15 gennaio 2018

African Summit 2018: attesi più di 1200 partecipanti a Dakar

Abdoul Babajanvier 12, 2018

Più di 1200 partecipanti provenienti da oltre 60 regioni in Africa e altre regioni del mondo sono attesi a Dakar il 18 e 19 gennaio per partecipare al Summit Africano del 2018. I leader della Federazione per la pace universale (UPF) e l'Associazione Internazionale dei Parlamentari per la Pace (IAPP) hanno incontrato la stampa questo giovedì a Dakar.

Secondo il segretario generale del comitato organizzatore, la dott.ssa Paterne Zinsou, 15 capi di stato (attuali o precedenti), 12 vicepresidenti, 6 presidenti dell'Assemblea nazionale, 35 ministri e capi di governo, 150 leader religiosi sono attesi nella capitale senegalese (Dakar), che inizierà la prossima settimana per partecipare a questo summit che si terrà in Africa per la prima volta.

Il tema di questo primo vertice ruota attorno al riflesso di una "nuova Africa: interdipendenza, prosperità reciproca e valori universali". Durante i due giorni del vertice, saranno poste all'ordine del giorno domande su pace, sicurezza e sviluppo sostenibile per promuovere la visione di un'Africa unita, interdipendente e prospera.
L'incontro programmato presso il Centro Congressi Internazionale Abdou Diouf di Diamniadio sarà presieduto dal Capo dello Stato, Macky Sall alla presenza del Dr. Hak Ja Han Moon della FPU (Federazione per la Pace Universale).

Abdoul BABA – Lavisenegalaise.com

5 gennaio 2018

Trasparenza

“Non chiedere trasparenza ad altri se non hai fornito loro la stessa trasparenza”

La trasparenza è una questione importante per tutte le istituzioni sociali, non solo il governo, perché è un aspetto essenziale di legittimità in un'epoca in cui ci sono istituzioni sociali molto grandi, complesse e impersonali. Nella famiglia, l'istituzione sociale di base, la trasparenza non è un problema serio perché le relazioni interpersonali sono così vicine che tutti sappiano quello che chiunque altro nella famiglia sta facendo. Se la sorellina è malata, il papà perde il lavoro, o il fratello più grande ha una nuova Mercedes, è difficile nascondere queste informazioni ad altri membri della famiglia. Lo stesso vale nelle piccole città.
Questa "trasparenza naturale" non esiste con le relazioni impersonali delle grandi città o le istituzioni sociali e burocratiche moderne, siano esse, governi, aziende o chiese. Il rapporto impersonale crea l’opportunità di nascondere i segreti in una chiesa, di frodare il governo, di utilizzare i ricavi aziendali per scopi privati, ecc.

31 dicembre 2017

Giornata mondiale della Tolleranza

di Vincenzo Lipari

Il 16 novembre si celebra la Giornata mondiale della tolleranza istituita dall’Onu nel 1996 per ricordare i principi che hanno ispirato la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, approvata dalle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948.
“In occasione della Giornata mondiale della tolleranza invito tutte le persone e i governi a combattere attivamente la paura, l’odio e l’estremismo con il dialogo, la comprensione e il rispetto reciproco. Cerchiamo di eliminare le divisioni e uniamoci per un futuro comune”, ha dichiarato l’ex segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon.

Premio per la tolleranza e la non violenza
Nel 1995, in occasione dell’Anno per la tolleranza indetto dalle Nazioni Unite e del centoventicinquesimo anniversario della nascita del Mahatma Gandhi, l’Unesco ha istituito l’Unesco-Madanjeet Singh prize for the promotion of tolerance and non-violence. 
Il riconoscimento premia persone, istituzioni, enti o organizzazioni non governative che hanno contributo, con attività significative in campo artistico, culturale o scientifico, nella promozione della tolleranza e della non violenza. Il premio del 2016 è stato assegnato al Centro della tolleranza in Russia.

La Cultura della Pace nelle scuole

di Michele Cavallotto

L’Associazione Interculturale “Verso l’Alto” e il Comitato Promotore di Caltanissetta dell’U.P.F. Federazione Internazionale per la Pace, hanno presentato un progetto all’Istituto Comprensivo “Leonardo Sciascia” di Caltanissetta dal tema “La Cultura della Pace – rispetto e convivenza pacifica fra culture diverse” con l’intento di formare ed educare le nuove generazioni alla pace.
Il progetto è stato accolto positivamente dalla dirigente scolastica Giusi Mazzarino e dalle insegnanti, con la partecipazione di 200 alunni delle classi quarte e quinte della scuola primaria dell’Istituto.
L’iniziativa prevedeva una visita guidata in due quartieri di Caltanissetta dove abitavano e convivevano in pace ebrei, arabi e cristiani ed una successiva visione (nell’aula magna della scuola) di diapositive di città e nazioni con spiegazione finale sulla cultura della pace. Inoltre il progetto prevedeva dei lavoretti che le varie classi avrebbero realizzato (ricerche, riflessioni, poesie e disegni sul tema progettuale) con mostra finale degli elaborati ed una premiazione al migliore lavoro.

Educhiamo alla pace

di Dora La Placa

Il primo settembre Papa Francesco ha invocato la pace nel mondo, affermando che la non violenza è la nuova via da seguire. Come non ascoltare le sue parole dal momento che la via della non violenza è stata sperimentata e ha dato buoni frutti? M
ahatma Gandhi predicava la non violenza ed è riuscito a liberare il suo paese, l’India, senza fare del male a un solo inglese. Negli Stati Uniti Martin Luther King, Malcom X lottavano per i diritti degli Afroamericani, organizzando manifestazioni pacifiche, facendo propria la filosofia della rivoluzione non violenta di Gene Sharp, Mandela in Sudafrica ottenne l’abolizione dell’apartheid, in Birmania la leader Aung San Suu ky si batte ancora oggi per il suo popolo, Malala la studentessa pakistana, premio Nobel per la pace, difende il diritto delle donne allo studio, Angelo Frammartino, volontario in una missione di pace, venne ucciso a 24 anni da un palestinese, non ultimo Gino Strada fondatore di Emergency, ma anche Medici senza frontiere si prestano a rischio della vita in zone di guerra. Costoro hanno il senso della giustizia, dell’uguaglianza, della pace. Ma tutti siamo chiamati a contribuire al raggiungimento della pace, vivendo nel rispetto con gli altri. Nessuno deve essere penalizzato per il colore della pelle né per la religione, né per la lingua. Ciascuno di noi può cambiare il mondo attraverso il proprio comportamento quotidiano. 

PORTATORI DI UNICITÀ’: “Individua il talento, sviluppa la solidarietà”

Il 27 Luglio, Elisabetta Nistri Presidente WFWP (Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo) Italia, è stata invitata insieme a Giuseppe Calì, Presidente di FFPMU (Federazione delle Famiglie), come relatrice ad uno speciale evento organizzato dalla Dott.ssa Virginia Vandini, Ambasciatrice di Pace della WFWP, in collaborazione con Università la Sapienza di Roma e con il patrocinio di: Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Regione Lazio, Comune di Roma e della WFWP che si è svolto nella prestigiosa Sala della Regina nella sede della Camera dei Deputati in Piazza Monte Citorio.
Il tema proposto dalla Dottoressa Virginia Vandini, fondatrice dell’Associazione “Il Valore del Femminile” era l’UNICITA’, intesa come ricerca e acquisizione del proprio talento e capacità per contribuire al benessere della società. 
La Associazione “Il Valore del Femminile” ha sviluppato, sin dalla sua costituzione, una formula educativa volta a generare un cambiamento radicale nei paradigmi culturali dominanti basati su una separazione netta tra femminile e maschile, con tutte le conseguenze che ogni giorno ci arrivano dalle notizie di cronaca.
Scienziati, attori, cantanti, direttori di Canali Tv, imprenditori sono stati invitati come esempi portatori di Unicità. Elisabetta Nistri e Giuseppe Calì sono stati invitati come testimonial di unicità per la Pace e nel Sociale come coppia esemplare. Qui di seguito riportiamo un estratto dell’intervento di Elisabetta Nistri.

La WFWPI e il ruolo delle donne

di Elisabetta Nistri,

Unicità, una bella parola
In verità siamo tutti unici. Avete mai trovato una persona identica a voi? Questa sala è piena di persone, ben assortita, ma non esiste, non è mai esistito alcuno uguale ad un altro, come non esiste un fiore o un animale identico ad un altro. Ognuno di noi è un essere speciale e ha un valore unico.
Come esseri umani, abbiamo compreso qual è il nostro valore più profondo? È una conquista importante, non facile, che se afferriamo, ci permette di sentirci bene con noi stessi, non importa cosa gli altri pensano di noi: non dipendiamo più dalle circostanze o dall’opinione altrui, perché impariamo ad amarci e siamo in pace con noi stessi. 

PAROLE DI PACE

Il 21 settembre, in tutto il mondo, si è celebrata la Giornata Internazionale per la pace, indetta ogni anno dalle Nazioni unite: “Insieme per la pace: rispetto, sicurezza e dignità per tutti” è il tema scelto dall’ONU per l’edizione di quest’anno. E anche quest’anno, a Monza, si è rinnovato l’appuntamento con la Veglia Interreligiosa di preghiera per la pace nel mondo, l’iniziativa promossa dalla sezione monzese della UPF Universal Peace Federation insieme alla Federazione delle Donne per la pace, con l’adesione e il patrocinio del comune e della provincia di Monza.
Evento di grande fascino, seguito da un pubblico sempre maggiore, la veglia è diventata ormai una tradizione per la città di Monza, giunta quest’anno alla tredicesima edizione consecutiva. Esponenti delle varie fedi e comunità religiose si sono radunati davanti al palazzo del Municipio e hanno offerto al numeroso pubblico presente una preghiera o una breve riflessione; la veglia era stata preceduta da una tavola rotonda, presso l’Urban Center, di approfondimento sulle stesse tematiche: pace, diritti umani, integrazione e cooperazione interreligiosa.

Di seguito l’articolo di Francesca Radaelli, uscito sul giornale on line “il Dialogo di Monza”

di Francesca Radaelli
Chi legge una preghiera e chi racconta un’esperienza, vissuta in terre lontane o vicine.
Chi cita le parole di Papa Francesco e chi quelle del Dalai Lama. Chi intona un canto e chi indossa un simbolo. Davanti al municipio di Monza, in Piazza Trento e Trieste, la sera di giovedì 21 settembre si è rinnovato l’appuntamento con la tradizionale Veglia interreligiosa per la pace, organizzata dalla UPF di Monza in occasione della Giornata internazionale per la pace istituita dall’Onu.
Nell’unico giorno in cui in tutto il mondo deve essere rispettato il cessate il fuoco, di fronte al braciere acceso si sono unite in un unico coro le voci di figure religiose e spirituali diverse tra loro ma in cammino verso la stessa direzione, percorse da quella stessa tensione che attraversa tutte le fedi. L’aspirazione alla pace.

L’ALBANIA OGGI. UN PAESE ALLA RICERCA DEL PROPRIO RUOLO

Dopo una lunga e rigida dittatura che l’ha tenuta isolata dal resto del mondo per quasi 50 anni, seguita da un periodo turbolento, l’Albania pare ora avviarsi verso la stabilità, favorita anche dalla pacifica convivenza tra le diverse religioni

di Emilio Asti
Geograficamente molto vicina all’Italia, ma ancora in parte sconosciuta, l’Albania, unico paese dell’Europa a maggioranza islamica, rimane forse la nazione europea più enigmatica, alla quale spesso si guarda con una certa curiosità mista a pregiudizi. Tra i popoli balcanici gli albanesi, discendenti degli antichi Illiri, appaiono quelli che hanno conservato più a lungo parecchi aspetti arcaici, altrove scomparsi. Anche la lingua, divisa in due varietà dialettali, il Ghego a nord e il Tosco a sud, appartenente alla famiglia linguistica illirica, di cui rappresenterebbe l’unica sopravvivenza, conserva numerosi tratti antichi ed il suo lessico contiene molti prestiti latini, greci, slavi e turchi.

I molti reperti archeologici rinvenuti nel territorio dell’odierna Albania testimoniano le varie civiltà che si sono succedute in questa zona, il cui popolamento ebbe inizio in epoche remote. 
Nonostante le ridotte dimensioni territoriali l’Albania, chiamata “Paese delle Aquile”, un’aquila bicipite su sfondo rosso è infatti raffigurata sulla sua bandiera, racchiude una gran varietà di paesaggi che la rendono una meta turistica molto attrattiva, ancor poco nota, che esercita un fascino particolare sui visitatori.