Le conferenza del Prof. Antonio Saccà
Tre lezioni sull'Ebraismo, il Cristianesimo, l'Islamismo.
Il Dio Ebraico, il Dio Cristiano, il Dio Musulmano: somiglianze e differenze.
Mosè, Cristo, Maometto.
La fede come fondamento delle religioni monoteiste.
Il problema della salvezza: Inferno e Paradiso.
1° Parte
Ebraismo, Cristianesimo e Islam
2° Parte
Ebraismo, Cristianesimo e Islam
23 gennaio 2016
22 gennaio 2016
Dare speranza al mondo della disabilità
Giubileo della Misericordia significa perdono e perdonare i torti subiti!
Papa Francesco ha lanciato un tweet dal suo account @Pontifex “Il Vangelo ci chiama ad essere “prossimi” ai poveri, agli abbandonati per dare loro una speranza concreta” (19 gennaio 2016 da Bollettino Radio Vaticana)
Il laico cattolico ha grande responsabilità di continuare a nutrirsi delle sue radici, dalla Parola di Dio, dal Magistero della Santa Chiesa Cattolica ai segni dei tempi.
11 gennaio 2016
La cultura Religiosa all’interno della propria Civiltà: chi sono i santi?
Le conversazioni del prof. Antonino Saccà si svolgono
nell’ambito di seminari che si tengono a Roma. A cura dell'associazione spazio tiburio:
ogni giovedì alle ore 20:30 su temi filosofici e religiosi.
Le riprese sono curate da Sabrina Tutone.
Le riprese sono curate da Sabrina Tutone.
Video della conferenza
La cultura Religiosa all’interno della propria Civiltà: chi sono i santi?
La cultura Religiosa all’interno della propria Civiltà: chi sono i santi? from
2^ Parte - La cultura Religiosa all’interno della propria Civiltà: chi sono i santi?
2^ Parte - La cultura Religiosa all’interno della propria Civiltà: chi sono i santi? from
La cultura Religiosa all’interno della propria Civiltà: chi sono i santi?
La cultura Religiosa all’interno della propria Civiltà: chi sono i santi? from
2^ Parte - La cultura Religiosa all’interno della propria Civiltà: chi sono i santi?
2^ Parte - La cultura Religiosa all’interno della propria Civiltà: chi sono i santi? from
Video: Esibizione
canora del Prof. Antonino Saccà. Canti natalizi e canzoni napoletane.
Il contenuto degli articoli dei collaboratori, esprimono il pensiero degli autori e non necessariamente rappresentano la linea editoriale che rimane autonoma e indipendente.
Il contenuto degli articoli dei collaboratori, esprimono il pensiero degli autori e non necessariamente rappresentano la linea editoriale che rimane autonoma e indipendente.
9 gennaio 2016
ALAMO
Primo racconto di Maurizio Evaristo
da An-acrostico Experia
Alamo - Sono stato quasi 2 anni nel Texas ed uno dei primi luoghi che ho visitato, e mi ha ricordato qualcosa di indescrivibile, come un dejavù . Sono state le rovine della missione di Alamo a San Antonio ora grande città del Texas, che mi hanno destato queste sensazioni che poi ho razionalizzato nello studio degli eventi reali. Nel tempo ho conosciuto le interessanti storie di coraggio del movimento d’indipendenza dal Messico e dell’affermazione moderna di quelle terre, dove ora arrivano a frotte da profughi, quei messicani che lo avevano in pugno una volta.
La storia del famoso episodio dell'indipendenza del Texas dal Mexico negli anni del metà ottocento, con le storie di disfatta ed eroismo dei suoi protagonisti.
La mattina del 27 febbraio 1837 spirava un vento gelido sulle rovine della missione di Alamo. Il cielo era terso, di un azzurro intenso, e il pallido sole invernale del Texas illuminava ciò che restava dell’antica chiesa e dei muri perimetrali sgretolati dalle cannonate del generale Santa Anna.
Il silenzio della prateria venne rotto dall’arrivo della compagnia di cavalleggeri texani agli ordini del capitano Juan Seguìn al cui seguito viaggiava il calesse di un falegname. Il compito del capitano Seguìn non era semplice.
Secondo gli ordini ricevuti dal governo presieduto da Sam Houston, doveva trovare i resti dei cadaveri di William Barret Travis, David Crockett e James Bowie, cioè di coloro che avevano guidato l’eroica difesa di Alamo fino all’estremo sacrificio, per dare loro onorata sepoltura.
An-acrostico Experia
di Maurizio Evaristo
Premessa
Un acrostico (dal greco tardo ἀκρόστιχον, composto di ἄκρον, «estremo» e στίχος, «verso») è un componimento poetico o un'altra espressione linguistica in cui le lettere o le sillabe o le parole iniziali di ciascun verso formano un nome o una frase.
In origine l'acrostico aveva certamente una funzione mnemonica e probabilmente una funzione magica.
Si possiedono esempi di acrostici già in composizioni sacre babilonesi, per esempio quella che presentava così il nome del suo autore: «Saggil-kinam-ubbib, sacerdote degli incantesimi di Babilonia». Altri esempi di acrostici dell'antichità si rinvengono con la Bibbia, ad opera del profeta Geremia, con il "Libro delle Lamentazioni", i cosiddetti "Salmi alfabetici" in cui l'inizio di ogni verso presenta, nell'ordine, tutte le lettere dell'alfabeto (Salmi 25, 34, 119).
30 dicembre 2015
La vita e la morte: i casi di Socrate e di Gesù
Antonio Saccà ci offre una sua riflessione filosofica su questo tema
Tra le morti possibili, in Occidente, quella di Socrate è diventata esemplare, una delle possibilità del morire, un modo di morire che appunto viene considerato esempio di morte da imitare o inimitabile, tanto è sovrana. Non distinguiamo se la morte di Socrate è la morte di Socrate o la morte di Socrate narrata da Platone. Indubbiamente Platone non inventò la morte di Socrate, la maniera in cui la narrò la rende veritiera ed esemplare. È l'esemplarità del controllo di sé, del non stabilire un vertice, una vertigine di spaccatura tra la vita e la morte. Non vi è il grido di chi soffre di morire, non lo strazio del perdere l'amore di se stesso e degli altri, bensì un passare dall'una all'altra condizione, quasi non accadesse niente di tragico o di cui dolersi. Questo “passare” per alcuni è una conquista, la conquista del saper morire, ed anche lo scopo della filosofia. Non condivido tale presunta conquista, tuttavia riconosco che disperarsi di morire non risolve la morte. Socrate muore, è cosciente di morire, vuole morire non nel senso di voler cessare la vita ma di accettare le leggi che gli impongono di morire. Osserva i movimenti della morte, l'avanzamento della morte mediante il veleno, quando egli non sarà più cosciente di morire, morirà, fino all'ultimo sorveglierà la morte, la tiene sotto lo
28 dicembre 2015
PENSIERI E VICENDE DEL PROFESSOR KAPPA
Il professor Kappa è un personaggio di alcuni libri di Antonio Saccà. I brani che seguono provengono dal testo di prossima pubblicazione “Il Tramonto dell'alba e l'eclissi dell'io”, Edizioni ARTESCRITTURA. Info: tlisa@mail.com
I
I
Porgere l'altra guancia a chi ti colpisce, amare il nemico, dare valore al prossimo quanto a noi stessi, queste maniere di comportarsi vengono dalla più sconfinata disillusione sugli altri, dai quali non c'è da sperare che se ti colpiscono una volta non ti colpiscano una seconda volta o si ritraggano, che il nemico cessi l'inimicizia, che il tuo prossimo ti ami come se stesso, non resta che agire da noi indipendenti dall'agire altrui. Si che l'amore assoluto di Gesù Cristo si svincolava dai movimenti esterni, aboliva la contropartita, era, è amore tuo verso il mondo quale che esso sia e irriferito a quel ci dà. Non mi ami, mi odi, non mi consideri quale un secondo te stesso, io ti amerò lo stesso, ti amerò io per ché sei troppo miserabile per concepire che riusciresti ad amarmi, ti amo per pietà, non posso che amarlo io, uno come te!
26 dicembre 2015
Nella legge di stabilità vi sono delle novità nella lotta a povertà e sostegno disabili?
| Istituto dove risiede il Dott. Previte |
di Franco Previte,
Pare che sia stata approvata dal Senato della Repubblica la manovra finanziaria da 35,4 miliardi di euro, divenendo così legge dello Stato Italiano. I provvedimenti in essa contenuti rafforzano crescita e lavoro, mentre secondo notizie dei mass media, le norme approvate sono inadeguate e composte da "mance". Secondo fonti governative per contrastare la povertà viene messo in campo un pacchetto di interventi, che puntano in particolare ad aiutare minori e famiglie numerose: dalla card familiare, al fondo sostegno “Dopo di noi” per disabili gravi o a quello di contrasto alla povertà educativa minorile, cambiando prospettive sociali. Mah! Oggi vi è da dubitare di tutto e di tutti, quindi abbiamo anche noi queste prospettive. Comunque per il “dopo di noi” che interesserebbe il sostegno per le persone con disabilità gravi, è un’ottima prospettiva, anche se interessa persone, pare, che non abbiano legami familiari. Non Le sembra, Signor Presidente, che sono norme parziali ovverosia “mance”, o “ elemosine” che offendono il mondo della disabilità, del dolore, della sofferenza?
Iscriviti a:
Post (Atom)





