16 ottobre 2018

PERSONAGGI

Esce a giorni il volume di Antonio Saccà: PERSONAGGI-Edizioni ArteScrittura. Una serie di “personaggi”, mitologici, leggendari, letterari, reali, che hanno dato valore, positivo o nefasto, alla storia. Il frontespizio del testo, uno Stemma maestoso, del pittore-scultore Carmelo Crea, dà significato al senso del volume: apprezzare la nobiltà dello spirito. Diamo una anticipazione di un capitolo della pubblicazione.


di Antonio Saccà

GIOSUE CARDUCCI, GIOVANNI PASCOLI

Come nel Medioevo/Umanesimo abbiamo avuto i tre Autori, Dante, Petrarca, Boccaccio, e successivamente Boiardo, Ariosto, Tasso, quindi Foscolo, Manzoni, Leopardi, anche se non con la nettezza associativa di Dante, Petrarca, Boccaccio, più recentemente abbiamo collegato degli scrittori, Carducci, Pascoli, D'Annunzio. Anche se quasi contemporanei essi hanno somiglianze e dissomiglianze radicali, ed in ogni caso non sono indegni della poesia italiana del passato e della poesia europea ed universale, anzi, talvolta, con degli elementi sperimentali che ebbero risonanza.
Stiamo nel compiuto Risorgimento, l'Unità dell'Italia presso che realizzata, Roma è la Capitale, e l'evocazione di Roma è detonante per un italiano, il papato è alle strette, insorge uno spirito laico, liberale, progressista, scientista, almeno nei ceti borghesi che si stavano affermando, fa le iniziali apparizioni il Socialismo, anche il cattolicesimo è attento ai ceti poveri, ai lavoratori, in specie ai piccoli produttori, alle formazioni associate... Il popolo vive nella miseria, in gran numero, nell'ignoranza. Ma in qualche modo, duramente, avanziamo. La Monarchia sabauda è diventata nazionale, comincia l'industrializzazione, ma è ancora l'agricoltura a dominare, sia nella proprietà, sia nei contadini.  Giosue Carducci, Giovanni Pascoli, lo stesso D'Annunzio, sono immedesimati in queste realtà tra Natura e modernità, con maggiore ottimismo in Carducci, e maggiore volontà di giustizia in Pascoli, all'interno, in quest'ultimo, di una sconfortatissima visione dell'esistenza.

PERSONAGGI

Esce, per le Edizioni ArteScrittura, il testo “PERSONAGGI” 


di Antonio Saccà.
È una vasta rappresentazione di uomini, mitici o reali o letterari, che hanno orientato l'umanità in specie europea e dato nobiltà allo spirito. In copertina un significativo, emblematico, solenne Stemma, non di nobiltà sociale, ma, appunto, spirituale, opera del pittore e scultore Carmelo Crea. Ne pubblichiamo per gentile concessione la Quarta di Copertina e la Copertina.

QUARTA DI COPERTINA DEL VOLUME “PERSONAGGI”.
Alla resa dei conti, durante la vita, i momenti accettabili sono causati dal piacere o perfino dalla gioia di poter ammirare, aderire intensamente, entusiasmarci a quel che pensiamo o compiamo, noi e gli altri in noi, non giudicandolo, almeno per qualche istante o più che un istante, del tutto vano, meschino. Accade perfino che siamo colmati dal pensare o fare al punto che spariscono insoddisfazione e noia e riteniamo di segnare l'epoca in quel breve viaggio sulla terra che è la vita, del singolo, della specie, e della stessa vita. Ma gli uomini difficilmente si misurano con il tempo e con lo spazio, ancor meno sentono la loro inconsistenza, se la trascinano, la vita; come una vecchia abitudine, e passano nel mondo senza traccia. Altri, pochissimi, patiscono del contrario. Pur scatenandosi eccedendo le loro energie vorrebbero compimenti maggiori o non arrestano se stessi se non quando li schianta una signora che trucca il gioco, la sempre vedova signora morte. Accrescere l’umanità di trame umane, non ci resta che questa possibilità per dare alla vita consistenza vitale. I “personaggi” di questo volume, in modi differenziati, incisero la loro impronta in quella porzione della realtà che è la storia. spariranno come sparirà la storia. Ma una volta che siamo in vita meglio accrescersi di vita o non vivere. Il peggio sarebbe vivacchiare o addirittura ignorare il valore della vita, tanto maggiore perché rapidissima.  Chi non è in grado di eccessi vitali ha un rimedio illusionistico, amare quanti vissero all'estremo. Certo rimedio più degno che abbassare gli altri perché' non si riesce a volare.