12 marzo 2019

Akinwumi Ayodeji Adesina

Promotore della “Good governance”, leader dell’innovazione agricola e della crescita economica in Africa

Il dott. Akinwumi Adesina, un economista dello sviluppo celebre in tutto il mondo. Attualmente, è presidente della Banca Africana per lo Sviluppo (dal 2011 al 2015 è stato Ministro dell’Agricoltura e dello sviluppo Agricolo in Nigeria), dove guida una crescita inclusiva per le economie dell’Africa. Inoltre, attraverso la sua trasparenza e affidabilità nell’ideazione e implementazione di programmi ad alto impatto, promuove coraggiosamente la visione della Good Governance in Africa, per rafforzare la capacità dell'Africa di nutrire se stessa e trasformare le economie rurali per generare benessere per milioni di contadini africani poveri. 
dott. Akinwumi Adesina

Premiato con il World Food Prize nel 2017, dopo decenni di lavoro innovativo nel campo dell’agricoltura e per il sostegno ai poveri e agli emarginati, il dott. Adesina ha continuato a dedicare la sua passione ed energie per porre fine alla fame globale, affermando: “Non mi riposerò fino a quando noi non metteremo fine alla fame nel mondo”. Forbes African Magazine nell’ottobre 2018, ha soprannominato il dott. Adesina “Mr. Sviluppo”, per i suoi approcci innovativi e la sua ispirante leadership nel suo lavoro per risollevare milioni di persone dalla povertà. Come segno di dedizione alla sua causa, il dott. Adesina ha donato l’intero importo del World Food Prize, di 250.000 dollari, per stabilire la Fondazione World Hunger Fighters, con l'obiettivo di contribuire alla fine della fame nel mondo.

Waris Dirie

Un’attivista per i diritti umani che ha fatto conoscere il problema della Mutilazione Genitale Femminile (FGM) al mondo.
Waris Dirie

Waris Dirie è stata la prima persona nella storia ad esporre al mondo la violenza della FGM e a salvare milioni di vite prendendo un ruolo guida nel promuovere la campagna anti-FGM. Ha portato il problema della FGM nell’agenda mondiale dei diritti umani e ha contribuito alla ratifica di una risoluzione per proibire questa pratica.
Informazioni base
1965 – nasce in Somalia (la data di nascita esatta non è nota)
Modella, attrice, attivista, scrittrice e Ambasciatrice Speciale delle Nazioni Unite per l’Eliminazione della FGM (1997-2003)
2002 – Fonda la Fondazione The Desert Flower
Interpreta alcuni Film e scrive diversi libri di notevole successo. Dal 1999 al 2018 riceve moltissimi riconoscimenti
Principali successi
Conduce la campagna per eliminare la FGM, aumentando la consapevolezza a livello mondiale della FGM come forma di violenza e minaccia ai diritti umani.

Cos'è il Premio Sunhak?

Un premio che riflette il cuore di un Genitore

Il Premio Sunhak per la Pace onora individui e organizzazioni che hanno dato un contributo significativo alla pace e al benessere della future generazioni.
È una onorificenza speciale, voluta dalla Dott.ssa Hak Ja Han Moon, la moglie del defunto Rev. Sun Myung Moon. Questo Premio riflette la profonda speranza della Dott.ssa Hak Ja Han Moon di continuare l’eredità lasciata dal marito che ha vissuto la sua vita con lo spirito di “avere il cuore di un genitore, nel corpo di un servitore, versando sudore per la terra, lacrime per l’umanità e sangue per cielo”.
Infatti, il Rev. Sun Myung Moon ha dedicato tutta la sua vita alla realizzazione della pace mondiale, della prosperità e della convivenza, dove l’umanità può prosperare come “Un’unica famiglia sotto Dio”.
A questo proposito, Madre Moon identifica correttamente l’avidità, un cuore egocentrico, o la mancanza di amore filiale, come la radice del problema all’inizio della storia umana. L’individualismo estremo è anche visto come la causa alla base del secolarismo, della disgregazione della famiglia e del caos sociale che dilagano oggi.

QUI DI SEGUITO I VIDEO DELLA LORO STORIA PERSONALE

“Il Premio Sunhak per la Pace 2019 consegnato a Waris Dirie e al dr. Akinwumi Ayodeji Adesina”

L’evento si è tenuto durante la terza cerimonia di premiazione del Sunhak Peace Price Award, il 9 febbraio a Seul, Sud Corea. Alla cerimonia hanno partecipato più di 1.000 delegati, tra cui presidenti in carica ed ex presidenti, vicepresidenti, leader e imprenditori africani e altri rappresentanti di vari governi, università, imprese, media e religioni.

Waris Dirie: modella e attivista per i diritti umani riconosciuta per il suo lavoro per eliminare la pratica della FGM (Mutilazione dei Genitali Femminili).
Akinwumi A. Adesina: Presidente della Banca Africana per lo Sviluppo, impegnato nella lotta alla povertà attraverso l’innovazione nell’agricoltura e nella promozione della Buona Governance attraverso lo sviluppo dell’economia africana.
Il Comitato del Premio Sunhak per la Pace aveva annunciato presso il Cape Town International Convention Center (Sud Africa) lo scorso novembre che i vincitori del Premio Sunhak per la Pace 2019 sono Waris Dirie, 58enne attivista a livello mondiale contro la Mutilazione dei Genitali Femminili, e il dr. Akinwumi Ayodeji Adesina, 53enne presidente del gruppo African Development Bank.

11 marzo 2019

CONTRASTO E PREVENZIONE ALLA VIOLENZA SULLE DONNE

di Elisabetta Nistri*
Elisabetta Nistri

Il mese di novembre come consuetudine è stato dedicato alle iniziative di contrasto alla violenza sulle donne. Come presidente di WFWP ho organizzato un convegno e ho partecipato a varie iniziative sul tema. Il mio intervento si distingue perché in genere affronto l’argomento da un punto di vista diverso.
Amore vero e amore ingannevole. La violenza sulle donne è una manifestazione di mancanza di VERO AMORE o di un’idea sbagliata dell’amore. Per questo la prevenzione che dobbiamo fare è educare i giovani fin da piccoli a capire come costruire delle relazioni sane e costruttive.
Esistono tante iniziative che evidenziano, segnalano e denunciano i fenomeni di abuso, di maltrattamento e di violenza sulle donne. Apprezzo veramente tutto quello che si sta facendo per evidenziare il problema e la creazione di centri antiviolenza e di case famiglia, per tutelare e prendersi cura delle donne che hanno subito violenza.  

I 70 anni della Dichiarazione dei Diritti Umani

Una conquista ancora non omogenea
A Strasburgo la conferenza sul futuro dell’Europa e dei Diritti Umani

 di Franco Cavalli
Con un minuto di silenzio in memoria delle vittime dell’attentato terroristico ai mercatini di Natale di Strasburgo e per esprimere vicinanza ai familiari e ai feriti, si è aperta il 12 dicembre scorso nella sede del parlamento europeo la conferenza promossa dall’UPF per i 70 anni della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Era infatti il 10 dicembre del 1948 quando l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, attraverso una deliberazione solenne e
con la disposizione che venisse diffusa il più possibile, attraverso la traduzione del testo non solo nelle 5 lingue ufficiali dell’ONU, ma anche in quante altre lingue fosse possibile usando ogni mezzo a disposizione. Ad oggi il testo è disponibile in centinaia di lingue e dialetti, compreso quello dei segni per i sordomuti e anche in “sammarinese” cioè nella forma sammarinese del dialetto romagnolo (e visionabile al seguente link:
Come la pace stessa, anche i diritti umani rappresentano non un punto di arrivo ma una condizione in costante tensione e da difendere in ogni momento. Lo stesso attentato alla vigilia della conferenza l’ha purtroppo dimostrato nuovamente. E proprio per dimostrare che i Diritti Umani sono più forti della politica del terrore, la Francia e le istituzioni europee hanno voluto – seppur con un aumento delle misure di sicurezza – garantire tutte le attività che erano in agenda.

Sicurezza, Immigrazione illegale, Solidarietà

Analizziamo alcune sfide della globalizzazione
Si può scaricare il PDF qui

di Giorgio Gasperoni
Nel 2000 la IIFWP poi divenuta UPF organizzò presso le Nazioni Unite un convegno. Quest'istituzione venerabile ha sempre avuto al centro della sua missione l'espansione della pace e la cooperazione in tutto il mondo. Ma sia nel 2000 sia oggi potremmo chiederci la stessa domanda: cosa sta facendo l’ONU sul problema della pace e una migliore organizzazione del mondo?
In quell’occasione l’Ex presidente del Costa Rica e Premio Nobel, Oscar Arias1 sottolineò temi talmente cruciali che sono così attuali e perfino profetici per ciò che viviamo oggi giorno. Egli sosteneva che il mondo non aveva prestato attenzione alle vere sfide con cui le nazioni povere si devono confrontare. E se quel modo di vedere non cambiava, il mondo non avrebbe realizzato la pace, la sicurezza o la solidarietà. Arias faceva notare che le democrazie ricche e potenti d’oggi, sono troppo spesso impegnate solo a pensare in termini della propria sicurezza nazionale, piuttosto che della sicurezza umana. 

"Il ruolo dei giovani e degli studenti nel creare una cultura di pace sostenibile"

Dott. Robert S. Kittel,
Presidente, ‘Giovani e Studenti per la Pace’ (YSP)*
Vienna, Aprile 2018

Tutti vogliono la pace. Qualunque sia la nostra età, sesso, nazionalità o etnia, tutti vogliamo la pace. Il ruolo della gioventù nella creazione di una cultura di pace, tuttavia, è particolarmente importante. In realtà, è fondamentale. Perché?
La pace, ovviamente, è molto più che l'assenza di guerra. Quando ci sentiamo amati, siamo in pace. Questo perché la natura del vero amore è vivere per gli altri: essere altruisti. L'opposto, l'egoismo, è vivere solo per se stessi. L'egoismo crea conflitto e distrugge la pace. Più persone sono egoiste, più conflitto, confusione, crimine e corruzione troveremo nella società. Nessuna nazione lascia che l'egoismo aumenti senza controllo. Ecco perché abbiamo le prigioni.