10 novembre 2017

Il Rally Globale del 2017 per la riunificazione pacifica della penisola coreana

- 80.000 partecipanti, inclusi leader politici e religiosi internazionali provenienti da 70 paesi, tra cui Corea, Stati Uniti e Giappone - allo stadio della Coppa del Mondo di Seoul, l’11 novembre (sabato) alle ore 13:30

2.000 leader religiosi provenienti dalla Corea del Sud, dal Giappone, dagli Stati Uniti e da altri paesi, preoccupati per la situazione estremamente tesa e minacciosa sulla penisola coreana, si riuniscono allo Stadio dei Mondiali di Calcio di Seoul insieme a 80.000 sudcoreani, sabato(domani) 11 novembre alle 13:30 ora locale - 05:30 ora in Italia - in un grande rally per la pace e la riunificazione coreana. Sarà inoltre presente una delegazione di 200 rappresentanti del Clero provenienti dagli Stati Uniti. Inoltre, molti leader politici sudcoreani saranno presenti.

Questo Rally si terrà per promuovere la realizzazione di una comunità globale, incentrata sul vero amore, attraverso l'armonia interreligiosa e internazionale, oltre a promuovere il movimento per la pace e la riunificazione sulla penisola coreana, per tutto l’Estremo Oriente, e per superare le crisi che circondano la Penisola coreana causate dalla divisione e dalla lotta, per aprire una nuova era di armonia, unità e pace.

21 ottobre 2017

Connettere il Mondo attraverso la PACE

“Superiamo insieme le barriere e andiamo incontro all’altro

Che cosa è la Peace Road
La “Peace Road” è un progetto globale per aiutare a costruire la pace e suggerire delle soluzioni ai problemi che sono alla base di vari conflitti, compresi quelli razziali e religiosi. Il progetto viene realizzato ogni anno a livello internazionale – nel 2016 sono state coinvolte 125 nazioni. In Corea la Peace Road sottolinea l’importanza di una riunificazione pacifica della penisola coreana, la cui divisione, oggi più che mai, è al centro di una seria crisi politica che ha ripercussioni mondiali. Nelle altre nazioni vuole portare un contributo per risolvere e prevenire i conflitti locali.

Storia della Peace Road

Questo progetto nasce dall’idea del dott. rev. Sun Myung Moon e di sua moglie dott.sa Hak Ja Han Moon che nel 1981, al Convegno Internazionale per l’Unità delle Scienze, propongono la realizzazione di una “Autostrada Internazionale della Pace” che possa diventare una rete di collegamento mondiale, una via di comunicazione demilitarizzata per abbattere qualsiasi barriera e confine.

Su questa ispirazione, nel 2013 nasce la Peace Bike che ha coinvolto ciclisti di Corea e Giappone in una corsa di 3800 km per manifestare in favore della riunificazione pacifica della Corea. Nel 2014 il progetto ha visto la partecipazione di sportivi da 14 nazioni, mentre è nel 2015 che diventa “Peace Road” con il coinvolgimento di 120 nazioni: non solo manifestazione sportiva, ma anche “Cammino Mondiale per la Pace”.

17 ottobre 2017

IL RUOLO DEI PARLAMENTARI E DELLA SOCIETÀ CIVILE

Il 25 ottobre 2017 presso la Sala del Refettorio - Palazzo San Macuto - Camera dei Deputati, 

Via del Seminario 76, Roma, si terrà il Convegno sul tema:

“Italia Ponte di Pace nel Mediterraneo: Il Ruolo dei Parlamentari e della Società Civile”

Il Convegno si svolgerà dalle 14.30 alle 18.30.
L'iniziativa si deve alla Federazione Internazionale per la Pace (UPF) in collaborazione con la Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo (WFWP) e ha l'obiettivo  di creare un forum di parlamentari italiani, delle due camere, che, sulla base della loro esperienza e saggezza, operino per ricercare soluzioni concrete e praticabili ai problemi più critici del nostro tempo, sia a livello nazionale sia a livello internazionale: dai forti cambiamenti climatici, all’acuirsi degli estremismi ideologici fino alle catastrofi e conflitti umanitari. Riguardo tali emergenze, l’Italia, con la sua posizione geografica e la sua storia, può essere davvero «Ponte di Pace» non solo per l’area mediterranea, ma anche per l’Europa e l’Eurasia. 

12 luglio 2017

Il Religious Youth Service: 30 anni a costruire cooperazioni religiose

“L’impatto del RYS è profondo e resta con noi per tutta la vita. Ho ereditato quello spirito in Ungheria nel 1991 e ho trovato vari modi per dargli espressione. Questo vale anche per molti altri partecipanti. Il RYS è più di un progetto, è un modo di vivere, quando siamo motivati dagli ideali più alti che sono radicati nella nostra religione”.
— Fr. Nithiya Sagayam, Segretario Esecutivo, Ufficio dello Sviluppo Umano, Federazione delle Conferenze Episcopali Asiatiche

Rev. John W. Gehring (Consigliere Senior degli Alumni del RYS)

Nell'autunno del 1985, all'Assemblea delle Religioni Mondiali tenutasi a McAfee nel New Jersey, 700 leader religiosi e studiosi hanno partecipato al lancio del Religious Youth Service (Servizio Religioso Giovanile), un programma che per 3 decenni ha funzionato come potente ed efficace modello di riconciliazione e
cooperazione religiosa. Il programma RYS, rivolto a giovani adulti, fonde in modo unico servizio, spiritualità ed educazione sperimentale con modi di vivere multiculturali. Sin dal suo inizio nelle Filippine durante l'estate del 1986, il RYS ha raggiunto più di 60 nazioni, spesso entrando in aree note per le conflittualità civili e religiose. Attraverso i suoi programmi, migliaia di volontari - rappresentanti di ogni religione e quasi di ogni nazione - hanno cambiato le vite di innumerevoli persone nelle comunità di tutto il mondo.

11 luglio 2017

Fede nella pace… Pace nelle fedi

Se esaminiamo gli aspetti rivelati delle fedi troviamo linguaggi ed obbiettivi che sono fortemente comuni ed analoghi. Solo successivamente alla loro nascita… le religioni sono diventate motivo di disputa e di divisione, fino agli aspetti più estremi di contrapposizione e di guerra.

di Carlo Zonato
Mai come in questi anni dopo l’inizio del nuovo millennio l’umanità è avvolta da un profondo senso d’insicurezza e di sfiducia rispetto all’ideale agognato di costruire una situazione di armonia e di pace.  Da un lato l’economia, la tecnologia soprattutto applicata all’area della comunicazione, la scienza insieme a molti altri campi della specializzazione e ricerca hanno sicuramente contribuito a fare balzi giganteschi alle capacità umane.

3 luglio 2017

Il significato dell’Assemblea delle Religioni del Mondo

Dal passato al presente

È appena uscito il numero del 2° quadrimestre 2017 di Voci di Pace, iniziamo la sua pubblicazione online da questo importante articolo che affronta tematiche cruciali del nostro tempo presente e il percorso intrapreso più di trent'anni fa.

di Giorgio Gasperoni
Oggi sono in tanti a parlare di “Dialogo Interreligioso”. Il concetto è diventato attuale e oserei dire di moda, ma non era così più di trent’anni fa. 
Il Movimento di Unificazione, già verso la fine degli anni settanta e gli inizi degli ottanta, ha lavorato per preparare gli eventi che dal 1984 avrebbero segnato il lavoro dell’Assemblea delle Religioni del Mondo e quello dei vari organismi ed attività collegate.

23 giugno 2017

Il racconto del Pensiero

Si terrà la presentazione del libro di Antonio Saccà, a Barcone rosso sul Tevere, Monumento Matteotti, vicino Ministero della Marina, Roma, il 2 luglio, ore 18,30

Facciamo l'ipotesi più desolante, che siamo nomadi nel Deserto del Nulla, e che abbaiamo durante il viaggio ascoltando l'eco della nostra solitudine. Stelle, Dune, niente ci ascolta, ma, ascoltandoci da noi stessi, ci crediamo ascoltati, degni di ascolto, e che Pianeti, Cieli, Galassie, Mari siano tutt’orecchi per cogliere quel che noi diciamo di essi, noi uomini, misura di tutte le cose. Ci diamo importanza noi da noi stessi in questo silenzio muto di ogni particella dell'Universo che ci considera estranei, peggio: non ci considera. Eppure, non abbiamo mutato un grammo di Mondo, agitandoci e parlando. Non abbiamo intaccato l'essere del quale discutiamo da millenni. L'essere se ne sta fuori dalla nostra portata. Del come mai esiste ciò che esiste, del rimedio al morire, i veri tragici dati fermi della nostra condizione, o non ci siamo interessati o abbiamo risolto credendo che i nostri pensieri siano realtà. Ma i nostri pensieri sono pensieri nostri. Provengono da noi, restano in noi. Non è che a dire: sono immortale diveniamo immortali. Lo diciamo. Né le parole, né i pensieri sono altra realtà che essere parole e pensieri. Allora? Bene così. Saremo attori e spettatori. A quale scopo. Nessuno scopo se non esistere. Anzi: vivere.

“Figlio e Padre”: il dramma di una normalità apparente

In scena al Teatro Petrolini di Roma un’opera giovanile dello scrittore Antonio Saccà per la regia di Sandro Calabrese

di Massimo Nardi
“Figlio e Padre”: un dato antropologico che affonda le radici nelle profondità della natura umana. Presente nella tradizione religiosa e nelle indagini psicologiche, nella ricerca sociale e nelle creazioni artistiche… tornano alla mente due bellissime opere ispirate a questo tema: il brano “Father and Son”, del cantautore britannico Cat Stevens, e “Il male oscuro”, il capolavoro letterario di Giuseppe Berto che operò un rinnovamento delle strutture narrative in un clima di grande effervescenza culturale. Era il periodo compreso fra gli anni Sessanta e Settanta, e la contrapposizione generazionale era il leitmotiv di una ricerca identitaria che investiva ogni campo dell’agire sociale: dal linguaggio alla moda, dalla musica agli stili di vita.