15 maggio 2022

Famiglia e Matrimonio

Ogni 15 maggio viene celebrata la Giornata Internazionale della Famiglia proclamata dalle Nazioni Unite nel 1994. 

Lo scopo era di diffondere una maggiore coscienza, a livello Globale, in merito ai processi sociali, economici e demografici che coinvolgono le famiglie nel mondo.

La famiglia è la più piccola unità dove possiamo praticare e perfezionare i Quattro Grandi Amori.




8 maggio 2022

Parliamo di come la pace nel mondo può essere realizzata

Anche oggi in molte aree del globo ci sono conflitti molto aspri… 

La pace e la felicità umana dipendono dallo sviluppo morale e spirituale delle persone. 

Questo, perché la pace mondiale, o la pace nella nazione è realizzata da individui e famiglie. 

Per affrontare le sfidi del 21° secolo noi abbiamo bisogno di veri genitori dell’umanità, di veri insegnanti, di vere autorità che possono educare leader impeccabili sulla base della moralità e della spiritualità.

Allora, come può essere realizzata la pace? Nel mondo d’oggi, l’ordine è stato distrutto. Perciò, stabilire la pace vuol dire ripristinare quell’ordine. 

La pace non è soltanto desiderata sul livello mondiale, ma anche sul livello di nazione, società e famiglia. 

Anche gli individui desiderano la pace in loro stessi.

Di questi vari livelli di pace quale dovrebbe essere stabilito per primo?

Verrebbe da pensare che se la pace nel mondo fosse stabilità per prima, allora su quella base la pace nella nazione, nella società, nelle famiglie ed eventualmente negli individui verrebbe pure ad esistere.

Ma questo è un punto di vista sbagliato. In realtà è necessario il processo inverso per stabilire la pace. 

La pace individuale deve essere realizzata per prima. Poi la pace nella famiglia può realizzarsi e solamente su quella fondazione la pace nella società, nella nazione e nel mondo può essere, di conseguenza, realizzata.

Guarda il video qui 



7 maggio 2022

Dignità Umana

Secondo la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

La dignità umana deve essere un punto di partenza della nostra politica pubblica e deve essere un criterio per le politiche sociali. 

L'inizio, la fine e anche la strada della dignità umana per tutti.

Allora qual è la direzione?

Verità e giustizia per tutti. 

Il che significa in realtà il bene comune, perché la verità e la giustizia sono la base del bene comune.

Guarda il video 


 

12 aprile 2022

Camminiamo verso il 25 aprile

di Albertina Soliani, 

Quello del 1945. Quello che ha aperto il mondo nuovo: delle democrazie, delle Costituzioni, del diritto internazionale, della convivenza pacifica dopo le macerie della seconda guerra mondiale, dopo la sconfitta storica del nazifascismo, nella consapevolezza del limite invalicabile dopo Hiroshima. Dopo il trionfo dell'umanità sulla disumanità. L'umanità al potere, non più la disumanità al potere. Quaranta giorni fa, il mondo nato da quel 25 aprile è stato travolto dall'aggressione della Russia di Putin all'Ucraina. Sul suolo europeo, all'inizio del secondo decennio del XXI secolo. Per questo, il nostro sgomento incredulo, per questo, la nostra nuova Resistenza. Con tutti i mezzi possibili della non-violenza, della politica, della diplomazia, con la più grande solidarietà con i popoli che resistono. Perché la sfida è radicale, morale, umana: si deve resistere contro la disumanità al potere oggi. Come allora, per sempre antifascisti, per sempre resistenti. Come si diceva un tempo: ora e sempre resistenza. Con il popolo dell'Ucraina, con il popolo del Myanmar, con il popolo curdo, con il popolo Sahrawi, con i popoli di tante altre terre martoriate. Resistere vuol dire sognare un mondo diverso per la nostra vita, per la vita umana, per la vita delle nuove generazioni. Si resiste per difendere la Patria, sacro dovere del cittadino (art. 52 della Costituzione). 

29 marzo 2022

“Exit Tragedy. Pensare che volevamo la pace per l’Afghanistan”

Per www.Cybernaua.it InformAction Magazine, l’anno 2022 si apre con la pubblicazione del secondo libro sull’Afghanistan scritto da Maria Clara Mussa con le fotografie di Daniel Papagni.

Edito da LoGisma, narra del Paese abbandonato al proprio destino.

Apre con una dedica all’Afghanistan la cui sabbia numerose volte gli autori hanno calpestato e respirato, a coloro che hanno sacrificato la propria vita, alla collega Maria Grazia Cutuli uccisa in un agguato il 19 Novembre 2001.

Il libro si chiude con la postfazione del generale Mario Arpino che dice:
“Ho appena finito di leggere, ancora in prima stesura, il libro sull’Afghanistan di Maria Clara Mussa. Una prima impressione, a caldo? Eccola: quello che ho appena letto è un libro d’amore. Amore per la natura selvaggia, le montagne, i deserti, per quel cielo stellato che ormai noi non riusciamo più a ricordare, ma che quelli della mia generazione sanno bene che esiste. Amore per i suoi uomini e per le sue donne, in attesa perenne di una libertà a loro sconosciuta. E amore per i nostri soldati, che per vent’anni si sono avvicendati in quei luoghi certamente affascinanti, ma proprio per questo capaci di nascondere pericoli improvvisi e trappole letali.”

“Exit Tragedy.
Pensare che volevamo la pace per l’Afghanistan”, 
edito da LoGisma è facilmente reperibile online, su tutte le principali piattaforme di vendita libri.

Editore: LoGisma Prezzo: 16 Euro

EXITTRAGEDY. Pensare che volevamo la pace in Afghanistan

“Dedichiamo questo libro all’Afghanistan la cui sabbia numerose volte abbiamo calpestato e respirato, a coloro che hanno sacrificato la propria vita, alla collega Maria Grazia Cutuli uccisa in un agguato il 19 Novembre 2001”

di Maria Clara Mussa e Daniel Papagni

 Edito da LoGisma

Con questa dedica incomincia il nostro libro: una raccolta di aneddoti e testimonianze vissute, con il mio collega fotoreporter Daniel Papagni, nel corso dei venti anni in cui si è svolta la missione di pace in Afghanistan, durante la quale si sono succedute fasi differenti nella gestione dei rapporti istituzionali con il Paese, con il progetto finale di una Exit strategy, allorché fosse stato raggiunto l’obiettivo: la pace. Il libro nasce proprio dall’esigenza di rendere giustizia ad un popolo che da decine e decine di anni cerca di sopravvivere in una continua lotta contro poteri perversi. Abbiamo compiuto numerose missioni giornalistiche, sia embedded con i contingenti internazionali, sia unembedded, frequentando la popolazione afghana, condividendone le abitudini e partecipando alle loro vicissitudini, in modo particolare con le donne afghane. Rientravamo dalle nostre missioni giornalistiche con argomenti e foto da pubblicare sul nostro webmagazine Cybernaua, ma, soprattutto, rientravamo consapevoli di avere caricato sulle nostre spalle la responsabilità di raccontare la realtà, la tragedia, la voglia di vivere e lavorare di quel popolo indomito. Dopo l’abbandono da parte della Nato, avvenuto in modo repentino nell’agosto 2021, tale responsabilità si è fatta sentire ancora più forte.

European Academy for International Relations

21 marzo 2022 non una data qualsiasi: questo è il Giorno scelto per la presentazione ufficiale del nuovo Ente Nazionale che si occuperà di Pace, Sviluppo e relazioni Internazionali per tutta l’Area Mediterranea denominato “European Academy for International Relations”. 

di Vincenzo Lipari

Un Movimento Accademico Internazionale forte delle esperienze pregresse dell’Associazioni Iasa FOR PEACE e C.I.A.S, avviate nel 2007’ e giunte oggi ad un epilogo importantissimo: la collaborazione ufficiale con diverse Ambasciate Estere, i rapporti estesi con il Ministero della Pubblica Istruzione, le convenzioni con diverse Fondazioni, ONG, ed organi Nazionali quali CONI, FIGC ed AIAC (Associazione Italiana Allenatori Calcio).

Nelle Giornate Internazionali: per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale (A/RES/2142 (XXI)), per la Giornata Mondiale della Poesia (UNESCO 30 C/Resolution 29), per la Giornata Internazionale del Nowruz (A/RES/64/253) e per la Sindrome di Down (A/RES/66/149) vi sarà la conferenza stampa di presentazione con le firme per le stipule di un programma molto atteso e grandemente esteso: una scelta non casuale dato che il nuovo Ente si occuperà di Pace, Sviluppo, dialogo, discriminazione e cooperazione internazionale in un periodo evolutivo molto complesso come quello che stiamo vivendo. 

Afghanistan: ne parla Barbara Schiavulli, reporter di guerra

La Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo - Padova ha promosso un incontro dove si è esaminato come aiutare le donne in quel martoriato Paese.

di Flora Grassivaro,

Agosto 2021 ha presentato allo scenario internazionale un Afghanistan nuovamente in mano alle truppe talebane pronte a ricondurre il paese sotto le rigide regole integraliste. Secondo le Nazioni Unite servono circa 4.4 miliardi di euro per arginare l’ondata di miseria che sta attanagliando il paese e lo sta facendo precipitare in un baratro. Questa terribile situazione è probabilmente la più grave dell’ultimo decennio. Il 98% della popolazione non ha abbastanza cibo, su più di 24 milioni di persone incombe una fame estrema e 9 milioni di persone sono a rischio carestia. Il peso di questa situazione rischia di falciare le vite di più di 13 milioni di bambini. In questi mesi il termometro arriva a -15 e ruba le vite della popolazione che non ha né legna né coperte e spesso neppure teloni per ripararsi dalla morsa del gelo. Per un po’ di tepore si brucia tutto: stracci, plastica, qualsiasi cosa che spesso produce fumo, fuligginoso e poco sano.