Di fronte a una sala gremita, composta da un pubblico eterogeneo, tre relatori hanno espresso i valori condivisi della famiglia e della convivenza. Le presentazioni hanno offerto una visione approfondita sulla politica familiare in Francia, sui fondamenti filosofici e accademici di questi valori e sulla ricchezza della cultura familiare africana.
L'incontro è stato presentato da Brigitte Wada, presidente della WFWP Francia, la quale ha illustrato la storia di queste due Giornate Internazionali delle Nazioni Unite, evidenziandone la complementarità e la convergenza.
La prima relatrice, Christine Jouan-Bruneau, accademica e vicesindaco onorario di Boulogne-Billancourt, ha parlato della sua esperienza pluriennale nella gestione delle politiche familiari in una grande città della regione parigina.
Ha illustrato le sfide attuali che le famiglie devono affrontare, tra cui il declino dei valori familiari a livello sociale, educativo ed emotivo, l'aumento della violenza tra i giovani e le difficoltà incontrate dalle famiglie monoparentali. Pur ricordando i fattori sociali che contribuiscono a tale situazione, ha sottolineato quello che ritiene essere il problema principale: l'indebolimento dei legami familiari, in particolare del matrimonio, e il declino dell'autorità genitoriale.
Il secondo relatore, Laurent Ladouce, ricercatore di UPF, ha presentato una riflessione sulla famiglia da una prospettiva filosofica. Ha analizzato le radici dei concetti di "convivenza" e altruismo nel pensiero dei filosofi francesi Ernest Renan e Auguste Comte, due figure di spicco nel panorama intellettuale del loro tempo. Ha inoltre fatto riferimento al sociologo Frédéric Le Play, pioniere degli studi sulla famiglia, il quale ha messo in luce l'influenza dei sistemi familiari sulle strutture sociali e politiche.
Nel confrontare l'ordine naturale dell'universo con quello della famiglia, riconosciuta dalla Carta delle Nazioni Unite come l'unità fondamentale della società, propose un'interpretazione psicologica ed emotiva della famiglia. Attingendo a concetti orientali di gestione familiare, li ha collegati alla concezione di "homo dialogus" del filosofo austro-israeliano Martin Buber, delineando le quattro sfere fondamentali dello sviluppo emotivo ed etico dell'individuo: l'amore filiale, fraterno, coniugale e genitoriale.
Il terzo relatore, Patrick Mangala, giornalista e membro del Club RFI (Radio France Internationale), sezione umanitaria di France Médias Monde (France Media World), ha guidato il pubblico in un'affascinante esplorazione della cultura familiare africana.
Originario di Kisangani, nella Repubblica Democratica del Congo, ha messo in evidenza le caratteristiche della famiglia africana, come la sua struttura allargata e solidale, il suo ruolo educativo fondamentale nella società e la sua importanza economica nello sviluppo individuale.
Ha raccontato il suo percorso di giovane africano, confrontato con una cultura francese molto diversa, in cui i valori familiari gli apparivano indeboliti dall'individualismo. Con passione e umorismo, ha descritto il suo iniziale disorientamento, il suo graduale adattamento e la convinzione a cui è giunto alla fine: nonostante i cambiamenti sociali, la famiglia rimane la custode dell'identità culturale. Essa rappresenta un pilastro fondamentale della società africana, favorendo coesione, educazione e solidarietà collettiva. Questo ruolo strategico la rende un elemento chiave per il futuro del continente africano.
Le presentazioni hanno dato luogo a discussioni e domande, arricchite dalla diversità dei background, delle sensibilità e delle esperienze familiari dei partecipanti, in particolare per quanto riguarda le differenze e le convergenze tra i modelli africani, europei e orientali.
Al termine dell'evento, Jacques Marion, presidente di UPF in Francia e nella regione Europa-Medio Oriente, ha riepilogato i punti chiave emersi durante la conferenza. In particolare, ha evidenziato il legame indissolubile tra convivenza ed etica familiare.
In linea con il motto o principio guida di UPF - "interdipendenza, prosperità condivisa e valori universalmente comuni" - ha evidenziato la necessità di una forma di convivenza basata sulla condivisione delle risorse economiche, sulla cooperazione politica finalizzata alla prosperità comune e su una forte etica familiare.
Secondo l'oratore, questi principi rappresentano il fondamento dell'etica democratica e della fraternità, che oggi devono affrontare le sfide poste dalla fragilità dei legami coniugali e dall'indebolimento del ruolo genitoriale, entrambi essenziali nell'educazione dei giovani.
L'incontro si è concluso con la consegna dei certificati di Ambasciatore per la Pace a tre partecipanti, incoraggiandoli a proseguire il loro impegno nel dialogo interculturale e internazionale, entrando a far parte della rete globale degli Ambasciatori per la Pace di UPF.

Nessun commento:
Posta un commento