4 maggio 2026

Albania: il ruolo della giustizia sociale come fondamento di un mondo di pace

Vau i Dejës, Albania – In occasione della Giornata Mondiale della Giustizia Sociale, il 20 febbraio 2026, Universal Peace Federation Albania ha promosso un evento presso il Comune di Vau i Dejës, intitolato "La pace inizia con la giustizia". 

L'obiettivo dell'iniziativa era sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi trattati, stimolare riflessioni concrete e incoraggiare la collaborazione tra i trenta rappresentanti delle istituzioni locali, i responsabili dei Consigli di Pace e le personalità attivamente impegnate nel servizio alla comunità.

Tra i partecipanti erano presenti Ervis Molla, vicesindaco di Vau i Dejës; Kole Shaben, presidente del Consiglio di Pace locale; Majlinda Laçaj, presidente del Consiglio di Pace regionale di Shkodër; Marie Koliqi, membro del Consiglio direttivo di UPF; Manjola Vasmatics, presidente della Federazione delle Famiglie per la Pace Mondiale e l'Unificazione, insieme con altre figure di rilievo della regione. 

 Una partecipazione diversificata che ha favorito lo scambio di prospettive, contribuendo a tracciare una visione più articolata delle sfide e delle opportunità, a livello locale e globale.

Nel corso dell'incontro moderato da Sentiljana Marku, vicepresidente del Consiglio di Pace locale, è stata presentata una definizione operativa di giustizia sociale. Tale concetto è stato interpretato come il principio secondo cui ogni persona, indipendentemente dalle condizioni economiche, dal genere, dall'appartenenza etnica, dalla religione o dall'origine geografica, deve avere gli stessi diritti, uguale accesso alle risorse e identiche opportunità di realizzare le proprie potenzialità.

Si è affermato che la giustizia sociale non è soltanto un imperativo etico, ma un elemento concreto necessario per assicurare stabilità, coesione e prevenzione dei conflitti, con istituzioni, famiglie e comunità chiamate a svolgere un ruolo cruciale.

I relatori hanno inoltre evidenziato che le persistenti disuguaglianze economiche, educative e nell'accesso ai servizi sanitari aumentano il rischio di tensioni sociali. Pertanto, investire in politiche redistributive e inclusive rappresenta un’azione diretta nella prevenzione dei conflitti.

Particolare rilievo ha avuto la cerimonia d’investitura dei nuovi Ambasciatori per la Pace, durante la quale è stato riconosciuto il loro impegno nel servizio alla comunità e nello sviluppo dei valori universali della pace.

La serata si è conclusa con le esibizioni artistiche degli allievi della Scuola Hajmel, che hanno contribuito a creare un’atmosfera coinvolgente e carica di speranza.

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