7 dicembre 2016

Il Consiglio Interreligioso della Sierra Leone – 1997 – 1999

Uno sguardo su un caso di studio nel continente africano

Il contesto
Nel diciottesimo secolo gl’inglesi iniziarono il processo che avrebbe portato alla costituzione della Sierra Leone trasformandola in un protettorato inglese fino all’indipendenza del 1961 attraverso l’importazione di schiavi liberi dalle Americhe. I Creoli, discendenti diretti degli ex-schiavi rappresentano il 10% della popolazione. Gli altri due gruppi etnici principali sono i Temne (30%) e i Mende (30%), mentre la rimanente parte della popolazione è costituita da etnie minori. Quasi il 60% della popolazione è musulmana, il 30% è cristiano e il 10% segue tradizioni indigene. La storia della Sierra Leone è caratterizzata da tolleranza religiosa e coesistenza. Ciò nonostante, nella seconda metà del ventesimo secolo, la cattiva gestione dell’economia e la corruzione hanno portato la nazione ad essere una delle più povere al mondo.  

Etica e valori nello sport

di Carlo Chierico

Nel convegno tenutosi la mattinata di sabato 28 maggio presso l'Urban Center di Monza, si è messo bene a fuoco, grazie agli interventi dei molti e autorevoli relatori che vi hanno partecipato, la tematica “Etica e valori nello sport”. Organizzato dalla UPF, l'Universal Peace Federation, insieme al Comune di Monza e il Comitato brianzolo della UISP, l'Unione Italiana Sport per Tutti, il convegno ha trattato un tema particolarmente sentito oggi. Nel nostro paese si dice che manchi la cultura sportiva. E quando il problema è culturale significa che il malessere è diffuso e ha radici profonde. Di conseguenza anche la soluzione del problema deve avere la stessa profondità. 
Lo scopo del convegno era quello di valorizzare l'importanza dell’etica, l'utilità sociale e il valore educativo e formativo dello sport per i giovani. Gli interventi sono stati tutti molto apprezzati e accompagnati da continui e frequenti applausi dal numeroso pubblico presente. Quando Ettore Fiorina ha letto alcuni brani del libro "Attaccante nato" del compianto giocatore di serie A Stefano Borgonovo, la commozione è salita alle stelle, per poi toccare il culmine quando ha preso la parola Alessandra, la giovane figlia di Stefano, che porta avanti la Fondazione intestata al papà, i cui scopi sono la promozione della ricerca scientifica e l'aiuto ai malati di SLA, la Sclerosi Laterale Amiotrofica, di cui è stato vittima lo stesso Borgonovo, ma anche lo sviluppo di attività per la diffusione dello sport specialmente tra i giovani.

TROFEO DELLA PACE 2016, VINCE LO SPORT CHE UNISCE

di Francesca Radaelli

 Alla fine ha vinto ancora una volta lo sport, quello migliore. Quello che ha il potere non solo di unire intere nazioni davanti alla tv durante gli Europei di calcio, ma anche - e forse con più merito – quello di portare, un pomeriggio di giugno, giovani italiani, ghanesi, colombiani, senegalesi, indiani e di tante altre nazionalità residenti sullo stesso territorio a divertirsi insieme, sullo stesso campo di calcio. Accade, da 11 anni a questa parte, a Monza, grazie al Trofeo della Pace organizzato dalla UPF Universal Peace Federation Monza, insieme al Comitato Brianzolo della UISP-Unione Italiana Sport per Tutti, con il sostegno del Comune di Monza e la collaborazione delle società sportive Juvenilia e Fiammamonza.

Le partite di domenica 26 giugno: Freedom Cup e torneo interetnico

La giornata conclusiva della manifestazione si è tenuta quest’anno domenica 26 giugno e ha riunito sul campo dello stadio Sada di Monza le cinque formazioni, in gran parte multietniche, che, nel corso del mese, si sono affrontate nelle partite del torneo interetnico di calcio a sette. Ma non solo. Il pomeriggio si è aperto infatti con la Freedom Cup, nel corso della quale si sono affrontate la Squadra dei Colori, costituita dai ragazzi dei quartieri monzesi Cederna e Regina Pacis, e due formazioni composte da profughi – per lo più provenienti dal continente africano – ospitati nel Centro Spallanzani di Monza: lo Spallanzani United e gli All Stars Refugees. Sono stati questi ultimi ad aggiudicarsi la vittoria finale e la Coppa della Libertà. 

1 dicembre 2016

Assegnato il Premio Sunhak per la Pace 2017 a Gino Strada e Sakena Yacoobi

COMUNICATO STAMPA

Gino Strada
Annuncio dell’assegnazione, martedì 29 novembre alle ore 17:00, presso il JW Marriott, Washington DC.
Gino Strada ha fornito assistenza medica di emergenza a rifugiati in Africa e Medio Oriente.
Sakena Yacoobi ha sviluppato una soluzione innovativa al problema dell’insediamento dei rifugiati, tramite l’educazione.  
Il Comitato per il Premio Sunhak per la Pace ha annunciato all’Hotel JW Marriott a Washington DC, che le persone insignite per l’anno 2017 sono il Dott. Gino Strada, un medico italiano, e la Dott.ssa Sakena Yacoobi, un’educatrice afgana. 
Sakena Yacoobi
I risultati del Dott. Gino Strada sono largamente conosciuti per il contributo al progresso dell’”assistenza medica di emergenza” nel corso degli ultimi 25 anni; la sua compassione per l’umanità lo ha portato oltre i confini nazionali, perfino verso l’epicentro del conflitto in Medio Oriente e in Africa. Il suo lavoro ha portato guarigione e soccorso ai 7 miliardi di persone intorno al mondo.
La Dott.ssa Sakena Yacoobi è stata riconosciuta in tutto il mondo per aver sviluppato programmi educativi legati all’insediamento dei rifugiati, lavorando specialmente nei campi profughi in Afghanistan, sottoposti a particolare stress dai numerosi anni di conflitto. 

Annuncio dei vincitori del premio Sunhak per la pace 2017

Il Sik Hong, Presidente del comitato del premio Sunhak per la Pace

29 novembre 2016


Illustri leader dall'America e da tutto il mondo. Buon pomeriggio.
È per me un grande onore essere qui oggi per questa storica conferenza internazionale a Washington, DC.
Come presidente del comitato del premio Sunhak per la Pace, permettetemi per prima cosa di ringraziare la Federazione Universale per la Pace che ha preparato questo meraviglioso banchetto e programma in onore dell'annuncio dei vincitori del premio Sunhak 2017. Sono davvero onorato della vostra presenza per questa occasione così importante.
Il premio Sunhak per la Pace è stato stabilito dal Rev. Sun Myung Moon e sua moglie, la Dr. Hak Ja Han Moon, sulla base della loro visione di pace "Una Famiglia sotto Dio", speranza per un futuro migliore per tutta l'umanità. Tutto ciò risulta essere ancora più vero in questo preciso periodo storico, nel quale attraversiamo l'avvento di una nuova era, e nel quale siamo messi in discussione nella nostra vera essenza di umanità. Dalla seconda guerra mondiale, mai si era sperimentato un numero così alto di sfollati e profughi per il quale si sia reso necessario un impegno transnazionale per il bene comune.

25 novembre 2016

San Marino – Israele, il progetto “Un calcio per la Pace”

di Hod Ben Zvi

Il presidente della UPF San Marino ed io abbiamo sviluppato diversi modelli per migliorare la cultura della pace. Questi modelli sono basati su elementi pratici raccolti dalla filosofia di pace insegnata dal fondatore dell’UPF, il Rev. Moon.
Ci siamo concentrati sugli studenti universitari per lo sviluppo del dialogo interreligioso e sui giovani attraverso lo sport, soprattutto il gioco più popolare: il calcio.
Il nostro desiderio era quello di infondere nei giovani partecipanti, ragazzi sotto i 12 anni, l'idea che le amicizie possono facilmente formarsi tra i giovani di tutte le razze, le nazionalità, le religioni e le culture.
Le nostre esperienze sviluppate più volte nella Repubblica di San Marino, hanno avuto molto successo. Sembra che la lunga tradizione di democrazia, l'assenza di pregiudizi politici e interessi geopolitici e la calda accoglienza dei sammarinesi ha creato un "laboratorio" perfetto per i modelli di pace.

24 novembre 2016

Un Calcio per la Pace

di Giorgio Gasperoni
L’Eccellentissima Reggenza della Repubblica di San Marino ha ricevuto venerdì 2 settembre alle ore 12:30 un gruppo misto di ragazzini israeliani e arabi israeliani. I ragazzini sono stati accolti dai Capitani Reggenti con molto calore ed hanno enfatizzato che lo sport in generale e il calcio in particolare sono degli strumenti importantissimi per promuovere la pace. Il Segretario di Stato Giuseppe Morganti ha introdotto il gruppo ai Capitani Reggenti prendendo spunto da molte storie delle recenti olimpiadi per mostrare la bellezza dello spirito umano.
Soggiorneranno nella prima settimana di settembre qui a San Marino invitati dalla Universal Peace Federation. Il progetto è sostenuto dalla Federazione Sammarinese Giuoco Calcio, saranno ospitati e coinvolti nelle strutture della FSGC con arrivo giovedì 1 e ripartenza giovedì 8 settembre, con allenamenti insieme per costruire fiducia reciproca da parte della delegazione (mista) di 19 persone: 
14 giovani: 5 ragazzini ebrei, 5 mussulmani e 4 arabi cristiani. 4 adulti: 2 Allenatori e 1 coordinatore e un parlamentare arabo israeliano, giornalista sportivo radiofonico) provenienti dall’area israelo-palestinese.
Si svolgeranno incontri amichevoli con squadre giovanili locali; l’implementazione viene fatta tramite il programma 
“Come diventare un Vero Campione”.

SPIRITUALITÀ E AZIONE POLITICA

“L’ASSOCIAZIONE DEI PARLAMENTARI PER LA PACE”


di Carlo Zonato
In questi ultimi anni, la politica ha perso il senso della realtà e la distanza che si è creata tra i suoi slogan e la gente comune è difficile da misurare. I rappresentanti politici che dovrebbero essere massima espressione della volontà dei cittadini di una nazione, sempre più vengono percepiti come una “casta elitaria”, interessata al mantenimento delle proprie posizioni, obiettivi personali o di partito, piuttosto che il BENE della propria nazione e dei suoi cittadini.  Questa realtà non è solo italiana, ma coinvolge un gran numero di nazioni. Insieme ad altre concause, la costante diminuzione della partecipazione al voto è la prova più evidente di questo malcontento.