9 luglio 2026

America Latina: il dialogo interculturale come risorsa di pace

America del Sud e Centrale - In occasione della Giornata Mondiale della Diversità Culturale per il Dialogo e lo Sviluppo istituita dalle Nazioni Unite, Universal Peace Federation America Latina ha organizzato il 29 maggio 2026 un forum online sul tema “Diversità culturale per il dialogo e la promozione della pace globale”. 

L’evento, cui hanno preso parte esperti provenienti dall’America Latina e dai Caraibi, è stato realizzato in collaborazione con l’Associazione Internazionale dei Parlamentari per la Pace (IAPP), l’Associazione Internazionale degli Accademici per la Pace (IAAP) e l’Associazione Interreligiosa per la Pace e lo Sviluppo (IAPD), tutti progetti di UPF.

"La diversità culturale si esprime in molteplici forme, quali le fedi religiose, la musica, la lingua, l'arte, il lavoro e ogni altra dimensione dell'attività umana. Ogni azione racconta la nostra identità culturale a livello comunitario, sociale e nazionale. Queste particolari caratteristiche, oltre a essere esteticamente meravigliose, contribuiscono allo sviluppo delle nostre dimensioni spirituale, morale, emotiva e intellettuale". 

Con queste parole, Mario Salinas, segretario generale regionale di UPF per l’America Latina e i Caraibi e moderatore, ha dato il via all'evento, che è proseguito con i saluti di benvenuto di Raul Rey Benegas, presidente di UPF Uruguay, che ha ufficialmente aperto i lavori.

Il primo oratore è stato Stalin Patricio Jaramillo Peña, un noto attivista sociale e promotore culturale in Ecuador, insignito dall’Assemblea Nazionale dell’Ecuador della Medaglia al Merito per il Rafforzamento Culturale e Sociale del Paese. 

Secondo il relatore, "la diversità culturale ci insegna il valore del rispetto, della tolleranza e della comprensione reciproca. Ci ricorda che ogni lingua, ogni espressione artistica e ogni tradizione sono una parte fondamentale del patrimonio del nostro popolo e un contributo inestimabile allo sviluppo umano e sociale".

Ha inoltre dichiarato che l’Ecuador rappresenta un esempio di multiculturalismo, contraddistinto da tradizioni culturali variegate, e ricordando come l’accordo di pace siglato nell’ottobre 1998 per mettere fine al conflitto di confine tra Ecuador e Perù abbia favorito lo sviluppo attraverso lo scambio di beni, servizi e cultura.

È poi intervenuta María Eugenia Crespo, argentina, direttrice per la Crescita, l’apprendimento e l’impatto presso la United Religions Initiative (URI). A suo avviso, “la diversità può essere compresa, e dovrebbe esserlo, come un’opportunità, un dono, una benedizione, mentre siamo testimoni dell’enorme dolore che ci circonda e della sua oscurità”. 

Per la relatrice, è fondamentale avviare iniziative per contrastare la frammentazione e la polarizzazione delle idee e dei pensieri, e per impedire che le culture entrino in conflitto tra loro. “È meraviglioso essere qui per riflettere su come possiamo unire le nostre forze e affrontare queste situazioni insieme”.

Proseguendo, ha parlato dell'accoglienza riservata all'URI in Honduras da parte dei leader indigeni e di diversi gruppi naturalisti e spirituali sin dal suo arrivo nel 2024, evidenziando come loro ripongano grandi attese nel suo sviluppo e nella sua crescita.

Successivamente, Virginia Zegarra Larroche, sociologa peruviana, ha tenuto un intervento dal titolo: "La ricchezza della diversità: percorsi verso la convivenza e la pace".

A suo avviso, si ritiene spesso che “le differenze rappresentino un ostacolo, un problema da risolvere o un elemento di separazione. Tuttavia, posso confermare con assoluta certezza che questo non è il caso. La diversità non rappresenta un impedimento alla pace, ma è un prerequisito fondamentale per conseguirla". 

In conclusione ricorda che "ciò che realmente ostacola la convivenza, generando conflitti non sono le differenze in sé, ma l'incapacità di comprenderle, l’assenza di rispetto o la mancata percezione delle stesse come straordinarie opportunità di crescita e arricchimento collettivo”.

Nella presentazione conclusiva, Cheic Alphonse, operatore giovanile presso il Ministero dell’Istruzione di Santa Lucia, ha condiviso la propria esperienza nel lavoro con i bambini, concentrandosi in particolare sull’organizzazione di attività sportive e musicali. A suo parere, investire in programmi destinati ai più piccoli, è essenziale per evitare che siano attratti da comportamenti criminali. 

L’evento è terminato con un ringraziamento ai partecipanti e con l’invito a collaborare a iniziative mirate al benessere delle rispettive nazioni.

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