Malati”.

E’ deplorevole che la Politica Italiana si faccia richiamare dalla Sede Apostolica.

“Noi dobbiamo offrire delle strutture sanitarie e non luoghi di custodia” ha detto il dottor Hiroshi Nakajina Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1996 in Vaticano nella XI° Conferenza Internazionale promossa dal Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari su “Il disagio della mente umana”( Atti della XI° Conferenza - Dolentium Hominum n.34 anno XII n.1 1997
Ma da ben 33 anni le “cose” sono rimaste immutate!.

La malattia mentale è una realtà in maniera molto più vasta di quando nel 1978 venne considerata dall’allora psichiatra veneziano Franco Basaglia e tradotta nella legge 180,( che ha “ordinato”, appunto, la chiusura dei manicomi, di cui ricorre quest’anno il 33° di approvazione).

Ma ancora oggi, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri senza nessun acredine verso la Sua persona o la Sua parte politica, necessita di una normativa che risponda alla mutata richiesta di salute alle varie patologie psichiatriche.

La soluzione del Basaglia ha avuto ripercussioni negative nell’assistenza psichiatrica perché ha considerato la malattia un rapporto “individuo malato-società”, sottolineando, questo è vero, che costui non va segregato, ma curato.

Il trattamento dei servizi pubblici, che affrontano con le stesse modalità l’attacco di panico, la depressione o la schizofrenia, pare essere inadeguato e costoso, lasciando ai medici di famiglia la responsabilità di dirimere questa vera emergenza.

Da notare che la depressione, il “male oscuro” ( primo disordine funzionale della persona) ritenuta un disturbo mentale del tono dell’umore, della perdita d’interessamento per ogni attività, che distrugge il morale e lo spirito della persona, è stata considerata seconda patologia al mondo dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, assumendo una dimensione epidemica.

La stessa Unione Europea, con un accordo raggiunto dai Ministri dell’Economia e Finanze, ha ritenuto necessario che per ottenere finanziamenti pubblici UE negli Stati membri, sia rispettato il principio di accessibilità e di non discriminazione per le persone disabili.

Una “Raccomandazione” è stata approvata da tempo per migliorare la vita delle persone disabili fino al 2015 dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa rivolta agli Stati membri intitolata “Piano d’azione per la promozione dei diritti e della piena partecipazione delle persone disabili in Europa 2006-2015”.

Il Piano è composto di azioni specifiche da intraprendere a livello nazionale in 15 Direttive quale strumento pratico onde attuare strategie e programmi in tutti gli ambiti fondamentali della vita delle persone disabili tra cui la salute, anche mentale e la protezione contro violenze od abusi.

E’ necessaria, quindi, una moderna interpretazione e difesa dei diritti del malato psichico, che privilegi il diritto alla cura ed alla guarigione, ove è possibile, come abbiamo auspicato nella n/s Petizione al Parlamento Italiano con una legge-quadro nazionale, ma comunque con un trattamento corretto, omogeneo, con meccanismi di perequazione e per Servizi uguali in tutte le Regioni Italiane, onde garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela della salute di questi sofferenti di patologie psichiche.

Nella sua quotidiana realtà il cittadino, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, vorrebbe sapere qualche cosa di più su questa “problematica”, su cosa s’intenda fare per affrontare la grande emergenza che tutti constatiamo quasi ogni giorno sul disagio mentale, che attende da troppo tempo una soluzione concreta alla carenza d’interventi di natura legislativa, finanziaria e sanitaria inerente i servizi pubblici.

Si auspica che Lei ed il Suo Governo, onde evitare tempi lunghi di attesa parlamentare e ben lontani da ogni retorica, si attivi con azioni prioritarie per una pronta soluzione a beneficio di coloro che da ben 33 anni, malati psichici ripetiamo, soffrono, emarginati e dimenticati !.

La gente, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, vorrebbe conoscere di più l’impostazione politico-programmatica del Suo Governo verso la famiglia, soprattutto verso quella che continua a mantenere e curare i propri familiari disabili o svantaggiati, come i malati psico-fisici, con una specifica tutela.

Non è sufficiente mettersi dalla parte di chi soffre ed essere promotore di salute, di conclamare pseudo solidarietà, di vane parole, reputiamo essere una condizione di necessità la mobilitazione delle coscienze, soprattutto di quella politica che riconosca la “malattia”, dove curarla e dove costituire possibili piani d’intervento terapeutici per aiutare, anche, le famiglie coinvolte e succubi in queste difficoltà, come era nel “Piano Sanitario 2003-2005” dell’allora Suo Governo. Lo ricorda ?

Il “malato” deve uscire da quel lungo tunnel della disperazione e della sofferenza con aggiornate strategie d’intervento, perché fin’oggi non si intravede nessun spiraglio di luce.

Sulla situazione del sistema psichiatrico in Italia, il dottor Alvaro Gil-Robles ex- “Commissario Europeo per i Diritti Umani” ha rilevato in un severo Rapporto, “insufficienti i meccanismi di tutela delle persone affette da disturbi mentali” e le “strutture vetuste degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari”( se lo legga Senatore Marino il Rapporto Gil Robles) conformemente all’art.3 paragrafo b),c),e) nonché all’art.8 della Risoluzione (99) 50 del Comitato dei Ministri “raccomandando” :

1.) richiedere il parere di un medico psichiatra prima di qualsiasi internamento obbligatorio in TSO,
2.) aumentare i posti offerti nelle strutture e negli ospedali psichiatrici, in particolare per i malati cronici e di lunga durata,
3.) accertarsi che il mantenimento dei malati detenuti negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari non sia legato alla mancanza di posti disponibili all’esterno.

Signor Presidente del Consiglio : non Le pare che bisogna dire basta con le chiacchiere e che necessitano azioni prioritarie e propositive?

Continuiamo a vergognarci di questa “situazione” che dura da ben 33 anni, anche nei confronti della Unione Europea i cui principi Lei ben conosce, perché non siamo così ingenui da immaginare che questa “problematica” possa essere risolta con cortei, manifestazioni di piazza od inutili esternazioni, ma è necessario avere e dimostrare una coscienza responsabile da parte della politica e non continuare a rimanere “distratta” in questi aspetti socialmente umani, i cui valori reali sono da tutelare.!

I tempi troppo lunghi della politica, Signori della Politica e da tutti i Colli di Roma, non tengono conto del dolore e delle difficoltà di diversi milioni di persone che non possono più aspettare provvedimenti da troppo tempo attesi per porre riparo ad una situazione grave che non bastano programmi elettorali o vane promesse. Alle volte ci sentiamo stranieri nella nostra Patria.

Perché non inserire queste “necessità” nei Suoi 5 Punti Programmatici di Governo?

Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, noi e l’opinione pubblica, desideriamo fatti, fatti, fatti concreti e non parole!!!). Lo diciamo con profondo rispetto, ma con una ferma volontà, attesa dal mondo cattolico e della sofferenza.

Non Le pare, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri che solo così l’uomo nella sua silenziosa sofferenza potrà essere difesa e protetta la sua dignità umana e civile, specie dopo la “sparata” del Servizio Sanitario Nazionale sugli Ospedali Psichiatrici Giudiziari !.

Ci può rispondere ? L’opinione pubblica e noi con essa Le saremmo grati:

25 luglio 2011

Sono troppi gli episodi di violenza verso cittadini inermi. E’ in gioco la sicurezza dei cittadini ?

Di Franco Previte

Gentile Signor Direttore,
non vi è mai stata da parte di nessuna Istituzione, e sussiste tutt'ora, la "volontà politica", cioè una programmazione seria atta alla risoluzione di questo grave ed urgente disagio mentale, per una piena soluzione d'interventi di natura legislativa, finanziaria e sanitaria.
Non è sufficiente mettersi da parte di chi soffre di salute, come a volte constatiamo specie in coloro che dovrebbero difendere e difenderci.
Nella sua quotidiana realtà il cittadino vorrebbe sapere qualche cosa di più su questa "problematica", su cosa s'intenda fare per affrontare la grande emergenza che tutti constatiamo quasi ogni giorno.
Quella evidente inferiorità psichica può portare gravi conseguenze alla famiglia, alla società ed anche alla sicurezza dei cittadini, esigenze da considerare assolutamente prioritarie.
Il "malato" deve uscire da quel lungo tunnel della disperazione e della sofferenza con aggiornate strategie d'intervento, perché non si intravvede nessun spiraglio di luce.
Che il Signore illumini i nostri politici !
Un cordiale saluto.


Sono troppi gli episodi di violenza verso cittadini inermi. E’ in gioco la sicurezza dei cittadini ?
Domanda alle Istituzioni: non è il caso di una concreta presa di coscienza?

Se è una prassi consolidata considerare persone psichicamente instabili liberi e con la gratuita “licenza di uccidere”, assai meno lo è per tutti i cittadini che non vogliono subire queste infauste conseguenze.

Ancora una volta la rituale “mattanza” dettata da menti psichicamente instabili si ripete, come l'eccidio sanguinoso a Utoya (Oslo) in Norvegia, un massacro di giovani innocenti che celebravano un loro incontro di carattere politico, da parte di un squilibrato che intendeva colpire, anche il Papa e l'Italia, annuncio, pare apparso sul suo web, "situazioni" di minor portata che in piccolo avvengono molto spesso in questi giorni in Italia, specie nelle famiglie .

Ma non ci insegnano proprio nulla questi avvenimenti ?

Questi “fattacci”, non ultimi di una lunga serie passata e purtroppo che si ripete con infauste conseguenze, ribadiscono la necessità di una urgente integrazione socio-legislativa sullo “status” del malato mentale, che una legge in Italia chiudendo i manicomi ha cosparso la strada, con la sua applicazione, di morti e violenze spesso inaudite.

La inadeguatezza della normativa esistente, la cui defezione la constatiamo quasi giornalmente, necessita di quella invocata legislazione adeguata ed efficace che una “burocratica lentezza”, della durata di ben 33 anni, ne impedisce il rispetto della dignità del malato e dei suoi legali diritti.

Non servono parole altisonanti!

Chi di dovere se ne faccia carico e se ne assuma le responsabilità ! Ma continuiamo a domandare a quante stragi di innocenti dobbiamo ancora assistere ? Ma le invocate riforme dove sono, cari amici della politica ?

Siamo una ‘Associazione “libera” che non ha né chiede contributi a nessuno, che non appartiene a nessuna politica, se non quella della difesa della dignità e ricerca della sicurezza dei buoni cittadini, soprattutto della famiglia, ma abbiamo la convinzione, condivisa dall’opinione pubblica, che nessuno deve rimanere insensibile a fronte di queste vicissitudini che offendono la civiltà e l’etica di un popolo, perché si ritarda a risolvere questa autentica “piaga sociale”.

Ora è in gioco ( da tempo, da troppo tempo ) anche la sicurezza dei cittadini !.

Gli eventi delittuosi dovrebbero far riflettere e sperare che di fronte ai duri temi della vita dovrebbe emergere sempre più il rispetto della dignità della persona, mentre una cultura falsa e trasgressiva sta cercando di svuotare il vero significato del valore della vita.

I cittadini, gli onesti cittadini, non possono compiere chiassose rimostranze (come purtroppo và di moda), ma in questa rapida trasformazione della società non possono non pretendere il rispetto della loro incolumità, dato che il pericolo si annida non solo in questa o quella persona, ma nella malattia che in Italia è coperta da molti silenzi, mentre in molti Paesi Europei ogni 3 anni viene rivista la legge sulla assistenza psichiatrica.

5 aprile 2011

Famiglia, etica morale e bene comune.

Di Franco Previte,

Il n/s Paese è costantemente “preso” nella litigiosità politica ( davvero scandalosa!) con scambi di accuse ( micidiali “forme” per abbattere la democrazia ) senza minimamente avvertire se emergenze (non solo quelle dello sbarco di migranti extra comunitari), esigenze ( come quelle di particolare tutela ed assistenza sanitaria ed ospedaliera per categorie di pazienti fragili come persone in età avanzata disabili psico-fisici, malati terminali), siano degne di essere chiamate tali e vergognosamente lasciate nell’angolo più buio del buon senso.!

Due proposizioni sono imperanti : etica morale e bene comune.

Questi due principi, si trovano là dove sono difesi e tutelati i diritti della persona umana, specialmente quando sono inerenti i portatori di handicap, “soggetti” più deboli del genere umano.

Quando si richiamano i fondamentali diritti umani, i principi civili, cristiani, sociali della vita e della famiglia, parte del mondo moderno innalza un “muro di opposizione”, quasi a contestare e tentare di privare il diritto di parlare se si toccano argomenti che riguardano queste “ problematiche.”

Quando le idee non collimano con la politica, con il mondo dei mass media o con frange di contestatori, con la scusa ed in nome della libertà di parola di un libertinaggio molto marcato, non si deve tacere, ma difendere il versante della morale.

La famiglia è nel turbinio delle contraddizioni di questi nostri tempi, ma ricordiamolo sempre essa è il trampolino di lancio della capacità di relazione sociale, perché senza famiglia non c’è socializzazione.

La crisi è grave e preoccupante perché si tenta di distruggere il fondamento della famiglia, cellula primaria della società.

Anche se si parla di aiuti alle famiglie nelle politiche sociali, ( oh! quanti politici “dicono di difendere”!) continua la cultura di voler prestare attenzione ai problemi delle convivenze, coppie di fatto, single, matrimoni omosessuali, ma si tralascia la famiglia, specialmente quella dove insiste un malato psico-fisico, tutto il complesso familiare resta estraniato dalle Istituzioni!

In analisi si vuole far ritenere normale la società moderna che adotta vari tipi di famiglia e diversi modelli di matrimonio, estraniando dalla “società dei felici” tutti gli “altri”.

E’ vero che esistono situazioni difficili e casi che meritano rispetto, ma una cosa è l’andare a sanare situazioni con provvedimenti amministrativi, altra è stravolgere il diritto di famiglia fondato sul matrimonio tra uomo e donna come sancisce la Costituzione Italiana ed il diritto etico- positivo.

Non è impossibile che un matrimonio possa naufragare, ma resta pur sempre l’istituto giuridico od il vincolo religioso che dà garanzie di durata, anche se all’origine, a volte, non vi è stata una severa presa di coscienza del matrimonio con il quale sono cresciute le nostre comunità.

Se poi vi sono bambini questi subiscono disordini psicologici ( nevrosi, turbe psichiche, asocialità ecc.) e quanto alle coppie omosessuali è ovvio che queste non possono contribuire alla procreazione, cioè alla continuazione del genere umano.

In questa società che si dibatte in serie difficoltà economiche, morali, violenze in famiglia, negli stadi di calcio, problemi extra comunitari, disagio giovanile, droga, eutanasia, depressione, ecc. ecc. mali di cui soffre la nostra società, se si distrugge la famiglia, ma come si può riconquistare quei valori morali indispensabili che si tenta e si vuole abbattere anche in Italia, come avviene in alcuni Paesi ?.

Nei momenti difficili della vita non possiamo restare sul monte delle nostre congetture ed estraniarsi dal mondo, ma richiede il coraggio di prendere coscienza della nostra povertà interiore e del nostro egoismo. Oh! quanto ce né !.

Bisogna difendere la vita affinché non si abbatte definitivamente ciò che resta della nostra società.

La famiglia, che i rilevamenti statistici, forse, vogliono affermare lo sviluppo di una cultura troppo spesso indirizzata contro ogni forma di vita sociale e di vincolo matrimoniale in favore di nuove modalità dell’essere famiglia, deve restare ancora oggi salda e di continuazione tradizionale, perché, spesso, la libertà della persona finisce dove comincia il libertinaggio della politica.
Questa deve essere la sintesi di un più moderno concetto di libertà, di azione, di proposizione, di convivenza civile che costituiscono il senso della vita, il rispetto della dignità umana e della libertà in questa civiltà dell’individualismo e dell’indifferenza che si tenta di instaurare da troppo tempo.

Non si capisce se siamo stranieri nella n/s Patria, ma con le parole del prossimo Beato Giovanni Paolo II° : “Andiamo avanti con speranza”!