17 agosto 2019

L’edizione 2019 del progetto “Un Calcio per la Pace”


“Un Calcio per la Pace” giunge quest’anno al suo 5 anno e alla sua quarta edizione sul territorio sammarinese. 

15 ragazze nate nel 2005 provenienti da Israele: 5 ebree, 5 mussulmane e 5 druse. 

L’iniziativa è sostenuta dalla FSGC in collaborazione con la UPF (Universal Peace Federation) San Marino e la WFWP (Federazione Donne per la Pace). 

Il progetto intende utilizzare il calcio come strumento di pace e d’integrazione per la regione medio-orientale. Le ragazze arriveranno sul Titano il 26 agosto e ripartiranno il 31 agosto.
Il programma è ricco: le ragazze israeliane, saranno accompagnate sul Titano, fra le altre figure, anche da due Presidi di scuola ebrea e araba e tre insegnati. 

Il giorno 29 agosto saranno ricevute dagli Eccellentissimi Capitani Reggenti per poi tornare ad allenarsi con le loro coetanee sammarinesi.

Il progetto “Un Calcio per la Pace”, oltre ai momenti istituzionali e a quelli più squisitamente calcistici, offrirà occasioni conviviali e di svago utili per la nascita di legami di amicizia tra le nostre ragazze e le loro coetanee medio-orientali. Questo il senso profondo del progetto - anche in una dimensione più ampia - al di là di ogni differenza culturale o religiosa. 

23 luglio 2019

SERA, QUASI NOTTE

Dormire, sognando di vivere...

Vivere come se la vita fosse un sogno...
Sognare di morire come se morire fosse un sogno...
Svegliarsi... e vivere...
sapendo di morire...
Voler dormire per sognar di vivere...
Sognar di morire perché la morte sia sogno...
Svegliarsi e vivere...
sapendo di morire...

La Morte non dorme né sogna...

Ho spesso dimenticato la Morte.
È la Morte che non mi dimentica.

VENTO, VENTO...

Poesia

Sono una foglia umana,
portami dove voli,
Vento...

Mi rigiro nel Vento
che mi fruscia nel corpo,
lucertolosamente...

Ho dormito
 con la fronte
poggiata
sul vento...

Sospinto da un Vento generoso
respiro l'aria del cielo
e tocco lo spazio a braccia larghe
cantando ai raggi del sole.

20 luglio 2019

TEMPO VISSUTO? TEMPO SOGNATO?

RACCONTO?

Di Antonio Saccà
E insomma, perché no? Tempo perduto? Ne perdeva tanto! Avrebbe rivisto conoscenti da anni smarriti, forse qualcuno con cui conversare non stupidamente o comunque conversare... una breve modificazione, non sempre leggere, scrivere, scrivere, leggere, o quei lunghi momenti totalmente a vuoto, solo, semicosciente... Si informò, il luogo lontano, un invito, cena dai molti sapori di vari paesi... E insomma, perché no? Si tolse la maglietta e indossò la camicia, non la giacca, impossibile che l'incontro la esigesse, caldo da sciogliersi, non voleva essere accompagnato, anzi, tentò, ma non trovò chi lo poteva accompagnare, bene così, né avrebbe chiamato un taxi, il luogo era distante, ai confini della Città, tra alberi, campagne, avrebbe guardato il tramonto, seduto, lentamente, si fermò dove

La Cina e i diritti umani, intervista ad Antonio Stango

In occasione del 20 luglio 2019, che segna ben 20 anni dall’inizio di una delle più gravi persecuzioni nella Storia, quella del Falun Gong in Cina, Epoch Times ha intervistato Antonio Stango, presidente della Federazione Italiana Diritti Umani – Comitato Italiano Helsinki (FIDU).

Il Falun Gong è una disciplina spirituale di meditazione basata sui principi di verità, compassione e tolleranza e che ha come scopo il miglioramento del carattere; comprende anche esercizi fisici per la salute del corpo. Il regime cinese la perseguita dal 1999, da quando il Partito Comunista Cinese ha avuto timore di perdere il monopolio sulle menti delle persone e ha scatenato la sua ira contro i pacifici mediatori.

Dopo un lungo anno di indagini, il 17 giugno un tribunale internazionale indipendente di Londra ha concluso all’unanimità che in Cina il prelievo forzato di organi dai prigionieri di coscienza (molti dei quali ancora vivi nel momento del prelievo) è una realtà tutt’ora in corso e che avviene «su scala significativa». La fonte principale degli organi, ha concluso il tribunale, sono proprio i praticanti del Falun Gong (90 mila trapianti illegali all’anno). Dal momento che obiettivamente si tratta di un crimine mai visto nella Storia, cosa si sente di dire a questo riguardo?

13 luglio 2019

IL MIO REGNO NON È …

Si è replicato al Centro Culturale Gabriella Ferri, in Roma, l’atto unico di Antonio Saccà che ne ha curato anche la realizzazione e la regia: “Il Mio Regno non è ...”

Si tratta di una lettura teatralizzata in costume secondo l’epoca. Il testo rappresenta Gesù Cristo proteso ad affermare l’eternità di ciò che amiamo, ciò che amiamo lo conserviamo per l’eternità proprio e perché lo amiamo, l’amore vuole l’eternità, ed Egli, Gesù Cristo, si concepisce venuto sulla terra inviato dal Padre Dio, appunto, per affermare questa verità: l’amore vince la morte. Se gli uomini amano la vita e non si contrastano per le differenze sociali tutta l’umanità sarà salvata ed eterna. L’amore vuole l'eternità di ciò che amiamo.

Nel testo il popolo e specialmente Giuda e la diavolessa combattono questa concezione, per loro con la morte finisce tutto e gli uomini hanno bisogno di stare bene, di ricchezza, di fortuna e non basta l’amore per chi non ha nulla.
Hanno recitato eccellentemente Limpido Michele nella parte di Gesù Cristo che ha variato gli stati d’animo dalla certezza dell’eternità dell’amore a cadute di sfiducia, sormontate; Bruna Brecciaroli una Diavolessa scatenata che non crede ad altro che al potere; Sabrina Tutone nella parte di Maria, una madre dolentissima che patisce la morte del figlio; Carmelo Valente, un Giuda incattivito dalla professione di fede di Gesù alla  quale egli non crede minimamente,  e appropriatamente deluso e disperato nella parte del mendicante non aiutato; Giorgio Cerone che ha dato una realistica interpretazione come fedele discepolo, Pietro, il quale sgomenta al sapersi investito della fondazione di una chiesa ma  accetta con umiltà e devozione; altrettanto efficace Cerone nella parte di Ponzio Pilato che non vorrebbe la morte di Cristo ma, uomo politico quale è, segue il volere della folla. Nel coro del popolo da segnalare Roberta Barbetti e Anna Sartori. Moltissimo pubblico ed approvazioni insistite.

11 luglio 2019

Educazione civica: forse è l’occasione giusta

Su quali basi?

di Giorgio Gasperoni
Riportare l’Educazione Civica a scuola? Visto il degrado del nostro discorso pubblico e le immagini di impopolare civiltà, è giunto il momento di considerare l’opportunità della sua reintroduzione. Fu Aldo Moro a introdurre tale materia nel 1958, poi in seguito si perse per strada. 
Se come si continua a sostenere nei nostri giorni, prima gli italiani, non dovremmo preoccuparci anche della loro formazione, della coscienza civica, del senso della legalità e del grado di cittadinanza degli immigrati di seconda generazione?
Ma a questo punto, non sarebbe saggio considerare anche l’aspetto primario dell’Educazione?
L’Educazione del Carattere che sta alla base della piramide educativa ovvero l’educazione del cuore e l’educazione alle norme? Questa è la base per una buona educazione civica. 

Cos'è l’Educazione (Istruzione)?
Quando studi a scuola, non studi solo per il tuo bene, ma per afferrare il senso del mondo, comprendendo profondamente la bellezza che ti circonda.
Inoltre, quando esci e lavori nella società, dovendo navigare attraverso forti tempeste, dovresti pensare che questo è per realizzare l'amore e manifestare il tuo vero valore.
Non puoi acquisire abilità in un momento. Puoi diventare bravo in qualcosa solo quando si è attivamente coinvolti e portati al nocciolo del problema. La ragione per cui vai a scuola e studi è per imparare dall'esperienza di altre persone. Per ereditare i loro risultati e renderli tuoi, devi camminare per i sentieri su cui loro hanno camminato. Acquisirai la piena consapevolezza solo dopo aver fatto tua e messo in pratica questa comprensione.

10 luglio 2019

“Forza, ragazze dello sport!”

di Francesca Radaelli


Vincono tanto ma spesso non contano abbastanza. Che le donne dello sport italiano, ancor prima del fischio d’inizio, partano già in svantaggio rispetto ai colleghi maschi, è oggi un fatto inconfutabile. Eppure la pratica sportiva ha molto da offrire al mondo femminile, in termini di valori e possibilità di crescita personale. Se ne è parlato venerdì 29 marzo a Monza, nel corso del convegno – molto partecipato – “Donne: etica e valori nello sport”, organizzato dalla sezione locale della UPF Universal Peace Federation e dalla Uisp Unione italiana sport per tutti presso l’Urban Center, e condotto da Carlo Chierico, presidente UPF Monza che ha introdotto la serata leggendo un messaggio di Claudia Giordani, campionessa di sci e ora delegata Coni, e dalla giornalista sportiva Serena Scandolo.
L´iniziativa è stata sostenuta dal Comune di Monza, rappresentato nell’occasione dall’assessore allo sport Andrea Arbizzoni che, dopo aver ricordato con orgoglio la recente vittoria – lo scorso mercoledì 27 marzo – della squadra monzese di pallavolo femminile alla  Challenge Cup, ha sottolineato come la disuguaglianza tra donne e uomini nello sport sia oggi un problema da risolvere a livello culturale e anche politico: “Spesso le donne vincono più degli uomini, ma hanno stipendi più bassi e minori tutele. Non è un caso che non abbiamo mai avuto un presidente del Coni donna, e che anche gli allenatori delle squadre femminili siano per la maggior parte uomini. Dai vertici arriva spesso un messaggio sbagliato, e occorre lavorare a livello concreto per andare oltre gli stereotipi, per cambiare davvero le cose. Perché lo sport può davvero rappresentare per tutti un’importante palestra di crescita come cittadini”.