6 ottobre 2026

Un ponte tra le due sponde dell’Adriatico: l’opera e l’impegno di Rada Rajić Ristić

Rada Rajić Ristić
Tra Serbia e Italia, poesia, giornalismo e impegno sociale possono diventare strumenti di incontro. Il percorso di Rada Rajić Ristić racconta una storia di migrazione trasformata nel tempo in dialogo interculturale e costruzione di ponti tra comunità, mantenendo vive le proprie radici e aprendole al confronto con altre culture.

di redazione

Nel panorama della letteratura della migrazione e del giornalismo della diaspora in Italia, Rada Rajić Ristić rappresenta una voce impegnata nel dialogo tra la cultura serba e quella italiana. Nata in Serbia e residente da molti anni a Vicenza, ha trasformato l’esperienza del trasferimento e dello sradicamento in un’occasione di incontro interculturale. Attraverso una produzione letteraria bilingue, l’attività giornalistica e l’impegno culturale sul territorio, ha contribuito a costruire un ponte tra i Balcani e l’Italia. 

Il giornalismo: raccontare integrazione e dialogo

Il percorso di Rada Rajić Ristić è strettamente legato alla parola scritta, intesa non soltanto come strumento di informazione, ma anche come possibilità di creare relazioni tra comunità diverse.

Dal 2017 collabora come corrispondente con Vesti, storica testata della diaspora serba con sede a Francoforte. Molti dei suoi articoli e delle sue interviste sono stati successivamente raccolti in volumi bilingui dedicati alle esperienze della diaspora, all’integrazione e ai rapporti tra Serbia e Italia.

Nei primi anni Duemila, dal 2000 al 2006, ha collaborato con la rivista padovana Cittadini dappertutto, dedicata anche ai temi dell’immigrazione e dei diritti. Ha inoltre collaborato con Voci di Pace, affrontando temi legati alla convivenza, alla cultura, ai diritti umani e alla cooperazione tra i popoli.

La poesia come ponte tra due culture

Una caratteristica importante della produzione poetica di Rajić Ristić è il bilinguismo italiano-serbo. La scelta delle due lingue permette alla memoria della terra d’origine di dialogare con l’esperienza maturata in Italia.

In Profumo di nostalgia (2001) emerge il tema del distacco dalla terra natale e della ricostruzione dell’identità. Con Sogno color pace (2002), sullo sfondo delle ferite lasciate dai conflitti nell’ex Jugoslavia, la poesia assume invece una forte dimensione di rifiuto della violenza e di ricerca della riconciliazione.

Ponte tra anime (2003), scritto insieme a Carla Galvan, sviluppa ulteriormente il tema dell’incontro tra culture. L'opera ha ricevuto nel 2004 il premio Kočićevo pero. In Petali dell’anima (2013) lo sguardo si rivolge maggiormente alla dimensione interiore, agli affetti e all’esperienza personale. 

Sono soltanto alcune tappe di una produzione letteraria molto più ampia, che nel corso degli anni ha continuato a svilupparsi tra poesia, giornalismo, traduzione e dialogo interculturale.

L’impegno culturale sul territorio

Accanto alla scrittura, Rada Rajić Ristić ha sviluppato negli anni un'intensa attività culturale e sociale soprattutto a Vicenza e nel Veneto. Laureata in lingua serbo-croata e letteratura jugoslava all’Università di Belgrado, ha successivamente approfondito i temi dell'immigrazione presso l'Università Ca’ Foscari di Venezia.

Ha partecipato a incontri, conferenze e iniziative dedicate all’integrazione, alla cultura serba e al dialogo tra le comunità. La sua collaborazione con l’Istituto Rezzara di Vicenza, per esempio, l’ha vista intervenire in momenti di confronto dedicati alla Serbia, alle identità culturali e alle trasformazioni sociali dell’Europa centro-orientale.

Particolare attenzione è stata rivolta anche alle nuove generazioni e alla conservazione della lingua e della cultura d’origine. È un aspetto significativo del suo percorso: integrazione non come cancellazione delle proprie radici, ma come capacità di portarle dentro una società nuova, aprendole all’incontro con altre identità.

Confini che possono diventare luoghi d’incontro

Il percorso di Rada Rajić Ristić mostra come l’esperienza della migrazione possa trasformarsi, nel tempo, da frattura personale a possibilità di arricchimento reciproco.

Attraverso il giornalismo che racconta, la poesia che mette in comunicazione sensibilità diverse e l’impegno culturale sul territorio, le due sponde dell’Adriatico possono diventare simbolicamente più vicine. I confini continuano a esistere, ma non devono necessariamente trasformarsi in barriere: possono diventare anche luoghi di incontro, conoscenza e reciproco arricchimento.

3 commenti:

  1. Una Donna di grande sensibilità!

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  2. Sladjana Milosanovic06/10/26, 13:54

    Sono orgogliosa che conosco Rada e che siamo grande amice

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  3. Ci sono giornalisti che informano, e poi c'è Rada: una professionista di qualità assoluta, che ha sempre dato tanto agli altri. La sua abilità, la sua intelligenza e la sua umanità non hanno limiti.

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