7 febbraio 2016

UN INCONTRO “STORICO”?

di Antonio Saccà

Se una tortura intollerabile mi costringesse a ricevere una fede religiosa e mi lasciassero, i torturatori, libertà di scelta, almeno, mi affiderei a un Dio onnipotente, disposto a imprimere il bene ed il male sull'uomo, al modo del Dio ebraico nel “Libro di Giobbe”,  o del Calvinismo, che ne è la riproposizione; o mi consegnerei ai cristiani ortodossi orientali, in specie russi, li preferirei perché totalmente folli, e soprattutto perché identificano la religione con l'arte, al modo egizio e greco; il Cattolicesimo apparteneva a questo mondo nel Medioevo e nel Rinascimento, una religione estetica, oggi è una religione etica ossia cristianesimo, ed il cristianesimo (mi) suscita problemi. 
Ma sia che sia. Da europeo sento la civiltà classica, quindi l'arte iconica, quindi l'incontro dei cattolici con gli ortodossi è un fatto di cronaca che può diventare storia. Perché è la bellezza (l'arte) che salverà il mondo. Le Chiese ortodosse e la Cattolica sono eminentemente estetiche. E non sussiste niente più del “bello” a rivitalizzare e rendere eminenti le cadaveriche società dell'utile. L'Islam è anestetico, cupamente fedele. Il Protestantesimo si affida esclusivamente alla musica. Le immagini, i corpi sono greco-romani, cattolici, ortodossi. E l'immagine è la vita, i sensi, il mondo, Dio nel mondo. Il sacro afferrabile. Io, non credente, faccio parte di una Associazione, “Insieme per l'Athos”,  che esalta l'iconografia ortodossa, sono stato all'Athos ed in Russia innumerabili volte. Che liturgie, che respiro d'arte, canti da strabiliare, paramenti fantasmagorici, atmosfera trasfiguratrice, non prediche addormentative. Teatro religioso come le antiche tragedie greche. E poi questo culto delle Icone come sante in sé. Mi auguro che la spiritualità ortodossa rinsangui il Cattolicesimo, e avvicini l'Europa alla Russia. Un certo moralismo protestante, bellicoso, oltretutto, ed invadente (i diritti umani forzati) non porta bene. Al dunque, la notizia più confortante di un'epoca sconfortante. Ma è concepibile tenere lontana la Russia che è nella civiltà europea certo più che gli Stati Uniti! Se le religioni, e l'arte, possono scavalcare la faziosità politica, l'incontro del Pontefice con il Metropolita è l'evento più confortante, voglio ripetere, di un disgraziato momento di politicismi senza civiltà.

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