31 marzo 2026

Dr.ssa Hak Ja Han, cofondatrice della Universal Peace Federation, candidata al Premio Nobel per la Pace

Un riconoscimento del suo impegno per la pace nel campo del dialogo, del servizio umanitario e della cooperazione internazionale

La Dr.ssa Hak Ja Han, cofondatrice della Universal Peace Federation, è stata candidata al Premio Nobel per la Pace 2026 nella categoria Pace e Fratellanza tra le Nazioni. La candidatura è stata formalmente presentata dal Dr. Jan Figel, già Inviato speciale dell’Unione Europea per la libertà di religione o di credo e presidente ad interim di FOREF Europe (Forum for Religious Freedom Europe).  

Nella sua candidatura, il Dr. Figel ha richiamato decenni di lavoro della Dr.ssa Han nel dialogo interreligioso, nella cooperazione umanitaria, nella costruzione della pace nella Penisola coreana e nella tutela dei valori della famiglia come fondamento di società stabili. La candidatura richiama nuovamente l’attenzione su un insieme di opere che si è intrecciato con le priorità delle Nazioni Unite e con la più ampia agenda globale per la pace.  

Argentina: perché l'etichetta di "setta" aggrava la persecuzione religiosa

Buenos Aires, Argentina – L'uso del linguaggio dispregiativo utilizzato nei contesti giuridici e nei media sta alimentando le persecuzioni delle comunità religiose in tutto il mondo. La dott.ssa María Vardé, esperta in materia di libertà religiosa, ha affrontato questo tema nel suo intervento intitolato «Libertà religiosa e diritti umani in Argentina», tenuto il 25 febbraio 2026 presso la Sala Alberione della Società Biblica Cattolica Internazionale (SOBICAIN) a Buenos Aires. 

L’incontro, organizzato dall’Associazione Interreligiosa per la Pace e lo Sviluppo (IAPD) e da UPF Argentina, insieme alla SOBICAIN e al Centro di Dialogo Interculturale Alba, ha incluso una sessione di domande e risposte e commenti da parte del pubblico.

29 marzo 2026

Dai partenariati al servizio: zero waste e costruzione della pace

In occasione della Giornata internazionale dei rifiuti zero, la Universal Peace Federation richiama il legame tra responsabilità ambientale, servizio alla comunità e costruzione della pace. Con particolare attenzione al tema dello spreco alimentare, il documento indica nella cura delle risorse una concreta espressione di responsabilità condivisa. 

Dr. Tageldin Hamad*

Mentre le Nazioni Unite celebrano il 30 marzo la Giornata internazionale dei rifiuti zero, questa ricorrenza conclude il mese di marzo, dedicato ai partenariati, e apre aprile come mese del servizio all’interno della campagna della UPF 100 Days of Serving Community, in corso dal 20 febbraio al 1° giugno 2026.  

Il 30 marzo, le Nazioni Unite osservano la Giornata internazionale dei rifiuti zero, ricordandoci che il problema dei rifiuti non è soltanto tecnico, ma profondamente umano. Nel 2026, la giornata è dedicata in particolare allo spreco alimentare, collocandosi pienamente nell’ambito dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, soprattutto in relazione all’Obiettivo di sviluppo sostenibile 11 e all’Obiettivo di sviluppo sostenibile 12. Il riferimento è diretto al taxrget 11.6, relativo alla gestione dei rifiuti urbani, e al target 12.3, che punta a ridurre lo spreco alimentare e le perdite di cibo lungo le filiere.  

27 marzo 2026

CONTRO LA SOCIETÀ DELL’ANGOSCIA

Speranza e rivoluzione 

In tempi di incertezza e pressione sociale, Byung-Chul Han mette a fuoco l’angoscia come clima
collettivo e la speranza come forza concreta, capace di orientare l’agire e ricostruire un “noi”. Una lettura breve, ma sorprendentemente incisiva.

di Rebecca Stoica 

In questo piccolo libro, il filosofo sudcoreano Byung-Chul Han affronta temi di estrema importanza per il periodo storico che stiamo vivendo. “L’angoscia si aggira come uno spettro. Solo la speranza può farci recuperare quel vivere che è qualcosa di più del sopravvivere”. Sono queste le parole che si trovano sul retro della copertina di questo libro, che tratta proprio della forza della speranza: una speranza capace di produrre cambiamento, di cambiare il mondo, l’unico mezzo davvero abbastanza potente per vivere in tempi dominati dall’angoscia senza lasciarci sopraffare da essa. 

Ricordo ancora il giorno in cui questo libricino filosofico mi è stato consigliato. Stavo seguendo una lezione all’università dal tono piuttosto negativo, stavamo analizzando alcuni tra i numerosi problemi presenti nella nostra società e, vedendoci piuttosto demoralizzati, il professore ci suggerì la lettura di questo libro come antidoto a questo sentimento negativo. L’ho subito acquistato e l’ho letto tutto d’un fiato in un pomeriggio. Oggi sono estremamente grata di quel consiglio. 

23 marzo 2026

Contro l’indifferenza: i giovani e la scelta della responsabilità

L’indifferenza non è neutralità: è una forma lenta di resa. In un tempo segnato da conflitti, polarizzazione e sfiducia, ai giovani viene spesso attribuita passività; ma molte volte è una difesa dall’impotenza percepita. Questo articolo propone una tesi semplice e pratica: scegliere “da che parte stare” significa ricominciare da piccoli gesti quotidiani, capaci di trasformare indignazione in responsabilità.

di Rebecca Stoica*

Essere giovani oggi, portatori di valori profondi e di ideali fondati sulla pace e sulla cooperazione, non è semplice. Quando si è guidati da un forte senso di giustizia, la quotidianità può apparire faticosa, incerta e talvolta solitaria. Il disallineamento tra valori personali e realtà sociale genera spesso un senso diffuso di frustrazione e di impotenza. 

Il contesto globale contribuisce ad accentuare questa percezione. Il mondo appare sempre più instabile: le notizie di conflitti armati, violazioni dei diritti umani e crisi umanitarie si susseguono senza interruzione. Secondo stime recenti, tra il 2024 e il 2025 almeno 240.000 persone sono morte in violenze legate ai conflitti. A queste cifre si aggiungono le conseguenze indirette che tali eventi producono, tra cui povertà, migrazioni forzate e insicurezza alimentare. 

Tecnologia e pace: responsabilità digitale nell’era degli algoritmi e dell’IA

La tecnologia non è “buona” o “cattiva” in sé: diventa ciò che scegliamo di farne. In un tempo in cui un gesto digitale può amplificarsi in pochi secondi, la pace passa anche dagli schermi: dalla cura delle parole, dalla verifica delle fonti, dall’uso consapevole degli algoritmi e dell’IA. Un articolo chiaro e concreto per trasformare il “click” in responsabilità.  

di Andrea Valgoi

Quando si parla di bene e di male, spesso si immaginano due categorie nette di persone: da una parte i “buoni”, dall’altra i “cattivi”. In realtà la storia dimostra che le cose sono molto più complesse. Le stesse persone che in alcune situazioni aiutano, proteggono e costruiscono, in altre possono ferire, escludere o distruggere. Non perché siano improvvisamente diventate malvagie, ma perché ogni essere umano agisce dentro un contesto fatto di interessi, paure, scelte e possibilità. Il bene e il male, quindi, non abitano negli oggetti né nelle macchine, ma nelle decisioni di chi le usa.

Libertà religiosa in Asia orientale: quando anche le democrazie vacillano

La libertà religiosa non è una conquista “assicurata”, nemmeno nelle democrazie. Un webinar promosso da UPF Canada e IMAP ha acceso i riflettori su Corea del Sud e Giappone, analizzando dinamiche politiche e mediatiche che possono delegittimare minoranze e nuovi movimenti religiosi. Con gli interventi di Massimo Introvigne, Franco Famularo e Isaac Jeong, l’incontro ha richiamato un punto chiave: la tutela della libertà di coscienza resta un indicatore decisivo della qualità democratica.

di Vittorio Patanella

La persecuzione religiosa, considerata una delle principali minacce del nostro tempo, non conosce barriere geografiche o politiche. Anche le democrazie più consolidate non sono immuni da questo pericolo che è sempre più diffuso a livello globale. Tale preoccupante realtà richiede un'attenta vigilanza e una tutela delle libertà fondamentali, spesso erroneamente considerate come garantite.

Di questi argomenti si è parlato nel corso del webinar intitolato "Il futuro della libertà religiosa nell'Asia orientale", che ha visto la partecipazione di illustri esponenti del settore come Massimo Introvigne, Franco Famularo e Isaac Jeong.

Oltre Charles Darwin: scienza, Logos e creazione per stadi

Le scienze della vita stanno ampliando lo sguardo sul mondo naturale e, in alcuni punti, stanno anche riaprendo domande di fondo: direzione, ordine, significato. Senza contrapporre ricerca e fede, questo articolo propone un dialogo possibile tra interpretazioni scientifiche e una visione spirituale della creazione “per stadi”, come la formula il Pensiero dell’Unificazione. Un invito a leggere complessità e responsabilità—non come rivali, ma come alleati.

di Giorgio Gasperoni

Nel corso dell’ultimo secolo le scienze della vita hanno ampliato enormemente il nostro sguardo sul mondo naturale. Eppure, proprio oggi, molti ricercatori riconoscono che la teoria dell’evoluzione – nella versione classica formulata nell’Ottocento – non riesce a spiegare tutta la ricchezza dei fenomeni viventi.

Questa constatazione non intacca il valore della ricerca, ma apre uno spazio prezioso di dialogo tra pensiero scientifico e visione spirituale. È su questo terreno che si colloca la prospettiva del Pensiero dell’Unificazione.

22 marzo 2026

Contro il razzismo non bastano le parole: serve una cultura della dignità

Dal 21 al 27 marzo le Nazioni Unite promuovono la Settimana di solidarietà con i popoli che lottano contro il razzismo e la discriminazione razziale. Nel suo messaggio, la Universal Peace Federation richiama il valore della memoria, della giustizia e della riconciliazione come basi concrete di una pace vera.  

Dal ricordo di Sharpeville alle iniziative educative in Bolivia, Georgia e Senegal, la dichiarazione della UPF invita istituzioni, società civile e comunità religiose a contrastare il razzismo non solo sul piano delle idee, ma anche in quello delle relazioni, delle strutture e della coscienza pubblica.  

Ogni anno, tra il 21 e il 27 marzo, la comunità internazionale è chiamata a fermarsi per riflettere su una delle ferite più persistenti della storia moderna: il razzismo. La Settimana di solidarietà con i popoli che lottano contro il razzismo e la discriminazione razziale, promossa dalle Nazioni Unite, si apre con la Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, legata alla memoria del massacro di Sharpeville del 1960, quando 69 manifestanti pacifici furono uccisi in Sudafrica sotto il regime dell’apartheid. È una memoria che non appartiene solo al passato: continua a interrogare il presente.  

Eid al-Fitr: un augurio di pace ai musulmani del mondo in un tempo ferito dalla guerra

La Universal Peace Federation saluta la conclusione del Ramadan con un messaggio rivolto alle comunità musulmane di tutto il mondo, richiamando il valore della solidarietà, della disciplina interiore e della fraternità umana in una fase segnata da conflitti e divisioni.  

Nel messaggio firmato da Dr. Tageldin Hamad, l’Eid al-Fitr viene presentato non solo come festa religiosa, ma come occasione per rilanciare una cultura della pace, del servizio e del dialogo interreligioso, proprio mentre il Medio Oriente continua a soffrire.  

Mentre i musulmani di tutto il mondo celebrano l’Eid al-Fitr, la festa che conclude il mese sacro del Ramadan, la Universal Peace Federation rivolge un messaggio di augurio e vicinanza alle famiglie e alle comunità islamiche in ogni parte del pianeta. Non si tratta soltanto di una formula di cortesia religiosa. Nel testo diffuso in occasione della ricorrenza, la UPF riconosce nel Ramadan e nel suo compimento festivo un patrimonio morale che parla anche al nostro tempo: riflessione, autodisciplina, cura degli altri e responsabilità verso la comunità.  

Oltre il rumore: media, dignità umana e architettura della pace

Una dichiarazione della Universal Peace Federation per MEDCOM 2026

Mentre studiosi, giornalisti e professionisti della comunicazione si riuniscono a Bali, in Indonesia, il 23 e 24 marzo 2026, in occasione dell’11th World Conference on Media and Mass Communication (MEDCOM 2026) sul tema “Rethinking Media Futures: Sustainability, Resistance, and Communication Justice”, la Universal Peace Federation (UPF) accoglie con favore questo opportuno confronto globale.  

La conferenza si svolge in un momento cruciale. Il mondo si trova oggi ad affrontare guerre, migrazioni forzate, stress ambientale e la rapida espansione dell’intelligenza artificiale e dei sistemi mediatici guidati dagli algoritmi. In un simile contesto, il futuro dei media non è soltanto una questione tecnologica. È anche, e soprattutto, una questione pubblica e morale.  

20 marzo 2026

Diritti umani e libertà religiosa: una bussola europea per la convivenza

La Giornata Mondiale dei Diritti Umani richiama ogni anno un punto essenziale: i diritti non sono un rituale celebrativo, ma un criterio concreto di convivenza. Il convegno promosso da UPF e IAPD a Roma ha messo a fuoco, con voci istituzionali, accademiche e giornalistiche, un nodo decisivo per l’Europa: la libertà di fede, credo e coscienza come fondamento della dignità e della pace sociale.

di Maria Gabriella Mieli

«Settantasei anni fa, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani pose al centro dell’ordinamento internazionale un principio semplice e rivoluzionario: ogni persona, in quanto tale, è titolare di diritti inviolabili. È questo il messaggio che la comunità internazionale volle affidare al futuro, traendo lezione dalle macerie morali e materiali dei conflitti mondiali. È un messaggio che continua a sollecitare la nostra coscienza collettiva».

Con la dichiarazione del Presidente della Repubblica diffusa per la Giornata Mondiale dei Diritti Umani, da cui sono tratte queste parole, Sergio Mattarella ha ricordato che i diritti sono obiettivi da difendere e rinnovare ogni giorno, soprattutto in tempi segnati da conflitti, disuguaglianze e nuove minacce alla convivenza pacifica.

15 marzo 2026

Toward a Culture of Respect and Interfaith Solidarity

A statement on the International Day to Combat Islamophobia — 15 March 2026 

On 15 March, the international community observes the International Day to Combat Islamophobia, proclaimed by the United Nations General Assembly. This observance calls on governments, civil society, and faith communities to reject religious hatred and to protect the dignity and rights of Muslims around the world.

In his 2026 message, António Guterres, Secretary-General of the United Nations, warned that Muslims in many societies continue to face discrimination, socio-economic exclusion, biased immigration policies, and unwarranted surveillance and profiling. Such conditions are often fueled by anti-Muslim rhetoric and hate speech that can lead to harassment and violence against individuals and places of worship. The Secretary-General also recalled his appointment of Miguel Ángel Moratinos Cuyaubé as United Nations Special Envoy to Combat Islamophobia, strengthening the UN’s collective response.

Proteggere i civili e riaprire il dialogo in Medio Oriente

Di fronte alla nuova escalation di violenza in Medio Oriente, la Universal Peace Federation esprime 
profonda preoccupazione per una crisi che, ancora una volta, colpisce anzitutto i civili. Ogni aggravarsi del conflitto porta con sé vittime, sfollamenti, paura diffusa e una pesante interruzione della vita quotidiana e dei servizi essenziali. A pagare il prezzo più alto sono soprattutto le persone comuni: famiglie, bambini, anziani, comunità già provate da anni di instabilità.  

La UPF esprime la propria solidarietà a tutte le popolazioni civili della regione, che stanno sopportando il costo umano di questa nuova fase del conflitto. Per questo rivolge un appello a tutte le parti coinvolte affinché esercitino moderazione, mettano al primo posto la protezione delle popolazioni civili e garantiscano un accesso umanitario sicuro, continuo e senza ostacoli.  

11 marzo 2026

La nuova architettura della sicurezza globale

Dalla deterrenza alle coalizioni: la nuova linea strategica degli Stati Uniti

La strategia di sicurezza americana del 2025 segna un cambio di tono e di metodo: meno fiducia nei meccanismi multilaterali deboli, più enfasi su sovranità, forza credibile e responsabilità degli alleati. Una svolta che merita attenzione anche da parte di chi lavora per la pace.  

di Giorgio Gasperoni

Il 2026 si apre in un contesto internazionale segnato da conflitti persistenti e nuove tensioni strategiche. Alla guerra in Ucraina, ormai entrata nel suo quinto anno, si affiancano le crisi in Sudan, Nigeria e Gaza, mentre nell’Indo-Pacifico continuano le pressioni cinesi su Taiwan e in Medio Oriente restano aperti dossier ad alta instabilità, a partire dall’Iran. In questo quadro, la National Security Strategy 2025 degli Stati Uniti non appare come un semplice documento politico, ma come il tentativo di ridefinire l’ordine internazionale a partire da una lettura più dura e competitiva della realtà globale.  

IRF Summit 2026: UPF e The Washington Times Foundation partner del Vertice

Washington, D.C., Stati Uniti - Si è tenuto a Washington, D.C., dal 1° al 3 febbraio 2026, il Summit Internazionale sulla Libertà Religiosa 2026, che ha visto la partecipazione dei principali sostenitori mondiali di questo diritto fondamentale. 

Per il terzo anno consecutivo, Universal Peace Federation (UPF) e The Washington Times Foundation (TWTF) sono state partner dell'evento, che ha registrato la partecipazione di oltre milleseicento persone provenienti da ottantasette paesi, in rappresentanza di numerose fedi e credenze.

Le religioni si incontrano a Montreal: uniti per l'armonia e la libertà di credo

In occasione della Settimana Mondiale dell'Armonia Interreligiosa, l'8 febbraio 2026, sotto l'egida  di Universal Peace Federation Canada, quaranta partecipanti si sono riuniti in una fredda giornata tipica del Quebec, per riflettere insieme sulle sfide che le nostre società devono affrontare per tutelare la libertà di credo, principio fondamentale per l'armonia di qualsiasi comunità.

Tra i presenti figuravano leader di varie tradizioni religiose: cristiani cattolici, ortodossi, ed evangelici, esponenti del Movimento dei Focolari e della Chiesa Unita, oltre ai rappresentanti di comunità musulmane, indù, ahmadiyya, bahá'í, della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni e unificazionisti. Il convegno ha registrato inoltre un'ampia partecipazione a distanza tramite la piattaforma Zoom, con utenti collegati da varie province canadesi, tra cui Nuova Scozia, Toronto, Winnipeg, Edmonton, Québec City e Vancouver.

“La nostra vita insieme”: il rapporto di coppia fra tradizione e innovazione

In un'epoca in cui le relazioni sono sottoposte a ritmi e pressioni sempre maggiori, si presenta un'opportunità preziosa per le coppie che desiderano investire nella propria relazione. 

Si svolgerà a partire da sabato 14 marzo 2026, un ciclo d’incontri dal titolo "La nostra vita insieme - Corso per le coppie", presso la Sala Polifunzionale di Via Vittorio Emanuele II, 104, a Ponte San Pietro, Bergamo, dalle 14:30 alle 17:00.

Nepal: convegno sul ruolo della famiglia nella giustizia sociale

Kathmandu, Nepal In occasione della Giornata Mondiale della Giustizia Sociale, Universal Peace Federation Nepal ha organizzato un evento presso il Peace Embassy Building di Kathmandu il 21 febbraio 2026. Il programma, dal titolo "Giustizia sociale attraverso famiglie ideali", è stato organizzato in collaborazione con la Federazione delle Famiglie per la Pace Mondiale e l'Unificazione (FFWPU Nepal).

All'evento hanno preso parte cinquantatré persone, tra cui rappresentanti di vari settori della comunità, che hanno contribuito a rendere il confronto più ricco e a conferire alla ricorrenza un valore speciale, facendone un emblema per la promozione dei valori di equità sociale.

Malesia solidale: dalle iniziative di servizio comunitario ai programmi di sostegno educativo

Petaling Jaya, MalesiaIn occasione della Settimana Mondiale dell'Armonia Interreligiosa, Universal Peace Federation Malesia ha co-organizzato un'attività di pubblica utilità, di solidarietà comunitaria e di sostegno educativo, presso il Seri Setia New Village di Petaling Jaya, Selangor, il 31 gennaio 2026.

L'iniziativa è stata realizzata in collaborazione con il Comitato per lo sviluppo e la sicurezza del villaggio di Seri Setia New Village; con il Consiglio comunale di Petaling Jaya; con l'Associazione SWAN; con la Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo della Malesia (WFWP); e con Ajar-ajar Malaysia. 

9 marzo 2026

Giornata internazionale della donna: dignità, giustizia e pace per tutte le donne e le ragazze

In occasione della Giornata internazionale della donna 2026, la Universal Peace Federation rinnova il proprio sostegno alla visione delle Nazioni Unite di una società fondata su dignità, giustizia e pace per tutte le donne e le ragazze. Il tema di quest’anno, “Rights. Justice. Action. For ALL Women and Girls”, richiama con forza una verità essenziale: non può esserci pace autentica senza il pieno riconoscimento del valore, dei diritti e del contributo delle donne nella vita pubblica e privata.  

Questa ricorrenza si colloca in un momento particolarmente significativo. La comunità internazionale si prepara infatti alla 70ª sessione della Commission on the Status of Women (CSW70), dedicata al rafforzamento dell’accesso alla giustizia per tutte le donne e le ragazze, attraverso sistemi giuridici più inclusivi ed equi, l’eliminazione delle discriminazioni e il superamento degli ostacoli strutturali ancora esistenti. A questo si aggiungono due importanti cornici internazionali per il 2026: l’Anno internazionale della donna contadina e l’Anno internazionale dei volontari per lo sviluppo sostenibile. Tutto ciò invita non soltanto alla riflessione, ma anche a una collaborazione concreta con le donne che ogni giorno sostengono la pace, spesso in modo silenzioso ma decisivo.  

6 marzo 2026

Giornata mondiale della fauna selvatica: custodire la biodiversità con partenariati e servizio

Nella Giornata mondiale della fauna selvatica, la Universal Peace Federation richiama l’attenzione su una verità tanto semplice quanto decisiva: la biodiversità non è un tema marginale, ma una condizione essenziale della vita umana, della giustizia tra le generazioni e dello sviluppo sostenibile. Proteggere gli ecosistemi significa, in fondo, proteggere anche il futuro della famiglia umana.

Questa ricorrenza si inserisce pienamente nel quadro dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, in particolare dell’Obiettivo di sviluppo sostenibile 15, dedicato alla vita sulla terra, e richiama l’urgenza del Decennio ONU per il Ripristino degli Ecosistemi (2021-2030), insieme agli impegni internazionali espressi dalla CITES e dal Quadro globale per la biodiversità di Kunming-Montreal.

Partnership che portano risultati alle comunità

Messaggio di marzo 2026 della Universal Peace Federation ai partner intersettoriali nel quadro della campagna “100 Days of Serving Community”  

Con l’inizio di marzo 2026, la Universal Peace Federation (UPF) avvia il primo mese pieno della campagna “100 Days of Serving Community”, in corso dal 20 febbraio al 1° giugno 2026 e culminante nella Global Day of Parents (Giornata Mondiale dei Genitori). L’obiettivo è volutamente pratico: ricostruire la fiducia nelle comunità attraverso cooperazione visibile, servizio concreto e sostegno reale alla vita familiare.  

4 marzo 2026

Il Giappone infligge un colpo storico alla libertà religiosa

COMUNICATO STAMPA

Federazione della Famiglia per la Pace e l’Unificazione Mondiale

4 marzo 2026

Il Giappone infligge un colpo storico alla libertà religiosa:

La Family Federation sciolta senza alcuna condanna penale

Con una decisione storica – e profondamente preoccupante – l’Alta Corte di Tokyo ha oggi confermato l’ordine del governo di sciogliere la Family Federation for World Peace and Unification (FFWPU) in Giappone, precedentemente nota come Chiesa dell’Unificazione.

Con effetto immediato, la personalità giuridica dell’ente religioso viene revocata ai sensi della Legge giapponese sulle corporazioni religiose, e può ora procedere l’avvio della liquidazione forzata dei suoi beni.

Si tratta di una svolta senza precedenti nell’era costituzionale giapponese del dopoguerra: per la prima volta una grande organizzazione religiosa viene, di fatto, cancellata come entità legale senza alcuna condanna penale a suo carico.

Non si tratta di un semplice atto amministrativo. È la sanzione più severa prevista dall’ordinamento giapponese, che priva una comunità di fede della propria esistenza istituzionale. Nelle democrazie fondate sullo Stato di diritto, una misura così estrema richiede una soglia di prova e di giustificazione straordinariamente elevata. Molti giuristi, difensori dei diritti umani e osservatori internazionali sostengono che, in questo caso, tale soglia non sia stata raggiunta.

Nessun reato provato – ma viene inflitta la “pena di morte” istituzionale

Il tribunale non ha riscontrato alcuna colpevolezza penale da parte della Family Federation.