13 luglio 2019

IL MIO REGNO NON È …

Si è replicato al Centro Culturale Gabriella Ferri, in Roma, l’atto unico di Antonio Saccà che ne ha curato anche la realizzazione e la regia: “Il Mio Regno non è ...”

Si tratta di una lettura teatralizzata in costume secondo l’epoca. Il testo rappresenta Gesù Cristo proteso ad affermare l’eternità di ciò che amiamo, ciò che amiamo lo conserviamo per l’eternità proprio e perché lo amiamo, l’amore vuole l’eternità, ed Egli, Gesù Cristo, si concepisce venuto sulla terra inviato dal Padre Dio, appunto, per affermare questa verità: l’amore vince la morte. Se gli uomini amano la vita e non si contrastano per le differenze sociali tutta l’umanità sarà salvata ed eterna. L’amore vuole l'eternità di ciò che amiamo.

Nel testo il popolo e specialmente Giuda e la diavolessa combattono questa concezione, per loro con la morte finisce tutto e gli uomini hanno bisogno di stare bene, di ricchezza, di fortuna e non basta l’amore per chi non ha nulla.
Hanno recitato eccellentemente Limpido Michele nella parte di Gesù Cristo che ha variato gli stati d’animo dalla certezza dell’eternità dell’amore a cadute di sfiducia, sormontate; Bruna Brecciaroli una Diavolessa scatenata che non crede ad altro che al potere; Sabrina Tutone nella parte di Maria, una madre dolentissima che patisce la morte del figlio; Carmelo Valente, un Giuda incattivito dalla professione di fede di Gesù alla  quale egli non crede minimamente,  e appropriatamente deluso e disperato nella parte del mendicante non aiutato; Giorgio Cerone che ha dato una realistica interpretazione come fedele discepolo, Pietro, il quale sgomenta al sapersi investito della fondazione di una chiesa ma  accetta con umiltà e devozione; altrettanto efficace Cerone nella parte di Ponzio Pilato che non vorrebbe la morte di Cristo ma, uomo politico quale è, segue il volere della folla. Nel coro del popolo da segnalare Roberta Barbetti e Anna Sartori. Moltissimo pubblico ed approvazioni insistite.

11 luglio 2019

Educazione civica: forse è l’occasione giusta

Su quali basi?

di Giorgio Gasperoni
Riportare l’Educazione Civica a scuola? Visto il degrado del nostro discorso pubblico e le immagini di impopolare civiltà, è giunto il momento di considerare l’opportunità della sua reintroduzione. Fu Aldo Moro a introdurre tale materia nel 1958, poi in seguito si perse per strada. 
Se come si continua a sostenere nei nostri giorni, prima gli italiani, non dovremmo preoccuparci anche della loro formazione, della coscienza civica, del senso della legalità e del grado di cittadinanza degli immigrati di seconda generazione?
Ma a questo punto, non sarebbe saggio considerare anche l’aspetto primario dell’Educazione?
L’Educazione del Carattere che sta alla base della piramide educativa ovvero l’educazione del cuore e l’educazione alle norme? Questa è la base per una buona educazione civica. 

Cos'è l’Educazione (Istruzione)?
Quando studi a scuola, non studi solo per il tuo bene, ma per afferrare il senso del mondo, comprendendo profondamente la bellezza che ti circonda.
Inoltre, quando esci e lavori nella società, dovendo navigare attraverso forti tempeste, dovresti pensare che questo è per realizzare l'amore e manifestare il tuo vero valore.
Non puoi acquisire abilità in un momento. Puoi diventare bravo in qualcosa solo quando si è attivamente coinvolti e portati al nocciolo del problema. La ragione per cui vai a scuola e studi è per imparare dall'esperienza di altre persone. Per ereditare i loro risultati e renderli tuoi, devi camminare per i sentieri su cui loro hanno camminato. Acquisirai la piena consapevolezza solo dopo aver fatto tua e messo in pratica questa comprensione.

10 luglio 2019

“Forza, ragazze dello sport!”

di Francesca Radaelli


Vincono tanto ma spesso non contano abbastanza. Che le donne dello sport italiano, ancor prima del fischio d’inizio, partano già in svantaggio rispetto ai colleghi maschi, è oggi un fatto inconfutabile. Eppure la pratica sportiva ha molto da offrire al mondo femminile, in termini di valori e possibilità di crescita personale. Se ne è parlato venerdì 29 marzo a Monza, nel corso del convegno – molto partecipato – “Donne: etica e valori nello sport”, organizzato dalla sezione locale della UPF Universal Peace Federation e dalla Uisp Unione italiana sport per tutti presso l’Urban Center, e condotto da Carlo Chierico, presidente UPF Monza che ha introdotto la serata leggendo un messaggio di Claudia Giordani, campionessa di sci e ora delegata Coni, e dalla giornalista sportiva Serena Scandolo.
L´iniziativa è stata sostenuta dal Comune di Monza, rappresentato nell’occasione dall’assessore allo sport Andrea Arbizzoni che, dopo aver ricordato con orgoglio la recente vittoria – lo scorso mercoledì 27 marzo – della squadra monzese di pallavolo femminile alla  Challenge Cup, ha sottolineato come la disuguaglianza tra donne e uomini nello sport sia oggi un problema da risolvere a livello culturale e anche politico: “Spesso le donne vincono più degli uomini, ma hanno stipendi più bassi e minori tutele. Non è un caso che non abbiamo mai avuto un presidente del Coni donna, e che anche gli allenatori delle squadre femminili siano per la maggior parte uomini. Dai vertici arriva spesso un messaggio sbagliato, e occorre lavorare a livello concreto per andare oltre gli stereotipi, per cambiare davvero le cose. Perché lo sport può davvero rappresentare per tutti un’importante palestra di crescita come cittadini”.         

"1918-2018" Ponti di Pace

Guarire il Passato – Aprire la Strada a Sviluppi Futuri 

di Flora Grassivaro, Presidente WFWP-Padova

Nel mese di ottobre 2018, dal 19 al 21, la sezione di Padova della WFWP ha organizzato un evento che ha interessato diverse nazioni europee stimolando la partecipazione di donne di varie nazionalità coinvolte nel 1° conflitto mondiale. Questo evento ha contribuito a rinnovare un sodalizio iniziato più di 10 anni fa tra le sezioni austriaca, slovena e italiana della Federazione delle Donne e ha creato un’incredibile opportunità di allargamento anche ad altre sezioni europee con nazioni coinvolte nell’allora Grande Guerra, per riconciliare e avvicinare persone e popoli.
Celebrando i 100 anni dalla firma dell’Armistizio, siglato proprio a Padova, rappresentanti dall’Austria, dalla Slovenia, dalla Francia, dalla Germania, dalla Repubblica Ceca e dall’Italia si sono unite per creare le basi di future collaborazioni e di promozione della pace. 
Con queste premesse le presidenti nazionali delle sezioni della WFWP, grazie all’incredibile spirito d’iniziativa della presidente locale Flora Grassivaro, e la presenza della responsabile europea Carolyn Handschin, nonché rappresentante alle Nazioni Unite per la WFWP International, hanno organizzato una cerimonia di gemellaggio alla presenza di oltre 120 persone tra ospiti e socie appartenenti a oltre 10 nazioni.

In duemila alla camminata con le tradizioni spirituali e le comunità religiose

Grande partecipazione a “Firenze Comunità in Cammino” la passeggiata laica attraverso i luoghi simbolicamente riconducibili alle varie religioni. Nardella: “Vorrei che questo cammino possa essere riproposto ogni anno”

di Aldo D’Onofrio,
Sono state circa 2mila le persone che il 3 febbraio 2019 hanno preso parte alla camminata laica intitolata “Firenze Comunità in cammino: incontrarsi, conoscersi e accogliersi” organizzata dal Comune di Firenze insieme alle confessioni religiose nell’ambito della settimana mondiale per l’armonia religiosa indetta dall’Onu.
“L’idea di questa camminata è nata qualche mese fa e come tutte le belle idee che nascono dal cuore è cresciuta per strada fino ad arrivare alla giornata di oggi” ha detto il sindaco Dario Nardella intervenuto a chiusura della camminata in piazza della Signoria. “Ringrazio tutte le confessioni spirituali e comunità religiose che hanno partecipato a nome della citta di Firenze perché oggi avete dato un bel messaggio non solo a Firenze ma a tutto il paese. È la prima volta che così tante comunità si ritrovano insieme per fare un cammino, è un mattone che noi mettiamo alla casa comune che è la nostra comunità. Firenze è un simbolo universale di dialogo, pace e accoglienza che parla a tutto il mondo. Vorrei che questo cammino possa essere riproposto ogni anno coinvolgendo persone da tutta la regione e un domani speriamo da tutta Italia”. 

Parlamentari per la Pace (4)

Abbiamo inserito una serie di articoli selezionati di membri molto autorevoli della Associazione Internazionale dei Parlamentari per la Pace fondata dalla UPF nel 2016. Tali articoli e relazioni sono stati presentati nell’arco del 2018, soprattutto in Corea del Sud.

Sulla democrazia parlamentare
On. Shri Bhubaneswar Kalita, Membro del Parlamento, India

Considero un privilegio partecipare a questa speciale Conferenza Internazionale per i Leader (ILC) sponsorizzata dalla Universal Peace Federation (UPF) e colgo l'occasione per ringraziarla di avermi permesso di offrire il mio contributo a questa assemblea. Mi congratulo anche per la scelta del tema, estremamente rilevante: "Affrontare le sfide critiche del nostro tempo: la responsabilità dei parlamentari e dei leader religiosi".
Il ciclo di conferenze ILC è stata una delle più importanti iniziative della UPF, ed è stata la fondazione sulla quale costruire numerose altre attività, tra cui l'Associazione Internazionale dei Parlamentari per la Pace, l'Associazione Interreligiosa per la Pace e lo Sviluppo, i World Summit e molti altri programmi.

9 luglio 2019

Seeds of Peace

Progetto Internazionale del Movimento Accademico Iasa For Peace

di Vincenzo Lipari
Facciamo parte di una Generazione che sente il bisogno di lanciare messaggi di risveglio delle coscienze. Una generazione sempre più consapevole e che tramite tanti piccoli gesti cerca di trasmettere amore, rispetto, conoscenza e voglia di partecipare attivamente ai processi di cambiamento nonché alla costruzione di dialogo, di aperture, di interscambi culturali. 
La costruzione di un percorso assieme però prevede l’accordarsi prima di tutto tra le parti: ecco che la realizzazione di un sentiero di Pace sia in una linea orizzontale – nel territorio in cui operiamo attraverso scuole, Istituzioni, realtà ecclesiali, sia in linea verticale - Ambasciate Estere, Corpi Consolari, Fondazioni, Istituzioni Internazionali - può riedificare antichi sentieri e prospettare nuovi Orizzonti. 

Il prossimo International Peace Festival camminerà infatti lungo più binari che dovranno interagire tra loro per la costruzione e l’edificazione di un vero percorso di pace, sviluppo e dialogo: sarà infatti l’inizio di un progetto quadriennale con delle tappe specifiche attraverso giornate Internazionali e tappe intermedie interessando la Sicilia, la Sardegna ed altre Nazioni, Stati Uniti in primis; vedrà altresì l’inaugurazione di due Centri di Dialogo e cooperazione internazionale in Sicilia e Sardegna per l’avvio Multifunzionale e Multimediale degli stessi che interagiranno con i territori di competenza attraverso scuole, aziende, imprese, istituzioni locali ed i paesi che si affacciano nel Mediterraneo. 

Parlamentari per la Pace (3)

Abbiamo inserito una serie di articoli selezionati di membri molto autorevoli della Associazione Internazionale dei Parlamentari per la Pace fondata dalla UPF nel 2016. Tali articoli e relazioni sono stati presentati nell’arco del 2018, soprattutto in Corea del Sud.

Valori universali
On. Andy Daniel, Presidente Senato Santa Lucia

Per me è un onore speciale essere invitato alla Conferenza Internazionale sulla Leadership della UPF 2018 e anche poter condividere con voi alcuni sentimenti sulla complessa questione della pace, e sul tema di questa conferenza, "Costruire un mondo di pace duratura: Interdipendenza, reciproca prosperità e valori universali".

Sebbene noi, dei Caraibi e dell'America Latina, portiamo con noi il calore della nostra regione, i nostri pensieri e le nostre preghiere continuano ad essere con le nostre isole gemelle di Anguilla, Antigua e Barbuda, Bahamas, Isole Vergini britanniche, Cuba, Dominica, Repubblica Dominicana, Porto Rico, St. Barts, St. John, St. Martin e St. Thomas - che sono state tutte vittime e si stanno ancora riprendendo dalle devastazioni della stagione degli uragani del 2017. Gli eventi meteorologici estremi stanno diventando una nuova normalità per noi nella regione dei Caraibi, e ci stiamo preparando per eventi più estremi, visto che la stagione degli uragani del 2018 dovrebbe essere superiore alla norma.

La devastazione in Dominica è senza paragoni se non con quella di un territorio da guerra. È ancora necessario un grande sforzo di aiuti per sostenere gli sforzi di ricostruzione.
Dobbiamo continuare a lottare per costruire un mondo di pace duratura attraverso la nostra interdipendenza verso l'un l'altro, la nostra prosperità reciproca e i valori universali condivisi. Ogni giorno il signor presidente sembra lanciare sulla nostra strada nuove sfide che mirano a orientare noi parlamentari sul percorso. Queste sono sfide locali, nazionali, regionali e internazionali. Non dobbiamo mai mollare; non dovremmo mai arrenderci. Dobbiamo rimanere risoluti sia nel raggiungere gli obiettivi sia i principi reciprocamente accettati che noi, in quanto cittadini globali, abbiamo accettato come nostra luce guida.

Parlamentari per la Pace (2)

Abbiamo inserito una serie di articoli selezionati di membri molto autorevoli della Associazione Internazionale dei Parlamentari per la Pace fondata dalla UPF nel 2016. Tali articoli e relazioni sono stati presentati nell’arco del 2018, soprattutto in Corea del Sud.

Abbiamo bisogno di Parlamentari per la Pace
On. Dan Burton *
Membro del Congresso (1983-2013), 
Camera dei Rappresentanti; Co-presidente internazionale della IAPP

Noi, che viviamo in sistemi democratici, a volte diamo per scontata la più grande benedizione che abbiamo. Dall’ultima volta che sono stato qui, il vostro governo è cambiato, ma la vostra democrazia rimane intatta. Chi era prima dentro è ora fuori dal governo, ma il governo rimane stabile e il vostro sistema democratico basato sulla maggioranza e sulla regola “una persona, un voto” rimane sano. 

Ciò non significa che non abbiate forti discussioni tra di voi, di tanto in tanto, così come accade nel nostro governo, a casa nostra. Questa è la politica. Ma in una repubblica sana, la transizione del potere ha luogo in una maniera ordinata, senza rivoluzioni violente. Questa è la benedizione della democrazia, e mi congratulo con tutti voi che riuscite a salvaguardarla.

Sono stato molto onorato, in questi ultimi anni, di ricoprire la carica di co-presidente internazionale della Associazione Internazionale dei Parlamentari per la Pace insieme al mio buon amico ed ex portavoce della Camera delle Filippine, Jose De Venecia. Questa associazione globale di parlamentari sta cercando di manifestare i più alti ideali di altruismo nell’affrontare i principali problemi che l’umanità sta vivendo oggi – conflitti armati, terrorismo, povertà, il deterioramento dell’ambiente. Questi sono gli ideali più altruistici che si potrebbe desiderare per un gruppo internazionale di parlamentari. Perché un tale gruppo possa fare del bene, dovrebbe avere un’ampia rappresentanza internazionale al suo interno. 

Parlamentari per la Pace (1)

Abbiamo inserito una serie di articoli selezionati di membri molto autorevoli della Associazione Internazionale dei Parlamentari per la Pace fondata dalla UPF nel 2016. Tali articoli e relazioni sono stati presentati nell’arco del 2018, soprattutto in Corea del Sud.

Costruire pace e libertà 
Amb. R. James Woolsey, Jr. *
Ex direttore, Central Intelligence Agency, USA

Saluti alla dott.ssa Hak Ja Han Moon che ci ha riuniti tutti per cercare la pace in Corea e per pregare affinché Dio possa sanare il conflitto che si è abbattuto qui per quasi 70 anni. Saluti ai legislatori, ai membri dell'Associazione Internazionale dei Parlamentari per la Pace che sono venuti da più di 100 paesi. Un saluto anche alle centinaia di leader del Cristianesimo, dell'Ebraismo e dell'Islam di tutto il mondo che sono venuti da decine di paesi per unirsi insieme con i loro fratelli e sorelle coreani, che rappresentano il buddismo, il confucianesimo e una miriade di altre tradizioni di fede.

E soprattutto, un saluto molto sentito al popolo della Repubblica di Corea, le migliaia di voi che sono venuti oggi a rappresentare le sfere private e pubbliche della vita in questo grande e bellissimo paese. Inoltre, desidero congratularmi con la dott.ssa Moon e il suo amato marito per aver fondato il Washington Times a Washington, DC. Sono qui in parte perché il Washington Times e le sue critiche stanno rafforzando la determinazione dei leader americani a raggiungere la pace e, Dio volendo, nel tempo, la libertà per l'intera penisola coreana.

8 luglio 2019

Verso una nuova cultura di cuore e amore filiale

RIPORTIAMO LAVORI E PROGRAMMI SVOLTISI IN ALCUNE CONFERENZE ORGANIZZATE DALLA UNIVERSAL PEACE FEDERATION (UPF) COME PARTE DELLA SERIE DI CONFERENZE INTERNAZIONALI SULLA LEADERSHIP (ILC) 

Dr.ssa Hak Ja Han Moon 
Cofondatrice UPF; Fondatrice IAPP e IAPD

Molti leader religiosi e membri del clero – circa 400 persone – sono venuti qui da tutti i continenti, e circa 100 persone sono venute dagli Stati Uniti, per il coro della ACLC (American Clergy Leadership Conference). Sono molto grata per questo. 
Quando guardiamo il mondo oggi, vediamo molti problemi. Anche se proviamo a superare questi problemi, non possiamo trovarne le soluzioni solo tramite gli sforzi umani. Il futuro appare tetro. Durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, abbiamo visto cose crudeli e orribili. Per questo motivo sono state fondate le Nazioni Unite, con l’intento di unire tutte le nazioni. Ora, sono passati 72 anni dalla fondazione delle Nazioni Unite. Tuttavia, rimangono molti problemi difficili da risolvere per il mondo. Al momento siamo come persi in mezzo a un labirinto, incapaci di unirci. Per le religioni che guidano il mondo oggi, c’è lo stesso problema. Specialmente nella sfera della cultura cristiana, le persone dicono che se credi in Dio e in Gesù finirai in un bel posto. Ma non possiamo fermarci alla sola fede. Dobbiamo pensare a come possiamo assomigliare a Dio, il nostro Creatore, nelle nostre famiglie, società, nazioni e mondo.

Il Regno di pace di Dio

RIPORTIAMO LAVORI E PROGRAMMI SVOLTISI IN ALCUNE CONFERENZE ORGANIZZATE DALLA UNIVERSAL PEACE FEDERATION (UPF) COME PARTE DELLA SERIE DI CONFERENZE INTERNAZIONALI SULLA LEADERSHIP (ILC) 

La prima delle due ILC è stata tenuta in Corea dal 9 al 14 novembre, 2017.
Il primo obiettivo era l’inaugurazione di una nuova iniziativa interreligiosa ad opera della UPF, conosciuta come l’Associazione Interreligiosa per la Pace e lo Sviluppo (IAPD). 
Come seconda iniziativa l’11 novembre 2018, nello stadio dove si giocarono i mondiali di calcio a Seul, i partecipanti della ILC, inclusi molti leader religiosi aderenti alla IAPD, hanno preso parte ad un grande rally di 80.000 persone per sostenere la Pace e l’Unificazione della penisola coreana.  
Un’ulteriore conferenza ILC è stata organizzata sempre in Corea dal 18 al 22 febbraio 2018. 

QUI DI SEGUITO RIPORTIAMO IL CONTRIBUTO DELL’ARCIVESCOVO DR. JOHANNES NDANGA

Il Regno di pace di Dio
Arcivescovo Dr. Johannes Ndanga *
Fondatore e Direttore, della Pentecostal Church of Christ International, Zimbabwe

Rappresentando il mio Zimbabwe e più in grande il continente africano, sono grato al Reverendo e alla signora Moon dell’opportunità di dimostrare che tutti possono realizzare il sogno di Dio di creare un’unica famiglia globale. È un grande onore e privilegio rivolgermi a questa assemblea di credenti provenienti da molte fedi e tradizioni diverse.

Come credenti, i nostri cuori soffrono per la situazione nella penisola coreana. C'è una grave crisi che sta dividendo questa terra. Come leader religiosi, la nostra coscienza ci chiede di fare la cosa giusta. Siamo chiamati dal Signore, nostro Dio, a fare tutto il possibile per realizzare la riunificazione pacifica di questo territorio. Grazie al lavoro della cofondatrice della UPF, la signora Moon, siamo qui in questa assemblea globale per la pace per pregare e adoperarci alla risoluzione definitiva di questo conflitto.

6 luglio 2019

Cittadino globale VS cittadino locale

Si può trovare l’equilibrio tra questi due aspetti?
Una buona leadership cerca di educare gli altri e metterli in grado di governare.

di Giorgio Gasperoni
Nelle varie letture che ho fatto in questi ultimi tempi, mi sono imbattuto in riflessioni che non potevo fare a meno di annottare. La frase che Theresa May (Primo Ministro del Regno Unito) coniò alla conferenza 2016 dei Tories britannici sul significato di cosmopolita come “cittadino di nessun luogo” per contrapporvi il cittadino che ha, invece, a cuore chi gli vive e lavora intorno, mi ha colpito. Mi sono chiesto: ma è proprio così?
Che ogni cosmopolita pensi sia sbagliato parteggiare per il proprio Paese o il proprio popolo è vero soltanto nella versione caricaturale che ne fa la propaganda sovranista. Si può essere cosmopoliti e, al contempo, patriottici e nazionalisti. Non però, del nazionalismo che non ha rispetto per le altre nazioni ed esplode invece in ostilità e xenofobia.
Il libro di David Goodhart, “Road to somewhere”, evidenzia che gli Anywheres (l'élite cosmopolita) devono estendere le proprie preoccupazioni ai Somewhere (i radicati in un posto specifico, che hanno guidato la rivolta anti élite), ma dimenticare che siamo tutti cittadini del mondo – un mondo piccolo, molto vulnerabile e sempre più caldo – sarebbe uno sconsiderato abbassare la guardia. L’altrove non è mai stato così importante.

5 luglio 2019

“LIBERTÀ E RESPONSABILITÀ”

IL NOSTRO BINARIO IDEALE
Dott. Carlo Zonato

di Carlo Zonato
LIBERTÀ, una delle parole chiave che hanno accompagnato l’essere umano nel corso dei secoli e dei millenni. Una parola che richiama gli episodi più critici e dolorosi della nostra storia; una storia caratterizzata da conflitti, dominazioni, oppressioni e schiavitù. Una storia passata e al contempo presente. Anche se non siamo tra coloro che direttamente subiscono, percepiamo il malessere e la sofferenza delle privazioni delle LIBERTÀ. 
Esistono diverse forme e modalità di dominio, di oppressione o schiavitù. Le più evidenti sono state forme esteriori o fisiche, tipiche del passato, ma non ancora completamente debellate nel nostro tanto decantato nuovo millennio. Sono presenti poi altre forme di privazione della libertà, più sofisticate e subdole, tipiche dell’epoca attuale, da parte di chi ha in mano o esercita il “potere” a proprio egoistico tornaconto. E questa modalità può essere esercitata a tutti i livelli relazionali.
Poniamoci questo interrogativo: “Quanto ci sentiamo liberi davvero?”
Se riflettiamo con attenzione a questa domanda sovviene subito un ulteriore interrogativo: “Ma che cosa significa essere liberi?” Come e quando noi possiamo sentirci davvero liberi o dire di aver conquistato completamente la nostra LIBERTÀ? Forse quando abbiamo accumulato sufficienti ricchezze da permetterci quello che vogliamo e desideriamo? Forse quando abbiamo acquisito tutta la conoscenza possibile? Forse quando possiamo avere il potere su tutto e su tutti? 

I leader mondiali proclamano: la pace è possibile, al Summit mondiale UPF 2019


Il Vertice mondiale 2019 della Universal Peace Federation (UPF) incentrato sul tema "Pace, sicurezza e sviluppo umano" ha accolto oltre 600 delegati provenienti da tutto il mondo, rappresentanti di governi, organizzazioni religiose e persone attive nella società civile l'8 e 9 febbraio al Lotte Hotel a Seoul, Corea del Sud.
Dott. Thomas G. Walsh

del dott. William Selig e del dott. Ollie Davies.
Il dott. Thomas Walsh, Presidente della UPF International, ha dato il benvenuto ai partecipanti e ha presentato una panoramica del programma del Summit Mondiale UPF: un discorso di Madre Moon, l’Associazione Internazionale dei Parlamentari per la Pace (IAPP), l’Associazione Interreligiosa per la Pace e lo Sviluppo (IAPD), sessioni incentrate sulla pace nell'Asia nord-orientale e nella penisola coreana e l'introduzione del Consiglio Internazionale del Vertice per la Pace (ISCP).
I discorsi di apertura sono stati forniti dall'on. Yoshinori Ohno, ex Ministro della Difesa del Giappone, il quale ha detto che se vogliamo portare la pace su qualsiasi scala, dobbiamo essere aperti ad altri provenienti da culture e paesi diversi, e dell’on. Dame Pearlette Louisy, ex Governatore Generale di Santa Lucia, che ha descritto la famiglia come una scuola d'amore in cui i principi di pace e armonia vengono coltivati e sviluppati. Questi messaggi, combinati con un intrattenimento meraviglioso e cibo delizioso, sono culminati in una grande aspettativa per la conferenza.
Il giorno seguente si è tenuta una cerimonia di apertura di impatto regale. Madre Moon e quaranta Capi di Stato sono entrati nella Ballroom con 1200 partecipanti. Dopo le preghiere interreligiose e l'inno nazionale cantato dai Piccoli Angeli, il Dott. Walsh si è congratulato con i partecipanti e ha dato il tono alla conferenza. "Possiamo fare la storia", ha detto, "la pace può venire solo quando tutti i settori della società sono impegnati, in particolare i leader religiosi. Miliardi di credenti aspirano ad un mondo di pace".

ARTICO SOTTO ATTACCO!

Oggi inseriamo i contenuti del nuovo numero di Voci di Pace sul Blog. Incominciamo con questo articolo che tratta il problema dell'ARTICO e lo sfruttamento delle sue risorse da parte delle superpotenze. Qui potete scaricare l'intero PDF della Rivista!

Dinamiche geopolitiche e gravi problemi ecologici
Rimasto isolato per millenni, il mondo ghiacciato dell’Artico, il cui ambiente è ora minacciato dal cambiamento climatico, custodisce enormi ricchezze naturali, il cui sfruttamento è conteso da vari paesi

di Emilio Asti
Avvolto nel mistero sin da tempi remoti, l’Artico aveva acceso la fantasia di molti. Già nel IV secolo a.C. il viaggiatore greco Pitea accennava alla mitica Thule, situata nelle estreme regioni del nord, dimora originaria di un popolo ritenuto depositario di una grande saggezza spirituale. Alla regione artica è sempre stata attribuita una peculiarità speciale che ne faceva un luogo leggendario. Robert Edwin Peary, uno dei maggiori esploratori polari, affermò: “Il Polo Nord è il centro dell’emisfero settentrionale, l’emisfero della terra, della popolazione, della civiltà. È il punto dove l’asse della terra ne taglia la superficie. È il posto dove non c’è longitudine, né est, né ovest, solo sud”.

Nel corso dei secoli l’Artico, detto anche Artide, che non ha confini geografici ben definiti - quelli segnati sulle carte sono solo indicativi - veniva considerato come un territorio di conquista su cui piantare la propria bandiera. A lungo ritenuto inaccessibile, il nome stesso suggeriva l’idea di gelo e solitudine estremi, l’Artico, una delle ultime regioni incontaminate della terra, divenuto oggetto di interessi economici e politici contrastanti, è ora afflitto da gravi problemi ambientali, le cui conseguenze rischiano di coinvolgere l’intero pianeta. Attualmente l’Artico viene visto come una sorta di nuova frontiera energetica, oltreché enorme riserva idrica, ambita da molti. Da più parti si afferma che proprio nell’Artico si deciderà il futuro del nostro pianeta.

4 luglio 2019

AIUTO!

Racconto

di Antonio Saccà
Due gocce, due chiazze, una, due, larghe, rosse, sangue color sangue. La fronte piombata al suolo, in quell’attimo che non aveva salvezza, capì che sarebbe caduto di netto, e sentì il colpo, e vide il sangue, suo, una, due gocce, sangue color del sangue, che si allargavano al suolo, pioggia di sangue, il volto bagnato a rivo, e l'occhio, e la guancia. Tentò di alzarsi, un riflesso difensivo spontaneo, le braccia non reggevano il corpo, mani lo afferrarono, lo sollevarono, accennò che niente era accaduto, ma i volti che lo guardavano gli parvero angosciati, timorosi, gli dissero di chiamare soccorso, sì, sì, lo tennero, lo accompagnarono ad una panchina, gli diedero fazzolettini di carta, li osservò, sono puliti disse chi glieli aveva consegnati, si asciugò, e rivide il sangue... pronto, che è accaduto? Ho la fronte spaccata, perdo sangue, dove è accaduto?, lo disse, non fu inteso, ripete, invio l'ambulanza, presto... intorno gente, tutti stranieri, gli davano fazzolettini di carta, si asciugava, sangue nuovo, sangue acceso sangue senza tregua, l'ambulanza non giungeva, richiamò: sanguino, l'ambulanza non arriva, il suo nome, dove sta, lo disse, aspetti, mi metto in contatto, mentre parlava sentì il suono, l'ambulanza si fermò a qualche metro, uno lo prese sottobraccio per accompagnarlo, non voleva farsi reggere, ma era una generosità spontanea, e accettò... Dall'ambulanza uscì un giovane che stupì a scorgere quell'uomo alto sorretto e insanguinato, lo prese anch'egli sottobraccio e lo aiutò a salire.

1 luglio 2019

L'IMPERATORE CALIGOLA SFIDA LA MORTE

Fiaba

di Antonio Saccà
Quando Caligola divenne imperatore fu soddisfatto. Quel che desiderava, lo compiva. Bastava che parlasse, e parlare valeva comandare. “Faccio la guerra”, e faceva la guerra, e tutti gli altri a fare la guerra obbedendo. “Faccio la pace”, e faceva la pace, e tutti gli altri a fare la pace, obbedendo. “Voglio che il mare sia trasportato nel mio palazzo!”, e tutti a lavorare per costruire canali da condurre il mare nel palazzo di Caligola. “Non voglio il mare nel mio palazzo!”, urlava l'Imperatore e tutti subito ad ostruire i canali impedendo al mare di giungere al Palazzo dell'Imperatore. “Voglio che domani lo schiavo Tullio sia ucciso”, stabiliva l'Imperatore. Tutti afferravano lo schiavo Tullio per ucciderlo il giorno dopo, il giorno dopo stavano per ucciderlo, ma l'Imperatore urla: “Voglio che lo schiavo Tullio non sia ucciso e gli si dia libertà”, e le guardie liberavano lo schiavo Tullio, che sanguinava al braccio. “Sia ucciso chi ha ferito lo schiavo Tullio”, gridò l'Imperatore, e schiavi e guardie furono uccisi tutti giacché non venne scoperto il feritore. “Portatemi dieci donne giovani e vergini” comandò una notte l'Imperatore, gli schiavi e le guardie cercarono e presero dieci donne giovani e vergini trascinandole dall'Imperatore. “Uccidetele”, disse l'Imperatore appena le vide. Schiavi e guardie mozzarono il capo alle disperate fanciulle. Una, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove...”. “No, quest'ultima non uccidetela!”. E l'ultima donna non fu uccisa.