15 marzo 2012

IL Maestro LUIGI LOTTI

Il Pittore della Dimensione Spirituale

di Renato Piccioni
Osservando le opere del Maestro Luigi Lotti, immancabilmente ci si sente trasportati in una dimensione che nulla ha a che fare con la materialità della vita dell'uomo. Egli, con la sua arte e la sua invenzione di una tecnica pittorica personalissima, ci fa rivelazione di cosa sia insito nelle cose del creato, che pur essendo materiali, quando osservate con l'occhio attento ed ispirato dell'artista, anticipano la "Dimensione Spirituale", che vivremo soltanto al termine del passaggio terreno della nostra breve esistenza materiale.
Ogni suo dipinto, è un racconto speciale, in cui il Maestro, con un’intuizione profonda, ispirata dall'animo suo, ci conduce alla scoperta dei significati che sono presenti nella natura che ci circonda e, che noi, miseri mortali, non percepiamo perché presi nel vortice degli egoismi, che ci portano a vivere questa nostra esistenza in modo talmente veloce, che non ci resta tempo neppure per riflettere sulla straordinaria bellezza del creato di cui, Dio, ci ha fatto dono generosamente. Il M° Luigi Lotti, ha inventato "la pittura delle sensazioni spirituali dell'anima".
Infatti, il suo modulo pittorico, non è una mera rappresentazione di oggetti, di animali, o di bei fiori ed alberi, altrimenti sarebbe una fotografia, ma Egli fa viaggiare l'attento osservatore, stimolandone la fantasia, nella "Luce" del Divino, che abilmente racchiude in un cerchio appena percettibile, che diventa la sua cifra, la sua interpretazione e la sua concezione dell'anima, che poi esprime magistralmente con i colori, dei quali non si sente servo, ma che domina, in quanto ne crea tutte le possibili sfumature cromatiche.
Quel cerchio, appena percettibile, ma di prepotente presenza, è la Sua percezione di come racchiudere l'aspetto spirituale della Luce Divina e, con il quale, delimita la sua ispirazione, mentre trasforma la sua percezione, con la miriade delle delicatissime coloriture come fosse un arcobaleno infinito, con il quali, sapientemente, sa convogliare l'attenta osservazione del fruitore, che, mano a mano che insiste nell'osservazione come fosse alla ricerca dell'assoluto, giunge infine, alla scoperta di immagini che sono delicatamente accennate e frammiste, a riprova della genesi dell'invenzione del grande racconto e della gioia di chi, come l'artista, ha sentito rivelata a se, per poi poterla rivelare agli altri quasi con timidezza, una sua intima scoperta.
È il mondo del Lotti, che Egli osserva nel suo quotidiano, e che lo circonda, con una apparente vita selvaggia, tutta a contornare la sua casa.
Egli spia fra i rami la vita dei volatili che, fin dal sorgere del sole, con il canto ed il frullare delle loro ali, gli sono musica della natura.
Nelle sue opere troviamo ben rappresentata la vita della flora che gli rigoglia attorno, ma colma anche della vita degli abitanti di quella oasi di pace che, con i loro voli, lo ispirano alla rappresentazione della vita libera e, quando anche si imbatte in qualche vittima, ne sa poi narrare la morte ma con soavità e mai con l'orrore che, normalmente, quelle visioni potrebbero suscitare.
Nelle remore delle mode che molti cosiddetti artisti seguono per la facile conquista di un mercato al solo scopo di monetizzare i loro lavori, riscontriamo che in quelle tele la freddezza, che la sola "tecnica" esprime, ce la si trasmette inequivocabilmente, mentre quando ci imbattiamo in chi esprime sulle sue tele soltanto l'ispirazione, a prescindere, ed al di fuori dei canoni di facile mercato, allora sentiamo in noi nascere come un calore che emana da quella tela per raccontarci dell'artista la sua sofferenza e le sue emozioni, ed è allora che possiamo dire di trovarci davanti ad una "vera opera d'arte".
Davanti ad una tela del Lotti, ci si deve soffermare a lungo, perché quella sua invenzione pittorica, richiede lunga osservazione per "scoprire" la meraviglia di quanto è soffusamente celato in quel caleidoscopio di colorazioni e, in quelle pennellate che sembrano lievi sospiri, creati invece più per l'anima che per il nostro essere essenzialmente materia.
Il risveglio dei nostri intimi fremiti di spiritualità, diventano preziosi doni che il Maestro ci fa con la sua "Arte", ed è la nostra gratitudine e la nostra ammirazione che diventano suo premio e sua gioia in quanto, solo allora, sente che le sue opere raccontano appieno i suoi intendimenti e le sue pulsioni, perché suo scopo è quello di giungere all'anima di coloro che vogliono, desiderano e finalmente, sanno intuirlo e capirlo fino in fondo.
Quando una tela suscita tali emozioni nell'animo, in quella tela è impresso il marchio dello spirito che ne ha suggerito la creazione.
A mio avviso, ognuno è maestro nell'arte del suo sapere, ma solo se in esso mette la sua scoperta della "dimensione spirituale" che ci è premiale quando giungeremo al traguardo di questa vita e si aprirà quella porta che ci condurrà nel godimento della "Luce" .
Per ora troviamo, se sappiamo cercarla, la prova che quella "Luce" esiste già dalle opere pittoriche del Lotti, che magistralmente sa darle dimensione con i suoi colori che sono colori di luce e non di materia che, con essi, rappresenta.
Si sa dipingere la luce, solo se quella luce nasce dal cuore che ne è depositano e custode, per se e per gli altri.
Il messaggio che ci viene offerto dalla dimensione pittorica del Lotti, ci è di conforto per affrontare i giorni della vita con più umiltà, perché davanti alle sue tele, ci troviamo davanti l'opera di un grande che sa esserci Maestro di spiritualità attraverso la materia delle sue tele.

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