2 marzo 2015

I paradossi del nostro tempo

di Giorgio Gasperoni

Abbiamo appena distribuito ai nostri abbonati il primo numero del 2015 del nostro quadrimestrale “Voci di Pace”. Lo stiamo mettendo anche online: potete visionarlo a questo link. Trattiamo diversi temi che fanno parte del dibattito in questo momento in corso nella nostra società. I temi “non negoziabili” per quanto riguarda i valori etici: famiglia, diritti dell’infanzia. Parliamo d’integrazione di alunni di varie culture nelle nostre scuole.
Un tema importante che viene analizzato ampiamente in questo numero di “Voci di Pace”, è l’analisi approfondita del mondo arabo tra grandezza passata e crisi attuale. Un argomento importante, inoltre, è capire se ci può essere ‘giustizia e libertà oppure giustizia o libertà’. Antonio Ciacciarelli afferma che sono “due grandi ideali irrealizzabili contemporaneamente. Se non si prendono in considerazione altri valori più alti…” esiste, egli afferma “La necessità per la classe politica di ritrovare la propria spiritualità per uscire dal tunnel”.
Ho trovato molto illuminante la riflessione sul suo Blog, del Dott. Gordon Anderson riguardo al tema:
Principi non politica.1
“Le persone usano gruppi d’interesse particolari per influenzare la politica e i legislatori per ottenere le cose per il loro gruppo. Questo non è buon governo, ma una forma di guerra con altri mezzi. Si tratta di una competizione di un gruppo per ottenere le risorse e il potere. Il buon governo, d'altra parte, è un sistema basato su principi che consente a tutte le persone di perseguire una buona vita, la libertà e la felicità senza che alcun gruppo riceva un trattamento speciale”. […]
“Nelle società più grandi dove non ci si conosce tutti personalmente, la libertà e la ricerca della felicità devono essere definite da principi che trascendono le norme comuni. Le norme comuni riguardano la comunità in cui si sono evolute. Principi più complessi che trascendono la coscienza comune, è la terza fase della coscienza sociale; il primo stadio è il comando, il secondo, la virtù dell'essere: entrambi derivano dai valori condivisi da un determinato gruppo sociale. I principi derivano dalla sperimentazione e dalla ragione. Essi trascendono, ma generalmente non negano, i comandi e le virtù che hanno permesso a gruppi culturali di evolvere fino a quel punto”.
In ultima analisi, da dove deriva la dignità umana, e quale percorso storico è stato percorso per arrivare alla Dichiarazione del 1948 delle Nazioni Unite? “... La dignità umana non è soltanto un diritto fondamentale. È il fondamento alla base di tutti gli altri diritti fondamentali... Pertanto, nessuno dei diritti scritti in questo documento deve essere usato per violare la dignità umana”.


Ci chiederemo se nella realtà dei fatti, esista una posizione univoca su cosa sia la Dignità Umana.

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